
Il volume riproduce gli Atti di un Convegno storico sulle figure dei Beati abruzzesi Bernardino, Vincenzo e Timoteo, a 500 anni dalla morte. I dati offerti dai vari contributi hanno il merito di districare sapientemente le vicende e i temi trattati a fronte dell’intricato contesto istituzionale, religioso ed economico che vedeva la città di L’Aquila al centro di un processo che registrò la progressiva crescita della realtà «osservante». Il ruolo dei beati e il serrato esame dei processi socio-culturali e delle dinamiche politico-religiose e culturali documentano l’importante funzione storica assolta dall’«Osservanza» con la sua capacità di inserirsi a pieno titolo nei vari contesti del suo tempo.
Destinatari
Studiosi del francescanesimo e appassionati di storia minoritica.
Autore
ALVARO CACCIOTTI è direttore della Minoritica Provincia Romana dei Ss. Apostoli Pietro e Paolo. MARIA MELLI è religiosa francescana.
Dai migranti e dalla migrazione, che da più di qualche decennio attraversa Lampedusa, può giungere una parola alla teologia e al suo farsi nel Mediterraneo? È questa inquietudine, provocata dai "segni dei tempi", che attraversa le trame e le orditure della pluriennale interlocuzione dialogica di don Stefano Nastasi e Alfonso Cacciatore. Il primo, ad un decennio dal germogliare delle "primavere arabe", ne vide approdare e naufragare tanti suoi giovani protagonisti. Parroco dal 2007 al 2013 a Lampedusa ne narra le vicende, i cui vertici sono segnati dal primo viaggio apostolico di papa Francesco, l'8 luglio 2013, e dal tristissimo naufragio del 3 ottobre. Il dispiegarsi del racconto, il suo attento ascolto, la sua elaborazione e razionalizzazione interrogano Alfonso Cacciatore che, provocato anche da alcune intuizioni del presbitero, si pone in ricerca ed esplora delle possibili piste di intelligenza teologica. Cogliere nella migrazione un "segno" rilevante non esime dal rinvenire il nesso tra questa, la storia, lo Spirito di Cristo e la Chiesa. Comporta, inoltre, la proposta di una lettura altra del Mediterraneo: non più mare che divide, ma opportunità che unisce e affraterna.
Dalla pietà del popolo e precipuamente da quella del popolo aragonese muove questa ricerca a carattere storico- teologico che cerca di rinvenire nei luoghi, nell'economia, nelle sonorità, nei riti e financo negli usi culinari, la «fondatezza delle pratiche religiose che da Aragona abbracciano tutta la vita cristiana ed in special modo quella del Meridione, legata sin dai primi secoli di storia a quel sensus fidei popolare che unisce ogni ceto e ogni rango». Se molte delle forme di pietà del passato sono ormai reminiscenza, la Settimana Santa e la Pasqua Aragonese sono ancora vive perché le realtà che significano sono costituenti l'identità di popolo. Nel piccolo centro dell'agrigentino, Settimana Santa e Pasqua, hanno avuto e continuano ad avere la funzione di nesso nel processo di formazione popolare. La complessa Settimana Santa e Pasqua Aragonese è una concrezione nella quale si stratificano e amalgamano elementi liturgici, catechetici e della pietà popolare. Si intrecciano nelle ricche tessiture del volume memoria storica, intelligenza teologica, demologia e saggezza popolare: elementi di una crasi vera e propria che tende a rendere il lettore partecipe protagonista e mai freddo spettatore.
Il volume tenta di dare alcune risposte a degli interrogativi tra liberta e responsabilita, cercando di ridefinire il senso di tale rapporto. Disponibile per settembre liberta ed etica della res ponsabilita", sono fatalmente antagoniste? La prima tende ad affermarsi senza la seconda. L'agire responsabile, a sua volta, sembra implicare un vincolo insopportabile per la liberta stessa. Ma davver o i problemi nascono dalla "troppa liberta"? A quale responsabilita ci si riferisce nella ricerca di una nuova etica? E come questa puo` oggi affrontare le sfide piu`urgenti? Questo volume tenta di rispondere a tali interrogativi, ridefinendo il senso del rapporto tra liberta e "
Questo volume raccoglie gli atti dell'omonimo Seminario di studio, organizzato dall'Istituto di Metodologia Catechetica della Pontificia Facoltà di Scienze dell'educazione Auxilium, in collaborazione con l'Ufficio Catechistico Nazionale della CEI e con l'Associazione Italiana Catecheti, tenutosi a Roma presso la stessa facoltà il 22 dicembre 2012. Obiettivo del seminario è stato quello di favorire un propositivo dialogo tra i partecipanti, individuando tutte quelle tematiche, criticità, risorse, criteri, prospettive dell'atto di fede oggi, in ambito teologico, antropologico e sociale.
Gli interventi pubblicati in questo volume "in ascolto della teologia" e "in ascolto delle scienze umane" sono un contributo alla comprensione di una tematica, quella dei "segni dei tempi", che è stata in auge negli anni intorno al Concilio Vaticano II, ma che solo alla fine del secolo scorso è diventata oggetto di riflessione e di studio in riferimento alla catechesi e all'evangelizzazione. Hanno affermato i Vescovi alla XIII Assemblea ordinaria: «La "nuova evangelizzazione" chiede alla Chiesa di saper discernere i segni dello Spirito all'opera, indirizzandone ed educandone le espressioni, in vista di una fede adulta e consapevole».
Il volume raccoglie la riflessione sul confronto epistemologico tra catechetica e teologia pastorale svolta al Convegno di Bologna dell'AICa (Associazione italiana catecheti) dal 5 al 7 settembre 2018. L'AICa ha scelto di trattare il tema a conclusione della sua ultima programmazione quinquennale: un tema non nuovo, ma tornato oggi alla ribalta nel contesto della rimodulazione del percorso di Licenza in Catechetica e Pastorale e dell'insegnamento della catechetica che si sta compiendo sia all'interno delle Pontificie Facoltà teologiche che in quelle di Scienze dell'Educazione. La raccolta di saggi/relazioni si articola in due sezioni principali: "Raccolta dati", con uno studio qualitativo sui programmi dei corsi di catechetica negli ultimi 5 anni; "Riflessioni sui dati" (la Teologia pastorale e la catechetica nelle Facoltà teologiche e negli ISSR; l'orizzonte teologico della catechetica; La formazione catechetica nei Paesi francofoni: situazioni e prospettive; Teologia pastorale, comunicazione della fede e spiritualità: le sfide europee).
Chi è il Dio del monoteismo biblico? Non certo un Dio "proprietà" dei soli credenti. Non certo l'Essere assoluto, estraneo al tempo e alla storia dell'uomo, di cui si parla per negarlo o credervi. E' il Dio dei comandamenti: un Dio drammatico, che fa spazio all'alterità e al rischio nella sua stessa Unità e che è in costante relazione con l'uomo: è il Dio che irrompe nella storia con uno sguardo d'Amore e si fa sorgente di libertà e giustizia.
Massimo Cacciari insegna nella Facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Tra i libri che ne hanno più segnato la ricerca, "Krisis" (Feltrinelli, 1976), e pubblicati con Adelphi, "Icone della legge" (1985), "Dell'Inizio" (1990), il dittico europeo "Geofilosofia dell'Europa" (1994) e "L'Arcipelago" (1997), infine "Della cosa ultima" (2004) e il recente "Hamletica" (2009). Piero Coda è preside dell'Istituto Universitario Sophia di Loppiano (Firenze), dove insegna Teologia sistematica, ed è presidente dell'Associazione Teologica Italiana. Tra i libri che disegnano il suo percorso: "Teo-logia" (Lateran University Press, 1997), "Ontosofia" (Mimesis, 2009), e tra quelli pubblicati con Città Nuova, "L'altro di Dio" (1998) e "Il logos e il nulla" (2003).
La figura della Vergine col suo bambino ha svolto un ruolo straordinario nella civiltà europea. Attraverso questa immagine, che assume forme diversissime, che è chiamata e invocata con nomi anche contrastanti, questa civiltà non ha pensato soltanto il proprio rapporto col divino, la relazione di Dio con la storia umana, ma l'essenza stessa di Dio. Perché Dio è generato da una donna? Pensare quella Donna costituisce una via necessaria per cogliere quell'essenza. E le grandi icone di quella Donna, come la Madonna Poldi Pezzoli del Mantegna, non sono illustrazioni di idee già in sé definite, bensì tracce del nostro procedere verso il problema che la sua presenza incarna.
Scrive Cacciari nell'Avvertenza: «Nessuno come Van Gogh ha visto la tragica letizia del colore, l'immortalità della cosa nell'estremo della sua facies patibilis, la sua eternità in uno con la sua natura terrestre. Solo nutrendosi di essa il nostro esserci può credersi indistruttibile». Un viaggio attraverso l'opera - i simboli, i paesaggi, gli autoritratti, gli oggetti dipinti, i colori - di uno dei pittori più amati, commentata dal filosofo e illustrata con ampio apparato di immagini.
Rublev, Piero della Francesca, De Eyck: tre illuminanti esercizi di teologia della visione.
Nella "Seconda lettera ai Tessalonicesi", che la tradizione attribuiva a san Paolo, compare l'enigmatica figura di una potenza: il katechon, qualcosa o qualcuno che trattiene e contiene, arrestando o frenando l'assalto dell'Anticristo, ma che dovrà togliersi o esser tolto di mezzo - affinché l'Anticristo si disveli - prima del giorno del Signore. E l'interpretazione di quella figura è qui lo sfondo su cui si dipana una riflessione generale - in costante 'divergente accordo' con la posizione di Carl Schmitt - sulla 'teologia politica', e cioè sulle forme in cui idee e simboli escatologico-apocalittici si sono venuti secolarizzando nella storia politica dell'Occidente, fino all'attuale oblio della loro origine. Con quale sistema politico può trovare un compromesso il paradossale monoteismo cristiano, la fede nel Deus-Trinitas? Con la forma dell'immuro o, invece, con quella di un potere che frena, contiene, amministra e distribuisce soltanto? Oppure occorre cercare una contaminazione tra le due? Non poche delle decisioni politiche che hanno segnato la nostra civiltà ruotano intorno a queste domande, e nell'opera di alcuni dei suoi più grandi interpreti, da Agostino a Dante a Dostoevskij, trovano una drammatica rappresentazione. Il volume è corredato da un'antologia dei passi più significativi della tradizione teologica, dalla prima patristica a Calvino, dedicati all'esegesi della "Seconda lettera ai Tessalonicesi", 2, 6-7.

