
Il Concilio Vaticano II può essere considerato un concilio trinitario? Il presente volume tenta di rispondere a questo interrogativo attraverso un'attenta lettura teologica dei suoi principali documenti. La straordinaria lezione conciliare insegna che Dio non è un mistero irraggiungibile, ma è comunione di Persone che si rivela e si dona all'uomo per renderlo partecipe della sua stessa vita divina. L'intenzione dei Padri conciliari infatti è quella di mostrare il Dio di Gesù Cristo come orizzonte di senso dell'esistenza umana e fondamento ultimo delle relazioni interpersonali. La Chiesa - Familia Dei - si configura allora come icona della Trinità capace di delineare un nuovo modo di vivere l'ecclesialità, i cui segni distintivi sono la sinodalità, la condivisione e la fraternità.
Tema quanto mai affascinante e attualissimo, per la nuova attenzione oggi rivolta alle religioni, il fenomeno della rivelazione - della manifestazione cioè del sacro nella vita umana - chiama in causa discipline diverse come la fenomenologia della religione, la teologia, l'ermeneutica, la fenomenologia della religione e del linguaggio, la storia delle religioni. Il tema è qui affrontato con originalità e varietà di prospettive nella scansione dei tre momenti - segno, parola, gesto - che formano il nesso interno e profondo della rivelazione. La prima parte del volume contiene puntuali interventi sulle rivelazioni profetiche nel Vicino Oriente antico e nel contesto ellenistico; sulle nozioni di manifestazione, parola e rivelazione nel pensiero antico mesopotamico; sul concetto di rivelazione nelle tradizioni religiose indiane. Si affronta quindi il tema nella tradizione cristiana, con particolare attenzione alla riflessione di Agostino, per la tradizione occidentale, e di Florenskij per quella orientale. Nell'ultima sezione il fenomeno è messo a confronto con le posizioni più interessanti della filosofia moderna e contemporanea (da Kant a Derrida, da Wittgenstein a Ricoeur, a Maritain, a Husserl).
La fede cristiana è intrinsecamente connessa all’idea e alla prassi della testimonianza: da quella apostolica a quella dei martiri, da quella dei santi a quella di ciascun battezzato, una catena ininterrotta di testimonianze lega l’evento di Gesù Cristo all’esistenza del singolo credente. Dopo un periodo di relativo oblio, il Concilio Vaticano II ha trattato in più documenti della testimonianza; da qui un rinnovato interesse per la tematica, che ha attraversato sia il magistero post-conciliare sia la riflessione dei teologi. Lungo un percorso biblico, storico e sistematico si cercano così di individuare gli elementi costitutivi della testimonianza cristiana, in una prospettiva ermeneutica di comunicazione inter-personale.
Informazioni sull'autore
Riccardo Ferri, dottore in filosofia e teologia, è professore di Teologia Trinitaria e decano della Facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense (Roma). Docente anche presso l’ISSR della medesima Facoltà, è prelato segretario e accademico ordinario della Pontificia Accademia di Teologia.
Il presente lavoro compie un'analisi critica dell'idea di communio elaborata da Gisbert Greshake e da lui considerata il concetto-chiave di tutta la teologia. Attraverso un'attenta lettura della prima sezione di Der dreieine Gott (Il Dio unitrino), sono valutati la portata, la consistenza, le potenzialità e i limiti di una categoria di sicuro interesse per la riflessione sul Dio Unitrino e sul senso dell'essere, evidenziando le aree problematiche e le prospettive che da essa si aprono.
Il concetto di persona ha attraversato la storia culturale dell'Occidente, trovando espressione in una serie di termini (sia nelle lingue classiche, sia in quelle moderne) il cui significato si è venuto progressivamente chiarendo in un processo storico-ermeneutico di sempre maggiore approfondimento. In confronto alla notevole mole di studi già dedicati alla tematica, il presente lavoro, da una parte, si inserisce tra le opere che affrontano la questione della persona considerando il percorso del suo sviluppo semantico, segnato dal passaggio dal referente antropologico - in età classico-ellenistica - a quello trinitario - nei primi secoli del cristianesimo - per poi tornare - attraverso la mediazione cristologica - a esprimere una rinnovata concezione dell'uomo, in una continua e inesauribile circolarità. Dall'altra parte, privilegiando l'ambito trinitario, lo studio intende cogliere e sviluppare il nesso tra persona e relazione, indagando la connotazione sempre più relazionale assunta dai termini indicanti la nozione di persona, nonché il parallelo ripensamento della categoria di relazione che, a partire da una dimensione esclusivamente accidentale, giunge ad avere una valenza "dialogica" e infine "trialogica". Il percorso è compiuto soffermandosi solo su quegli snodi ritenuti più significativi (dall'Antichità al Concilio di Nicea, dai Padri della Chiesa ai Dottori medievali, fino agli esiti contemporanei), in un dialogo tra istanze filosofiche e istanze teologiche, senza il quale l'idea di persona sarebbe difficilmente immaginabile.
La Terra è il nostro mondo. L'unico. Lo spazio, al contrario, è un mondo ostile. Per poterlo esplorare siamo costretti a costruire veicoli molto diversi rispetto a quelli che usiamo sulla Terra e per poterci andare di persona dobbiamo ricreare nel veicolo un ambiente artificiale che protegga il nostro equilibrio fisiologico e la nostra stessa vita. Ma la sfida dell'esplorazione spaziale è proprio questa: superare i limiti, conoscitivi e tecnologici, per arrivare sempre più lontano. Paolo Ferri, per anni a capo del dipartimento di operazioni spaziali dell'Agenzia spaziale europea, rivela non solo cosa si fa nello spazio, ma come lo si fa. Attraverso le missioni di ieri e di oggi racconta cosa si intende per volo spaziale - i satelliti artificiali, le capsule, le piattaforme, i sistemi di sopravvivenza degli astronauti, i sistemi di lancio - ma anche i retroscena, le difficoltà, i vicoli ciechi e i successi imprevisti. Il risultato è un'avventura irripetibile ai confini del cosmo, e una riflessione su potenzialità e limiti della conoscenza scientifica.
Un libro su uno dei più antichi monumenti superstiti nell'Insula episcopalis di Napoli (il battistero di San Giovanni in Fonte, a Napoli), e i suoi mosaici.
Un invito ad attingere alle fonti della Parola di Dio per percorrere con coraggio e creatività il cammino della nostra fede.
La moderna società secolarizzata richiede ai cristiani di ripensare profondamente il loro modo di essere cristiani. Non per esserlo di meno, adeguandosi acriticamente alle mode del tempo, ma per esserlo con maggiore autenticità e fedeltà. Con maggiore fedeltà al Vangelo, mettendone in luce la capacità di ispirare ed animare gli uomini di ogni tempo e di ogni cultura; e con maggior fedeltà all’uomo d’oggi, cioè all’uomo della società secolarizzata occidentale in cui siamo stati chiamati a vivere. Ciò richiede l’impegno ad attingere con nuove domande, sensibilità, preoccupazioni, alle fonte della parola di Dio, perché ci sia di indicazione sul cammino che oggi dobbiamo percorrere e di spronare a farlo con coraggio e creatività.
Il libro affronta gli interrogativi fondamentali che la secolarizzazione pone alla fede cristiana e propone alcuni concreti esempi di "traduzione" della fede nel mondo secolare: quanto all'idea di Dio, da purificare dall'ombra del "sacro"; all'Eucaristia, da riscoprire nella sua struttura simbolica; alla Sacra Scrittura, da liberare da ogni residuo di fondamentalismo.
Oggi c'è molta sete di spiritualità, ma la spiritualità cristiana non è più considerata in grado di soddisfarla. Per superare questa situazione è necessario ripensare la spiritualità cristiana in forme nuove, riscoprendola nel suo nucleo originario di annuncio di gioia e di felicità e liberandola dalla mentalità sacrificale che per lungo tempo l'ha connotata. A tal fine si va al cuore stesso del problema, l'interpretazione del senso della croce di Cristo, suggerendo un profondo ripensamento della metafora del "sacrificio" con cui la si è intesa tradizionalmente.
Il libro, rifacendosi anche agli inediti recentemente pubblicati, presenta anzitutto un agile profilo della figura e del pensiero del grande filosofo del Novecento, Emmanuel Levinas. Vi si intrecciano le vicende della vita con il contenuto delle opere, il radicarsi nella tradizione religiosa ebraica e l'impegno a ripensarla con metodo fenomenologico per farne emergere i significati universalmente umani. Tra questi, sono centrali l'assolutezza dell'appello etico del volto d'altri e la dimensione di trascendenza della soggettività umana investita di responsabilità. Segue l'approfondimento di quattro temi teologici: 1. L'itinerario a Dio in chiave etica; 2. Il rapporto tra giustizia e misericordia; 3. Le tensioni dell'escatologia; 4. La trasfigurazione etica e teologica del corpo. Scritto in linguaggio accessibile a tutti da uno dei migliori studiosi di Levinas in Italia, il libro è particolarmente indirizzato a persone con interessi teologico-religiosi.

