
Le donne, che all’alba del primo giorno dopo il sabato si recano al sepolcro di Gesù, sono testimoni di un fatto straordinario: la tomba è vuota. Il sepolcro vuoto è solo il primo indizio: difficilmente i discepoli avrebbero potuto credere nella risurrezione del Cristo se egli non si fosse manifestato in loro presenza. È la sua carne, che reca ancora impressi i segni dei chiodi e della lancia, a palesare la dimensione corporea della risurrezione: egli non si è «reincarnato» in un corpo glorioso, ma è apparso ai suoi nella sua vera carne. Assumendo cibo davanti a loro, egli fuga ogni dubbio sulla sua corporeità. Le Scritture sono invocate dal Risorto a garanzia di ciò che è accaduto: l’evento della sua passione, morte e risurrezione porta a compimento le promesse pattuite da Dio con gli antichi padri d’Israele. I contributi raccolti in questo volume, frutto di un ciclo di conferenze organizzate dall’Arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni, rammentano il senso paradossale della risurrezione di Cristo, riproponendolo, attraverso la testimonianza delle Scritture, all’attenzione dei credenti dei giorni nostri, per i quali la croce, come simbolo della passione, sembra essere più eloquente della risurrezione.
Autore
Bruno Lancuba ha conseguito la specializzazione in Teologia biblica presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e il dottorato in Teologia presso la Pontificia Università Urbaniana. Attualmente insegna materie bibliche nell’Istituto Filosofico Teologico Salernitano e nell’Istituto Superiore di Scienze Religiose in Vallo.
Descrizione
Il racconto della passione e della morte di Gesù, nel quale si radicano fede e speranza cristiane, mantiene intatto il suo fascino e continua ad offrire la sua scomoda e inesauribile ricchezza di senso. Una lunga tradizione di ricerche e riflessioni intorno all’evento centrale nella storia della salvezza viene ripresa in questo approfondito studio di un brano del Vangelo di Matteo.
Adottando prevalentemente la metodologia narrativa, esso perviene a una interpretazione teologica e a una valutazione delle diverse posizioni sorte sul piano esegetico. Con il corredo di precise analisi semantiche e sintattiche e ampi riferimenti bibliografici, l’autore fa emergere efficacemente i molteplici significati e il messaggio contenuto nel racconto evangelico, che non cessa di essere fonte di stimolanti interrogativi per ogni esistenza umana.
Il contesto in cui viviamo sembra non favorire un sentire culturale per una comprensione della fede in chiave sacramentale. «L'aspetto visibile, concreto, della religione, il rito e il simbolo», scriveva R. Guardini già negli anni Venti del secolo scorso, «viene compreso sempre meno, non è più vissuto in modo immediato». Eppure, le categorie di "rito" e di "mistero" costituiscono due riferimenti essenziali per la fede, per una riflessione credente sulla realtà e, non da ultimo, per un approccio al tema del sacramento. Il sacramento esiste infatti come evento nel quale si dà il mistero di Cristo nell'azione rituale della chiesa. Guidando a una ripresa sistematica di questi argomenti, a partire dal confronto con la sacramentalità della rivelazione e della chiesa, insieme al rimando ai sacramenti in genere ritus, il manuale offre una chiave di lettura aggiornata e originale sulle classiche questioni dell'istituzione, dell'efficacia, del ministro, a cui si aggiunge il tema del rapporto tra sacramenti come atti di culto e di santificazione. Non mancano alcune schede sul carattere pastorale del settenario e, per finire, un'Appendice sul senso e il valore dei cosiddetti "sacramentali": rito delle esequie, liturgie della Parola, benedizioni, consacrazioni, esorcismi, dedicazione della chiesa... Gli elementi fondamentali della riflessione teologica sui sacramenti in un manuale chiaro, documentato, completo, sistematico.
Questo volume vuole porsi in ascolto di ciò che l'insegnamento della Chiesa afferma a proposito della validità della celebrazione dei sacramenti. L'autore ripercorre le tappe più recenti della riflessione del Magistero in materia: il Concilio Vaticano II, alcuni documenti della Commissione Teologica Internazionale, le risposte ai dubia sollevati relativamente al tema della validità e la Nota pubblicata dal Dicastero per la Dottrina della Fede Gestis verbisque. In quest'ultimo scritto si chiarisce che non può esserci validità senza un'azione rituale, perché è proprio l'azione rituale a mediare l'incontro personale e comunitario con Dio. È necessario, dunque, approfondire questo incontro non solo a livello teorico, ma soprattutto nella sua declinazione nella prassi ecclesiale come azione pastorale e celebrazione liturgica.
Che questa nuova edizione sia interamente riveduta è indicato in modo evidente dal fatto che il manuale esce ora con una doppia firma. Si tratta comunque di una revisione nella fedeltà: è stato infatti rispettato l’impianto dell’opera, distinta in due parti – anamnesi ed epiclesi – corrispondenti all’auditus e all’intellectus fidei. Le integrazioni sono anzitutto bibliografiche; le novità riguardano l’articolazione della seconda parte in tre capitoli e la bibliografia ragionata, inserita alla fine di ogni capitolo piuttosto che al termine delle due parti, perché il lettore possa orientarsi immediatamente negli argomenti trattati nei capitoli stessi.
Del tutto nuova, rispetto all’edizione precedente, è la sezione II del capitolo conclusivo sulla «vita nello Spirito». La scelta non si discosta dalle brevi suggestioni della Conclusione proposta nella prima edizione come «Paraclesi: La vita nello Spirito». Ampliare quelle prospettive nella linea dell’esistenza cristiana, riprendendo la dottrina della vita teologale nella fede, speranza e carità, illuminata e sostenuta dai doni dello Spirito Santo, è sembrato il modo più adatto per esplicitare e applicare le virtualità di una sintesi pneumatologica davvero capace di cogliere il riverbero del mistero e di indicare la presenza dello Spirito nella storia e nella vita dell’uomo.
Nella convinzione degli autori che – come diceva Barth – dello Spirito è «impossibile parlare» ma anche «impossibile tacere».
Sommario
Prefazione alla I edizione. Prefazione alla II edizione. Introduzione: il deserto e lo Spirito. I. Anamnesi: la rivelazione dello Spirito. 1. Lo Spirito nella Parola rivelata. 2. Lo Spirito nella fede della Chiesa. II. Epiclesi: la presenza dello Spirito. 3. Dall’evento al mistero: Lo Spirito nella Trinità. 4. Dall’evento al sacramento: lo Spirito e la Chiesa. 5. Dal sacramento al compimento: lo Spirito, la storia, l’eschaton. Conclusione: «Veni, creator Spiritus». Bibliografia generale. Indici.
Note sugli autori
Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini, già assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica Italiana, ha insegnato teologia alla Pontificia Università Gregoriana.
Dario Vitali, presbitero della diocesi di Brescia, è stato segretario dell’Associazione teologica italiana (ATI) ed è docente di ecclesiologia alla Pontificia Università Gregoriana.
Il secondo quaderno della Rivista "la bellezza della fede", dal titolo Celebrare la fede è dedicato ad un argomento ispirato alla Costituzione Sacrosantum Concilium, promulgata esattamente cinquant'anni fa, nel 1963, ed è incentrato, nella parte monografica, sulla dimensione educativa della liturgia. Con l'intervento dei seguenti autori: Davide Brighi, Erio Castellucci, Giuseppe De Carlo, Dino Dozzi, Ugo Facchini, Rosino Gabbiadini, Giovanni Gardini, Sergio Gollini, Francesco Lambiasi, Claudia Manenti, Annalisa Marinoni, Emanuela Penni, Alessandro Russo, Loris Scarpelli, Serena Vernia, Gilberto Zappitello.
Francesco Lambiasi approfondisce il tema dello Spirito Santo e, per dare il via alla sua riflessione, prende spunto dal Credo : credo nello Spirito Santo che è Signore è da la vita.
Il volume fa parte della collana “Alle radici della fede”, curata da Enzo Bianchi, e composta da sette libri di commento al Credo scritti da sette grandi autori.
In occasione dell’Anno della Fede, un percorso che conduce il lettore alle radici del Cristianesimo.
“Infondendo nei cuori la carità, lo Spirito Santo non infonde solo una virtù, ma infonde se stesso. Infatti lo Spirito Santo è il dono perfetto: in lui il dono si identifica con la persona.
Da ciò risulta che lo Spirito Santo, come dono e come donarsi reciproco del Padre e del Figlio, quando viene in noi, comunica se stesso come capacità e generoso impulso a donarci ai fratelli”.
Francesco Lambiasi è nato a Bassiano (Latina) nel 1947. Consacrato vescovo nel 1999, è stato assistente dell’Azione Cattolica Italiana per sei anni (2001-2007) e Presidente della Commissione CEI per la Dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi dal 2000 al 2005. Vescovo di Rimini dal 15 settembre 2007, mons. Lambiasi ha al suo attivo diverse pubblicazioni di carattere teologico e pastorale. Tra queste: Gesù di Nazareth. Una verifica storica (Marietti, 1983); Vorrei pregare con la Bibbia (EDB, 2005); Mi presenti Gesù? Intervista a Marco primo narratore del vangelo (EDB, 2006); Il pane della domenica. Meditazioni sui vangeli festivi (AVE, 2007). Per “Il Ponte” di Rimini, mons. Lambiasi ha scritto una trilogia sui vangeli festivi, iniziata con Sorpresi dalla gioia, proseguita con Accesi dalla Parola e conclusa da Stupiti dal Mistero, oltre che una collana natalizia di storie per bambini (Il quarto Re Magio e Quel Natale con Francesco e il lupo di Greccio) e due volumetti di sms letterari per ogni giorno dell’anno dedicati a giovani e ragazzi (Verbi all’infinito).
I testi qui raccolti sono il frutto di due intense riflessioni proposte dal vescovo, mons. Francesco Lambiasi, in questi primi mesi del suo episcopato. Scaturite da distinte circostanze (la prolusione al nuovo anno accademico dell'ISSR "A. Marvelli" e la lezione magistrale tenuta all'Università di Bologna - Polo di Rimini) queste due riflessioni trovano la loro profonda connessione nel rinnovato incontro tra fede e ragione, tra verità e libertà, tra conoscenza e amore. In profonda sintonia con la più autentica tradizione del pensiero cristiano, il vescovo Lambiasi ci mostra, con magistrale sintesi, come la verità manifesta diviene amore e, nel contempo, come l'amore realizzato si trasformi in bellezza.
Questo breve ma solido approfondimento sul tema del "perdono" scritto da Francesco Lambiasi, Vescovo di Rimini, è un cammeo, un essenziale percorso ascetico che tutti, prima o poi, dovremmo affrontare. Concludono il testo una "ginnastica degli esercizi spirituali", per crescere nella pratica del perdono, e alcune fortissime testimonianze, a cura di Paolo Guiducci, che ci aiuteranno nella nostra personale, quotidiana, rigenerante fatica della riconciliazione.
Il Padre ci ha dato una buona maestra, Maria di Magdala, che ha imparato la spiritualità «ai piedi di Gesù» con la sua stessa vita. È un cammino di crescita interiore alla nostra portata. Seguiamo i suoi passi e proviamo a metterlo in pratica! «Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco». (Lc 7,47)
Spesso l'incontro tra le scienze e la teologia viene presentato in termini di conflitti, scontri e incomprensioni. La storia passata e presente è piena di contraddizioni implicite o esplicite tra gli uomini di scienza e quelli di fede (come l' "affare Galileo" o il dibattito sull'evoluzionismo). Contro il concordismo - che confonde e mescola indebitamente scienza e teologia - e il discordismo - che mette "muso a muso" le due discipline - il presente lavoro si basa sulla speranza di poter realizzare un dialogo che non mutili né la verità scientifica né quella teologica. Nel primo capitolo Lambert fornisce una definizione del fenomeno scientific('); quindi espone la teologia cattolica della creazione e della ragione; ~amina successivamente le diverse 'modalità di dialogo scegliendo quelle che rispondono meglio alle sollecitazioni provenienti dall'uno e dall'altro campo. Un testo stimolante non solo per gli addetti ai lavori, ma per quanti, credenti o non, desiderino capire come la teologia cattolica resti pensabile quando si confronta con il pensiero scientifico contemporaneo.

