
Parola ai giovani è l'opportunità di mettersi in ascolto dei giovani, per imparare ad ascoltarli e rinnovare le nostre pratiche pastorali così da essere all'altezza del cambiamento d'epoca in atto. Analizza in modo preciso il processo sinodale, ponendo attenzione soprattutto alla fase di ascolto. Presenta dettagliatamente tutti i testi della Riunione presinodale del 2018. Sulla base delle provocazioni offerte dai giovani, prova ad immaginare la conversione ecclesiale che possa consentire alla Chiesa di essere autenticamente a servizio con e per i giovani.
Il volume presenta riflessioni filosofico-teologiche su Dio nel mondo contemporaneo. In questo periodo di crisi globale, che è anche un'occasione di svolta, Dio si trova al centro del crocevia dei tempi, delle fedi e dei saperi. Nella parte iniziale dell'Opera si cerca di chiarire perché, ma soprattutto come sia possibile parlare di Dio oggi; nella parte centrale si prendono in considerazione i rapporti tra Dio, filosofia e rivelazione, ripercorrendo i classici «sentieri verso Dio», da Anselmo d'Aosta a Wittgenstein, da Tommaso d'Aquino a Teilhard de Chardin, da Kant a Rahner; nella parte finale si affrontano le questioni della teodicea ovvero si indaga la relazione tra Dio Amore e il mistero del male.
Il tema del prestito nella tradizione cristiana ha sempre suscitato dispute complesse e piuttosto controverse. Il prestare implica il dare, senza sperare e pretendere un ritorno, senza richiedere un qualsiasi interesse. Il "dare" è fondamentale nella prassi e nella teologia cristiana. Connesso a questo tema difficile rimangono tante altre "questioni" da affrontare e da risolvere. Ad esempio: l'esegesi, a commento di tanti testi biblici, emette un verdetto di incompatibilità tra Cristianesimo e mercato, o ha saputo trovare vie di soluzione? Ed anche: come teologia e magistero hanno affrontato le secolari questioni relative a povertà e ricchezza, gratuità ed interesse, carità e giustizia? Attraverso un approccio teologico-morale, questo volume intende offrire un valido contributo ai protagonisti del prestito, siano essi singoli individui o istituti finanziari, perché nella salvaguardia e nel rispetto degli "interessi" e dei diritti delle parti, la contrattazione tra creditori e debitori sia rispettosa della giustizia e della carità perfetta.
Con il presente lavoro vogliamo mettere in risalto le implicanze morali e sociali della complessa e sempre attuale problematica della frode. La frode è una piaga antica e sempre nuova, in continua evoluzione, che per raggiungere il proprio fine si serve dell'inganno e dell'astuzia. È a motivo dell'utilizzo di queste due particolari "armi" che per il frodato è quasi sempre impossibile difendersi dalle funeste intenzioni del frodatore di turno. Certi che la verità dell'uomo è dalla verità di Dio e dalla Sua Parola, partendo da quest'ultima vogliamo provare a fare un po' di chiarezza sulla tematica della frode che minaccia non solo il corpo dell'uomo ma anche il suo spirito.
Un pastore protestante e un vescovo cattolico condividono in questo vibrante dialogo epistolare un'urgente preoccupazione comune: che il vangelo non sia tenuto prigioniero dalle istituzioni che lo annunciano. Due uomini di fede che si scoprono "fratelli di spirito" tratteggiano, in un'appassionata condivisione ecumenica, un'autentica comunione che li porta a osare una parola audace, insieme critica e costruttiva, per una chiesa al servizio del mondo, che si lascia sconcertare dagli incontri e dalle sfide attuali. "Se desideri una chiesa rinnovata, capace di camminare con passione e umiltà insieme alle donne e gli uomini di oggi; se sogni chiese e religioni in dialogo per rinnovare il loro modo di essere 'comunità generative' per la società; se sogni chiese 'in uscita', appassionate dell'umano; se credi alla serietà del dialogo... questo è proprio un libro che fa al caso tuo" (dalla "Prefazione" di Derio Olivero).
Chi siamo? Da dove veniamo? Qual’è il nostro destino? Sono domande che nel corso della storia hanno avuto risposte differenti a seconda dei diversi approcci metodologici, oscillanti tra gli estremi di un materialismo riduzionista e l’arroccamento in un letteralismo biblico.
Charles Darwin ha dato una spiegazione scientifica dell’origine della vita e nel passato la sua teoria ha generato tensioni avverse in alcuni ambienti ecclesiastici, ma alla fine ha ottenuto il riconoscimento unanime della Chiesa Cattolica. La novità è quella di concepire un Dio non solo come creator, ma anche e soprattutto come evolutor. Questo libro intende dimostrare che le risposte alle questioni sull’origine del mondo e dell’uomo nascono da un insieme di contributi scientifici, filosofici e teologici.
Destinatari
Un ampio pubblico
Punti forti
Il libro raccoglie gli atti del Convegno L’evoluzione biologica. Dialogo tra Scienza, Filosofia e Teologia, promosso dall’AMCI e svoltosi nel novembre 2010.
Contributi di Gianfranco Ravasi, Antonio Lattuada, Giorgio Manzi, Santiago Sanz Sánchez, Giorgio Lambertenghi Deliliers, Franco Giulio Brambilla, Ludovico Galleni, Alfredo Anzani e Evandro Agazzi.
Un moderno approccio al dialogo tra Scienza, Filosofia e Teologia.
«Il Signore guarisce tutte le tue malattie», recita il Salmo 103. Ma come affrontarle? La sofferenza ha in sé un senso salvifico che tutti gli uomini, compresi i non credenti, possono sperimentare. Malattia e sofferenza vanno combattuti e superati con la scienza, la tecnologia, la medicina ma anche con la speranza. Come ha scritto Vittorino Andreoli, «il dolore rivela all’uomo i fondamenti del suo essere uomo: la propria fragilità, l’aver bisogno dell’altro, l’importanza dei legami e dei sentimenti, la bellezza di una condizione di bisogno e di dipendenza». In questo libro alcuni grandi autori illustrano il loro modo di concepire malattia e speranza: si passa dalla significativa esperienza di Lourdes (Alessandro De Franciscis) alla vicenda personale, riportata con profonda partecipazione (Paola Bassani); dalla persona malata tra crisi e progetti e tra scienza e fede (Carlo Casalone) all’approccio terapeutico nei bambini (Momcilo Jankovic) e alla malattia nella Bibbia (Gianfranco Ravasi).
Un medico, un missionario, un uomo coraggioso e mite, sostenuto da una fede incrollabile. Padre Giuseppe Ambrosoli aveva deciso da ragazzo che avrebbe vissuto da comboniano al servizio dei poveri e che per questo avrebbe lasciato il suo paese, Ronago (CO), gli affetti e l'azienda familiare. Destinazione: Uganda. Partito nel 1956 con la nave Africa, dopo un avventuroso percorso su una jeep in mezzo alla savana, trovò a Kalongo, ai piedi di quella che è chiamata la Montagna del Vento, un dispensario per la maternità, una piccola capanna con il tetto di paglia. Nel giro di pochi anni, grazie alla sua caparbietà, alla grande capacità di medico e sacerdote, allo spirito manageriale ereditato dalla famiglia, quel piccolo centro divenne un grande ospedale. Ma la guerra civile irrompe nella vita dell'ospedale, stravolgendola. L'ordine di evacuazione è perentorio e padre Giuseppe, costretto in sole 24 ore ad organizzare la carovana di pazienti, medici e infermieri, lascia Kalongo senza tornarvi mai più. Lui, medico al servizio dei più poveri, muore a Lira, isolata dalla guerra, senza la possibilità di essere curato. Tutto finito? No. L'ospedale di Kalongo, protetto dai suoi abitanti, dopo tre anni rinasce e prosegue la sua opera di cura dei più vulnerabili. Quella storia di dedizione al prossimo e caparbietà umana continua ancora oggi con la Fondazione voluta dalla famiglia Ambrosoli e dai missionari comboniani, che hanno raccolto l'eredità di padre Giuseppe per dare sostegno e continuità ad un miracolo d'amore. Como, Milano, Kalongo. Migliaia di chilometri di distanza, rumori e odori diversi, ricchezza e povertà. Ma padre Giuseppe e la sua opera hanno ridotto le distanze, unito l'Ospedale e la Fondazione, i medici ugandesi e i volontari italiani, il bisogno di ricevere e la voglia di dare. Premessa di Mario Calabresi. Prefazione del card. Gianfranco Ravasi.
«Mentre in Italia veniva dichiarato il confinamento a causa della pandemia di Covid-19, mi recavo dal mio convento parigino a Lussemburgo, dove insegno e faccio ricerca. In quel frangente tutte le frontiere d’Europa sono state chiuse e mi sono ritrovato nel Seminario Maggiore, in solitudine. La prospettiva spirituale che mi sono dato è stata di vivere questo tempo nella meditazione, nella preghiera, nel lavoro quotidiano, evitando l’isolamento intellettuale e spirituale. Non potendo predicare in una chiesa, l'ho fatto "in digitale", in forma telematica, e questo libro raccoglie alcune delle riflessioni di quei giorni».
Sommario
Introduzione. Negli ospedali una liturgia invisibile, con il fiato sospeso. Che niente sia più dato per scontato. Anche le stelle piangono con noi. La lezione dell’esilio. Persone dietro la maschera. Riscoprire con Lazzaro la dignità dovuta ai morti. Guarire dal virus, ripensare la malattia. Nell’attesa di un abbraccio. La libertà cresce nella disciplina. Quella piazza vuota. Il profumo della vicinanza. Un mondo senza cuciture. Risvegliàti dal silenzio, come Adamo ed Eva. Teniamoci pronti ad accogliere il dono. Oltre il velo delle illusioni. Il segno vivo della memoria. L’imprevedibile che porta alla salvezza. Il velo e la croce. Sia lode alla luce. Uniti nell’amore del Dio nascosto. Anche l’interiorità ha bisogno di segni. Il cielo in una cella. Oggi è lo streaming il nostro «lembo del mantello». Il contagio della disuguaglianza. E adesso torniamo a guardare la natura. Un tempo per ringraziare.
Note sull'autore
Alberto Fabio Ambrosio, domenicano, è professore di Teologia e Storia delle religioni alla Luxembourg School of Religion & Society e direttore di ricerca al Collège des Bernardins (Parigi). Dopo aver condotto ricerche per più di dieci anni nel centro domenicano Dosti di Instambul sul sufismo ottomano, si dedica oggi alle relazioni tra vestito, moda e religioni. Tra le sue pubblicazioni recenti: Lotta continua. Lo stupore del Vangelo (San Paolo 2015), Un Dio curioso (Castelvecchi 2018) e Dio tre volte sarto. Moda, Chiesa e teologia (Mimesis 2020).
"Possiamo dire che le parabole sono la dimostrazione antropologica che Cristo era davvero uomo, perché conosceva la vita nei dettagli futili del qui e ora, perché gli erano familiari paesaggi concreti, la polvere delle strade e le acque limacciose del Giordano, perché sapeva il sapore del vino e il gusto dell'acqua del pozzo. Perché aveva un'esperienza del mondo che può avere solo chi vi ha vissuto nelle contingenze particolari del presente" (dalla Prefazione di Franco La Cecla). In questo volume, Alberto Fabio Ambrosio offre al lettore una lettura inedita di alcune tra le più belle parabole dei Vangeli, dalla perla preziosa al buon Samaritano, dal banchetto di nozze al figliol prodigo.
Un Dio curioso è una raccolta di articoli scritti dall’autore per l’«Osservatore Romano». Ne risulta un percorso di vita attraverso il mondo e la sua spiritualità con al fondo l’idea di un Dio che è onnipresente nella vita terrena, il cui zampino è visibile negli avvenimenti quotidiani – nella lettura di un libro, in un matrimonio apparentemente normale, in un convegno un po’ particolare. Quasi Dio fosse desideroso di prendere parte a tutto. E lo è perché ogni cosa ha radice in Lui, specie per un cristiano. L’autore, padre domenicano, riattraversa i Paesi in cui ha vissuto: si parla di Turchia, della Francia dove ha sede la comunità domenicana, della Parigi degli attentati, di americani alla ricerca di una spiritualità universale, ma anche di diversi libri che hanno richiamato la sua attenzione. Vi è l’Oriente, vi è l’Occidente, vi è il desiderio di una spiritualità incarnata nel mondo.
Alberto Fabio Ambrosio
(Fano, 1971) È sacerdote nell’ordine dei Frati Predicatori (Domenicani). Dopo lo studio della filosofia e della teologia in Italia, intraprende gli studi in Lingua e Letteratura turca all’Università di Strasburgo. Consegue nel 2007 un dottorato in Storia moderna e contemporanea alla Sorbona di Parigi, con una tesi sul sufismo ottomano e, nel 2013, l’abilitazione a dirigere le ricerche in teologia cattolica all’Università di Metz. Specialista della mistica musulmana e dell’islam in Turchia, ha al suo attivo numerose pubblicazioni. Attualmente è professore di Teologia e Storia delle
religioni alla Luxembourg School of Religion & Society (LSRS), dove sta sviluppando un progetto di ricerca su spiritualità e modernità e le loro implicazioni teologico-politiche.

