
Il Cristiano non è del mondo, ma è certamente nel mondo. Rivoluzione libertaria, crollo della pratica religiosa, perdita di valori etici… di fronte a questi sconvolgimenti della società, i cattolici si trovano contro corrente. Valutando le sfide da esaminare, l’autore distingue, chiarisce, illumina, incoraggia e ridona la speranza, in un appello forte e coraggioso. Dimostra come sia possibile l’impegno dei cattolici - in particolare dei giovani - nella vita pubblica, in politica, nell’impresa, nell’insegnamento, nei mass media o nella cultura… al fine di essere dei "testimoni senza complessi" per riprendere le parole di Benedetto XVI e "scendere dal balcone" per passare all’azione, come ci ha detto papa Francesco. Siamo invitati a diventare sale della terra per dare il senso vero alla nostra esistenza e a quella di tutti. "La fede non separa lo spirituale dal sociale, anzi dà al cristiano la forza di interagire con il mondo, per rispondere ai bisogni degli altri, specialmente dei più deboli". (Papa Leone XIV)
A volte la fede, che dovrebbe giungere quale "buona notizia" leggera come il vento, finisce per appesantirsi sotto un carico di doveri, maschere e aspettative. Ci ritroviamo a recitare il copione della "brava persona", dicendo sempre di sì, soffocando dubbi e fragilità per timore di non essere abbastanza agli occhi degli altri o addirittura di Dio. Don Moreno Migliorati ci invita a un necessario processo di decluttering spirituale: un'opera di pulizia per eliminare le sovrastrutture e le "ombre" che offuscano la vita di fede. Tramite un dialogo costante tra le scene del Vangelo, l'esperienza pastorale e i segni della cultura contemporanea, l'autore accompagna chi legge in un percorso gentile, per smascherare le dinamiche tossiche che possono travestirsi da virtù: il bisogno di piacere, la confusione tra amore e sacrificio, la colpa come linguaggio dominante, la fatica di dire no. Pagina dopo pagina, prende forma una spiritualità più vivibile, meno performativa: un libro per chi è stanco di recitare, per chi abita le parrocchie con inquietudine e per chiunque sospetti che la fede abbia a che fare proprio con l'imperfezione e la fragilità. Perché forse Dio non ci attende in cima a una scala di meriti, ma proprio lì dove siamo: graffiati, stanchi e finalmente veri. Prefazione di Mariapia Veladiano.
Sempre più spesso, nelle comunità parrocchiali, capita di avvertire un senso di angoscia e delusione, tanto fra i sacerdoti quanto fra i fedeli. Tali sentimenti sembrano derivare da un più generale pessimismo che impera nel mondo, una logica di sfiducia che appartiene a chi non vive della luce del Vangelo ma anche, ormai, a chi crede nella Buona Notizia. Prendere atto delle difficoltà che la Chiesa sta attraversando è giusto e proficuo: ma ciò non deve tradursi in una resa debole e definitiva allo stato attuale delle cose. In questo libro don Marco D'Agostino parte da una presa di coscienza dei problemi presenti nelle comunità cattoliche e della necessità di non cedervi, invitando a «mettere mano a certi meccanismi, invertire la rotta, indossare altre lenti che non siano solo quelle scure, facendo qualche passo in più verso una riconciliazione con Dio, con noi stessi, coi fratelli e col mondo, tale da intravedere un po' di sereno». Stare nella speranza, che viene dal Vangelo ed è una speranza gioiosa. Ciò vale, innanzitutto, per i sacerdoti, ma anche per chiunque viva nella Chiesa: diaconi, sposi, consacrati, laici… tutti, insieme, sullo stesso cammino verso Dio che è amore, carità, serenità.
Viviamo in tempi nervosi: si corre, si sbuffa, si pretende, si risponde male. La maleducazione fa spettadolo, la prepotenza alza la voce, e parole semplici come grazie", "prego", "scusa" sembrano quasi finite fuori catalogo. Eppure funzionano ancora benissimo. Il libro non è un trattato di buone maniere, nè una predica nostalgica. E' un viaggio leggero e concreto nella vita di tutti i giorni - in famiglia, al lavoro, nel traffico, sui social, nei conflitti, nelle giornate storte - dove la gentilezza smette di essere teoria e torna a essere pratica. Con ironia, esempi e uno sguardo attento all'umano, Diego Goso racconta una vertità semplice: la gentilezza non è zucchero e non è debolezza. E' misura, è intelligenza, è stile. Perchè essere sgarbati è facile. Essere gentili, invece, è da persone che hanno capito come stare al mondo.
Esiste una fototessera capace di raccontare ciò che gli altri non vedono? La fototessera dell’anima è questo: uno specchio essenziale che ti accompagna nel momento più decisivo della vita - quando scegli chi diventare. Prima di essere santo, Francesco è stato un ragazzo inquieto, ambizioso, innamorato delle feste e dei sogni. Ha conosciuto l’entusiasmo e la delusione, il successo e la sconfitta. La sua non è la storia di un eroe perfetto, ma di un giovane coraggioso che ha scelto di cambiare sguardo. Ottocento anni dopo, l’avventura di Francesco torna a parlare ai ragazzi della Generazione Z - e a chi li accompagna - con una forza disarmante e attuale. Oggi, dalla sua anima alla tua anima, questo testo svela la fotografia che potrebbe rivelare chi sei… e chi vuoi diventare! Prefazione di Gualtiero Bassetti. Postfazione di Pietro Parolin.
Quando pensiamo alla genitorialità iniziamo subito a cercare libri, podcast, blog, corsi, ma la realtà è che un manuale per essere genitori non esiste. I fattori in gioco sono talmente tanti, già da quando si inizia a pensare a un figlio, che è normale sentirsi persi, confusi, spesso inadeguati prima ancora di cominciare. Questo libro non vuole offrire risposte né soluzioni facili. Per quello, lo scoprirete, ci sono i parenti, chi è diventato genitore prima di voi (o anche no) o ChatGPT. Già durante la gravidanza siamo circondati da una lista infinita di "bisogni": il body giusto, il nido perfetto, l'app per le contrazioni, la borsa preparto. Ma oltre le cose, c'è un bisogno che nessuno può mettere nel carrello: il tempo. Tempo per ascoltarsi, prepararsi, cambiare idea. Tempo per non sentirsi soli in questo percorso, qualunque forma prenda. Questo libro è un invito a rallentare, a fare spazio, a non sentirsi sbagliati. E a scoprire che, anche senza manuale, si può trovare una strada. La propria. Prefazione di Francesco Billari.
Amore, Donna, Giustizia, Guerra, Libertà, Speranza… Sono solo alcune delle voci contenute in questo "piccolo", ma essenziale Dizionario del Cristianesimo che raccoglie e affronta le problematiche più urgenti dell'etica, della società e della cultura intrecciandole alle complesse questioni del vivere la fede oggi. Uno strumento prezioso per tutti coloro che, credenti e non, cercano riferimenti significativi per la propria esistenza. Con la speranza che queste "parole di vita" continuino a fermentare nei cuori già persuasi della loro inesauribile forza e incontrino coscienze che ignorano la semplice profondità del vero credente.
La tradizione spirituale ha custodito un lessico prezioso, un tesoro di parole capaci di comunicare il mondo della vita interiore, i passaggi del cammino dell'esistenza, l'umano nella sua dimensione di corpo e di affetti, il rapporto con l'altro e con Dio. È un vocabolario che dà voce alla ricerca di senso, dal valore trasversale ed ecumenico, che trova fondamento nella Parola di Dio ed è al contempo proprio dell'esperienza umana universale. Sono parole "antiche" che sembrano riemergere in modo nuovo nel contesto contemporaneo. Ridire le parole della spiritualità significa un po' ritrovarle, cogliendo la sfida di una risintonizzazione del linguaggio del credere sulle frequenze del bisogno di significato che abita il nostro tempo.
Riflessione a tutto campo su una delle grandi parole del cristianesimo, poi ripresa dall’Illuminismo, spesso però messa da parte rispetto all’urgenza della libertà e alla lotta per l’uguaglianza, quindi posta di nuovo al centro dell’attenzione da Papa Francesco con l’enciclica Fratelli tutti. L’Autore, che da decenni abita in terra musulmana (Algeria), pensa e presenta la chiamata alla fraternità come insita nel messaggio evangelico e come urgenza per il mondo di oggi. Una sfida per i cristiani di ogni luogo e di ogni tempo, una missione cui il credente non può sottrarsi.
Si può, nel corso dello stesso libro, spaziare da Natsumi Hayashi, fotografa di Tokyo, al poeta Tonino Guerra, dal libro di Giobbe a Samuel Beckett. dalla Regola di san Benedetto a a Nanni Moretti? Si può, se si si prende come metro di giudizio sulla realtà l'adagio dell'apostolo Paolo «vagliate ogni cosa, trattenete ciò che è buono».
José Tolentino Mendonça, che è cardinale, poeta e biblista, sa bene che le parole umane ci possono parlare di Dio.
Ed è per tale motivo che in queste pagine d'indagine sulla spiritualità percorre sentieri dell'arte e della poesia, della Sacra Scrittura e del romanzo, della filosofia e dalle sapienze orientali. Perché è affinando lo sguardo sull'umanità di ciascuno che è possibile avvicinarsi al mistero di Dio. Ed è per questo che in un avvincente viaggio nell'interiorità Mendonça si fa accompagnare dall'inquietudine esistenziale di Albert Camus e di Etty Hillesum, così come dalla sapienza di Isacco di Ninive e dall'immaginazione di Marc Chagall.
Questo libro è un vero breviario "laico".
per quanti e quante non si rassegnano a pensare che l'esistenza umana sia un consumare tempo, relazioni e e oggetti.
Ma è prendersi cura di quel posto misterioso, abitato da Dio, che è l'interiorità di ognuno di noi.
Fede, speranza e carità sono tre virtù che oggi, in una società dominata dal vuoto e dal non senso, appaiono superate. Al contrario, l'Autore le presenta come tre vie per la libertà, per ritrovare Dio, sé stessi e gli altri. La fede non nasce dalla paura, ma in risposta all'amore di un Dio che mi ama più di quanto io ami me stesso. Ma la fede da sola non basta: nei momenti difficili può aprirsi alla speranza, che è aspettarsi da Dio ciò che non ci si può aspettare da nessun altro, perché solo lui è affidabile. E, allora, si può smettere di avere paura e si comincia ad amare; questa è la carità: amare sé stessi e gli altri come si è amati da colui che è Amore.
Come correggere gli altri in modo costruttivo, conciliando amore ed esigenza, empatia e verità? In questo prezioso libro, José Tolentino Mendonça, uno dei più amati autori spirituali, partendo da episodi biblici, dalla tradizione cristiana bimillenaria e da esempi contemporanei, mostra che la correzione fraterna non è, nella sua essenza, principalmente una forma di censura, ma piuttosto un gesto di misericordia: un percorso paziente di ascolto, riconciliazione e crescita reciproca. Con la prosa poetica e lucida che lo caratterizza, l'Autore propone una riflessione luminosa sul perdono, la vulnerabilità e il potere trasformatore dell'Amore che non rinuncia a nessuno, non desiste mai. Questo libro è un invito a reimparare l'umanità nell'era delle «correzioni automatiche» - un appello alla tenerezza come forma di verità.

