
Trentuno pensieri di Pier Giorgio Frassati che esplorano con delicata profondità le virtù e le sfide della vita cristiana, per riflettere sull'importanza della testimonianza senza protagonismi, dell'umiltà nel servizio e della necessità di riscoprire la forza della vita di fede. Con parole misurate e autentiche, in ogni riflessione l'Autore non si limita a enunciare principi, ma propone una meditazione partecipata, sofferta eppure sempre gioiosa e speranzosa sul senso del vivere cattolico.
La follia per Cristo è una scelta di vita che sovverte le logiche mondane, rinunciando a convenzioni sociali, status e sicurezze per seguire un ideale evangelico di totale donazione. È una forma di testimonianza spirituale in cui il credente accetta volontariamente di sembrare paradossale, pur di rimanere fedele al vangelo. In Catherine de Hueck Doherty la follia si traduce in un appello all'impegno sociale e spirituale che sfida le convenzioni, sposando i valori di giustizia, accoglienza dell'altro e condivisione. In occasione del quarantesimo anniversario dalla scomparsa dell'autrice, viene pubblicato questo testo dai chiari echi autobiografici in cui lei stessa veste i panni della folle per Cristo.
Il mondo invoca costantemente la pace, che in questi tempi difficili sembra sempre più un miraggio. Ma il cristiano sa bene che la pace vera è dono di Cristo e che, per ottenerla, è necessario un cuore purificato e totalmente aperto all'amore salvifico del Figlio di Dio. Questo è l'insegnamento dei nostri padri nella fede: essi, infatti, non sono mai venuti meno alla loro fedeltà al signore, nemmeno durante le più violente persecuzioni. I Padri della Chiesa hanno esplorato in particolare la pace del cuore, cercandola e trovandola nella scrittura e nella tradizione della Chiesa. Questo libro propone di ripercorrere le loro orme, affinché possiamo anche noi cercare e infine trovare il riposo nel cuore dell'agnello immolato vincitore del Male.
Il carisma della consolazione: nell'espressione sta la teologia dei doni dello Spirito Santo, del Discorso della Montagna, dei "luoghi" della consolazione stessa, cioè dei Sacramenti della Chiesa cattolica, della psicologia e della sociologia, della spiritualità e della mistica. Dio consola, Gesù consola, la Chiesa consola, il cristiano consola e chiede di essere consolato.
Per Padre Pio, la messa rappresentava il fulcro della vita spirituale e il compimento del suo sacerdozio. Era molto più di una semplice celebrazione religiosa: il frate delle stigmate stava ore all'altare, dove riviveva la passione e la crocifissione di Cristo. Questo saggio-inchiesta affronta gli aspetti più mistici della vita del Santo di Pietrelcina, come le stigmate e la lotta contro il demonio, e li contrappone al contesto socioculturale degli anni Sessanta, anni di profonde trasformazioni nella Chiesa e nella società. Secondo Padre Pio, infatti, le forze del male cercavano di distruggere il sacrificio eucaristico: da qui il suo desiderio di offrire ogni messa in riparazione dell'indifferenza con cui era celebrata da altri sacerdoti.
L’autore ci aiuta a identificare una vera e propria agenda segreta del nostro cuore, fatta di aspirazioni inconsce. La ricerca del prestigio, il desiderio di certezze, il bisogno di sicurezza e protezione e la voglia di essere appagati qui e ora sono tutte cose che orientano la nostra vita, le nostre scelte. Un’agenda così intima e potente, come spiega l’autore, è la risposta naturale che il nostro cuore tenta di dare ad altrettanti problemi e a rispettive paure: insignificanza, incertezza, problemi, insoddisfazione. I quattro punti di questa agenda rappresentano però altrettanti vincoli, legami che ci impediscono di amare Dio e gli altri. Converrà allora seguire l’autore e scoprire quale sia l’agenda più adeguata al nostro cuore, l’agenda di Dio.
L'empatia con la Santissima Umanità di Cristo è un aspetto indispensabile della vita di preghiera, una tappa nel liberante cammino verso l'intimità con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.Questo libro non si rivolge solo ai cristiani che desiderano imparare ad amare di più Dio, ma anche a chi ha meno familiarità con la dottrina cattolica e desidera avvicinarsi agli orizzonti della vita cristiana. Inoltre, ha una specifica vicinanza con Dilexit nos, l'ultima enciclica di papa Francesco, che ha invitato tutti i credenti a riscoprire la devozione al Sacro Cuore di Gesù Cristo.
Don Dolindo è stato un sacerdote umile e nascosto, non cercò mai la gloria letteraria: scrisse solo per condurre le anime a Dio. La sua opera monumentale, nutrita di preghiera e sacrificio, non fu altro che un’estensione del suo ministero sacerdotale, vissuto fino all’ultimo come offerta per la salvezza delle anime. In queste pagine affiora il suo spirito infaticabile, la sua carità paterna e materna, il suo abbandono totale alla volontà divina. Don Dolindo, anche quando perseguitato e frainteso, seppe rispondere con umiltà disarmante, trasformando ogni sofferenza in occasione di offerta e redenzione. Leggere i suoi scritti significa entrare in una pedagogia spirituale viva, ardente, dove la conoscenza delle Scritture si intreccia con la testimonianza concreta di un’esistenza consumata nell’amore. In un mondo che parla troppo e vive poco, la sua figura si staglia come un faro di coerenza, di preghiera incarnata, di fede viva e soprattutto come un campione di umiltà che ci insegna con il suo esempio e con i suoi scritti.
Claudio CircelliÈ nato a Napoli nel 1959. Dopo la laurea in sociologia ha conseguito il diploma di scuola magistrale e ha insegnato nella scuola primaria per quasi 15 anni. Attualmente insegna agli adulti in un Istituto Penitenziario della Campania. È Postulatore delle Cause dei Santi e giornalista iscritto all’albo. Ha pubblicato “Il Quattr’ore” e “Dov’è Bubbolo” (due libri per l’infanzia), “Padre Pio e la sofferenza redentiva” e “Don Dolindo Ruotolo, devoto delle anime purganti” (con don Marcello Stazione) e, per le Clarisse dell’Immacolata, “Madre Maria Pia Miari: la monaca guerriera di Dio”.
Ti sei chiesto come mai non riesci sempre a vivere in pienezza, nonostante tu abbia affidato la vita a Gesù e lui ti abbia promesso una vita abbondante? Come mai, sebbene ti abbia cambiato la vita, molte cose negative del tuo passato si ripresentano spesso nel tuo presente, tenendoti legato ad esse, condizionandoti e rendendoti triste? Da quando hai affidato la tua vita a Cristo, è iniziato in te un processo di guarigione totale, chiamato anche salvezza. La salvezza non è un evento, ma un processo che comprende il passato, il presente e il futuro. In altre parole, hai intrapreso un processo nel quale il Signore ha operato nel tuo passato e sei stato perdonato dei tuoi peccati e colpe e liberato dal potere del diavolo. Un processo in cui, nel presente, vieni santificato. È un processo attraverso il quale, in futuro, sarai completamente liberato e glorificato.
Questo libro è un dono. un dono per i cercatori di Dio, per chi non si accontenta delle risposte prefabbricate, per chi ha il coraggio di lasciarsi provocare dal Vangelo fino alle viscere.Ma è anche un dono per chi guarda ai martiri non come ad eroi di un tempo perduto, ma come a compagni di strada, fratelli e sorelle che ci aprono una via, oggi, in un mondo che spesso ha perso la bussola del senso.
La traduzione di questo libro di un presbitero, membro della Congregazione dei sacerdoti di Francesco di Sales, ad opera di uno dei maggiori esperti della sua figura, racconta che la vita spirituale di un cristiano non è una vita alternativa a quella di tutti i giorni, né un'evasione da questa vita. È la sua vita quotidiana, qualunque essa sia (nell'attività o nell'inattività, nella salute o nella malattia, nell'infanzia, giovinezza, età matura o vecchiaia, ...), vissuta con la maggior intensità possibile "nello Spirito di Cristo", sotto la guida dello Spirito di questo Gesù che è il cuore della nostra fede e della nostra vita: "La nostra nuova vita è l'amore che vivifica e anima la nostra anima"... Ora Gesù Cristo è il nostro amore e il nostro amore è la vita della nostra anima ... Gesù Cristo che è il nostro amore è di conseguenza la nostra vita spirituale" (Trattato dell'amore di Dio VII, 6).
A 800 anni dalla sua scrittura, 1224-1225, l'Associazione "La Didattica del Villaggio una pedagogia per i cinque continenti" propone ai lettori una riflessione sul Cantico delle Creature; la poesia inneggia alla bellezza e all'armonia del creato di cui San Francesco non è più solo il giovanile giullare, ma l'esperto maestro d'orchestra. Il Santo dirige le tante voci della natura in una polifonia creaturale per farne una gioiosa, cosmica lode al Creatore. Il Cantico, nella sua sublime semplicità, ci fa pensosi, ci chiede di riscoprire e mettere in pratica la umanissima e gioiosa eredità del Santo.