
Comunione e Liberazione nasce a Milano alla fine del 1969 come tentativo di rispondere all'esigenza di autenticità che aveva caratterizzato l'inizio della contestazione giovanile. Nell'arco di appena due anni, da Milano, CL si diffonde in Italia e comincia a varcarne i confini. Come assicurare la possibilità di un cammino condiviso alle tante comunità nelle scuole, nelle università, negli ambienti di lavoro, nelle parrocchie e nei quartieri? In risposta a tale interrogativo, don Luigi Giussani promuove una «Scuola Quadri», coinvolgendo un gruppo di responsabili con i quali desidera condividere metodo e contenuto della stessa proposta di fede, recuperando tutta la ricchezza dell'esperienza precedente di Gioventù Studentesca, dagli inizi nel 1954 alla crisi del Sessantotto. Nel volume sono raccolte per la prima volta le dieci lezioni svolte nella Scuola Quadri, negli anni 1971-1972. Il libro si colloca all'interno di un percorso di riflessioni iniziato con Una rivoluzione di sé (1968-1970) e proseguito con Un volto nella storia (1969-1970). Si tratta di un testo di straordinario valore storico e teorico. Il centro della vita documenta il percorso appassionato - e a tratti infuocato - di Giussani nel fissare le linee contenutistiche e metodologiche dell'esperienza del «movimento», sviluppate intorno all'intuizione fondamentale: Cristo centro della vita e della storia, centro della cultura e quindi della dinamica del mondo; Cristo non come idea, ma come avvenimento contemporaneo, sperimentabile in un incontro oggi, attraverso la comunione della Chiesa, Suo corpo. Qui trova la sua origine l'impeto di presenza nel mondo, a tutti i livelli, carico di urgenza di giudizio e di azione, che caratterizza Comunione e Liberazione e il cui scopo è che Cristo e la Chiesa incontrino la sete e i bisogni di tutti, offrendosi come risposta affascinante e adeguata.
Attraverso le lettere di un ideale alfabeto francescano, questo libro conduce il lettore nel cuore dell’esperienza spirituale di san Francesco d’Assisi riletta attraverso l’arte intensa e simbolica di Toni Bux. Parole e immagini dialogano per raccontare episodi, intuizioni e gesti che hanno segnato la vita del Santo: dalla conversione alla povertà, dalla letizia alla fraternità con il creato. Ne nasce un itinerario spirituale e artistico insieme, in cui la pittura diventa contemplazione e la figura di Francesco continua a parlare all’uomo di oggi con la forza disarmante del Vangelo vissuto. Prefazione di Davide Rondoni.
Un agile volume per trasformare il detto finché c’è vita c’è speranza in finché c’è speranza c’è vita! Potrai volare sulle ali della speranza, vincendo ogni pessimismo e nichilismo d’oggi. Non bastano né l’intelligenza artificiale né le seduzioni dell’influencer in agguato. Sarai spronato a valorizzare testa e cuore alla luce della fede, conscio che è come il paracadute: funziona se si apre! La speranza viva vede la spiga quando i nostri occhi di carne non vedono che il seme che marcisce. Non si può vivere senza la virtù teologale della speranza, senza il divino trainer invisibile, lo Spirito Santo. Solo così potrai gridare: «Tutto posso in colui che mi dà la forza» (Fil 4,13). Senza la speranza non siamo capaci di sostenere il peso dell’esistenza. Dietrich Bonhoeffer affermava: «L’essenza della speranza è guardare al di là della situazione presente, ed è la forza vitale di lottare quando gli altri si rassegnano, quando sembra che tutto fallisca»; perché quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile (Is 40,31).
Fra gli anni Venti e Trenta del Novecento un laico scrive al suo parroco: lettere pungenti, ironiche e a tratti spietate in cui gli dice quello che ai suoi occhi proprio non va in parrocchia: troppo clericalismo, un Vangelo troppo recitato e poco vissuto, troppa indifferenza verso i poveri. L'epistolario sarebbe già sorprendente in sé per la lungimiranza profetica e il coraggio di parlare alla chiesa di quegli anni, ma diventa una testimonianza straordinaria perché quel finto laico è in realtà lo stesso don Primo Mazzolari.
In un tempo in cui la spiritualità sembra vacillare sotto il peso del relativismo e del disincanto, questo saggio contemplativo affronta con profondità e freschezza la dottrina mariana e in particolare il ruolo di Maria Santissima quale nuova Eva, madre della Chiesa, corredentrice e mediatrice di tutte le grazie, spronandoci a consacrarci a lei, nostra regina e signora. Attraverso riflessioni teologiche, spirituali e personali, l'autore ci svela il volto dolcissimo di colei che è "più santa tra le sante", l'umile serva che, con il suo "fiat", ha cambiato il destino dell'umanità. Un libro che unisce rigore dottrinale, passione mistica e devozione filiale, offrendo un vero e proprio testamento spirituale per chi desidera seguire Maria.
Il rapporto amoroso viene spesso romanticamente inteso come una fusione, una riduzione del due all’uno, una reciproca totale trasparenza. Ma questo, ci dicono Isabella Guanzini e Silvano Petrosino, non rende affatto giustizia alla vera essenza dell’intimità, che invece nasce dall’accogliere una presenza che è irriducibilmente indisponibile. L’altro deve restare altro, mai completamente posseduto. La logica del controllo è sorpassata dalla logica dell’amore, che con discrezione entra in contatto con il segreto dell’altro e il suo incantesimo. Si stabilisce così un felice intreccio di due misteri che si toccano e si cercano dandosi spazio e costruendo non un progetto di futuro pianificato e rassicurante, ma un aprirsi insieme all’avvenire, tempo dell’avvenimento che accade senza avvisare. Una riflessione a due voci sul rispetto reciproco e sull’amabilità del segreto dell’altro che custodiscono la perenne fecondità del rapporto autentico.
Questo volume è dedicato allo studio naturalistico delle malattie di Santa Gemma Galgani, con l'obiettivo di ricondurre a un corretto inquadramento diagnostico conclusioni mediche che, nel tempo, sono state talvolta formulate in modo impreciso. Gemma non merita diagnosi che non le appartengono. Poiché la diagnosi è prerogativa della medicina, spetta a un medico il compito di riformularla con rigore e chiarezza.
Il rapporto tra Chiesa cattolica e massoneria è stato a lungo segnato da contrapposizioni nette, formulate in contesti storici e culturali profondamente diversi da quelli attuali. Ma cosa accade quando una norma generale incontra la vita concreta di un credente? Questo libro non mette in discussione la dottrina della chiesa, né propone scorciatoie. Si colloca invece nel punto più esigente della tradizione cattolica: quello in cui la verità deve essere custodita e, al tempo stesso, applicata alla realtà delle persone. Attraverso un percorso rigoroso, che intreccia storia, teologia morale e esperienza vissuta, daniele gasparetti affronta una questione delicata: come tenere insieme fedeltà ecclesiale e responsabilità personale. Il nodo non è l’istituzione "massoneria" in sé, ma il discernimento della coscienza davanti a Dio, là dove la norma non può essere semplicemente applicata in modo automatico. Ne emerge una riflessione lucida e non polemica, che restituisce alla coscienza il suo ruolo autentico senza sottrarla alla verità, e alla chiesa la sua funzione di guida senza ridurla a meccanismo disciplinare. Un testo che non offre soluzioni facili, ma indica un metodo: distinguere, comprendere, accompagnare.
Il dolore ci attraversa tutti. È il mistero che nessuna mente può spiegare, ma che ogni cuore conosce. In queste pagine, non troverai teorie, ma un cammino: una lenta salita dalla ferita alla luce, dalla paura alla libertà, dalla croce alla resurrezione. "Il mistero del dolore - la via del ritorno all’amore" è un viaggio interiore che intreccia parola di Dio, esperienza umana e riflessione spirituale. Dalla caduta di adamo alla croce di Cristo, dall’inganno del male alla carezza della misericordia, ogni capitolo è una tappa di rinascita. Un testo che accompagna chi soffre, chi cerca, chi crede ancora. Perché, quando la fede illumina la sofferenza, il dolore non è più una condanna: diventa un dono, una via, una resurrezione in cammino.
La vicenda di Anneliese Michel, giovane tedesca morta nel 1976 dopo una lunga e drammatica esperienza segnata da sofferenza, fede e controversie, resta uno dei casi più discussi del nostro tempo. Tra diagnosi mediche, esorcismi, processi e interpretazioni contrastanti, la sua storia si colloca al confine tra scienza e soprannaturale, tra fragilità umana e mistero divino. Questo libro ricostruisce la sua attraverso testimonianze, documenti e riflessioni spirituali, emerge un percorso che interroga su questioni radicali: che cos’è davvero la possessione? Dove termina la malattia e inizia il mistero? Non una semplice cronaca, ma un’indagine che tocca i grandi temi dell’esistenza: il dolore, il male, la libertà, la fede.
Vita morale e vita di fede si snodano su due percorsi paralleli? Si identificano? Oppure sono in costante relazione dinamica? In altre parole: gli specifici atti e ambiti cultuali (quali la preghiera, la celebrazione liturgica... ma anche il tempo e lo spazio sacri) sono "lampada ai miei passi" per una logica evangelica nel quotidiano? E viceversa: il vissuto quotidiano ha ripercussioni sulla comprensione e relazione con Dio?
In dialogo con la tradizione, con la secolarizzazione e l'attuale mondo "complesso", il presente volumetto si prefigge una messa a fuoco del rapporto moralità-religiosità, per una rinfrescata riflessione personale e comunitaria.
Gaia De Vecchi, ha conseguito il Dottorato in Teologia morale presso la Pontificia Università Gregoriana. È docente di Teologia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Milano), la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale, il Seminario Internazionale del Pontificio Istituto Missioni Estere (Monza) e altre istituzioni accademiche. È insegnante di religione nell'Arcidiocesi di Milano e membro del Consiglio di presidenza dell'Associazione Teologica Italiana per lo Studio della Morale.
Un itinerario vissuto, raccontato per frammenti, attraversa il mistero dell'abbandono come via spirituale e umana, capace di toccare anche l'orizzonte del vivere comune. Lontano da ogni schema sistematico, il testo segue un filo interiore che invita a mettersi in gioco, a misurarsi con la verità e a interrogare il proprio rapporto con la vita: siamo davvero capaci di fiducia? Tra richiami alla tradizione mistica e riletture personali, emergono la preghiera silenziosa, la kenosi, il distacco, l'abbandono della volontà fino a quel lasciarsi amare dall'Amore. Un cammino sorprendente, aperto, che orienta verso un cristianesimo incarnato e generativo.

