Il nostro essere umani non viene solo da noi stessi, come l'appartenere a una cultura, a una storia, non ci viene da un singolo altro o simile, ma da tutti gli altri, da tutti i simili e ancora di più dall'altro che verrà, il dissimile, lo straniero, l'altra cultura, l'altra storia. In dialogo con i Profeti, Cristo, sant'Agostino, Wittgenstein, Shakespeare e molti altri, Frédéric Boyer pronuncia un'arringa inquieta, preoccupata, eccessiva, appassionata: il grido di un uomo che non sopporta più l'indifferenza globalizzata verso il volto dell'altro che ci viene incontro.