
“Alcuni Magi giunsero da Oriente a Gerusalemme e domandavano: “Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo” (Mt 2, 1-2).
“Come la mia inseparabile Mamma stendeva la sua Maternità dentro e fuori della mia Umanità, così La costituivo e La confermavo Madre di ciascun pensiero di creatura, d’ogni respiro, d’ogni palpito, di ogni parola e facevo stendere la sua Maternità nelle opere, nei passi, in tutte le loro pene”.
““Figlia mia, chi fa e vive nella mia Volontà, tutti i tempi e tutti i luoghi sono i suoi. La mia Volontà Suprema non sperde nulla di ciò che fa, e con una potenza tutta sua, fa l’atto e lo conserva in sé integro e bello come l’ha fatto. Sicché per [chi] vive nel mio Supremo Volere trova in Esso l’ordine di tutti gli atti suoi, come se in quell’istante lo stesse facendo e l’anima, unendosi insieme, fa insieme ciò che il mio Volere sta facendo”.
Due persone unite nella tragicità del loro destino ad Auschwitz. Il volto di Edith Stein: catturato nel quadro dei suoi contemporanei, di coloro che poterono guardarla, apprendere e memorizzare i suoi tratti, entrare nel flusso del suo sguardo. Il volto di Etty Hillesum: tracciato dai suoi stessi scritti nell'incontro con altri volti, incisi «sulle ampie pareti del cuore». Una scoperta fontale e coinvolgente che lega le due testimoni di umanità e di ricerca di Dio: il volto quale principio di interiorità propria e altrui
La crisi economica e finanziaria che la società occidentale sta attraversando ha rivoluzionato profondamente il mondo del lavoro: contratti a termine, precari, co.co.co. sono espressioni ormai entrate nel vocabolario comune. Questo libretto vuole aiutarci a metterci tutti nei panni di chi, soprattutto i giovani, ha la precarietà come orizzonte di tutta una vita. Per fare esperienza di cosa significhi guardare il mondo da quel punto di vista, quello dei nostri figli a tempo determinato. E fornire un piccolo contributo che disinneschi la bomba sociale più pericolosa dei nostri tempi: il conflitto generazionale.
Ogni massima, ogni pensiero, ogni singola parola di questo libro hanno lo scopo di portare aiuto e consolazione, riuscendo con la loro bellezza, la loro luminosità, la loro positività a colorare la nostra anima per vie dirette o tortuose, dandoci così ali per volare.
La riflessione di tutti i tempi ha riconosciuto il fascino che il denaro riveste a tutti i livelli, al punto da poter essere considerato, come notava Péguy, l'unica alternativa veramente atea a Dio. Nel presente contributo se ne presentano le caratteristiche fondamentali che lo rendono un vizio essenzialmente spirituale, il tentativo di rassicurare dalla paura dell'incertezza, mostrando nello stesso tempo la pericolosità e la vanità di una tale proposta. Si tratta invece di imparare a donare ciò che si è ricevuto, perché altri possano vivere bene: solo donando è difatti possibile uscire dalla solitudine infernale in cui si è rinchiuso l'avaro.
Nella società occidentale sta crescendo il ricorso ai curatori laici dell'anima (psicologi, psicanalisti, psichiatri), oppure ai "maestri" dell'oriente. Cresce anche il ricorso alla medicina preventiva e a ogni attività che contribuisca a mantenere il corpo sano, giovane, piacente. Tutto ciò rivela il profondo disagio che opprime l'uomo moderno. Questo trattato affronta l'abisso buio e misterioso che ognuno di noi si porta dentro, le malattie che ci angosciano (fisiche, psichiche, spirituali) e che forse non vogliamo chiamare per nome. La radice di ogni malattia è una sola: il peccato. Ma l'uomo moderno rifiuta questa realtà. Eppure è il peccato che non solo ha atrofizzato le facoltà originali dell'uomo, ma ha fatto anche ammalare la natura umana. Siamo tutti malati, e non ce ne rendiamo conto. Siamo tutti malati, e non vogliamo riconoscere la radice delle nostre malattie. Questo testo è un aiuto preziosissimo, quasi una guida per poter conoscere meglio se stessi e incontrare l'Unico che può veramente guarirci. Non si può guarire se prima non si è diagnosticata la malattia e se non si accetta la cura proposta dal medico. Inoltrarsi in questa lettura, mettere la nostra anima allo scoperto di fronte a queste pagine è già, in fondo, una liberazione, è già un inizio di guarigione. È cominciare davvero a guarire da soli, senza altri supporti che la potenza dello Spirito Santo.
Un sussidio per riflettere e pregare in occasione della morte delle persone care. Quando una persona a noi legata da affetto, ma anche semplicemente dalla fede, conclude la sua esistenza terrena, può nascere la preghiera. Questo libretto la vuol sostenere. L'ultimo viaggio, dalla vita terrena alla vita eterna è sempre un distacco, sempre uno strappo. Il libro introduce il credente alla meditazione sul senso profondo della morte, aiuta ad aprire le pagine più belle della Bibbia sul senso del morire in Cristo. La preghiera di alcuni Salmi, insieme ad altre invocazioni della tradizione cristiana, aiuta amettersi in comunione con chi, entrato nella morte, attende l'offerta della nostra preghiera. Alcune testimonianze di uomini e donne, che hanno vissuto con consapevolezza l'ultimo viaggio della vita, ci aprono all'attesa e offrono la certezza che il Signore Gesù ci accompagna in questo misterioso viaggio al Cielo. Ogni esperienza profonda di vita va vissuta "in punta di piedi"; è l'atteggiamento fondamentale davanti a questo "mistero" dell'esistenza umana. È rispetto, silenzio, preghiera, che è il contrario della chiacchiera e della superficialità.
Dire "ho tempo" o "non ho tempo" è facile e sbrigativo. L'autrice di questo testo indica un'altra maniera di guardare al tempo: tempo come dono di Dio e uomo come sua amata creazione. Dio, dice la teologa e terapeuta, ha in mano tutto il tempo che ci manda. Chi ha fiducia in lui non deve fare tutto in fretta, ma può prendersi tempo e farne dono agli altri. Chi confessa che è Dio il Signore del tempo non è costretto a farsi il cielo sulla terra. Chi dà fiducia a Dio possiede la speranza che la vita sia di più del suo tempo di vita, di più di tutto ciò che nel tempo può "fare".

