
Sul filo del messaggio biblico, l'autore "esplora" i tempi dell'anno liturgico a partire dall'Avvento, aiutando il lettore a coglierne le caratteristiche e i risvolti per la vita cristiana. Una proposta di riflessione e insieme di meditazione, per riscoprire i vari momenti del cammino liturgico della storia della salvezza e per sollecitare una risposta personale nel modo di viverli, perché possano tradursi in occasioni di crescita. «Ogni anno si rinnova il mistero di Cristo - scrive l'autore nella premessa -, ma rischiamo tutti di "abituarci" alla realtà di un evento così grande... Ecco allora la necessità di fermarsi a meditare, per cogliere nei suoi contenuti essenziali l'"oggi" della Grazia rappresentato dall'anno liturgico». Per ogni tempo, un'introduzione e una meditazione. Questo l'itinerario delle meditazioni "Avvento: la coscienza di chi si è e di chi si sarà", "Natale: nascere alla vita nuova in Cristo", "Quaresima: la fatica di cambiare se stessi", "Triduo: la Croce di Cristo e le croci nostre", "Pasqua: testimoniare il risorto" e infine "Tempo ordinario, tempo di fedeltà".
Senza i gesti la fede rischia di rimanere un atto mentale o intellettuale, privato di quella «perla preziosa» che consente di riappropriarsi, con profondità e intensità, dell’essere uomini, fatti di spirito e di mondo.
Questo libro suggerisce un semplice ma accorato viaggio tra i molti e poliedrici gesti che abitano la vita di fede, le azioni e gli atti che la accompagnano e che scandiscono la vita spirituale, come necessaria e imprescindibile manifestazione corporea e sensibile di un senso che ci precede e ci interpella.
Il viaggio corre su due binari, distinti ma spesso tangenti: quello che abita i gesti tradizionali della fede, scoprendo il carico di vita di cui essi sono umili custodi, e quello che mostra l’appello trascendente alla fede che è racchiuso, come un tesoro nascosto, nelle esperienze ordinarie della vita.
Questo libro riporta 50 frasi della Bibbia accompagnate ciascuna da rappresentazioni simboliche di origine orientale. I versetti biblici hanno come tema dominante la luce e la loro meditazione è arricchita dai mandala, che hanno la funzione di approfondire la contemplazione attraverso la componente visiva, la quale richiede un apporto attivo: i mandala si possono infatti colorare. Il libro diventa quindi una piccola stella nel buio del mondo per sollecitare il lettore a diventare a sua volta raggio di luce. E porta con sé la luce vivificante delle parole sacre che, anche attraverso la mediazione dei mandala, diventano parole illuminanti la propria vita.
Una piccola raccolta di favole spirituali che nasce da una storia di incontro con Dio. Ogni racconto è un episodio di vita in cui la "grande luce" sceglie di amare la "piccola luce" e di farne qualcosa di più. I protagonisti animali vivono esperienze sfumate in strutture di pensiero meno complesse e più istintive di quelle umane, amplificando la forza di un messaggio che si traveste di leggerezza per abbattere le difese. I personaggi si rivestono di eternità, vibrando alti in volo, elevando l'anima.
Nell’attuale sbandamento e disorientamento dottrinale e pastorale, la spiritualità monastica benedettina è un esempio che può tornare a dare sostanza al ministero sacerdotale, specie nel caso del prete diocesano che vive immerso nel mondo, in un contesto difficile. L’autore di questo libro, in una lettera a un immaginario sacerdote novello, spiega come tornare a vivere l’essenziale con lo sguardo rivolto al cielo e a Dio pur nella complessa quotidianità di questo secolo.
Claudio Stercal propone cinquantadue brevi pensieri che prendono spunto dalla Bibbia, da grandi autori della tradizione alla quale apparteniamo e da qualche frammento della vita quotidiana per cercare nello "spirito" una più profonda e vera "intelligenza" della realtà.
I tre “atteggiamenti” raccomandati dal Papa sono mutuati da san Paolo, che “ci invita a preparare la venuta del Signore” con “la gioia costante, la preghiera perseverante e il continuo rendimento di grazie”. “La gioia del cristiano non si compra, non si può comprare”, ha ammonito Francesco: “Viene dalla fede e dall’incontro con Gesù Cristo, ragione della nostra felicità. E quanto più siamo radicati in Cristo, quanto più siamo vicini a Gesù, tanto più ritroviamo la serenità interiore, pur in mezzo alle contraddizioni quotidiane”. “Per questo il cristiano, avendo incontrato Gesù, non può essere un profeta di sventura, ma un testimone e un araldo di gioia”, ha spiegato il Papa: “Una gioia da condividere con gli altri; una gioia contagiosa che rende meno faticoso il cammino della vita. Dio “è molto generoso con noi, e noi siamo invitati a riconoscere sempre i suoi benefici, il suo amore misericordioso, la sua pazienza e bontà, vivendo così in un incessante ringraziamento”, ha aggiunto.
L'esperienza della solitudine è universale come la fame o la sete. Poiché ci riguarda più intimamente, siamo meno inclini a parlarne. Ma chi non ha conosciuto il suo dolore rosicchiante? La paura della solitudine causa angoscia. Essa suscita azioni sconsiderate. Nessuna voce è più insidiosa di quella che ci sussurra all'orecchio: "Tu sei irrimediabilmente solo". Però, per il cristiano la realtà ultima, la fonte di tutto ciò che è, è una realtà personale di comunione. Gli uomini e le donne, fatti "a immagine e somiglianza" di Dio, portano il segno di quella comunione originale impressa sul loro essere, che non devono dimenticare. La Scrittura ci esorta ripetutamente a "ricordare". Questo libro esamina sei aspetti della memoria cristiana, integrando l'esegesi biblica con letture della letteratura antica e moderna. Propone una riflessione fondata su cosa significa essere un essere umano.
Qual è il fine della lettura? La parola contenuta nel testo biblico possiede la capacità di operare una trasformazione, un mutamento nella persona e nella vita di colui che legge e che ascolta. Leggere è, infatti, accettazione di una ricerca, di una discussione, di un confronto che include la convinzione di non essere possessori della verità: è vivere un momento di passaggio, un'aporia, una crisi. Leggere significa accettare un'ospitalità, richiede la disponibilità allo stupore, implica infine la gratitudine. Ecco qui un percorso alla scoperta della lettura e del rapporto con il libro, attraverso la sapienza degli antichi.
Attraverso la parabola del respiro, elemento essenziale alla vita di ogni creatura, l’Autore ci conduce:
– a ringraziare per il Soffio divino di cui siamo plasmati;
– a riconoscere la nostra vita come un dono;
– a prendere consapevolezza di noi stessi;
– ad imparare a coniugare passato-presente-futuro;
– ad amare il nostro corpo, fosse anche malato;
– a sentirsi parte della danza della vita con tutto il creato;
– a scoprire Gesù come “guru”, maestro compassionevole il cui respiro ridà Vita, perché è respiro di Dio.
In "Anche Dio ride" James Martin ci assicura che Dio vuole che noi sperimentiamo la gioia, coltiviamo il senso dell'umorismo e ridiamo delle assurdità della vita, per non parlare della nostra stessa umanità. Padre Martin invita i credenti a riscoprire l'importanza dell'umorismo e delle risate nella nostra vita quotidiana e ad abbracciare una verità essenziale: la fede conduce alla gioia. Le persone sante sono persone gioiose, dice padre Martin, offrendo innumerevoli esempi di sano umorismo e levità intenzionale nelle storie di eroi biblici ed eroine, e nella vita dei santi e dei grandi maestri spirituali del mondo. Attingendo alla Scrittura, condividendo aneddoti della sua vita da gesuita da oltre venti anni, Martin illustra come la gioia, l'umorismo e le risate ci aiutano a vivere una vita più spirituale, a capire meglio noi stessi e gli altri e apprezzare la presenza di Dio in mezzo a noi.
Un piccolo diario dell'anima in preparazione all'Avvento, con brani tratti dalle pagine più belle di don Luigi Maria Epicoco. Il volume è strutturato in sette brevissime meditazioni per 4 settimane , con una ripresa alla fine di ogni settimana e uno spazio per scrivere le proprie riflessioni personali.

