
Cosa ha a che fare l'economia con la sfera del divino, dello spirituale, del mistico? Dove troviamo le interconnessioni? Ci si rende conto che la proposta è di grande rilevanza teoretica, perché va in controtendenza con la tradizione occidentale (e occidentalistica) di separare e dividere ambiti di conoscenza e di esperienza (etica, filosofia e teologia; etica, teologia e scienza; etica e politica; etica ed economia, ecc.). La riflessione si snoda secondo una duplice prospettiva: da una parte il confronto con economisti, filosofi, teologi e teologhe che stanno pensando (e vivendo anche) modelli altri, prospettive nuove e quello con il pensiero di Raimon Panikkar dall'altra.
Un libro del pensatore francese Sion sull'importanza del come va vissuta la vita di ogni giorno composta di tanti piccoli attimi da vivere intensamente nell'abbandono totale di Dio.
Più che come un trattato didattico, L'abbandono alla divina provvidenza si presenta come una sorta di "confessione" nel senso agostiniano della parola, benché non abbia un carattere autobiografico. È un messaggio che si potrebbe paragonare bene al Cantico spirituale di san Giovanni della Croce o al Libro dei dialoghi di santa Caterina da Siena: un poema il cui soffio mistico, ispirato al Cantico dei cantici, ai Salmi e all'Apocalisse giovannea, si eleva ad accenti quasi profetici. Sotto l'aspetto di una vita semplice, di "segreto senza segreto", di "arte senz'arte", questo piccolo trattato offre la dottrina pratica dell'abbandono, che può condurre fino alla più eminente perfezione dell'unione divina.
Un testo diventato lettura di riferimento per molte generazioni va ad arricchire la già prestigiosa collana di classici della spiritualità cristiana Il Soffio Dello Spirito. Si tratta di una selezione di lettere inviate dall’autore, sacerdote gesuita e guida spirituale in molti collegi e case religiose di Francia agli inizi del 1700, ad una religiosa del convento delle Visitandine di Nancy in cui è indicato il percorso spirituale delle anime che si abbandonano totalmente alla guida della Divina Provvidenza. L’opera iniziò a circolare come manoscritto già dal 1740 ottenendo un sempre maggior influsso spirituale ma venne pubblicata ufficialmente solo nel 1861, riorganizzata da un altro religioso gesuita che ne fece un vero e proprio classico della spiritualità cristiana.
Ne "L'abbraccio benedicente" Nouwen getta un ponte fra la celeberrima parabola narrata da Luca e la vicenda umana di ciascuno di noi. Quando ha l'occasione di ammirare dal vivo la tela di Rembrandt al Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo, esclama: «Più guardavo Il ritorno del figlio prodigo, più diventavo parte della storia. E cominciavo a fare collegamenti tra la parabola evangelica e la mia vita personale». Ne è derivato un libro che ha incontrato un favore travolgente e ha cambiato la vita di migliaia di persone. Perché racchiude i consigli di un uomo profondamente spirituale, che è anche uno psicologo di talento; perché offre una riflessione magistrale di un singolo passo del Nuovo Testamento; perché è un'opera «brutalmente, intensamente onesta» (James Martin). A trent'anni esatti dalla prima edizione italiana de L'abbraccio benedicente (1994) Queriniana propone questa edizione speciale per festeggiare l'anniversario. Il testo di Henri Nouwen è ora proposto in abbinamento ad ampi stralci del "sequel" "Ritornare a casa" (2010), che risulta perfetto per proseguire l'avventura: è un testo parallelo e complementare, le cui pagine integrano le riflessioni sul figlio prodigo svelando il "dietro le quinte" del grande longseller nouweniano.
È un testo di ricerca del volto del Padre... quel volto deturpato, sfigurato dalle false immagini che ci siamo fatti
di Dio, per motivi psicologici: esperienze traumatiche di paternità; o per motivi spirituali: predicazione e catechesi eccessivamente concentrate sul giudizio personale e universale.
Dopo aver presentato Dio Padre nell’Antico e nel Nuovo Testamento, l’autore si sofferma sulla Parabola del padre misericordioso e su una attenta spiegazione del Padre nostro. Sottolinea l’importanza della preghiera continua, nella
vita quotidiana, con una proposta di preghiera trinitaria:
al Padre, per il Figlio, nello Spirito Santo. Il volume si conclude con una riflessione su Maria e il Padre a partire dall’esperienza del Magni cat, per scoprire Maria glia e sposa del Padre.
L’abbraccio che libera non è solo un titolo, è un invito a lasciarsi abbracciare. Un invito a fermarsi, respirare e ritrovare il senso profondo della propria storia. Questo libro nasce per chi si sente imprigionato in un carcere reale o in uno invisibile fatto di paure, solitudini, ferite e dipendenze. Attraverso la parabola del Figliol Prodigo e la testimonianza di san Francesco d’Assisi, l’autore accompagna in un percorso di 7 passi di libertà: la solitudine, la disperazione, il cammino, l’attesa, lo sguardo, l’abbraccio, la rinascita. Ogni passo è una porta che si apre verso la speranza, un invito a scegliere la vita.Un libro che non offre soluzioni facili, ma un’esperienza concreta, fatta di riflessioni, preghiere e poesia, per chi cerca il coraggio di ricominciare. San Francesco sarà il compagno di ogni passo: con la sua storia di ferite e luce, di cadute e rinascita, ci ricorda che ogni vita può essere trasformata.
Partendo dalla riflessione su alcuni passi biblici legati al tema della misericordia e del perdono l’autore, con sensibilità pastorale, conduce il lettore a scoprire e gustare in maniera nuova il sacramento della riconciliazione perché la vita cristiana è un «entrare nella gioia». La vita con Dio, guardata da questa prospettiva, appare liberante, piacevole e bella, anche umanamente, perché trasfigurata. Si scopre così che i cristiani possono essere testimoni di libertà e responsabilità, di apertura al nuovo e alla vita, di capacità di lasciarsi mettere in discussione e trasformare dalla Parola accogliendo con coraggio le sfide di questo tempo, pronti ad aprire e percorrere strade nuove nella vita di ogni giorno. In questo modo saranno seme piccolo di un mondo nuovo perché segnato dall’amore, dal perdono, dalla bellezza sempre nuova del Vangelo.
L’amore ci fa sognare e l’amore ci fa vivere dei veri incubi. Dove passa la differenza? È solo questione di fortuna? Oppure ci sono alcuni accorgimenti che fanno sì che il sogno di un amore possa diventare realtà? Questo libro propone sei pilastri per dare fondamenta all’amore. Pilastri che sono piste di lavoro con esercizi pratici per singoli e gruppi affinché ogni parola d’amore diventi carne.
“Chi è quel giovane? Sento che ha bisogno di me”: così ha ini- zio un’intensa vicenda di paternità spirituale nella Romania del travagliato dopoguerra. In queste pagine viene esplicitato il senso profondo del ruolo che il padre spirituale svolge nella trasmissione della fede, anche in tempi e in situazioni in cui tutto sembra perduto. La vita spirituale si può solo ricevere da un padre, cioè da qualcuno che già la possiede e che accetta di farsi docile strumento dello Spirito santo. Dall’appassionato intreccio di ricordi personali e di elementi fondanti della tradizione ortodossa si di- schiude un vero e proprio testamento spirituale che padre Ioann il Forestiero, luminosa figura di starec, lasciò ai suoi discepoli prima dell’ultimo esilio in Siberia.
Grandi saggisti, teologi e pensatori del nostro tempo si ritrovano insieme per riflettere sulla capacità che hanno l’uomo e la donna di sbagliare, ponendosi la domanda se sanno anche accettare i loro sbagli.
L’umano è fatto anche di errori, erranza… In quanto pensante, ogni persona è fondamentalmente “errante”, costantemente alla ricerca di senso da attribuire a ciò che lo circonda e in balia dell’errore. Sollevare l’errore e l’errare dal loro senso negativo significa offrire a ciascuno un sollievo e un conforto, soprattutto nel tempo complesso e incerto nel quale viviamo.

