
Questo libro rilegge uno degli episodi più straordinari della storia culturale fra Oriente e Occidente, la traduzione greca della Bibbia, la leggenda che l'ha narrata e le riscritture di questa. Una storia lunga molti secoli che ha attraversato con ostinazione culture, epoche storiche e mondi diversi e che ha segnato, a partire dal Vicino Oriente antico, il destino dell'Occidente. Battaglie culturali, ideologiche, filologiche, linguistiche ne hanno costituito la trama, nel tentativo di dare forma a un libro molteplice e ibrido e proprio per questo così simile a noi, così vicino alla nostra differenza originaria. L'autore ci parla di originali che non si trovano ma che forse non è necessario trovare. Di traduzioni che valgono come fonti e di fonti che sono contradittorie. Racconta come proprio la Bibbia, il grande codice della letteratura occidentale, sia vissuta per migliaia di anni attraverso le sue riscritture, come abbia avuto molteplici redazioni e diversi autori, diversi canoni, diversi originali. Come se il suo messaggio più profondo fosse che la verità non è immobile ma diventa vera solo nel momento in cui tocca la realtà di coloro che hanno reso le parole qualcosa di concreto, interpretandole, traducendole, comunicandole e vivendole.
Qoelet: nero diamante nel cuore della Bibbia. Qoelet: colpo di dadi nel piano di Dio. Qoelet: rapina di ogni norma, razzia nei sacri paramenti, santo sconquasso. Qoelet: il caos nell'armonia celeste. Tra i grandi moralisti di ogni era - da Laozi a Seneca, da Epicuro a Confucio, da Solone a Lucrezio - Qoelet, "colui che prende la parola", è il più duro, quello che non ci offre scampo. Il mondo è vanità, godi di ciò che hai perché stessa sorte di dolore grava sul giusto come sul perverso; stesso nulla, dopo questa vita, è preparato per l'uomo come per la bestia; la Storia è un cumulo di insensatezze, il consiglio del sapiente è pari a quello dell'idiota. Qoelet confonde le menti - i padri esegeti hanno discusso a lungo sulla liceità della sua ispirazione - provoca, rovescia cattedre e parlamenti: crepita nel suo dire l'oro di un eroismo solitario. Spaventoso, è vero. Eppure, comprendere che tutto è vano ci permette di amare tutto, come fosse la prima e l'ultima volta, quella aurorale, a bonifica di baci, tra salvezza e schianto. Per la prima volta nel contesto editoriale italiano, Qoelet è presentato in tre traduzioni, di diversa ispirazione, per sperimentarne l'abisso e i suoi diversi significati.
Il libro propone una ricerca originale sulla Sindone di Torino e sul Volto Santo di Manoppello. In queste due fondamentali reliquie della tradizione cristiana le autrici ravvisano moltissimi segni, riconducibili ai movimenti compiuti da Gesù subito dopo la risurrezione. Il raffronto con immagini, documenti e icone sparsi per l’Europa mostra sorprendenti analogie, che il libro illustra con l’ausilio di immagini a colori.
I brevi capitoli, di agile lettura, guidano il lettore in un percorso avvincente, alla scoperta di una Verità profonda.
Biografia degli autori
PIERA ARGELÀ BIDER è stata insegnante di Scuola Primaria e formatrice di adolescenti. Iconografa feconda – avendo «scritto» centinaia di icone secondo l’originale tecnica bizantina, ora sparse nei cinque continenti – ha dedicato gli ultimi vent’anni a ricerche sulla Sacra Sindone e sul Volto Santo di Manoppello. Gli esiti dei suoi studi si possono trovare al sito www.lasacrasindone.it, ricco di approfondimenti inediti.
MARIA GRAZIA ELLERO MINELLI, per molti anni insegnante di religione cattolica, da sempre condivide con Piera l’interesse e la passione per la ricerca religiosa.
Pentateuco - il «libro contenuto in cinque astucci» - allude ai contenitori nei quali venivano custoditi i primi cinque rotoli delle Scritture ebraiche: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio, chiamati dal Talmud anche «cinque quinti della Legge». Ciascuno ha un inizio e una conclusione, sempre segnalati dal punto di vista letterario con chiarezza, e un proprio innegabile profilo sia dalla prospettiva degli eventi narrati, sia sul piano teologico. Il numero cinque ha dunque un preciso significato e indica un insieme i cui componenti non possono essere fusi o confusi fra loro se non tradendone l'originaria organizzazione. D'altro canto, il Pentateuco non è la semplice addizione progressiva di cinque diverse opere rilegate insieme, ma un complesso ben definito e strutturato, intangibile, che Israele chiama nelle sue Scritture «libro della Legge di Mosè» o «Legge di Mosè». Il volume si colloca in una collana di testi rigorosi e agili ad un tempo, rivolti soprattutto al pubblico di università, facoltà teologiche, istituti di scienze religiose e seminari.
Pregare non equivale a compiere una meccanica e tediosa ripetizione di formule, ma significa entrare in un rapporto di familiarità e fiducia con il Signore, immergersi nei pensieri e nei disegni di amore che Dio ha per noi.
Per costruire e mantenere questa intima comunione di vita con YHWH, gli israeliti si servivano della preghiera dei salmi. Anche Gesù, come ogni ebreo osservante del suo tempo, li recitava e meditava quotidianamente.
In essi si parla di nemici e guerre, ma anche delle gioie di chi vive in armonia con Dio, di chi è felice nella certezza che il Signore veglia su di lui. Per ogni mattina, ogni sera e ogni notte della settimana il volume propone un salmo “della gioia”, anticipato da una breve introduzione e seguito da alcune invocazioni.
«Pregare con i salmi della gioia quando siamo delusi e amareggiati è il modo migliore per disintossicarci dalle nostre angosce. Il dialogo con Dio è sempre fonte di serenità e di pace» (dalla Presentazione).
Sommario
Presentazione. Sal 1 - domenica mattina: Vale la pena essere giusti? Sal 8 - domenica sera: Viandanti nel mondo contempliamo il cielo. Sal 112 - domenica notte: Da che parte sta Dio? Sal 15 - lunedì mattina: Fa’ questo e vivrai. Sal 19 - lunedì sera: Canto delle stelle del mattino. Sal 119 - lunedì notte: «Signore, come renderti felice?». Sal 23 - martedì mattina: Non un miraggio, ma l’oasi del Signore. Sal 29 - martedì sera: Forte come l’uragano la voce del Signore. Sal 128 - martedì notte: Una famiglia benedetta dal Signore. Sal 113 - mercoledì mattina: Chi è grande come te, Signore?. Sal 46 - mercoledì sera: Romperà gli archi, spezzerà le lance. Sal 131 - mercoledì notte: Se non diventerete come bambini. Sal 63 - giovedì mattina: Dall’alba io ti cerco. Sal 65 - giovedì sera: Ringraziare Dio è condividere i suoi doni. Sal 139 - giovedì notte: Uno sguardo d’amore. Sal 104 - venerdì mattina: Le meraviglie del creato. Sal 103 - venerdì sera: Quale speranza per chi ha sbagliato? Sal 148 - venerdì notte: L’uomo voce di tutte le creature. Sal 92 - sabato mattina: Alla sorgente della gioia. Sal 111 - sabato sera: Per dire a Dio: «Siamo contenti di te…». Sal 130 - sabato notte: Se tu squarciassi i cieli e scendessi!
Note sull'autore
Fernando Armellini ha conseguito la licenza in teologia presso la Pontificia Università Urbaniana e in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma. Per alcuni anni è stato missionario in Mozambico. Attualmente insegna ed è accreditato conferenziere in Italia e all’estero. È inoltre animatore per il settore biblico presso il centro di spiritualità Siloe (Albino - BG).
Ricordiamo le più note tra le sue opere: Ascoltarti è una festa, le letture domenicali spiegate alla comunità (3 volumi, ristampati e tradotti in cinque lingue), Ed. Messaggero, Padova 2000-2002; in collaborazione con G. Moretti I Salmi: Canti della vita, EDB, Bologna 1995, Aveva volto e parole d’uomo. Un ritratto di Gesù, Ed. Paoline, Milano 1998; in collaborazione con A. Usubelli Vi affido alla Parola. Gli Atti degli Apostoli, EDB, Bologna 1997, ristampato e tradotto in quattro lingue, Lo seguirono lungo la Via, il Vangelo secondo Marco, EDB, Bologna 1998.
Rivisitazione in chiave poetico-drammaturgica del passo biblico di Agar e Ismaele. Si tratta di uno degli episodi più sconcertanti della Genesi, di una grande narrazione che non ci si stanca mai di riascoltare, come una fiaba piena di umanità, con tutte le incoerenze e le contraddizioni che ciò comporta, ma forse anche per questo tanto affascinante e liberatoria. Se da Isacco doveva discendere il popolo dell'Alleanza, a quale logica può mai corrispondere l'arrivo di questo "intruso" che avrebbe portato a un conflitto insanabile tra le due donne, tanto che Abramo lo dovette allontanare, insieme a sua madre?
Il libro ripercorre, da Abramo ad oggi, 4000 anni si storia delle religioni monoteiste - giudaismo, cristianesimo, islamismo - e rintraccia le sorprendenti similitudini che le accomunano riguardo all'idea di un unico Dio.
Bibbia e letteratura: un binomio che parte da molto lontano, nella storia che ha fatto la nostra civiltà e la nostra cultura, e che si confonde con la scientificità degli antichi Padri, dei Cantori, dei Filosofi e la fantasia dei Poeti, dei Narratori, degli appassionati di sacre rappresentazioni. Quel che rimane e rimarrà della Parola di Dio e della parola dell'uomo che vuole accostarsi, calato nella sua storia, alle pagine bibliche. Il volume analizza grandi opere letterarie di tutti i tempi che hanno preso lo spunto dalle pagine bibliche, nella passione, nell'estasi, nell'inquietudine, nella lotta spirituale, negli ambiti insomma che sono vitali per l'uomo. Quella poesia dell'infinito, dei grandi spazi, del tempo immemorabile, delle vuote latitudini, delle solitudini attraversate da voci che colloquiano con Dio, che aprono le primissime pagine bibliche, si riversano in opere di poesia, di narrativa, nate nell'animo, nel cuore e nella fantasia di grandi scrittori. In tal senso il volume, seguendo la classica divisione biblica - Antico e Nuovo Testamento - ripercorre Il paradiso perduto di John Milton, il ciclo de Le storie di Giuseppe di Thomas Mann, Il trittico romano di Giovanni Paolo II, Giobbe di Joseph Roth, fino ad arrivare ai romanzi sulla vita di Cristo e alle suggestive visioni dell'Apocalisse. È un modo - saggistico-letterario - per dimostrare quel che affermava Julien Green: «Soltanto la Bibbia è eternamente giovane, come un torrente di montagna che rotola da migliaia di anni».
Il libro di Gabriele Arosio ha un titolo che sembrerebbe capovolgere le funzioni di Gesù, diventato "allievo" e non Maestro; ma non è così. Si tratta di un'affettuosa attenzione al Signore cercando di indovinare i sentimenti che hanno mosso gli uomini e le donne che hanno incontrato Gesù nella sua vita terrena con tutti i turbamenti che il Maestro di Nazareth suscitava in loro. É un volume da leggere "un personaggio per volta" e ha una sua importante capacità di provocazione proprio nella linea della riscoperta dell'umanità di Gesù. (Dalla prefazione di don Gino Rigoldi)
La fonte Q (da Quelle, che in tedesco vuol dire "fonte") è una raccolta di detti di Gesù che gli studiosi, a partire dal tedesco C.H. Weisse (1838), hanno identificato nei Vangeli di Luca e di Matteo. È una fonte scritta in greco, che i due evangelisti hanno usato, insieme con il Vangelo di Marco, per comporre i loro Vangeli (teoria delle due fonti). Sono circa 225 versetti e rappresentano la prima testimonianza scritta su Gesù, anteriore ai Vangeli stessi. Questi detti esprimono il pensiero cristallino di Gesù, riportandoci più vicini a lui nel tempo.

