
Le conoscenze e le ricerche scientifiche sulla Sindone, sviluppatesi negli ultimi centoventi anni in numerosi settori disciplinari, sono dovute principalmente alla fotografia. Il libro espone, sotto forma di cronaca, i contributi forniti dalle varie riprese che si sono susseguite dal 1898, anno della prima immagine realizzata da Secondo Pia, al 2008 quando sono state ottenute fotografie e acquisizioni video ad alta definizione. Sono evidenziati gli stati d'animo dei protagonisti di una singolare esperienza di rapporto diretto con la Sindone: la scoperta dei segreti codificati nell'immagine. Il resoconto delle riprese fotografiche della Sindone, presentate da un noto esperto di elaborazione di immagini.
Nello Balossino è professore di Elaborazione di immagini all'Università degli Studi di Torino. Ricopre la carica di vicedirettore del Centro Internazionale di Sindonologia, istituzione ufficiale per il coordinamento e per la divulgazione degli studi interdisciplinari sulla Sindone. Ha condotto importanti studi sull'immagine, con particolare riguardo al rilievo tridimensionale del volto privo dei segni del martirio. Svolge per la Magistratura l'analisi e l'interpretazione dei segni rilevati sui teatri di alcuni dei più importanti fatti di cronaca.
Il libretto, opera di uno dei massimi esperti della Sindone e del suo divulgatore più assiduo e informato, presenta il Sacro Telo nel suo insieme e poi pezzo per pezzo mettendo in luce e spiegando ogni particolare.Tutti i materiali sono aggiornati ai più recenti studi.
in un volumetto tutto a colori, dal prezzo contenuto e ricco di immagini, tutto ciò che occorre sapere e scoprire sulla sacra sindone: storia, ricerche, fotografie, documenti.
Destinatari
Il vastissimo pubblico di pellegrini e visitatori. Ma anche le molte persone
richiamate dall’interesse dei media per l’evento.
Gli autori
Bruno Barberis è docente di meccanica razionale, di fisica e analisi matematica all’Università di Torino. L’incontro all’Università con Tino Zeuli, professore e presidente del Centro Internazionale di Sindonologia, accenderà nel giovane studioso un’altra passione: la Sindone. Diviene membro della Confraternita e del Centro, divenendone presidente nell’88, dopo la morte di Zeuli, a cui subentrerà in cattedra all’Università. Da anni svolge un’intensa attività in favore della Sindone. Ha curato i restauri della facciata, del campanile e della sacrestia nella Chiesa del SS. Sudario, ha promosso la realizzazione della nuova sede del Museo e collaborato alle Ostensioni del ‘78, del ‘98 e del 2000, contribuendo, in seno all’apposita Commissione, al Progetto di nuova conservazione delTelo.
Massimo Boccaletti, giornalista de “La Stampa”, ha maturato, nel 1982, anche un’esperienza professionale come direttore di un settimanale inValle d’Aosta.Già collaboratore di “Jesus” e del “Messaggero” di Padova, suddivide il suo impegno professionale tra servizi giornalistici a carattere eminentemente culturale per varie testate e la consulenza di comunicazione per gruppi e aziende. È autore di volumi e biografie per diversi editori.
Il libro aiuta il lettore a "leggere" l'immagine sindonica alla luce di quanto finora è stato acquisito e a conoscerne la storia. Il testo è illustrato da oltre 160 fotografie, alcune delle quali inedite. Le informazioni sono essenziali, l'esposizione chiara e appassionante. Contiene un campione di tessuto in puro lino fabbricato a similitudine del telo sindonico.
Una breve e chiara esposizione, a portata di tutti, sui risultati delle ultime ricerche sulla Sindone: l'immagine corporea impressa sul telo di lino non è ancora riproducibile in tutti i suoi dettagli ed è l'unica "fotografia" che Gesù Cristo ci ha lasciato con i segni della sua dolorosissima Passione.
Una breve e chiara esposizione, a portata di tutti, sui risultati delle ultime ricerche sulla Sindone. Dopo anni di studi l’autore è convinto che questa immagine sia il risultato di un effetto energetico speciale, connesso a una emissione di elettroni e potrebbe essere stato causato da un fulmine globulare. Tuttavia, data la perfetta corrispondenza della Sindone con la narrazione dei Vangeli, si deve considerare la possibilità che l'emissione di elettroni sia un sottoprodotto della Resurrezione. La Sindone risulta quindi un eccellente esempio del fatto che la scienza può essere messa al servizio della verità biblica.
Destinatari
Tutti.
Autore
Giulio Fanti dal 1996 è professore associato di misure meccaniche e termiche presso il Dipartimento di ingegneria meccanica dell’Università di Padova. È stato membro fondatore del Centro interdipartimentale studi ed attività spaziali «CISAS G. Colombo», segretario del gruppo italiano di docenti ufficiali di misure meccaniche e termiche ed è stato membro di gruppi internazionali per le missioni spaziali quali Giotto, TSS-1, Mars ’94 e Cassini. È membro di diversi gruppi di ricerca sulla Sindone e coordinatore del gruppo Shroud Science. Varie le sue pubblicazioni su riviste italiane e internazionali, ricordiamo qui soltanto La Sindone. Una sfida alla scienza moderna (2009).
Un volume illustrato che segue le vicende storiche del telo sindonico alla luce della storia di casa Savoia, proprietaria per secoli della preziosa reliquia.
Questa straordinaria opera si distingue per alcune caratteristiche: la chiarezza espositiva unita a una completezza che consente di acquisire le conoscenze principali in tutti i campi di studio e di ricerca sulla Sindone; la ricchissima documentazione fotografica che permette di apprezzare l'immagine sindonica in tutti i suoi particolari; la presenza di schemi chiari e semplici che facilitano la comprensione; l'ampia sezione dedicata ai lavori di restauro del 2002 che consente di confrontare l'aspetto della Sindone prima e dopo il restauro stesso e di comprenderne l'importanza e l'efficacia.
La Sindone: l’immagine di un uomo morto, che ha sofferto un feroce e straziante supplizio e che pur diffonde un sereno senso di pace. Nell’analizzare il discusso telo, di solito lo studioso cataloga le lesioni con criteri scientificamente avvalorati: ne individua la posizione, ne stabilisce la tipologia, specifica gli eventi che le hanno provocate. In altre parole, la scienza vede i traumi non le ferite; ne ipotizza le cause, non ne valuta i significati; esamina un cadavere e non un uomo.
Libero da ogni preoccupazione scientifica o di fede, senza specifici strumenti d’indagine e microscopi, l’autore accosta la Sindone in maniera del tutto particolare. Essa raggiunge infatti l’emotività di chiunque si fermi ad osservarla: racconta di un uomo, l’atrocità del suo dolore e delle sue innumerevoli ferite; descrive la brutalità e l’accanimento dei carnefici; testimonia l’affetto e la premura di chi ne ha ricomposto il corpo esanime.
Analizzando le «impronte affettive» rintracciabili sul lenzuolo e paragonandole con i movimenti descritti nei racconti evangelici, il volume conduce verso tre messaggi: quello del dolore, quello del male, quello dell’amore. Da questi passaggi successivi delinea poi una riflessione positiva sul significato del dolore nella crescita dell’individuo.
Sommario
Introduzione. L’uomo tra scienza e fede. L’uomo della Sindone. Primo messaggio: il dolore. a) la flagellazione; b) il casco di spine; c) le ferite al volto; d) le altre ferite; e) il dolore morale. Secondo messaggio: il male. Terzo messaggio: l’amore. Maria di Magdala. La formazione dell’impronta della Sindone. Il significato del dolore nell’uomo della Sindone. Epilogo. Bibliografia.
Note sull'autore
Rocco Quaglia è professore associato di psicologia dinamica all’Università di Torino. Tra le sue pubblicazioni: Adamo: l’infanzia inesistente, Armando Editore, Roma 1996; “Il piccolo principe”, Un bambino senza padre, Armando Editore, Roma 2001; I sogni della Bibbia: un’interpretazione psicodinamica, Borla, Roma 2002; La scatola nera. Psicologia del sentimento, EDB, Bologna 2003.
Seconda edizione Dopo il test radiocarbonico del 1988, gli scienziati responsabili si fecero fotografare con la data medievale scritta alla lavagna e seguita da un punto esclamativo; ora, il punto esclamativo deve essere riferito a una data del I secolo dopo Cristo. Fra le novità più interessanti risulta non solo che, in base a nuovi metodi di datazione meccanica e chimica, la Sindone è compatibile con il periodo in cui Gesù di Nazareth visse in Palestina, ma che fu anche un modello per l’iconografia numismatica bizantina a partire dal 692 d.C. Infatti chi incise le monete in quegli anni aveva appena sette probabilità su un miliardo di miliardi di coniare quel particolare volto di Cristo senza avere visto l’immagine sindonica. Gli studi scientifici sulla Reliquia fino ad oggi non riescono a fornire risposte conclusive sia sull’identità dell’Uomo che vi fu avvolto, sia sulla dinamica di formazione dell’immagine ivi impressa. La scienza umana deve ammettere i suoi limiti, ma gli studi continuano anche per sfatare ipotesi assurde ed errate conclusioni. Il libro non solo affronta questi temi in modo scientifico e il più possibile oggettivo, ma alla portata di tutti, conducendo anche il Lettore attraverso nuovi percorsi di ricerca.
Note sull'autore
Giulio Fanti è professore associato di Misure Meccanichee Termiche presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova. Dopo un’esperienza di strutture spaziali, anche di satelliti al guinzaglio e di analisi di immagini, ha indirizzato dal 1997 il suo interesse verso la Sindone per colmare alcune lacune soprattutto in riferimento all’immagine corporea ivi impressa, che risulta tuttora scientificamente inspiegabile. È stato il responsabile di progetti di ricerca universitari riguardanti la Reliquia più importante della Cristianità ed è a capo da più di 10 anni del gruppo Shroud Science. È autore di più di 170 lavori scientifici pubblicati anche su riviste internazionali. Sulla Sindone ha scritto otto libri e più di 50 lavori scientifici; è stato editore invitato per uno speciale scientifico sulla Sindone e relatore di numerose tesi di laurea in Ingegneria Meccanica. Pierandrea Malfi, è nato e vive a Venezia. Ha conseguito con lode la laurea magistrale in Ingegneria Meccanica presso l’Università degli Studi di Padova, discutendo una tesi sulla datazione meccanica di fibre tessili i cui risultati sono anche in pubblicazione su una rivista scientifica internazionale. Ha allestito e informatizzato il Museo di strumenti antichi di fisica “Antonio Maria Traversi” del liceo classico Marco Foscarini di Venezia, di cui è curatore scientifico da 10 anni.

