
La storia vissuta da Rut e Noemi è una parabola interessante per i tempi inediti che stiamo vivendo. Il loro viaggio ha il sapore dell'incertezza e del ricominciare, strada facendo. Il loro continuo sradicarsi e radicarsi non segue il criterio delle proprie tradizioni, delle proprie consuetudini, ma quello della cura vicendevole. Hesed è la parola ebraica che definisce tutto questo. E' centrale nella piccola narrazione biblica. È la manifestazione della premura e della misericordia di Dio, che volutamente non compare nella storia, mentre le attenzioni e le scelte dei protagonisti ne diventano una traccia evidente. In questo cambio d’epoca, non potendo conoscere in anticipo la strada, è importante sapere se c'è qualcuno che vuole percorrerla con noi amorevolmente, come Rut con Noemi.
Descrizione dell'opera
Il volume prosegue l'itinerario di spiritualità su testi biblici visti alla luce del messaggio di san Francesco e dell'attualità. Prendendo come punto di riferimento i libri di Rut, Giuditta, Ester e mettendoli in continuità con altri testi biblici, si affronta ora il tema delle donne nella Chiesa e nella società, nell'arte e in famiglia, delle donne vicine a san Francesco e di altre, vissute accanto o dietro grandi uomini. Un piccolo segno di riconoscimento e di riconoscenza al genio femminile, come lo chiamò Giovanni Paolo II nella «Mulieris dignitatem».
Lo schema è collaudato: si parte dal testo biblico (la sezione Parola...), si passa poi a osservare come è stato recepito e vissuto nel francescanesimo (...e sandali...), per arrivare infine alle sfide dell'oggi (...per strada). Il tutto «con brevità di sermone», come consigliava Francesco d'Assisi. È un modo semplice e chiaro di presentare una visione cristiana e francescana della vita.
I testi proposti hanno già subìto l'esame dei lettori su Messaggero Cappuccino, il bimestrale dei cappuccini bolognesi-romagnoli. L'apprezzamento ricevuto ha indotto a farne un libro.
Sommario
Introduzione. Le armi alternative di una donna (E. Bosetti). I. VEDO STRANIERO, DICO FRATELLO. La ricerca di un nuovo futuro (S. Monti). Cammina, cammina (F. Cocco). Le conseguenze della minorità (F. Uribe). I diritti del mare Nostrum (A. Marchetto). Il giorno giusto di ogni cosa (H.J. Listieva). Casa mia caput mundi (L. Lafratta). Per dire grazie coi fatti (R. Marchetti). L'orgoglio di aver congiunto due mondi (M. Zanotti - B. Bonfiglioli). II. È L'AMORE CHE CI SALVERÀ. Ce n'è per tutti (N. Calduch-Benages). Le genti, oggetto di salvezza (P. Stefani). La scoperta dell'umanità (M. Gambetti). L'opzione per la periferia (G. Albanese). Racconto d'inverno (F. Zaccarini). A immagine dell'amore (E. Castellucci). Gnoseologia del doppio clic (A. Casadio). Il risveglio fino in fondo. Intervista a Stefan Bauberger (M. Catani). III. PROVVIDENZA, SILENZIOSA PRESENZA. Scherzi della provvidenza (E. Bosetti). Quel silenzio che ti tiene in braccio (G. De Carlo). Abbandonarsi alla relazione (F. Zaccarini). Nemmeno Salomone (A. Gelardi). L'ironia della storia (A. Melloni). Gratta e perdi (S. Folli). I nomi propri della provvidenza (A. Casadio). Gli umori della giovane Werther (M. Zaccarini). IV. INSOSTITUIBILE GENIO DI DONNA. Solo per i suoi occhi (L. Maggi). Fratel «Cuore di mamma» (C. D'Esposito). La pazienza di chi guarda lontano (V. Negri Zamagni). Presenza perenne (C. Frugoni). Fuga dal pianeta dell'uomo-scimmia (G. Baioni). I passi incerti di una Chiesa zoppa (B. Bonfiglioli). Dal diario di Stormy Tim (C. D'Esposito). V. IL SUBLIME IN UN CORPO DI DONNA. Il riepilogo della creazione (L. Caffagnini). Benevolenza, castità e timor di donna (D. Dozzi). L'invito a nozze di corpo e anima (G. Salonia). L'invisibile che non cede alla morte (D. Galeotti). Questo mio corpo vedrà il Salvatore (E. Fiorani - L. Lafratta). L'abisso del sublime (V. Caggio). Belle da morire (F. Zaccarini). VI. IL CONCETTO DI NAZIONE DA DEFINIRE. Sul filo di una parola (S. Monti). Il plusvalore dell'unità (G. Biguzzi). L'amaro si tramutò in dolcezza (F. Accrocca). L'identità dei vertebrati (A. Nanni). La ricetta più vecchia del mondo (G. Baioni). VII. DONNE DI UNA NUOVA STORIA.La saggezza nelle pieghe della vita (L. Maggi). Chiara, Agnese, Elena e le altre del gruppo (C.G. Cremaschi). Una su mille ce la fa (L. Cavani). Alla ricerca delle ombre perdute (C. Pancino). Si può morire innocenti (A.M. Tamburini). Care nonne, mamme e sorelle (M. Zaccarini). VIII. DEBOLEZZA, SCELTA FORTE DI DIO. La debolezza che ci viene incontro (S. Monti). Tutto da ricevere (M. Ferrari). E scese il cavaliere da cavallo (P. Messa). L'eredità dell'hidalgo (A. Casadio). Storie di perle smarrite nel campo (E. Cecchieri). Prevendita paradiso (P. Casadio). Disarmata la P38 che c'è in noi (F. Zaccarini). Servire l'uomo per essere Chiesa (D. Dozzi).
Note sul curatore
DINO DOZZIè frate cappuccino, dottore in scienze bibliche. È stato ministro provinciale e presidente dei provinciali cappuccini italiani. Dirige il mensile Messaggero Cappuccino,insegna allo Studio teologico S. Antonio di Bologna e all'Istituto teologico d'Assisi. Ha pubblicato: Il Vangelo nella Regola non bollata di Francesco d'Assisi, Istituto storico dei cappuccini,Roma 1989; «Così dice il Signore». Il vangelo negli scritti di san Francesco, EDB, Bologna 22001; con D. Covi, Chiara francescanesimo al femminile, EDB, Bologna 32004. Nella collana EDB «La Bibbia di San Francesco» ha curato i volumi dedicati a Genesi (2002), Sapienza (2003), Lettere di Paolo (2005), Isaia (2006), Vangelo di Luca (2006), Vangelo di Giovanni (2008), Esodo (2009), Atti degli apostoli (2010), Salmi (2011) e Vangelo di Marco (2012).
Un commento ai libri di Rut ed Ester, due diverse personalita della Bibbia, entrambe guidate dall'azione di Dio. Il volume contiene i commenti ai libri di Rut ed Ester. Il libro di Rut e piccolo quanto a lunghezza, quattro capitoli soltanto, ma grande quanto a qualita; il libro di Ester non raggiunge le stesse vette letterarie ma l'ha superato in quanto a popolarita: e il rotolo" per eccellenza, che occupa un posto privilegiato nelle case degli ebrei. A causa di cio che incarnano le due protagoniste femminili, i due libri hanno avuto fama e apprezzamento analoghi. Nella dolce Rut, la moabita, si manifesta l'amore di Dio che imprevedibilmente la sceglie affinche diventi la bisnonna del re Davide. Ester, personaggio fittizio, e fredda e calcolatrice, ma ardita e coraggiosa. Rappresenta il popolo ebraico, ingiustamente perseguitato ma salvato da Dio. "
Pubblichiamo in questa collana i testi delle conferenze tenute al Centro culturale S. Fedele di Milano dal cardinale Gianfranco Ravasi. Il volume, riveduto dall'autore, è arricchito da brevi note per l'approfondimento e
Siamo subito attratti dai personaggi: la sofferente Naomi, la fedele Rut e il compassionevole Boaz. Anche il contesto è intrigante: l'azione si svolge durante il tempo dei Giudici (Rut 1:1); le scene si sussequono dal paese di Moab, alla cittadina di Betlemme, nei campi di Boaz, alla porta della città e in una camera da letto. La trama delinea una storia di amore e redenzione che, come impareremo, è parte della storia più ampia che attraversa l'intera Bibbia.
Oltre al fatto che sia una bellissima storia d'amore, ci sono molte ragioni per studiare Rut.
Possiamo comprendere la storia più ampia della grazia di Dio: il piano di redenzione per l'umanità, rappresentato dalla linea genealogica di Gesù, prosegue anche in momenti oscuri come quello dei Giudici. Possiamo maggiormente apprezzare la provvidenza di Dio: è attivamente presente nella vita di tutti questi personaggi apparentemente insignificanti, proprio come nella nostra vita. Possiamo ricordare la misericordia universale di Dio: l'Evangelo non è per un gruppo privilegiato, ma raggiunge ogni persona, anche le vedove straniere ed emarginate. Possiamo vedere modelli di vera devozione: Rut ci ci ispira a essere sinceri, gentili e coraggiosi; Boaz ci offre un modello virtuoso e compassionevole di tenacia; Naomi passa dalla privazione alla benedizione.
La straordinaria attualità delle pagine della Bibbia. Il libro di Rut letto attraverso tre prospettive diverse. Quella del filosofo Massimo Cacciari, autore dell’introduzione,che affronta la figura di Rut come donna straniera. Quella dell’esegeta Michelini, che presenta tutta la ricchezza della tradizione cristiana,e soprattutto di quella giudaica. Quella di una coppia di psicopedagogisti, che nella storia di Rut e Noemi,suocera e nuora,coglie una luce per illuminare le complesse relazioni familiari.
In appendice sedici pagine a colori con diverse rappresentazioni artistiche.
DESTINATARI I primi destinatari sono coppie e adulti credenti interessati ad approfondire la Parola di Dio.
AUTORI I coniugi Mariateresa Zattoni e Gilberto Gillini, laureati all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e membri della Consulta Nazionale della Famiglia della CEI,vivono a Lecco. Consulenti e formatori in ambito familiare,oltre che autori di numerose pubblicazioni su tematiche psicopedagogiche, hanno scritto un commento ai vangeli in chiave familiare: Interno familiare secondo Marco, Interno familiare secondo Luca e Interno familiare secondo Matteo (Cinisello Balsamo 2001, 2002 e 2003).
Giulio Michelini (Milano 1963), frate minore, vive ad Assisi, dove insegna Nuovo Testamento presso l’Istituto Teologico.Ha studiato alla facoltà di Lingue dell’Università di Perugia, alla Pontificia Università Gregoriana (dove ha conseguito il dottorato in teologia biblica),e al Bat Kol Institute di Gerusalemme. Dal 2000 al 2008 è stato autore della trasmissione di Rai Uno A sua immagine.Con i coniugi Gillini-Zattoni ha pubblicato La lotta tra il demone e l’angelo.Tobia e Sara diventano coppia (Cinisello B.2007).
Il libro di Rut pone ancora diverse domande, specialmente circa l’autore, l’epoca di scrittura, lo scopo, il genere letterario e la teologia proposta. Ma, nonostante le lunghe discussioni che sono state condotte fino a questo momento, ancora non hanno ricevuto una risposta.
Rut è un libro breve (ottantacinque versetti in tutto!), eppure è un testo di indubbio interesse. Intrigante può essere considerata già la sua duplice collocazione, rispettivamente fra i libri storici, nella tradizione cattolica, e fra i testi «sapienziali» in quella ebraica. Questo è dunque il primo interrogativo. Come leggere e interpretare questo rotolo? L’autrice propone una lettura del libro che valorizzi soprattutto il fenomeno dell’intertestualità, cioè il dialogo tra Rut e numerosi altri testi biblici.
Data la sua brevità, l’autrice ha potuto condurre un’indagine dettagliata del testo biblico, analizzandone la struttura e offrendone un’esegesi il più possibile approfondita. Nella terza parte vengono affrontate questioni di natura teologica e si propone una storia dell’interpretazione del rotolo, almeno nei suoi elementi fondamentali, come pure un’apertura verso la «storia degli effetti» che il libro ha generato e che ancora si sta costruendo. Senza dimenticare che Rut occupa un posto significativo all’interno del Nuovo Testamento, essendo una delle figure femminili citate da Matteo all’interno della genealogia di Gesù (Mt 1,5).
Scheda-o.c. Milano, 11 settembre 2009
il presente commentario, dopo avere affrontato questi e altri problemi analoghi, adotta come ipotesi di lettura che il libro sia tardivo e che si possa considerare una sorta di midrash, che riprende, rielabora e prende posizione nei
confronti di molti altri testi biblici precedenti.
Autrice
Donatella Scaiola, nata ad Abbiategrasso (MI) nel 1958, è laica e sposata. Ha conseguito il Baccellierato in Sacra Teologia a Milano, presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, e poi ha proseguito gli studi a Roma presso il Pontificio Istituto Biblico, ottenendo prima la licenza e poi il dottorato in Scienze Bibliche.Attualmente, è professore straordinario nella Facoltà di Missiologia della Pontifica Università Urbaniana, dopo avere in precedenza collaborato con numerosi Istituti di Scienze Religiose, Seminari e Facoltà Teologiche. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: «Una cosa ha detto Dio, due ne ho udite». Fenomeni di composizione appaiata nel Salterio Masoretico, Roma 2002; Rut, Giuditta, Ester, Padova 2006; «Servire il Signore». Linee di una teologia biblica della missione nell’Antico Testamento, Roma 2008. Collabora con numerose riviste di carattere biblico, teologico e pastorale.
La storia di Rut rimanda all'urgenza di conversione verso l'altro che ci rivela a noi stessi. L'altro è chi ci sta accanto, è l'incontro tra uomo e donna, prima forma di alterità a cui ci approcciamo: il modo di farlo dice molto di noi. Non solo, i flussi migratori attraverso quel Mare Mediterraneo che i Romani amavano chiamare Mare Nostrum, rivela sia il volto concreto di quanti chiedono accoglienza sia il nostro volto. L'incontro con l'altro capovolge e mette in crisi i luoghi comuni di cui spesso viviamo e a cui siamo insensatamente affezionati. L'incontro e il confronto con lo straniero, con il lontano che diventa prossimo è un misurare il nostro grado di umanizzazione. Rut ci rimanda a entrambi gli incontri, quello tra uomo e donna e quello con il migrante. Quella di Rut è la storia di una ragazza straniera decisa a sbarcare a tutti i costi in un paese ricco dove c'è pane. Una vicenda quanto mai attuale.
Il frutto del melograno si caratterizza per i suoi numerosi chicchi, di cui si può apprezzare appieno il gusto solo se mangiati insieme. Per la sua conformazione esso ha colpito la fantasia umana e subito si è trasformato in un potente simbolo di pluralità e ricchezza ermeneutica per culture e religioni. Alla sua carica evocativa si ispira la presente serie di volumi che si articolano secondo una struttura costante: dopo aver inquadrato il personaggio in una dimensione teologica, si fornisce una descrizione generale del modo in cui esso è stato recepito nella letteratura esegetica ebraica e in quella cristiana, e si offre un'antologia commentata di testi scelti per la loro bellezza e la loro dimensione dialogica. La serie ha un duplice scopo: da un lato quello di offrire un'idea della ricchezza ermeneutica delle due tradizioni interpretative, mostrandone aspetti poco noti ma suggestivi; dall'altro far comprendere come tra di esse vi sia stato un lungo e fecondo rapporto osmotico più che una precoce e netta divisione.
L'autore spiega la funzione di Rut all'interno della storia del popolo di Israele, rivelandone il messaggio odierno. Offre anche 10 consigli per chi desidera leggere correttamente il Libro di Rut.
In questo commentario Katharine Doob Sakenfeld presta particolare attenzione alle interpretazioni meno comuni della storia di Ruth e ne propone una lettura sociologica oltre che teologica. Attenta al senso del testo e a un metodo di indagine basato sull'interculturalità, Doob Sakenfeld guida i lettori attraverso pagine bibliche culminanti in una visione di speranza espressa attraverso la narrazione di una vicenda umana che si dispiega sullo sfondo dell'intervento di Dio. Nel libro di Ruth, Dio agisce in modo nascosto e misterioso affinché tutto sia trasformato e opera attraverso le azioni quotidiane di quanti cercano di esprimere la loro fede in un interagire corretto e leale con quanti hanno vicini, dando concretezza al vero significato della comunità umana.

