
In questo testo André Wénin espone con chiarezza gli elementi dell’antropologia biblica e il senso di alcune categorie soggiacenti al testo dei comandamenti, per esempio l’idolatria. Riserva inoltre spazio al sabato, per metterne in luce la dimensione teologica, sociale e antropologica e propone il tema della «bramosia», del desiderio fuori misura, come categoria fondamentale per comprendere l’autentico senso dei divieti costitutivi delle dieci parole.
Sommario
Introduzione. Dieci comandamenti. 1. Esodo nascita. 2. Idolatria? 3. Il nome, lo shabbat, il padre e la madre. 4. Il prossimo. Conclusione. Bibliografia sul decalogo.
Note sull'autore
André Wénin, docente di Greco, Ebraico biblico ed Esegesi dell’Antico Testamento all’Università Cattolica di Louvain-la-Neuve, è professore invitato alla Pontificia Università Gregoriana, dove insegna Teologia biblica. Per EDB ha pubblicato di recente: Il bambino conteso. Storia biblica di due donne e un re (2014), Il re, il profeta e la donna. Testi scelti sui primi re di Israele (2014), Le scelte di Abramo. Lasciare il padre, lasciare andare il figlio (2016), Salmi censurati. Quando la preghiera assume toni violenti (2017) e Il miracolo del mare. Narrazione e poesia nella Bibbia (2018).
È noto come la Bibbia sia l’opera più stampata e più letta del mondo. Per scoprire le ricchezze che essa racchiude non è tuttavia sufficiente aprirla con buona volontà o sostenere che è "Parola di Dio". Ogni suo lettore si trova di fronte a una serie di difficoltà oggettive: i riferimenti geografici e storici in essa contenuti sono estranei all’uomo di oggi e immensa è la distanza culturale tra il suo mondo e il nostro.
Una lettura feconda della Bibbia è quindi possibile solo a certe condizioni. Il volume si propone come guida, offrendo alcuni punti di riferimento affinché l’esplorazione di questa specie di "città murata" avvenga senza troppa difficoltà e permetta l’incontro effettivo di ciò che costituisce il cuore dell’esperienza biblica. Attraverso dieci percorsi il volume conduce "dentro" la Bibbia per aiutare a scoprirne il sapore, a mettersi in "stato di lettura".
Note sull’autore
Jacques Vermeylen (Belgio 1942) sacerdote, direttore del Centro di Studi teologici e pastorali di Bruxelles. Ha pubblicato con Cerf (Parigi): Le Dieu de la promesse et le Dieu de l'Alliance (1986), nonché vari saggi all’interno di volumi miscellanei.
Oggetto del libro sono alcuni temi morali e religiosi, o filosofici e religiosi, che trovano incarnazione in determinati libri o passi della Bibbia. Così il tema della vita guardata dalla prospettiva della morte, che è il tema per eccellenza dell'Ecclesiaste; e il tema del dolore, soprattutto del dolore immeritato, che ha la sua incarnazione nel Giobbe; poi Abramo e l'intercessione del giusto che ottiene la misericordia di Dio; l'esodo degli ebrei dall'Egitto e l'aspettativa della liberazione; infine le visioni del giudizio e della fine nell'Apocalisse.
Partendo dalla vicenda dei primi quattro discepoli (Mc 1,14-20), che Gesù ha strappato dal lavoro quotidiano per gettarli nella mischia del Regno, il testo guarda avanti, lasciando che la nostra storia di tutti i giorni si riempia con la vicenda dei primi che lo hanno seguito.
La "difficile fede", esposta continuamente alle sfide e alle minacce degli avvenimenti, è quella del Popolo d’Israele il quale non si è mai stancato, nonostante tutto, di riconoscere e proclamare la presenza e l'azione di Dio nella sua storia. L’autore, tra i massimi esperti di Bibbia e di divulgazione della Parola di Dio, rilegge in questa chiave le principali figure dell’Antico Testamento - Abramo, Mosé, Elia, Isaia, Giobbe e altri – proposti come simboli della fede di un popolo. Emerge da queste pagine un invito per il credente a guardare fiduciosamente alla propria vita come al luogo nel quale Dio si fa riconoscere e agisce.
Dal 1980 il periodico Parola Spirito e Vita si è affermato come prezioso strumento di lettura spirituale della Bibbia. Ogni sei mesi un numero monografico di Parola Spirito e Vita conduce all'incontro con le Scritture, non solo come libro di riferimento per i fedeli, ma come parola viva capace di portare l'uomo contemporaneo alla scoperta di Dio: un appuntamento di riflessione essenziale per gruppi biblici, comunità, operatori pastorali e per tutti coloro che aspirano a una conoscenza più intima e profonda della Parola.
Alcuni recenti scavi archeologici hanno portato alla luce una tomba risalente al I secolo d.C., un ritrovamento destinato a segnare la storia, perché quella potrebbe essere la tomba di Gesù e della sua famiglia. Una scoperta che, associata ad altre importanti testimonianze e documenti, permette di riscrivere la storia della vita e della morte di Gesù. Un uomo appartenente a una grande famiglia, primo di sette fratelli. Un uomo che non intendeva fondare una nuova religione, ma restaurare, con l'aiuto di dodici governatori, il Regno di Israele, in quanto diretto discendente di re Davide. Un uomo che prima di morire scelse i suoi successori. Ne emerge una verità sconcertante: Gesù non è venuto per annunciare il Regno di Dio, ma è stato il leader di un movimento rivoluzionario che avrebbe voluto trasformare il mondo e instaurare il Regno di Dio su questa terra.
Secondo di otto volumi per riflettere su Dio, con suggerimenti per la preghiera personale e familiare.
Cos'è la vita che Dio ci dona e come possiamo viverla in pienezza? Con un linguaggio accessibile, Semeraro offre una risposta a questa domanda interrogando il libro della Genesi in cui si racconta la creazione dell'uomo e la scoperta del "fuoco- necessario alla trasformazione della creazione in autentica relazione. Questo fuoco è, indubbiamente, la scoperta della libertà. Il dono della vita e quello della libertà sono il grande giogo che ci è imposto per camminare dignitosamente verso la felicità come superamento di ogni disarmonia e ristabilimento della vera pace. Un libro che aiuterà i lettori ad assumere la vita in tutti i suoi risvolti, senza timore ma anzi con il coraggio e la gioia di lasciarla trasformare dalla Parola.
Una narrazione vivace del viaggio meraviglioso che si snoda attraverso tutte le numerose vie del sorriso tracciate dalla Bibbia, dal primo sorriso nell'Eden al sorriso definitivo della nuova Gerusalemme. L'autore racconta il viaggio meraviglioso e avvincente che snoda attraverso le numerose vie del sorriso tracciate dalla Bibbia, dal primo sorriso di Dio nel giardino dell'Eden, al sorriso definitivo nella nuova Gerusalemme. Attraverso l'indagine esegetica e la lettura di fede scopriamo che Dio non puo fare a meno di parlarci sempre con il sorriso costante di un padre che incoraggia e guida con amore i suoi figli. Il libro non e un'arida analisi di dati letterari, ma una narrazione vivace e brillante della piu bella avventura umano-divina del sorriso che sia mai stata raccontata.
La pericope di Ger 10,1-16 assomma numerosi motivi di interesse, per via del suo singolare impianto letterario e teologico. Non sono molte infatti le pagine che nel Primo Testamento ci consegnano un ritratto a tutto tondo del Dio d'Israele: anzi, il tentativo "sistematico" di delineare la natura, presentando i suoi tratti distintivi in una serie di immagini in dissolvenza - con l'obiettivo che sfuma ripetutamente tra YHWH e gli Dèi degli altri popoli - è un caso unico nella Bibbia. A fronte di ciò, la netta discordanza tra le due forme attestate (TM e LXX) è la prova di una vicenda redazionale alquanto intricata, come anche si evince dalla testimonianza diretta dei manoscritti geremiani rinvenuti a Qumran. Gli esiti della ricerca toccano questioni cruciali, sul versante sia analitico che tematico. Circa la problematica testuale, tutti gli indizi spingono a collocare Ger 10 tra gli esempi di "profezia scribale", riconoscendo nella forma attestata dal TM il punto di arrivo di una riscrittura che presuppone la forma breve della LXX come tappa anteriore. Sul piano del senso, si intuisce la forza pragmatica della critica agli idoli, che interroga anche il nostro modo di concepire Dio e di corrispondere alla sua rivelazione storica, mentre affiora la rilevanza teologico-sapienziale di un messaggio universalizzante, capace di condurre Israele e le genti al riconoscimento di YHWH come Dio vero.

