
Elena Álvarez è laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Santiago de Compostela e ha conseguito un dottorato in Teologia presso l'Università della Santa Croce (Roma). Attualmente è docente presso l'Università Internazionale di La Rioja, e indaga le correnti filosofiche che caratterizzano la cultura attuale, nonché le modalità di dialogo tra le diverse interpretazioni dell'essere umano e del mondo.
La risurrezione dei morti è conciliabile con l'idea dell'immortalità dell'anima? E la speranza coraggiosa e lieta che anima l'una con la serena attesa filosofica propria dell'altra? Non lo è per Oscar Cullmann, secondo cui l'errore consiste proprio nell'attribuire al cristianesimo primitivo la credenza greca nell'immortalità dell'anima. Se è innegabile che il cristianesimo successivo abbia stabilito più tardi un legame tra le due credenze, bisogna tuttavia riconoscere che proprio quanto distingue la speranza cristiana dalla credenza greca è il centro stesso della fede del cristianesimo primitivo. In questo discusso e dibattuto saggio, Cullmann risponde alle accuse dei suoi detrattori e illustra come tra le due credenze esista una differenza che, nonostante i punti d'incontro, è e resta radicale.
Nuova traduzione con ampia introduzione e apparato di note. Tra le ricche raccolte omiletiche di Giovanni Crisostomo, quelle sul vangelo di Giovanni - di cui in questo volume si pubblicano le omelie 30-59 - costituiscono un corpus notevole per ampiezza, organicità e sistematicità. Nelle omelie sul vangelo di Giovanni l'autore, attraverso la consueta raffinatezza stilistica e la grande sensibilità, interpreta il testo evidenziandone il fondamentale portato per la definizione della teologia trinitaria, in opposizione alla speculazione ariana. Inoltre coglie tutti gli spunti utili all'edificazione morale e spirituale della propria comunità, con frequenti e concreti riferimenti alle pratiche, agli usi e costumi dell'epoca.
Il testo integrale del Nuovo Testamento, completamente rifatto nelle traduzioni, nelle introduzioni, nel commento e nei passi paralleli. Questa edizione raccoglie il frutto migliore dei volumi della Nuova Versione della Bibbia dai Testi Antichi, costato oltre dieci anni di lavoro. Le introduzioni ai singoli libri offrono diversi spunti di approfondimento. Si parte dai dati sincronici, quindi dall'attenzione al titolo del libro, alla sua importanza e posizione nel canone neotestamentario; seguono l'approfondimento della struttura e le considerazioni sugli aspetti letterari; viene quindi assicurato il dovuto spazio alle linee teologiche fondamentali per toccare, infine, gli aspetti maggiormente legati alla diacronia come la datazione, l'autorialità, la storia della composizione e la trasmissione dei testi. Per quanto riguarda il commento, si è dato risalto al commento esegetico-teologico, con particolare attenzione al suo andamento narrativo.
Moretto, di media statura, capelli corti e senza barba, indossa una veste preziosa ed elegante, dallo sguardo affascinante; intelligente e sensibile, dalle idee chiare e ferme, dall’animo delicato e deciso… così viene descritto Gesù di Nazaret in questo libro. il libro si apre alla ricerca di Gesù sulle strade della Palestina. Un primo impatto esteriore, per poi risalire alla sua interiorità, intimità, cuore. La sua vita, nascita, missione, morte e resurrezione vengono ripercorsi passo dopo passo fino all’incontro finale. Il racconto di questa storia svela questa grande verità: Gesù ha preferito morire per te che vivere senza di te!
Continua l'opera di don Danilo Zanella, notissimo animatore di ritiri spirituali, con "Ipnosi del sensibile. Rigenerati dal Vangelo" di Matteo. Dopo il Vangelo di Luca, e prima degli altri due evangelisti, ecco il primo degli evangelisti sotto la lente di ingrandimento del sacerdote padovano, il quale conduce coloro che desiderano percorrere un cammino spirituale alla ricerca di sé stessi, di Dio e del prossimo, nella direzione della rigenerazione che viene dal Cristo. Sussidio utilissimo per chi per professione e vocazione è chiamato a svolgere la funzione di padre spirituale.
Tre verbi, spesso utilizzati in successione dall'evangelista Luca, costituiscono il filo rosso di questo volume: ascoltare, custodire, realizzare. Li ritroviamo in particolare nella figura di Maria, che si chiede che senso abbiano le parole rivoltele dall'angelo dell'annunciazione, nei pastori, riferite al bambino appena nato, e al termine della parabola del seminatore. Attraverso la sua Lectio, padre Gargano invita a crescere nella conoscenza del testo, ricordando san Gregorio Magno («Le parole di Dio crescono con chi le frequenta con amore»), e a desiderare di essere tutt'uno con la parola del Vangelo. L'autentica Lectio divina, come insegnano i Padri della Chiesa, è quella che trasforma l'uomo al punto di divenire offerta agli altri come testo da leggere.
«Queste pagine accusano la distanza da un approfondito scavo biblico dei testi; non mi appartiene la profondità degli esegeti, che peraltro hanno tutta la mia stima e la mia gratitudine. Li considero una benedizione per tutti noi che li abbiamo avuti compagni di viaggio preziosi dai giorni del Concilio a oggi.
Oltre la distanza da una raffinata esegesi, d’istinto si potrà cogliere nel mio commento una sproporzione tra testi più a lungo commentati e altri meno approfonditi. La sproporzione viene dalla vita, la mia. Che mi ha portato a sostare più a lungo, anche per ragioni pastorali, su alcuni passaggi del Vangelo e meno su altri.
Sono innamorato – la parola è degna e bellissima – innamorato di Gesù di Nazaret, del rumore leggero dei suoi passi e a volte penso con emozione al movimento che è scaturito dai suoi passi, dal suo viaggio. Dal suo viaggio i nostri viaggi. Non saremmo quello che siamo, non ci troveremmo al punto in cui siamo, non avremmo la visione del mondo che abbiamo se non avessimo sentito il rumore dei suoi passi e se non lo avessimo seguito, pur con tutte le infedeltà che ci segnano, per acuto di nostalgia».
Nell’argomentazione della Lettera ai Romani 1,16−4,25, Paolo richiama diversi testi dell’Antico Testamento a sostegno della sua riflessione. Tale fenomeno, certamente non isolato nell’epistolario paolino, assume in questa sezione di Romani una consistenza significativa, motivando la formulazione di un duplice interrogativo: quale significato gioca questa scelta in relazione allo sviluppo del tema centrale di questa parte della lettera? Con quale prospettiva Paolo richiama i testi della Scrittura rileggendoli in maniera spesso alternativa a quella tradizionale?
Per rispondere a queste domande, questo studio propone un percorso articolato che analizza il modo in cui l’apostolo richiama i testi anticotestamentari, per poi prendere in esame la linea argomentativa di Rm 1,16−4,25 definendo il contributo offerto dalle citazioni. A partire dai risultati emersi l’ultimo passaggio approfondisce le operazioni messe in campo sul testo e sul contesto delle citazioni, tracciando la linea interpretativa con la quale la Scrittura viene ripresa in questa sezione di Romani. A questo riguardo, sono due le prospettive che lo studio individua come caratterizzanti l’approccio paolino. In primo luogo l’apostolo propone un’ermeneutica delle dicotomie, che si esplicita in un’interpretazione dei testi secondo polarità complementari connesse in rapporto oppositivo: approccio libero ma non arbitrario; continuità interpretativa nella discontinuità ermeneutica. In secondo luogo Paolo ridefinisce le promesse a partire dall’adempimento, offrendo un’interpretazione dei testi che è allo stesso tempo prevedibile e imprevista, attesa e inaspettata.
Il 'Discorso della montagna' parla di una giustizia più grande, che però non è presentata come una cosa diversa rispetto alla piccola giustizia delle cose quotidiane. Al contrario, la sollecita e la permette.
Molti storici stanno mettendo in discussione l'affidabilità delle fonti bibliche sulla vita, la morte e la risurrezione di Gesù. Ha vissuto davvero nella Galilea e nella Giudea del primo secolo o è una figura leggendaria? In questo libro molto attuale, lo storico John Dickson spiega come funziona l'indagine storica, dando ai lettori gli strumenti per valutare da soli ciò che possiamo dire con certezza su figure come l'Imperatore Tiberio, Alessandro Magno, Ponzio Pilato e, naturalmente, Gesù di Nazaret. L'autore presenta le prove, i metodi e le conclusioni dei principali studiosi (cristiani e non) ponendo alcune domande pertinenti, senza offrire risposte preconfezionate: se quello che è scritto nei Vangeli è vero, quali implicazioni avrebbero le affermazioni di Gesù per la nostra vita?
Paolo nacque, visse e morì da ebreo. Non fu un apostata ma un figlio d’Israele che facendosi seguace di Gesù aderì a un movimento messianico e apocalittico di riforma all’interno del giudaismo. Senza sminuire alcuno dei suoi aspetti più originali e creativi, l’indagine restituisce il contesto ebraico della predicazione paolina incentrata non su un messaggio di esclusione ma sull’annuncio della misericordia di Dio per i peccatori. Secondo una certa tradizionale interpretazione cristiana, Paolo avrebbe presentato il battesimo e la fede in Cristo come unica ed esclusiva via di salvezza. Ma quando si rileggono gli scritti di Paolo all’interno del giudaismo del I secolo, le sorprese non mancano. Per Paolo la giustificazione offerta ai peccatori attraverso la morte del Cristo non sostituisce la Torah e la legge naturale, che restano le vie primarie di salvezza, ma a loro si aggiunge: i giusti ebrei hanno la Torah; i giusti tra le genti hanno la loro coscienza; e i peccatori, le pecore perdute della casa d’Israele e tra le nazioni che siano cadute senza speranza sotto il dominio del male, hanno il Cristo al cui perdono potersi fiduciosamente affidare.

