
Una raccolta di riflessioni su alcuni capitoli del quarto Vangelo capaci di risvegliare l'interesse del lettore e il suo deisderio di entrare in contatto diretto e personale con il Vangelo di Giovanni che è un vero capolavoro. È un’intuizione profonda della persona, degli insegnamenti e della missione di Gesù ed è chiaramente differente dai tre sinottici, i quali narrano, linearmente, gli eventi della vita di Gesù, nella sequenza in cui avvennero. San Giovanni organizza maggiormente i fatti secondo un suo progetto, proponendosi di rivelare la meravigliosa bellezza della persona e degli insegnamenti di Gesù, e di annunziare la vera identità del maestro divino.
Destinatari
Tutti.
Autore
João da Silva Passos (1920 Santos, San Paolo, Brasile), gesuita, scrittore e traduttore, ha trascorso dieci anni in Vaticano e insegnato in vari collegi brasiliani dei gesuiti.
Nell'imponente mole di studi riguardano gli scritti giovannei, manca una specifica monografica sul "dono". L'Autore, con cura ed esemplare chiarezza, prende in esame il Vangelo e la Prima Lettera di Giovanni. In realtà, per Giovanni, "tutto è dono" perché Gesù Cristo è il dono di Dio al mondo, dalla cui "pienezza abbiamo ricevuto dono su dono". Poiché ogni dono nasce dall'amore, allo sguardo stupito e acuto di Giovanni si pare un orizzonte di relazioni tutte intessute d'amore.
Nel Quarto Vangelo, la morte di Gesù è il compimento dell'opera affidata al Figlio dal Padre. Per questo, la croce coincide con la glorificazione del Padre e del Figlio. Il compimento della Scrittura da una parte attesta l'avvenuto compimento dell'opera del Figlio, dall'altra è il codice che apre il lettore all'intelligenza del significato della morte di Gesù, servo sofferente che si offre in sacrificio per generare un popolo nuovo, un popolo di amici di Dio, vittima d'espiazione per i peccati degli uomini, agnello della nuova alleanza nel suo sangue.
Trafitto dal quale sgorga sino alla fine della storia l'acqua dello Spirito. La partecipazione ai frutti del Passaggio pasquale del Verbo-Agnello si realizza per mezzo della fede, mediata dai testimoni.
«La follia di Dio è più sapiente degli uomini e la debolezza di Dio è più forte degli uomini» (1 Cor 1,25). Rifiutato dalla famiglia, al punto che «neppure i suoi fratelli credevano in lui» (Gv 7,5), e abbandonato da gran parte dei suoi seguaci («molti dei suoi discepoli si allontanarono e non andavano più con lui», Gv 6,66), per le autorità giudaiche Gesù è solo un pazzo, un ossesso (Gv 8,44). Solo un matto, un samaritano indemoniato, poteva infatti denunciare i capi religiosi quali figli del diavolo e assassini (Gv 8,44) e auspicare la fine dell’istituzione religiosa che si credeva voluta da Dio stesso.
Informazioni sull'autore
Alberto Maggi, frate dell’Ordine dei Servi di Maria, ha studiato nelle Pontificie Facoltà Teologiche «Marianum» e «Gregoriana» (Roma) e all’«École Biblique et Archéologique française» di Gerusalemme. Direttore del Centro Studi Biblici «G. Vannucci» (www.studibiblici.it) a Montefano (Mc), cura la divulgazione, a livello popolare, della ricerca scientifica nel settore biblico.
Se nei Vangeli sinottici è Gesù che stimola gli interlocutori a prendere posizione circa la sua identità, e tutta la narrazione evangelica ruota intorno alla domanda: "Voi chi dite che io sia?", nel quarto Vangelo tale provocazione è ribaltata. Nella letteratura giovannea Gesù si racconta, narra di sé, quasi a indicare che il metodo di approccio alla verità che dona vita è lui, con il suo stile singolare e fuori dagli schemi, e la risposta a questi interrogativi è data dai discorsi su se stesso e culmina nelle autorivelazioni. In questo cambiamento di prospettiva consiste quella che si può definire la "rivoluzione copernicana" della cristologia giovannea: il passaggio da una cristologia su Gesù ad una cristologia di Gesù, da una cristologia dei titoli cristologia alla cristologia delle prerogative cristologiche.
Dopo i commenti al Padrenostro e al Credo, l'autore offre un valido contributo per analizzare il nono capitolo del Vangelo di Giovani incentrato sull'episodio della guarigione del cieco nato. Questo commento presenta una triplice analisi dell'episodio della guarigione del cieco da parte di Gesù. La prima è di tipo dottrinale, situando l'episodio nel contesto globale del Vangelo; la seconda è letteraria, volta a ricercare nella narrazione l'intento teologico dell'Evangelista; la terza analisi consiste infine in un'attualizzazione delle principali idee teologiche di Giovanni reinterpretandole per il lettore moderno.
Abbiamo bisogno di speranza per vivere; abbiamo bisogno di camminare nella fede per dare un senso ai nostri giorni. L'Autore - attraverso gli episodi più significativi narrati nel Vangelo di Giovanni - propone una lettura viva ed attuale del testo evangelico. Queste pagine introducono il lettore alla scoperta del volto amorevole di Gesù, ne rivelano la forza liberante e aprono il cuore allo stupore.
Un percorso biblico-spirituale attraverso le pagine più intense del Vangelo di Giovanni. L'intento è quello di far luce sulle ricche dinamiche che animano l'esperienza di fede, anzitutto del discepolo amato e, poi, della sua comunità cristiana. Da qui la scansione del percorso: accurata analisi del testo, puntuale esame della filologia e della struttura letteraria, attualizzazione. Un affresco luminosissimo e affascinante che padre Ugo Vanni, maestro di Bibbia e di Spirito, consegna alla comunità cristiana di oggi.
Ugo Vanni ha dedicato tutta la vita allo studio e all'insegnamento della Scrittura, in particolare presso la Pontificia Università Gregoriana e il Pontificio Istituto Biblico. E' uno dei massimi esperti dell'Apocalisse e dal 2000 è membro della Pontificia Commissione Biblica. Cittadella Editrice ha pubblicato in Suo onore, a cura di E. Bosetti e A. Colacrai, Apokalypsis. Percorsi nell'Apocalisse di Giovanni, Assisi 2005.
«Questo libretto intende offrire il puro testo – quasi sine glossa – del Vangelo di Giovanni, in una versione il più possibile aderente all’originale greco. Mi sono permesso solamente di titolare ogni brano con l’espressione-chiave, di introdurlo brevemente per evidenziarne il senso e di concluderlo con una preghiera. Strumento molto semplice e utile, spero! Il Vangelo infatti è stato scritto non per essere studiato da specialisti, ma per essere letto, capito e pregato da chiunque abbia volontà di viverlo» (dalla Prefazione di Silvano Fausti).
Dopo un’ampia premessa in cui viene discussa l’ipotesi che l’evangelista, nella strutturazione del suo vangelo, possa essere stato influenzato dall’uso dei lezionari della sinagoga, lo studio analizza singolarmente le feste d’Israele nell’ordine in cui ricorrono nel Quarto Vangelo. Di ciascuna vengono esaminati l’origine, il significato e gli sviluppi nell’Antico Testamento, come pure la diffusione ed evoluzione nel giudaismo del I secolo e in quello rabbinico. Si passa quindi ad approfondirne la determinante presenza come sfondo temporale sacro su cui si sviluppa la vicenda di Gesù di Nazareth nel Quarto Vangelo.
In questo volume l’autore assume, nella sua piena verità, l’affermazione di Gesù che «la salvezza viene dai giudei», stimolando nuove vie di esegesi e di dialogo con il mondo ebraico, al di là e oltre gli stereotipi interpretativi di un rapporto di “sostituzione” o di “opposizione”.
Destinatari
Un libro destinato a un pubblico di studenti e accademici.
L’autore Renzo Infante ha conseguito la Licenza in Sacra Scrittura (Pontificio Istituto Biblico), il Dottorato in Teologia Biblica (Pontificia Università Gregoriana) e la Laurea in Filosofia (Università di Bari). Attualmente è professore associato presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Foggia e insegna Esegesi del Nuovo Testamento nella Pontificia Facoltà dell’Italia Meridionale di Napoli e nell’ISSR di Foggia. Ha approfondito questioni di esegesi giovannea, evidenziandone la continuità e gli aspetti innovativi rispetto alla matrice giudaica. Oltre a numerosi articoli e saggi di esegesi e teologia biblica, con le Edizioni San Paolo ha pubblicato: Sulle strade della gioia, con il Vangelo secondo Luca (1998) e Lo sposo e la sposa. Percorsi di analisi simbolica tra Sacra Scrittura e cristianesimo delle origini (2004).

