
Uno strumento utile per tutti coloro che vivono all'interno delle parrocchie e delle Comunità pastorali un impegno di responsabilità, come quello della catechesi dell'iniziazione cristiana, dell'animazione dell'Oratorio o dell'Azione Cattolica. L'Agenda è realizzata in collaborazione con Pastorale Giovanile diocesana (Servizio Giovani e Fom), Azione Cattolica ambrosiana, Servizio per la Catechesi e Servizio per la Famiglia della diocesi di Milano. L'Agenda dell'Operatore Pastorale è destinata a diventare un punto di riferimento importante, da tenere sempre sotto mano, per ricordare appuntamenti e incontri della vita liturgica ambrosiana, il cammino diocesano e della pastorale ordinaria e dove segnare i propri impegni settimanali.
Questa pubblicazione, promossa dal Seminario Arcivescovile di Bologna, vuole essere un segno di gratitudine nei confronti di chi ha preceduto nel servizio presbiterale i seminaristi e gli ordinati dell'Arcidiocesi di Bologna.Vuole anche essere - secondo l'auspicio formulato dal Consiglio presbiterale Diocesano nella Proposta di vita spirituale per i presbiteri diocesani, EDB, 2003, n. 37 - un "guardare alle figure sacerdotali eminenti della storia della Chiesa e in particolare a quelle del presbiterio bolognese, che con il loro esempio e la loro intercessione, costituiscono una vera scuola di santità e un forte motivo di identità, ispirazione e incoraggiamento tra le fatiche e le sfide del ministero".
Gli studi sull'Islam condussero Schaya nel 1950 in Marocco, dove ebbe l'opportunità di entrare in contatto con alcuni eminenti rappresentanti della spiritualità musulmana, tra cui il venerato Shaikh Mohammed at-Tadili. Egli poté così approfondire il lato essenziale di questa tradizione, attingendo alle sue sorgenti più pure. La presente opera è un riflesso di quell'incontro intimo con lo spirito vivente del sufismo, nonché delle sue meditazioni sul Corano e sui trattati sufici. Al Corano, infatti, è ancorato tutto l'Islam, il cui messaggio gravita costantemente intorno a un solo oggetto: Allah, "la divinità" una e onnipresente; ed è nell'insegnamento sufico che è possibile scoprire il senso più profondo di questo messaggio. Il saggio di Schaya intende esporre gli aspetti fondamentali della metafisica sufica, che scaturisce dal credo musulmano "Non vi è divinità all'infuori della Divinità" (la ilaha ili-Allah), e la sua interpretazione esoterica, secondo la quale "la divinità" è "il tutto che è unico" e "l'unico che è tutto".
La domanda potrebbe sembrare di scarsa o relativa importanza, in quanto è noto che lo Stato di Israele è stato creato dagli ebrei, così come è noto che sono ebrei anche la maggior parte degli israeliani. Tuttavia la possibile distinzione lascia trasparire l'idea che ci sia una sorta di "interruzione" fra la danza tradizionale che accompagna la millenaria storia degli ebrei e la danza israeliana che fa capolino dal Medioriente alla fine degli anni '40: dopo la nascita dello Stato di Israele nel 1948, non si dovrebbe più parlare di danza ebraica ma di danza israeliana, secondo canoni e modelli più simili a quelli del folklore generalmente inteso. Per certi aspetti questo può essere vero, tuttavia è importante non dimenticare il legame che comunque lo Stato di Israele mantiene con le proprie radici, in quanto non nasce "dal nulla" ma dal Sionismo, che può essere compreso e considerato solo all'interno della tradizione ebraica che lo genera.
Il dossier di questo numero della rivista si sofferma sulle origini geografiche, storiche e culturali che segnarono gli inizi del testo sacro dell'Islam. Dalle considerazioni del mondo arabo, fino al Palinsesto di Sanaa, vengono passati in rassegna il processo di canonizzazione del Corano e la produzione delle prime edizioni a stampa. Completano il numero le consuete rubriche Studi biblici e Bibbia e cultura con le sue suggestioni in campo musicale e letterario.
Il "saluto" è un'esperienza quotidiana, ma è anche parte della stessa essenza dell'uomo: il suo ingresso nel mondo, il suo “essere con gli altri", sin dall'infanzia è sancito da questo gesto elementare, pre-linguistico. Salutare, e ricambiare il saluto, è espressione del riconoscimento, sociale e affettivo.
I lineamenti per una fenomenologia del saluto si trovano nelle pagine di Massimo Giuliani, esplorando ciò che esso ha di persistente pur nella diversità dei modi e nell'oscillare dei significati: dall'essere in relazione al colmare una distanza, dal salutare per primi al congedarsi per sempre nell'ultimo saluto. Alcuni esempi, e un moltiplicarsi di riflessioni, in cui traluce la profondità di questo atto.
Sulle radici bibliche e rabbiche dello scalmo ("pace" e "bene") si sofferma Paolo De Benedetti, gettando luce sul nostro debito - talvolta impensato - verso la tradizione, nel senso ebraico della parola: ciò che si tramanda come in una catena.
Da più di un secolo il sacro occupa un posto di rilievo nella storia delle religioni. Nell'Ottocento infatti l'espansione coloniale ha suscitato in molti occidentali curiosità e interesse nei confronti della cultura, del pensiero e della religione dei popoli privi di scrittura. Nasce la teoria sociologica del sacro, un movimento di ricerca che considera il fenomeno religioso come fenomeno sociale. La scuola fenomenologica invece punterà a studiare la religione non partendo dalla società, ma dall'uomo religioso. Di conserva con queste due scuole, e sulla base dei dati da esse elaborate, prende piede un nuovo metodo storiografico. In quarant'anni di intenso lavoro Georges Dumézil mette a punto una ricerca comparata che gli permette di configurare il pensiero indo-europeo arcaico, dove il sacro appare legato alla funzione di sovranità. Grazie ad un analogo metodo comparato Mircea Eliade ricerca le articolazioni fondamentali del fenomeno religioso per individuare l'universo mentale dell'homo religiosus. A questi tre grandi filoni di ricerca è venuta a sovrapporsi la controversia sul sacro: conflitti di metodo e d'interpretazione negli ultimi decenni si sono moltiplicati. La prima parte del libro opera una sintesi delle principali teorie del sacro presso gli storici delle religioni da oltre un secolo a questa parte. La seconda parte del libro offre una rassegna del sacro nelle grandi religioni.
È sempre più diffusa in Italia la pratica del T'ai Chi Ch'üan. Si tratta di una raffinata arte marziale cinese che ha come scopo la meditazione e la preghiera di congiungimento fra terra e cielo attraverso il corpo dell'uomo. Con una ricca documentazione fotografica, il volume tratteggia la storia e i significati del T'ai Chi Ch'üan. Un saggio teologico-antropologico mette a confronto, in chiave interreligiosa, la spiritualità taoista con buddhismo e cristianesimo, sul tema del rapporto fra corpo e preghiera. Uno scavo filosofico di alcuni classici del pensiero cinese ne approfondisce i presupposti metafisici. Un ampio glossario cinese-italiano e una ricca bibliografia completano il volume.
Questo libro vuole essere una piccola guida dei luoghi che hanno visto nascere, crescere, operare e morire Gesù, il Figlio di Dio venuto sulla terra per donarci la salvezza. Ogni cristiano che vuol capire meglio le radici della sua Fede dovrebbe, almeno una volta nella vita, compiere una benefica visita di questa Terra Santa. Per chi non riesce ad andarvi fisicamente, questo libro può essere di grande aiuto nel conoscere i luoghi e la storia del popolo ebreo, e così comprendere più in profondità l'insegnamento di Gesù, all'interno del contesto storico e culturale
Presentate come vie di salvezza e di pace oppure come un atavico e violento inganno, le multiformi esperienze religiose hanno vinto la sfida della secolarizzazione e restano cruciali per capire il nostro tempo. "Fattore R" offre una guida agile e autorevole per penetrarne il senso e prospettarne il futuro. In questo volume dedicato al buddhismo, religione che raccoglie e propone un'esperienza umana, si parla di: - Una via di salvezza universale e razionale; - La speciale posizione del buddhismo tra religione e filosofia; Il pensiero del Buddha in sintesi; - L'importanza della meditazione; - L'etica buddhista, in continuità e discontinuità con l'etica indù; - Pratiche e motivazioni della nonviolenza; - La "modernità" del buddhismo. Inoltre, le fonti e i grandi patriarchi del buddhismo.
In questa raccolta di pensieri scorrono, come un vento vivificante, tutto il fascino e tutta la saggezza del buddhismo zen. L'ozio di Kenko, uno dei più grandi scrittori giapponesi d'epoca classica, non è certo inattivo. E un otium che consente di assaporare la vita, il tempo, la natura, le cose più semplici. "Quando mi abbandono con calma ai miei pensieri, non posso impedire ch'essi siano dominati dal ricordo nostalgico di mille cose del passato. Mentre tutti dormono, io passo il tempo, nelle lunghe notti, mettendo in ordine le cose che ho a portata di mano; e quando, strappando vecchie carte inutili che non ho alcuna intenzione di conservare, scopro esercitazioni calligrafiche o pitture eseguite per diletto da qualcuno che ora non è più, mi pare di rivivere quei momenti lontani. Persino le lettere di persone ancora in vita, ma che risalgono a molto tempo addietro, m'inducono a pensare alle circostanze e all'anno in cui furono scritte, e ciò mi commuove profondamente. E anche le cose che ho avuto lungamente per le mani, sebbene non abbiano un'anima e siano rimaste per tanto tempo immutate, mi sono care."

