
R. Meir diceva: «Chi si occupa dello studio della Legge per se stessa, consegue molte cose; non solo: è degno del mondo intero. È chiamato amico e amato; egli ama Dio, ama le creature, rallegra Dio, piace ai suoi simili. La Legge lo riempie di umiltà e di timor di Dio, lo rende capace di essere giusto, pio, onesto, fedele; lo allontana dal peccato e lo avvicina alle buone azioni. Chi si occupa della Legge ne ha consiglio, sapienza, senno e fermezza, come è scritto: “Mio è il consiglio e il buon senso, mia è l’intelligenza e la forza”. Essa gli dona la regalità, il dominio e la profondità nel giudizio; a lui si rivelano i segreti della Legge. È simile a una fonte che s’ingrossa e a un fiume che non si esaurisce. Egli diviene umile, longanime e perdona le offese. Essa lo ingrandisce e lo eleva su tutte le opere».
Ebrei e Cristiani sono alla ricerca della Sapienza. Pirqê Abot non è un trattato teologico nel senso stretto del termine. Abbiamo detto che si occupa principalmente di massime etiche, anche se è bene ricordare che nessuna distinzione netta tra teologia ed etica era possibile alla mente rabbinica. La Torah, nel suo senso più ampio di «insegnamento divino», è il principale concetto teologico in Abot.
Prefazione di Giovanni Filoramo
E. Bianchi - F. Sbardella, La parola al non-detto
Prassi del silenzio
E. Bianchi, Silenzi e omissioni in nome del Buddha. Codifica del non-detto nei codici monastici cinesi
M.C. Giorda, Il silenzio è il lessico famigliare monastico? L'esperienza dei monaci del Dominus Tecum
A. Herrou, Dall'atmosfera «calorosa e rumorosa» alla quiete. Uso moderato di linguaggio e silenzio presso i monaci taoisti oggi in Cina
F. Sbardella, Silenzi e non-detti. Controllo discorsivo nella clausura cattolica contemporanea (Francia, 2006-2014)
Narrazioni del silenzio
S. Boesch Gajano, Voci nel silenzio. Clamori demoniaci e armonie angeliche nell'agiografia altomedievale
M. Garzaniti, Le forme del silenzio. Narrazione agiografica e istruzione spirituale negli scritti del patriarca bulgaro Eutimio (1320/1330- ca. 1402/1409)
D. Campo, Raccontare il silenzio. Lo spazio interiore descritto dai monaci buddhisti cinesi
Iconografie del silenzio
N. Celli, Il silenzio nei dettagli. La formazione dell'iconografia del Vimalakirt?nirde?a nell'arte cinese del V e VI secolo
F. Marcattili, Silentium denuntiat. Veli e bavagli tra modelli greci e tradizione romana
Parole e silenzio
A. Iacovella, Silenzio e linguaggio emblematico nel Kitâb Kashf al-Asrâr 'an Hukm al-Tuyûr wa'l-Azhâr di 'Izz al-Dîn al-Muqaddasî
I. Cariddi, La dialettica del silenzio nel Racconto dell' Oasita eloquente e nella letteratura sapienziale egiziana di Medio Regno
G. Pellegrini - F. Squarcini, Le dighe e il contadino. Sul silenzio, la parola e la semiosi del dividere nella metodica degli Yogasutra
The Catholic East is the fruit of a long and intense effort. It is published by the Congregation for the Eastern Churches, the dicastery of the Roman Curia entrusted with supporting the Eastern Catholic Churches. The Catholic East desires to be a tribute to the Churches of the Christian East, Catholic and Orthodox, and to their numerous martyrs and confessors of the faith. In a context of historic upheaval, The Catholic East is a sign of trust in God for the future, and a bold invitation never to lose hope. This work is also a sign of gratitude for the pastors, witnesses of hope, who remained with their flock, despite indescribable suffering and tears. This publication offers an apt occasion to recall a glorious but equally painful past. At the same time, it prompts gratitude for the journey that began with Vatican II: the decrees Orientalium Ecclesiarum and Unitatis Redintegratio (1964), the magisterium of Saint John Paul II in Orientale lumen and Ut unum sint (1995), the Jubilee Year 2000, the apostolic exhortation Ecclesia in Medio Oriente of Benedict XVI (2012), and the Jubilee of Mercy promoted by Pope Francis in 2015. It is my sincere hope that The Catholic East, the first English edition appearing forty-five years after the previous Italian edition, contributes to a greater appreciation of the abundant gifts that these Churches offer the universal Church and of the sacrifices that their faithful have made for love of their full communion with the Apostolic See. Their presence, which is a great blessing, calls for more recognition and appreciation.
Suor Beppa, al secolo Anna Canestrini, nasce a Sabbionara d'Avio (Trento) nel 1928 in una famiglia "povera e onesta". Carattere tenace, deciso, carismatico e anticonformista, Beppa, dopo il diploma di infermiera, lavora per lunghi anni in ospedale, fino al 1983, quando ha la seconda chiamata: viene aperta a Trento la Casa Accoglienza alla Vita e Beppa ne assume da subito le redini. Inizia così un'avventura trentennale straordinaria, raccontata nelle pagine del libro. Centinaia di mamme in difficoltà con i loro bimbi sono accolte in casa accoglienza. Mamme italiane, dall'Europa dell'Est, dall'Africa o dall'America Latina. Beppa è presente in casa 24 ore su 24. Ne è la direttrice, ma è molto di più: è l'anima e il cuore della casa, è la consigliera, la confidente. È suora fin nel midollo, ma non nell'abito; per sua libera scelta, caso unico nella sua comunità, indossa abiti secolari. Poco integrata nella vita di convento, non sempre è compresa dalle sue consorelle. Beppa è una suora atipica, aperta al mondo, disincantata. A volte le sue parole sono taglienti, ma mai ambigue, né ingannevoli. Anche quando si tratta di comunicare alle mamme verità scomode.
A penetrare il mondo interiore di S. Michele ci aiuta il suo stesso trattato sull'Anima: sintesi, commento e conclusione della sua nobile anima credente e contemplante. In questo trattato emergono le lacrime e gli spasimi, il desiderio di pace e quiete che è possibile raggiungere soltanto immergendo il proprio spirito in Dio.

