
Il nostro rapporto con l'acqua porta a galla le nostre vere intenzioni e mette in evidenza i principi che guidano le nostre scelte, che spesso sono segnate dall'egoismo, dall'edonismo e dal profitto. Nella prima parte di questo studio si cercherà di portare alla luce il legame stretto che esiste tra la gestione dell'acqua, la responsabilità dell'uomo e le conseguenze delle sue decisioni. Senza un cambiamento degli stili di vita, il sentiero verso l'abisso è già tracciato. Nella seconda parte, invece, si esplorerà come nella millenaria tradizione biblica il tema dell'acqua rimandi al rapporto con il Dio Redentore e Creatore. L'acqua crea, dona vita, ma può anche purificare o distruggere. Prefazione di Massimo Gargano.
L'eternità è già presente nella nostra vita, nonostante il mistero della morte. Da sempre, la Chiesa ha costruito l'annuncio del Vangelo attorno al centro focale della risurrezione di Cristo e della vita eterna come possibilità offerta a tutti. Dobbiamo però riconoscere che, lungo i secoli, molta polvere si è depositata su questa speranza di eternità, al punto che oggi il mondo sembra indifferente alla possibilità di vivere per sempre. Per ricomprendere questa misteriosa realtà, così presente nella predicazione di Cristo e così viva nell'esperienza umana di tanti uomini e donne che hanno illuminato la storia, Roberto Pasolini ci guida con maestria a riscoprire il senso dell'eternità attraverso un mosaico di elementi: il destino ultimo dell'uomo, il sapore della morte mentre si è ancora vivi, il bisogno di rinascita e l'accettazione della nostra finitezza. Integrare queste dimensioni permette di riconoscere l'eternità come dono divino, capace di trasfigurare il dolore presente in speranza e di aprire lo sguardo alla gloria futura.
L’agiografia rappresenta un punto di osservazione privilegiato per comprendere la società e le trasformazioni della cultura occidentale, poiché ha contribuito a plasmarne l’immaginario collettivo, lasciando un’impronta indelebile nell’arte, nella letteratura e nelle tradizioni popolari. Con questo libro l’autore riflette sul valore di questa disciplina, ne ricostruisce l’evoluzione e le trasformazioni che hanno segnato la narrazione della santità nel corso dei secoli. Dopo aver introdotto il lettore alle origini della materia, alle sue principali fonti e al metodo di indagine, il volume si sofferma ad approfondire il rapporto tra l’eroe classico e il santo cristiano, entrambi presentati come exempla ad imitandum, che sembrano svolgere la medesima funzione all’interno della società: l’eroe, simbolo della cultura classica, sarebbe stato sostituito dal santo, nuovo eroe del cristianesimo. Evidenziate le differenze tra le due figure, l’autore analizza quali elementi e schemi narrativi della tradizione classica siano stati ripresi e rielaborati dai primi autori agiografici.
Il volume si apre quindi all’analisi e al commento di alcune tra le opere più significative delle letteratura agiografica. L’itinerario proposto accompagna il lettore attraverso gli atti e le passioni dei martiri, le biografie antiche e medievali, le narrazioni di traslazioni di reliquie. Questo approccio consente di immergersi nel contenuto delle fonti e addentrarsi nei contesti storici in cui hanno preso forma. Un’attenzione particolare è riservata al calendario liturgico e all’evoluzione del processo di canonizzazione, elementi chiave nella costruzione della memoria agiografica. Conclude il percorso il commento alla pièce Assassinio nella cattedrale di T.S. Eliot, incentrata sul martirio di Thomas Becket, opera che getta luce sul complesso rapporto tra verità storica e narrazione agiografica. Il libro introduce così il lettore allo studio dell’agiografia e diventa un percorso che attraversa i secoli, in cui la parola agiografica diventa spazio di confronto tra devozione, politica e cultura, e in cui la lotta tra morte e vita, evocata nel titolo, si rinnova in ogni pagina.
Il titolo di questo libro è volutamente provocatorio. Nello studio sulle relazioni di dipendenza tra i vangeli di Matteo, Marco e Luca, alcuni autori preferiscono definire l’oggetto della ricerca “questione sinottica”, altri invece “problema sinottico”. In teoria, non c’è una sostanziale differenza tra le due diciture. In pratica, tuttavia, coloro che preferiscono la definizione “problema sinottico” sono spesso convinti di non poter trovare una soluzione o che quanto si poteva dire è già stato detto. Nonostante le difficoltà, in ogni caso, la teoria tuttora più insegnata è quella basata sulla dipendenza di Mt e Lc da Mc e dalla fonte dei detti chiamata comunemente “Q”. Lo stesso autore, da giovane studente di Scrittura, riteneva che ciò fosse un dato acquisito. Gli anni vissuti a contatto con l’ambiente biblico in Terra Santa e più ancora le molte ore passate davanti a una sinossi lo hanno profondamente convinto, tuttavia, del diverso periodo di composizione dei due vangeli e della conoscenza di Mt da parte di Lc. Se in passato tale ipotesi era per lui un “problema”, ora è semplicemente la soluzione; la questione sinottica trova infatti la sua risposta nell’ordine Mc – Mt – Lc: Mt ha utilizzato Mc come fonte e Lc ha utilizzato Mc e Mt. Una volta eliminato il dogma di Q, la questione sinottica non è più un problema.
Tutti noi ricordiamo le figure e le straordinarie vicende dell'Antico Testamento: Adamo ed Eva e il Paradiso Terrestre, Noè e il Diluvio Universale, la chiamata di Dio ad Abramo, Mosè e il passaggio del mar Rosso, la sfida di Davide al gigante Golia. Spesso però ci è difficile collocarle dal punto di vista geografico e storico. È ciò che fa l'autore, accompagnandoci in un interessante itineriario nella storia e nella geografia dei luoghi della Bibbia. Con un ricco apparato di immagini tratte da opere d'arte dell'antichità, fotografie dell'autore e dettagliate piantine che ci guidano nella Mezzaluna Fertile, la regione che ha visto nascere e fiorire le civiltà più antiche e che fa da sfondo alle vicende del Vecchio Testamento.
Quando un bambino di 7 anni, che ha appena fatto la Prima Comunione, ti dice: "Essere sempre unito a Gesù, ecco il mio programma di vita", capisci di trovarti di fronte a un mistero di fede, di sapienza e di grazia di un livello sublime. Stiamo parlando di Carlo Acutis (1991-2006), elevato agli onori degli altari nel 2025, ragazzo dal cuore puro, umile e mite, delle evangeliche beatitudini, che ha penetrato i segreti di Dio con la stessa passione, con lo stesso interesse, con la stessa facilità con le quali ha scavato nei meandri della scienza e della tecnologia, diventando altamente competente nell’informatica come incredibilmente esperto nelle cose divine. Il libretto ripercorre le tappe fondamentali della sua breve ma intensa vita, in modo semplice e vivace, dirigendo il lettore verso la bellezza straordinaria di fede, di carità e di speranza di questo meraviglioso adolescente dei nostri giorni.
"Per teologia della perfezione intendiamo quella parte della Teologia che, basandosi sui princìpi della rivelazione divina e sulla esperienza dei santi, studia l'organismo della vita soprannaturale, spiega le leggi del suo progresso e del suo sviluppo, e descrive il processo che seguono le anime dagli inizi della vita cristiana fino al vertice della perfezione.
(.) Suo oggetto e suo fine è di esporre la dottrina della perfezione in tutta la sua ampiezza ed estensione. Sebbene la nostra scienza si occupi anche dei mezzi per raggiungere la perfezione, è evidente che i mezzi sono specificati dal fine. La santità è quindi il risultato dell'azione di Dio e della libera cooperazione dell'uomo. (.) Tutti potremo giungere a queste altezze. Questo ideale sublime di perfezione e di santità è aperto a tutte le anime in grazia. La frase del Signore siate perfetti come è perfetto il vostro Padre celeste (Mat.5,48) è rivolta a tutti senza eccezione. Per negare la chiamata universale alla mistica dovremmo negare la chiamata universal alla perfezione. Se Dio non vuole che tutti siamo perfetti, è evidente che non vuole neppure che siamo tutti mistici. Ma se la chiamata alla perfezione è universale come ormai proclamano tutte le scuole senza eccezione bisogna dire che la chiamata alla mistica è anche universale. Alla luce dei princìpi del Dottore angelico dimostreremo che l'ascetica e la mistica non costituiscono due vie indipendenti che conducono ognuna a suo modo fino alle vette della perfezione cristiana, ma solo due tappe di un'unica via di perfezione, che tutti devono percorrere per gradi sempre più intensi fino a raggiungere la santità. (...) Questa dottrina, piena di luce e di armonia, restituisce alla vita cristiana tutta la grandezza e la sublimità."
Figura evangelica di primo piano, Maria Maddalena costituisce fin dalla più antica tradizione l’immagine del processo di trasformazione che l’incontro con l’amore di Cristo attiva in coloro che si aprono a riceverlo. Nell’iconografia che la rappresenta confluiscono diverse figure di donne presenti nei Vangeli che costituiscono i tasselli di un vero e proprio itinerario mistico. Filo conduttore la passione d’amore in cui si fondono dolore e beatitudine, morte e vita, tenebra e luce, e che conduce in una dimensione al di là del bene e del male, in un sentire nudo che, mentre purifica, risveglia e rigenera. La comunione ardente che Maria vive con Gesù fa di lei la prima testimone oculare della resurrezione e colei che l’annuncia ai fratelli, da cui il titolo di Apostola degli Apostoli. Ella vede il Risorto perché suscitata a nuova vita dal tocco del suo amore puro. Il libro tratta in particolare l’aspetto della Maddalena penitente attraverso l’esperienza stessa dell’autrice che, nel suo cammino solitario, trova in questa figura il necessario sostegno per affrontare le asperità del deserto interiore. "Nei primi tempi che seguono la conversione, quando tutto inizia a vacillare, la mente, che sente minacciate le proprie strutture, si ritrova smarrita. Il dubbio prende a martellare, il conflitto interiore diviene feroce, lo spettro della follia incombe, mentre l'anima s'inoltra solitaria nell'ignoto. È in quel meraviglioso e terribile tempo che cominciai a sentire un fortissimo richiamo verso Maria Maddalena. Mi attraeva la sua immagine di convertita penitente nel deserto che sentivo particolarmente vicina alla mia solitaria esperienza di silenzio. E ancora di più mi colpiva il fatto che questa immagine fosse divenuta l'icona dell'Apostola degli Apostoli, di colei che era stata chiamata ad annunciare la resurrezione." (Antonella Lumini)
Questo libro propone una rilettura appassionata dell'apostolo Paolo, meditata e assimilata attraverso il confronto con l'Antico Testamento, in un dialogo continuo con la Legge e i Profeti, con le figure del Battista, di Pietro e degli apostoli, di fronte ai quali si staglia in tutta la sua statura e novità quest'uomo "afferrato da Cristo" (Fil 3,12) sulla via di Damasco. è la relazione personale con Cristo, infatti, a rendere nuova la vita di Saulo e a trasformarlo in Paolo, da persecutore dei Giudei ad apostolo di Cristo, da uomo vecchio ad uomo nuovo, annunciatore del nome di Gesù e fondatore di comunità cristiane. I commenti alle lettere di Paolo aiutano a maturare una lettura personale di queste pagine del Nuovo Testamento così preziose per la vita della Chiesa di tutti i tempi.
Un pastore protestante e un vescovo cattolico condividono in questo vibrante dialogo epistolare un'urgente preoccupazione comune: che il vangelo non sia tenuto prigioniero dalle istituzioni che lo annunciano. Due uomini di fede che si scoprono "fratelli di spirito" tratteggiano, in un'appassionata condivisione ecumenica, un'autentica comunione che li porta a osare una parola audace, insieme critica e costruttiva, per una chiesa al servizio del mondo, che si lascia sconcertare dagli incontri e dalle sfide attuali. "Se desideri una chiesa rinnovata, capace di camminare con passione e umiltà insieme alle donne e gli uomini di oggi; se sogni chiese e religioni in dialogo per rinnovare il loro modo di essere 'comunità generative' per la società; se sogni chiese 'in uscita', appassionate dell'umano; se credi alla serietà del dialogo... questo è proprio un libro che fa al caso tuo" (dalla "Prefazione" di Derio Olivero).

