
Gli anni della Corsia dei Servi coincidevano con i primi anni di pace e i primi esperimenti di una vita civile e religiosa nella libertà: le figure del conflitto, i morti uccisi per strada, le vendette politiche e le giustizie affrettate, pur presenti e tragiche, erano vissuti come in lontananza, rispetto ad un presente che appariva illuminato da una speranza quotidiana nel fare e nel vivere. Padre Davide e padre Camillo erano fratelli maggiori. Convivevano con le nostre incertezze ma sembravano fruire di una grazia speciale, forse quella che il catechismo indicava come frutto dei sacramenti: erano liberi, molto più liberi di noi, era questo forse il segno visibile di quella grazia. Avevano partecipato alla guerra dalla parte che ritenevamo giusta; erano stati e rimanevano antifascisti, ed il loro antifascismo sembrava accordarsi perfettamente con il loro cristianesimo, sembrava anzi in qualche modo dipenderne. La Corsia dei Servi è stata la loro opera, e questo libro ne traccia la storia con grande intelligenza. (dalla Premessa di Michele Ranchetti)
Dopo oltre un ventennio di lavori preparatori, Hubert Jedin, studioso di fama internazionale nel campo della storia della chiesa, presentava nel 1949 il primo volume della Storia del concilio di Trento, subito tradotto da Morcelliana e continuamente ristampato. Il volume è diviso in due parti: la prima - Concilio e riforma dal concilio di Basilea al quinto concilio Lateranense - tratta del sec. XV, valorizzando molte fonti inedite; la seconda - Perché così tardi? La storia precedente al concilio di Trento dal 1517 al 1545 - è interamente dedicata alle complesse e appassionanti fasi della "lotta per il concilio" nel primo quarto del sec. XVI, mentre nasce e si consolida la grande scissione religiosa protestante, e delinea una ricca panoramica degli avvenimenti ecclesiastici e delle controversie delle potenze dell'epoca.
L’Imitazione di Cristo appartiene alla ristretta schiera dei capolavori assoluti. Nei secoli ha saputo parlare in modo inimitabile al cuore non solo di monaci, per i quali fu composto, e di fedeli di ogni religione, ma anche di deisti, agnostici, miscredenti. Secondo Voltaire «bisognerebbe che le opere utili non appartenessero ad alcuno. Si hanno ancora dubbi sull’autore dell’Imitazione di Cristo. Che importa l’autore di un libro, se fa del bene alla brava gente?». Carducci lo definì «il più sublime libro religioso del Medioevo». Il suo segreto è proprio quello di interpretare l’anelito più profondo dell’uomo, quel bisogno di assolutezza, di completezza, di infinità che nessun bene finito può colmare, e chi l’ha detto – con tutta probabilità, l’abate benedettino Giovanni Gersen, cadute ormai le impossibili attribuzioni a Tommaso da Kempis e a Giovanni Gerson – si rivela profondo conoscitore del cuore umano.
La presente edizione, con testo e apparati riveduti e aggiornati, si impone per rigore, facilità di lettura, limpidezza di commento.
Il volume è a cura di Giovanni Bacchini, che ha anche seguito per Ares l’edizione di L’Amicizia spirituale & Gesù a dodici anni di Aelredo di Rievaulx, La contemplazione di Dio con La Lettera d’oro di Guglielmo di Saint-Thierry e i Sermoni sul Cantico dei Cantici di Bernardo di Chiaravalle.
Nel trentasettesimo volume della collana Catechesi in immagini, monsignor Martinelli torna a parlare di temi sempre attuali e preziosi della fede cattolica, questa volta partendo dall'imprescindibile "Catechismo della Chiesa Cattolica". Nell'originalissimo approccio che caratterizza la collana, il libro utilizza il testo collegandolo alle immagini attraverso delle slides in power-point, in modo che immagini e scritto si illuminino e si arricchiscano a vicenda.
Nella nostra epoca si percepisce come esaurita una certa fase storica. Questo "esaurimento" si manifesta primariamente come crisi delle Chiese istituzionali, afflitte da perdita di autorità, di credibilità, di capacità di orientare, ma si estende a una più ampia crisi di fiducia nella società. Jürgen Werbick ci invita ad andare oltre: indica un cammino che richiede coraggio, ma che è divenuto ineludibile. Egli propone anzitutto una severa analisi della condizione attuale del cristianesimo, riconoscendo che la "clericalizzazione" della fede biblica è giunta al termine e che la liberazione della fede da un sistema di Chiesa autoreferenziale è già iniziata. Una serie di domande urgenti risuonano lungo il testo: Che cosa non va gettato via? Che cosa va compreso in modo nuovo, più biblico, più umano? Che cosa è stato falsificato nel corso della storia e ora, purificato, deve riemergere in primo piano? La comprensione unidimensionale della tradizione e l’assolutizzazione del ministero gerarchico hanno imprigionato la fede, annota il teologo tedesco. Egli allora propone una Chiesa partecipativa, che vive una comunione di mutua dipendenza e servizio, nella quale Dio si comunica mediante lo Spirito attraverso al condivisione dei carismi. Questo libro incoraggiante offre una prospettiva di speranza, stimolando discussioni e dibattiti sulle cose che oggi sono davvero determinanti per essere cristiani. È un invito a riscoprire la vocazione più profonda del cristianesimo in un tempo di crisi, a camminare con Dio, a osare una fede che non teme l’ignoto e trova la sua forza nella debolezza e nella solidarietà con i poveri.
Una meditazione profonda sulla Passione di Cristo, dove ogni ora diventa incontro e preghiera. Nelle pagine della serva di Dio Luisa Piccarreta, la Passione è l’estrema dichiarazione d’amore di un Dio che sceglie di farsi vicino, di farsi dono. Rivivendo, ora dopo ora, gli ultimi momenti della vita di Gesù, il lettore scopre che egli assume il dolore per raggiungere ogni cuore, trasformando ogni ferita in un «ti amo» potentissimo. Ogni ora diventa un incontro, un abbraccio, una promessa che si compie nel mistero della risurrezione di Cristo, vincitore del male, del peccato e della morte. Non è solo un testo da leggere: è un cammino, un’esperienza che tocca l’anima, risveglia la compassione, apre alla grazia e invita a lasciarsi amare e guarire. Queste pagine rivelano la forza dell’amore misericordioso e gratuito di Dio.
Il XXXIV volume della collana Catechesi in immagini, curato da Monsignor Martinelli, delinea in modo sistematico la natura e le esigenze della fede cristiana. L’Autore insiste sul fatto che la fede non è uno stato statico, ma un cammino dinamico (odós) che richiede una continua conversione del cuore e uno sviluppo verso una vera "fede adulta". Questo percorso è fondato su un incontro personale e totalizzante con Cristo, reso possibile dall’ascolto umile della Parola di Dio (fides ex auditu). Un tema fondamentale è l’inscindibilità tra Cristo e la Chiesa, che funge da madre, maestra e unica comunità in cui l’incontro salvifico può avvenire pienamente. La fede matura richiede l’impegno a resistere alle "mode" secolari e a vivere in fedeltà al Magistero ecclesiale (sentire cum Ecclesia). Infine, il libro evidenzia che la comunicazione della fede si realizza in modo efficace non solo attraverso le parole, ma tramite l’esperienza diretta e la testimonianza coerente della vita trasformata. Un testo unico per tornare alle radici della fede.
Ernesto Buonaiuti - prete scomunicato per la sua posizione modernista e personalità rilevante della cultura italiana del Novecento - morì il 20 aprile del 1946; qualche mese prima riuscì a dare alle stampe un'autobiografia (Pellegrino di Roma. La generazione dell'esodo) destinata a orientare le letture postume della sua figura, in positivo e in negativo. Annibale Zambarbieri la lesse nel 1964, in pieno concilio Vaticano II, quando Pellegrino di Roma fu riproposto nel tentativo di stabilire una connessione tra modernismo e rinnovamento conciliare. Quindici anni dopo, il libro che ora si ristampa fu pubblicato da Morcelliana. A proposito restano validi i giudizi formulati dallo storico e sociologo francese Émile Poulat: è un testo tanto «esemplare e scrupoloso», quanto «nuovo e definitivo». Preceduto da una nuova Premessa dell'autore che colloca la ricerca nel contesto in cui nacque, continua a occupare negli studi su Buonaiuti il posto che gli attribuì Poulat: «In una produzione abbondante, è raro trovare un'opera di qualità così alta». (Francesco Mores). Prefazione di Giacomo Martina.
Il tema del futuro sta diventando sempre più oggetto di una riflessione teologica sulla fede perché non è affatto certo che l'uomo continuerà a credere in Dio. La preoccupazione di Ratzinger, espressa in questo straordinario saggio, non si limita però solo al futuro della fede ma anche all'incertezza e alla confusione che regna sul mondo, cause del venire meno della speranza e di timore. La questione del futuro non è quindi solo limitata ai credenti. Lo sviluppo storico, che ha subito negli ultimi anni una incredibile accelerazione, ha messo l'umanità di fronte a possibilità estreme, ma anche a pericoli estremi. Il futuro non è più atteso con speranza ma con preoccupazione, è diventato persino un incubo. La fede ha ancora un ruolo nella costruzione del mondo futuro? La chiesa continuerà ad esistere? Sotto la spinta degli sconvolgimenti sociali della fine degli anni sessanta, Joseph Ratzinger pubblicò per la prima volta questo libro, le cui tesi oggi sono più che mai attuali. Chiunque oggi legga questi i testi sarà sorpreso dalle profezie di Ratzinger su l'attuale situazione della Chiesa e del Cristianesimo, e ancor più dalle conclusioni dolorose e coraggiose che egli trae. Egli vede il futuro in una chiesa piccola, semplice e interiorizzata. La chiesa perderà molto ed arriverà quasi ad estinguersi, ma guadagnerà molto nella sua capacità di testimoniare una verità che ormai non sarà più riconosciuta. Prefazione del cardinale Pietro Parolin.
Riflessione di grande acutezza e spessore intellettuale sulla dimensione della festa per il cristiano e la comunità dei credenti. Spaziando dalla Scrittura alle serie tv, dalla letteratura alla cronaca, l’autore traccia una meditazione a tutto campo sul valore antropologico della festa, indicandola come evento da riscoprire, anche in chiave culturale, per vivere in pienezza la fede cristiana, che si fonda sulla gioia della Resurrezione di un morto.

