
«Un dono veramente speciale, offerto alla Chiesa con Giovanni XXIII, fu il Concilio Ecumenico Vaticano II, da lui deciso, preparato e iniziato. Siamo tutti impegnati ad accogliere in modo adeguato quel dono, continuando a meditarne gli insegnamenti e a tradurne nella vita le indicazioni operative» (Benedetto XVI).
A cinquant’anni dall’apertura ufficiale, il Vaticano II costituisce un punto di svolta nel rapporto storico del cattolicesimo con la modernità. Raccogliendo i fermenti di una ricerca e di una metodologia teologica che faticosamente prendeva le distanze dalla contrapposizione antimodernista, il Concilio sollecita ancora oggi a ripensare, in un contesto culturale e civile in forte cambiamento, i fondamentali della fede.
Gli Autori
Angelo Bertuletti: Direttore del Ciclo di Specializzazione della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale di Milano e docente di Teologia filosofica e Teologia sistematica presso la Scuola di teologia del Seminario di Bergamo.
Franco Giulio Brambilla: dopo aver svolto il ruolo di Preside ed aver insegnato Cristologia presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale di Milano, attualmente è vescovo della diocesi di Novara. Luca Bressan: docente di Teologia pastorale presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale di Milano e il Seminario Arcivescovile di Milano (sede di Venegono).
Maurizio Chiodi: docente di Teologia Morale presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale di Milano e la Scuola di teologia del Seminario di Bergamo.
Alessandro Cortesi: docente di Teologia sistematica presso la Facoltà teologica dell’Italia centrale, Priore del Convento San Domenico di Pistoia e Direttore del Centro Espaces “Giorgio La Pira”.
Massimo Epis: docente di Teologia fondamentale presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale di Milano e la Scuola di teologia del Seminario di Bergamo.
Giovanni Rota: docente di Teologia sistematica presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale di Milano e la Scuola di teologia del Seminario di Bergamo.
Goffredo Zanchi: docente di Storia della Chiesa presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale di Milano e la Scuola di teologia del Seminario di Bergamo.
Raccolta di trentacinque brevi riflessioni già pubblicate negli ultimi anni (2007-2011), in alcuni mensili del sud-est barese i cui contenuti entrano, a pieno titolo, nel vivo del dibattito culturale sul valore della laicità e sulla responsabilità diretta dei fedeli laici sia nello Stato che nella Chiesa. Nuova laicità e laicato responsabile sta a dire che l'oggi della vita civile ed ecclesiale italiana esige una laicità matura e un laicato adulto nella fede, che non trascuri il dettato costituzionale e la dottrina del Concilio Vaticano II e della Christi fideles laici. Ciò non significa ritornare al passato: significa, piuttosto, guardare alla verità delle cose attuali che, nell'epoca del pluralismo generalizzato, dovrebbero tipizzare il retto pensare e il retto agire dei laici cattolici, dei laici non cattolici e dei laici non credenti.
Il volume, pubblicato in francese nel 1968 e per la prima volta tradotto ora in italiano, e' frutto del lavoro svolto dal p. Le Guillou per rispondere all'invito rivoltogli da taluni padri conciliari con i quali l'autore aveva collaborato a partire del secondo periodo conciliare. La proposta ermeneutica di Le Guillou sul Vaticano II afferma che esso e' un Concilio incentrato sul mistero di Gesu' Cristo, offerto agli uomini nell'oggi della storia. A partire da questa chiave e' possibile approcciare in maniera adeguata tutto cio' che il Concilio insegna a proposito della Chiesa: la profonda unita' delle immagini di ''popolo di Dio'' e di ''corpo di Cristo'' e, soprattutto, la Chiesa come sacramento universale di salvezza, nozione chiave del Vaticano II. ''Un'opera solida di consultazione sul Concilio e uno stimolo per la vita cristiana'' (H. de Lubac).
La Conferenza Episcopale Italiana ha voluto dedicare il biennio 2010-2012 al tema dell'educazione, avviando la riflessione nel 2010 con la pubblicazione di specifici Orientamenti pastorali dal titolo Educare alla vita buona del Vangelo. La tematica non poteva non interpellare le scuole cattoliche e i centri di formazione professionale di ispirazione cristiana, che fanno del progetto educativo cristianamente ispirato il fattore distintivo della propria attività scolastica e formativa. Sull'argomento il Centro Studi per la Scuola Cattolica ha quindi promosso nel mese di febbraio 2012 un convegno nazionale al quale hanno partecipato i maggiori esperti del settore. Il volume raccoglie gli atti di quel convegno, offrendo ai lettori una panoramica ampia e aggiornata della problematica, con l'obiettivo di coniugare l'offerta educativa di ogni scuola o centro di formazione professionale con i principi del Vangelo.
Le condizioni di natura sociale, politica ed economica che caratterizzano le strutture della nostra convivenza mondiale hanno in vario modo riproposto il tema del bene comune. Il testo propone una ricerca, organizzata dalla Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, che attraverso la collaborazione di diversi studiosi e docenti, ha permesso di verificare il riferimento al bene comune e la sua implicazione etica all'interno della complessità pluralistica odierna. La teologia è strettamente legata alla sfida che il bene comune pone come centrale istanza di responsabilità. Essa non può non partecipare alla vita delle società in termini critici nei confronti di ogni riduzione privatistica e individualistica, mentre si occupa del tema nella prospettiva profetica dell'annuncio e del coinvolgimento delle coscienze nell'educazione e nella formazione.
L'urgenza dell'educazione accompagna ogni generazione che prende sul serio il rapporto con la storia, con la progettazione dello spazio comune, e che sente sulla propria pelle la responsabilità del futuro per chi ci sarà. ogni tempo interpreta quest'urgenza con sfumature differenti: oggi viene spesso affiancata al concetto di sfida e questo conduce al rischio di farci sentire appesantiti, piuttosto che stimolati, dalla bellezza di tale responsabilità.
L'educazione sfida l'intera società e l'intera Chiesa, chiedendo di guardare con occhi nuovi e sereni alle tante possibilità che questo nostro tempo ci offre.
Il volume è uno strumento pensato per mettere in circolo alcune riflessioni coltivate nell'Azione cattolica italiana attraverso la sua rivista Dialoghi, nelle cui pagine, già da diversi anni, è presente un'attenzione alle prospettive educative. Nella prima parte, alcuni articoli sull'educare come generare la vita nella libertà e nella gratuità. Nella seconda, alcune delle sfide che oggi l'educazione pone alla cultura, alla società, alle istituzioni. la famiglia, la scuola, la cittadinanza.
Con i contributi di: Luigi Alici, Piermarco Aroldi, Antonio Bellingreri, Luciano Caimi, Luigi Ciotti, Mino Conte, Giuseppina De Simone, Mauro Magatti, Franco Miano, Milena Santerini, Domenico Simeone e Pierpaolo Triani.
Che cosa ha rappresentato il Vaticano II per la Chiesa e per il cammino del Vangelo "sulle strade del mondo"? Quali le novità introdotte dai testi conciliari nella vita delle comunità cristiane in Italia, in Europa e negli altri continenti? Quali le ricadute sulla liturgia, la pastorale, la missionarietà, la vocazione e l'impegno dei laici? Sono alcune tra le domande alla base del volume, che intende celebrare i 50 anni dall'apertura del Concilio. La grande assemblea dei vescovi di tutto il mondo, guidata prima da Giovanni XXIII e poi da Paolo VI, è stata alla base di profonde trasformazioni maturate in seguito anche nell'Azione cattolica, associazione che ha cercato di rimodellarsi proprio per essere interprete più fedele dei "segni dei tempi" e uno strumento efficace per l'evangelizzazione nel mutato contesto storico. Il volume comprende una serie di interviste e testimonianze di storici, teologi, esponenti del laicato organizzato, oltre a schede esplicative e a un ricco apparato fotografico. Con i contributi di: Giorgio Campanini, Chiara Finocchietti, Piergiorgio Grassi, Emilio Inzaurraga, Maria Leonardi, Marta Margotti, Francesco Miano, Domenico Sigalini, Francesco Sportelli, Paolo Trionfini e Marco Vergottini.
Le freddure venivano spontanee durante le assemblee del Concilio o negli incontri successivi ed erano sempre benevole, anche quando mettevano in evidenza posizioni o interventi discutibili. In genere l’umorismo prendeva di mira la minoranza (anche perché le battute critiche sulla minoranza erano… la maggioranza), facendone risaltare le chiusure o le incoerenze. Questo libretto, che fu stampato nel 1966 in Francia e prontamente tradotto in italiano, viene ora riproposto – a cura degli amici del sito www.vivailconcilio.it – per ritrovare lo spirito sereno e familiare che allora circolava tra i Padri conciliari e per far ripensare, al di là delle facezie, alle verità importanti che venivano recuperate e proposte. Anche un momento di umorismo può aiutare ad apprezzare e ad amare il Concilio Vaticano II.
Con i “Dialoghi in città” la Chiesa offre il proprio contributo su tematiche che interpellano l’intera società. L’intento degli autori è trovare le vie per aiutare la gente a vivere meglio, soprattutto in questo periodo di crisi economica, di emergenza educativa e di poco coinvolgimento dei giovani in politica. Dalle pagine del libro emerge il desiderio di assicurare a tutti gli uomini e le donne di buona volontà una collaborazione leale, fattiva e cordiale, per ricercare insieme una salda piattaforma di valori morali e spirituali sui quali edificare una società a misura d’uomo.
Più che un libro "a cinquant'anni dal Concilio", questo è un libro "su cinquant'anni di Concilio" realizzato nell'arcidiocesi della Paraíba, Nordest del Brasile, sotto la guida di don José Maria Pires. Per trent'anni il vescovo nero, uno dei pochi padri conciliari viventi, ha orientato la Chiesa ad assumersi, come Popolo di Dio, le sue responsabilità nei rapporti con la società, impegnandosi a favore dei poveri. Nelle interviste e nel suo saggio qui pubblicato, don José risponde con discrezione e humour, ma senza reticenze, su razzismo e diritti civili, teologia della liberazione e della zappa, Curia romana e Nunzi, ministero delle donne nella Chiesa e preti celibi e sposati, ecumenismo, giovani e movimenti carismatici, il Brasile che cresce e la vocazione dei cattolici latino-americani, il segreto e le difficoltà della partecipazione, il Concilio ancora da realizzare.
Mitria, anello pastorale, vincastro e croce sul petto. Nell'immaginario collettivo il vescovo è questo, un funzionario di Dio immerso nel sacro, distante anni luce dal sentire e dai problemi degli uomini del suo tempo. Non solo vescovi va oltre i paramenti per scardinare i luoghi comuni che accompagnano la figura del successore degli apostoli in un dialogo serrato e senza riverenze tra l'autore e tredici pastori sulle sfide della Chiesa: dalla sessualità alla pedofilia, dall'eredità del Concilio Vaticano II all'esercizio dell'autorità nel popolo di Dio, dalla laicità dello Stato all'impegno dei cattolici in politica. Quel che emerge è una Chiesa in ascolto, plurale, arrovellata nella continua dialettica tra conservazione e innovazione, nel tentativo, non sempre riuscito, d'incarnare il Vangelo sulla faccia della terra prima del ritorno dell'Eterno. Con il contributo iniziale del Card. Carlo Maria Martini - Intervengono nel libro i seguenti Vescovi: Lucio Soravito De Franceschi, Vescovo di Rovigo-Adria - Roberto Busti (Mantova) - Carlo Mazza (Fidenza) - Dante Lafranconi (Cremona) - Delio Lucarelli (Rieti) - Sebastiano Dho (emerito Alba) - Domenico Mogavero (Mazara) - Silvano Montevecchi (Ascoli) - Paolo Urso (Ragusa) - Tommaso Ghirelli (Imola) - Ivo Muser (Bolzano) - Luigi Bettazzi (emerito di Ivrea) Francesco Ravinale (Asti) - Giovanni Giudici (Pavia).

