
In futuro saremo dominati dall'AI? Fino a che punto le macchine sono davvero «intelligenti»? Qual è il confine tra l'uso etico della tecnologia e la sua potenziale sopraffazione? Con uno sguardo differente rispetto alla letteratura contemporanea sul tema ed un approccio audace e originale, questo saggio descrive la posizione della Chiesa nell'era digitale ed esamina il più importante documento ecclesiastico pubblicato sull'argomento, Antiqua et nova (2025), offrendo al lettore una guida normativa fondamentale. L'alternativa proposta dall'autore alla «rivoluzione tecnologica» è un cammino verso una «rivoluzione umana».
Il titolo del libro, già di per sé emblematico: "La nuova Torre di Babele" vuole indicare la tendenza di fondo che anima lo sforzo "titanico" che l’uomo persegue nel ricercare la sua salvezza attraverso la scienza e la tecnologia ma a prescindere da Dio. L’Intelligenza artificiale, l’ipertecnologia e il transumanesimo appaiono come strumenti dell’uomo di oggi, simili alle lingue degli antichi uomini, che nel racconto biblico tentavano di innalzare la torre per giungere fino al cielo e sfidare Dio. Ma Dio ha punito la loro superbia confondendoli in modo che non si potessero più capire. Forse lo stesso destino attende questo nuovo sforzo titanico dell’uomo di oggi? La tecnologia ci incanta ma anche ci disincanta. Pretende di farci felici? La felicità non ce la darà la nuova Torre di Babele che l’umanità costruisce oggi. Il cristiano sa di trovare la felicità in quello che chiama il Cielo e che di fatto è il ritorno a Dio.
Uno studio critico che espone le petrine ragioni della fede in Cristo e offre una visione della civiltà umana, non allineata al pensiero oggi dominante, ben documentata grazie ai titoli universitari dell'autore, ai suoi studi e al suo vivere cristiano. Dopo aver letto questo libro non si potrà facilmente associare a Cristo nessuno degli umani inventori di religioni o rimanere nell'ignoranza nella società moderna. Il libro cancella le pseudoragioni escogitate contro Gesù considerato come figlio di Dio. Un affresco veramente innovativo e critico sulla costruzione del mondo in cui viviamo che presenta la modernità in una veste assolutamente originale e depurata dalle mistificazioni del pensiero dominante. Il libro è un valido strumento per educatori, insegnanti, persone che vogliano usare lo spirito critico per capire il mondo attuale.
Chi è un clandestino? O una rifugiata? Cosa differenzia l'integrazione dall'accoglienza? Quali logiche si nascondono dietro l'uso del termine sicurezza? Le parole intorno al fenomeno della migrazione utilizzate prevalentemente dai media stanno determinato il cambiamento culturale in atto imponendo un linguaggio comune in fatto di migranti, rapporto con lo straniero, asilo etc. Il volume (che ospita contributi di sociologi, teologici, storici e filosofi italiani) si presenta come una sorta di "dizionario ragionato" che include termini vecchi e nuovi diffusi nella comunicazione sociale e nell'uso comune, evidenziando per ciascuno la storia della parola, le sue recenti evoluzioni semantiche ed, eventualmente, i suoi usi mistificati al fine di ristabilire un senso adeguato per il bene comune.
La questione della parità di genere non è una "moda" destinata prima o poi a essere superata: ha a che fare con la qualità della democrazia e della società che vogliamo affidare alle future generazioni. Proprio intervenendo su questo terreno, con scelte concrete, volute da donne e uomini insieme, si può innescare un processo virtuoso capace di incidere anche sul drammatico fenomeno della violenza contro le donne e dei femminicidi. La consapevolezza della pari dignità e la pratica della parità di genere, a tutti i livelli della società, civile, ecclesiale e politica, è il passo fondamentale per sconfiggere la cultura del possesso e del dominio da cui si generano comportamenti delittuosi e di cui si alimentano relazioni predatorie. Ecco dunque lo scopo di questa pubblicazione, che esce a ottant’anni dall’Assemblea Costituente e dal primo voto delle donne: suscitare riflessione, dibattito e confronto sul tema, nei gruppi informali, nelle comunità, nei luoghi di formazione e negli ambiti istituzionali. Per poi dare vita a modelli di convivenza e pratiche nuovi, capaci di vera inclusione e pari opportunità per ogni individuo, rimuovendo le cause che «di fatto» (come sottolinea la nostra Costituzione) lo impediscono.
Un libro che farà certamente discutere. Un saggio che, per decisione dell'autore e per fortuna del lettore, non traccia esplicitamente una dottrina ma riassume un'esperienza e analizza una situazione, quella di una società ormai fondata sui principi frivoli ed effimeri che non lasciano più spazio ad una morale fondata su principi e valori condivisi. In questo quadro qual è il ruolo del credente anche non cristiano? Quale contributo può ancora dare la religione ad una società che è figlia del materialismo e del consumismo, in cui tutto si usa e tutto si getta? Come si può riaffermare il bene comune?
Un «cuore capace di ascoltare»: la religione al tempo della società accelerata Stato e Chiesa: un'alleanza che serve e fa bene a tutti, oggi più che mai A che serve la religione nella società del nostro tempo? È solo un anacronismo? O una sorta di superstizione da vivere in privato ma di cui non discutere in pubblico? Ma cosa accadrebbe alla democrazia se la «risonanza» della religione dovesse svanire del tutto? Una domanda fondamentale, a cui questo piccolo libro risponde inducendoci a ripensare alla religione e alla sua funzione nelle democrazie contemporanee. Hartmut Rosa rileva che essa favorisce una cultura del dialogo, dell'ascolto e della riflessione, consentendoci così di creare legami con gli altri e di sperimentare il nostro mondo così denso di significato. Questo aiuta i cittadini a coltivare una sensibilità democratica che può fare da àncora in tempi instabili. Con la finezza di sguardo che gli è propria, l'autore s'arrischia a riflettere su cosa accadrebbe se il secolare patrimonio di saggezza distillato nella religione andasse dissolto nella temperie ultramoderna.
A che serve la sofferenza? Come ripartire? In un contesto sociale caratterizzato da instabilità sempre più invasive, il libro vuole approfondire due punti fermi per chiunque voglia cimentarsi nell'arte di ricominciare: 'Sofferenza' e 'Riparazione', intesi come i due movimenti entro cui comprendere ogni vita, ma anche come percorso: dalla Sofferenza alla Riparazione, dalle tracce e modalità del soffrire umano - specialmente legato ad eventi tragici - alla riparazione interiore, vista come giustizia riparativa e ricostruzione di legami e persone. Il cammino attraversa le profondità dell'essere per una possibile nuova nascita, senza illusioni ma con la forza della consapevolezza e del sostegno di Dio.
In una società pervasa da violenze di ogni tipo, abusi sessuali e di autorità, femminicidi e suicidi giovanili e dal dilagare della pornografia e pedopornografia, ritrovare il significato della sessualità appare come un urgente richiamo rivolto anzitutto agli adulti del nostro tempo. Occorre infatti, oggi più che mai, mettersi tutti all'opera per testimoniare e trasmettere alle nuove generazioni una visione della sessualità fondata sul rispetto della «ecologia» della persona e della corporeità, che rifiuti ogni forma di uso e manipolazione degli altri e che dia senso e calore al vivere per fare della propria esistenza un dono d'amore. È questo il messaggio che traspare dalle pagine di questo libro nato non solo dallo studio, ma anche dall'ascolto di coloro che hanno subito diverse forme di abuso sessuale. Sono proprio queste infatti che rivelano, attraverso la "frantumazione" che provocano dell'interiorità psichica, le profondità misteriose della sessualità e della sua funzione nell'integrazione identitaria della persona umana.
Sembra impossible eppure accadono. Sono fatti drammatici che lasciano increduli e senza parole perché a firmarli sono giovani che hanno davanti la vita.
Giovani quasi sempre normali, ben voluti, amati anche, ma che improvvisamente diventano capaci di gesti assurdi, violenti verso gli altri o verso sé stessi.
La compassione per loro, per i genitori e per gli amici spinge a trovare soluzioni urgenti con cui capire le cause profonde del bullismo, delle dipendenze, dell'autolesionismo.
tre professionisti intervistati offrono una possibile lettura dell'attuale mondo giovanile e interessanti piste di intervento da parte dei genitori, educatori, medici, professionisti dei servizi sociali.
Il cibo come chiave di benessere integrale e connessione, il suo potere nel coltivare relazioni, tradizioni e identità, contrastando l'individualismo e la frenesia della vita moderna. Quando mangiamo ci nutriamo di alimenti, ma anche di simboli, di miti, di credenze, di ideali, di storia e di tradizioni, quindi di tutti gli ingredienti che sostengono la ricerca del senso della vita, l'importanza delle relazioni e la consapevolezza dell'interdipendenza che lega tutte le persone tra loro, con gli altri esseri viventi e con il pianeta. Da questo presupposto Rossella Semplici, psicologa, inizia il suo viaggio «nelle dimensioni dell'essere umano attraverso il cibo», portandoci a scoprire quanto l'alimentazione sia connessa alle relazioni con sé stessi e con gli altri. Un itinerario affascinante, che ci interroga e ci sprona a considerare il cibo e la tavola come uno spazio e un tempo per riscoprire il valore e l'importanza del prendersi cura di sé, inteso come ricerca del ben-essere integrale, da perseguire in armonia con il divenire della persona e della realtà di cui è parte.
Al suo inizio e fino alla sua "esplosione", il mondo di internet ha promesso di dare un volto nuovo all'intera umanità: al suo modo di comunicare, di presentarsi al mondo, di informarsi e farsi conoscere, ma anche al suo modo di decidere, di investire, di governare. Oggi assistiamo a una fase di profonda crisi di tutto questo: la moderna "torre di Babele" un mondo unito in cui tutti parlano la stessa lingua e si sentono allo stesso titolo cittadini sta per crollare, per generare una probabile nuova dispersione dei linguaggi e delle esperienze. Gli scricchiolii del grande edificio sono diversi: non riusciamo più a stare in rete con i nostri corpi e le nostre voci, non sappiamo più chi siamo e cosa pensiamo, non possiamo fidarci di nulla, né compiere un passo verso un nuovo progresso, di cui abbiamo smarrito ogni mappa. Il crollo è inevitabile. Cosa ci attende all'indomani del clamoroso evento? Un mondo connesso, ma forse non più così dipendente, che non conosciamo ancora.

