
Per le scuole cattoliche l'inclusione è connaturata alla loro identità. Dietro l'accoglienza degli studenti con speciali bisogni educativi c'è l'antropologia cristiana e la missione della Chiesa, c'è una tradizione pedagogica e ci sono tanti carismi educativi che hanno prodotto i loro effetti su tutto il sistema scolastico, a livello nazionale e mondiale. Questo Rapporto vuole offrire un contributo alla riflessione ed è articolato, come d'abitudine, in tre parti. La prima affronta gli aspetti generali dell'argomento, soffermandosi sul quadro normativo vigente che esplicita le scelte strategiche essenziali nei confronti della disabilità, dei disturbi specifici dell'apprendimento e dei bisogni educativi speciali. La seconda parte offre strumenti per conoscere meglio il problema, sia in termini quantitativi, attraverso l'analisi dei dati statistici, sia in termini qualitativi, con la presentazione di esperienze significative di inclusione scolastica e sociale. La terza parte si sofferma sui mediatori necessari per qualsiasi azione educativa: accanto allo specialismo dell'insegnante di sostegno c'è da ripensare la funzione di tutti i docenti, se la scuola deve diventare inclusiva nel suo insieme. Oltre i suoi confini, si deve poi considerare l'ambiente familiare in cui vivono gli alunni con disabilità e che con loro interagisce. Il Rapporto si conclude con la consueta appendice statistica, che descrive numericamente la situazione delle scuole cattoliche italiane nell'anno scolastico 2022-23.
NEI PAESI DEL TERZO MONDO E ANCHE IN EUROPA, CENTO, FORSE DUECENTO MILIONI DI BAMBINI SI ALZANO TUTTE LE MATTINE PER LAVORARE DURAMENTE ANCHE 18 ORE AL GIORNO. QUESTO LIBRO RACCONTA DEI LORO DRAMMI E CI DICE COSA POSSIAMO FARE NOI COME CITTADINI PER OPPORCI A QUESTO CRIMINE.
Numero speciale di Ad Gentes" sulla vita della Chiesa italiana oggi. "
La parte monografica di questo numero della Rivista vuole approfondire per quanto possibile il contributo della donna all'agire missionario della Chiesa.
Rivista semestrale di teologia e antropologia della missione, n. 2/2005. Cristiani e musulmani in Europa.
Rivista semestrale n. 1/2006 di teologia e antropologia della missione.
Rivista semestrale di teologia e antropologia della missione, n. 2/2006.
Un testo sui Musei Missionari. I missionari tra i primi sono venuti in contatto con i popoli, hanno imparato le lingue dei nativi, redatto dizionari, studiato i loro costumi e le loro religioni, scritto diari e relazioni, raccolto oggetti di uso quotidiano e manufatti artistici, fornendo una mole di ricerche e una base linguistica alla scienza antropologica moderna. I Musei Missionari, nati come luoghi in cui i visitatori potevano toccare con mano le condizioni primitive" di vita dei "selvaggi", sono diventati oggi luogo di percorsi interculturali nei quali avvicinare le civilta umane. "
Rivista semestrale di teologia e antropologia della missione, n. 2/2007.
Rivista semestrale di teologia e antropologia della missione, n. 1/2008. Chiese indipendenti e nuovi movimenti cristiani in Africa.
Se la nuova realtà dei missionari Fidei Donum da una parte permette e chiede ai missionari di recuperare la loro specificità carismatica, dall'altra, li stimola a rivedere la metodologia missionaria Ad Gentes per portarla alla sua espressione più genuina.
Si tratta di una riflessione impegnativa, che non tutti si sentono di intraprendere, ma che deve essere coraggiosamente affrontata, anche se comporta un'autentica metanoia nei missionari "di professione" e dei cambiamenti notevoli nella formazione dei futuri missionari.
Ma sembra ormai chiaro che sta nascendo un nuovo modello di missione e che il modello di ad gentes (non l'ad gentes in sé) in uso negli ultimi secoli è ormai irrimediabilmente superato.