
La nuova economia creata da Internet sta cambiando radicalmente il mondo intorno a noi. L'autore racconta questa rivoluzione in corso, analizzandone le cause, descrivendone i protagonisti, gli eccessi e i rischi di Borsa, chiarendone le implicazioni sul futuro: dal nostro modo di lavorare al ruolo della politica. Un viaggio nella New Economy che comincia dalla sua patria di origine, gli Stati Uniti, e prosegue attraverso l'Europa, mettendo a fuoco il divario tra vecchio e nuovo continente, mostrando il rapido sviluppo europeo, l'influenza che Internet e le nuove tecnologie esercitano sulla politica e il nesso inscindibile tra questa rivoluzione economico-sociale e l'immigrazione.
Il libro ripercorre la storia della speculazione finanziaria dalle origini alla crisi asiatica e ai recenti successi dei titoli informatici, seguendo le alterne fortune di personaggi noti come Daniel Defoe, George Soros o Hillary Clinton, ma anche di figure meno note come Jay Gould e James Fisk, protagonisti di un'audace impresa speculativa. Scopriamo così che la febbre speculativa non è un fatto recente, che titoli obbligazionari si scambiavano a Venezia già nel XIII secolo, che un'euforia per il commercio dei tulipani coinvolse l'Olanda nel Seicento. Non solo: una vera e propria mania ferroviaria si impadronì degli Stati Uniti alla metà dell'Ottocento e un'ondata di ottimismo aprì la strada al crollo di Wall Street del '29.
Oltre che dell'eros e dell'eccesso, Georges Bataille fu anche un singolare teorico dell'economia, ed è in questo ambito delle sue speculazioni che si situano alcune delle sue scoperte più preziose. Non diversamente da Ricardo e da Marx, egli vedeva nella categoria del "sopvrappiù", e nel modo in cui una determinata civiltà la tratta, la chiave di volta per capire la fisionomia nascosta della civiltà stessa. Studiando le società primitive e confrontandole con la nostra, Bataille riconobbe in tutto il mondo moderno una sorta di fatale cecità legata al predominio indiscusso della categoria dell'utile, a cui tutto viene subordinato, oscurando così la necessità del superfluo.
Lo sviluppo delle tecnologie dell'informazione sta trasformando politica ed economia, società e forze armate. Il mondo si sta modificando con un ritmo mai conosciuto. La rivoluzione dell'informazione ha già provocato il collasso del blocco sovietico e la fine della guerra fredda. Sta ora determinando la crisi degli stati territoriali, imponendo loro almeno un ampio decentramento di poteri. Gli stati che non si adeguano implodono, come è avvenuto per la Jugoslavia e l'Unione Sovietica. Le nuove tecnologie offfrono però anche grandi opportunità, non solo pericoli o sfide. Questo volume aiuta a comprendere il senso di cambiamenti turbolenti e rapidi non solo per farsene travolgere, ma anche per trarne ogni possibile vantaggio.

