Una delle cose che periodicamente è messa in discussione è l'attendibilità dei vangeli, la storicità di Gesù, la sua esistenza. È qui che s'inserisce Matteo con il suo percorso interiore. Ciò che racconta nel vangelo non è una biografia, ma un'esperienza di fede basata sulla sua personale esperienza. E gli eventi e i fatti sono riletti alla luce di Dio. Matteo, identificato nei vangeli con l'ebreo Levi, l'esattore delle tasse per conto dei romani, non si aspettava la salvezza, sapeva di non poter fare nulla per meritarla. La vita per lui era diventata potere e denaro. Tuttavia, la sua durezza si schianta in un attimo quando incrocia lo sguardo del Nazareno, quel Rabbi un po' strano che con uno sguardo entra nella sua vita e la sconvolge. «Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori» (Mt 9,13). Questo è il fulcro del primo vangelo commentato con la consueta sensibilità e profondità dal biblista De Martino, che con un caldo "tu" interpella, provoca, per stabilire con il lettore una relazione diretta. Con quello "sguardo d'amore" appreso nella sequela di Gesù di Nazareth.
Queste pagine contengono una intensa meditazione sulla pace scandita attraverso più di trenta scene bibliche, da Caino e Abele alle parole di Gesù, e sono frutto di una lunga esperienza di impegno per la riconciliazione e il dialogo. Di fronte ai conflitti in corso le guerre in Ucraina e in Siria, le violenze in Mozambico, nel Sud Sudan, nei paesi del Centroamerica i passi biblici che ispirano queste riflessioni invitano a soffermarsi sugli eventi drammatici e minacciosi che ci riguardano, anche se non sempre lo comprendiamo, sempre più da vicino. La Parola di Dio, nei percorsi della storia, indica vie di speranza e ricorda che il Signore non è lontano ma è un Dio che partecipa al dolore e protegge il mondo dalle forze del male, la cui espressione più tragica è la guerra. La Scrittura aiuta a riscoprire anche il legame tra i popoli, e soprattutto la responsabilità affidata a tutti e ai cristiani in particolare di essere operatori di pace.
La presente Festschrift, pensata dalla Facoltà di Teologia della Pontificia Università della Santa Croce per omaggiare il prof. B. Estrada nel suo 70° compleanno, raccoglie venti contributi in lingua inglese, spagnola e italiana, frutto del lavoro di studiosi appartenenti a diverse istituzioni accademiche internazionali. Il volume, articolato in due parti, è stato ideato seguendo le due principali aree di ricerca che hanno contrassegnato il lavoro accademico del prof. Estrada: i Vangeli insieme agli Atti degli Apostoli e l'epistolario paolino. La Parte Prima raccoglie undici studi di L. Sánchez Navarro, V. Balaguer, E. Manicardi, I. Galdeano, J. C. Ossandón Widow, M. Orsatti, C. Jodar Estrella, C. Broccardo e M. Stroppa, L. García Ureña, P. N. Anderson e del compianto M. A. Tábet. La Parte Seconda, dedicata all'epistolario paolino, consta di nove studi di D. A. Hagner, J. L. Caballero, F. Bianchini, A. Pitta, J. Chapa, E. González, J. M. Granados Rojas e G. De Virgilio.
«Di tutte le Scritture sacre - diceva Origene - i Vangeli sono le primizie, e tra i Vangeli la primizia delle primizie è il Vangelo di Giovanni», un Vangelo che si rivolge in modo specifico a coloro che già credono, perché possano continuare a credere, a prendere posizione all'interno di quel grande processo contro Gesù, che l'evangelista racconta e che continua a ripetersi nella storia. Queste pagine accompagnano il lettore a prendere in mano la sua risposta di fede, il suo decidere in profondità da che parte stare, il suo passare interiormente dal desiderio al dono, dalla ricerca alla consegna, dalle tenebre alla luce. Il commento spirituale all'intero Vangelo di Giovanni si chiude, per ogni brano, con L'ora sesta: uno spazio fatto di domande grazie alle quali, ognuno, sostando sulla Parola, può conoscere meglio anche se stesso.
«Nel luglio 1971 a Colonia di Itaeté (Bahia-Brasile), in un vasto campo bruciato dal sole, destinato a diventare la piazza del nuovo paese, dall'alto del cavallo Gratiston mi dice: "Padre, mi impresta una Bibbia?!". Qualche momento di indecisione, ma non so dire di no. Dopo mesi me la restituisce con tanti pezzettini di carta che segnano i passi da lui ritenuti importanti. Nell'ottobre 2016 Alberto a Montecavolo (Reggio Emilia) mi saluta: "Don, sono andato in pensione e ho deciso di leggere la Bibbia". "Bravo! Complimenti!". Dopo un mese lo vedo entrare in fretta, quasi sbuffando, nel mio studio: "Don, non ci capisco niente!". Dal 1971 ho sognato uno strumento semplice, facile, economico da offrire a Gratiston, ad Alberto e a tanti altri che desiderano leggere la Bibbia. Nella campagna di Wagner (Bahia-Brasile), durante la celebrazione della Messa, un contadino dichiara davanti a tutti: "Ho letto tutta la Bibbia. Ho impiegato 5 anni, 8 mesi e 21 giorni!". "Bravo! Complimenti!". "Ma cosa avrà capito?" penso dentro di me. Mi metto alla ricerca nelle librerie. L'offerta è ricca, vasta, molteplice. Percepisco che il problema è sentito da tanti e si cerca di dare una risposta. Ho acquistato e letto vari volumi: belli, bellissimi, affascinanti. Però sono volumi di 400 o 500 pagine e il linguaggio non è semplice. Posso offrire ad Alberto un libro di 500 pagine per avviarlo alla lettura della Bibbia? Sarebbe come rompere le gambe al ragazzo, pieno di entusiasmo, che si prepara a correre la maratona. Ci sono anche volumetti più popolari: ho tentato diffonderli, ma non ho percepito risultati. Ho deciso di mettermi al lavoro con l'intenzione di estrarre da tutti questi bei volumi di introduzione alla Bibbia gli elementi essenziali e presentarli con linguaggio semplice. Cammin facendo mi sono accorto che semplice per semplice qualcosa di complicato sempre rimane. Spero di offrire uno scarpone utile ad Alberto e a qualche altro intraprendente e coraggioso che desidera entrare nel mondo antico della Bibbia.» (PIerluigi Ghirelli)
Anche se è citato più di mille volte fra Antico e Nuovo Testamento, di Davide si ricordano, di solito, pochi e stereotipati momenti (il duello con Golia, l'adulterio con Betsabea ecc.). Eppure, la lettura delle fonti giudaiche e quelle cristiane getta una luce diversa sul figlio di Iesse. I testi qui raccolti, provvisti di introduzione e di commento, riflettono sulle origini oscure e problematiche di Davide, sui tormentati rapporti familiari, sulla sua attività di pastore che lo avvicina a Mosè e sull'adulterio con Betsabea che causerà una serie di interminabili punizioni e penitenza prima del glorioso ingresso in paradiso. Nell'esegesi cristiana poi l'adulterio di Davide con Betsabea genera una notevole riflessione sul rapporto fra peccato e penitenza che raggiunge una grande e attuale profondità spirituale.
Un pratico metodo di lavoro per approfondire e meditare la Parola, nato nel contesto della Famiglia carismatica di don Ottorino Zanon. Si propongono 13 temi affrontati con un approccio "rinnovato" alla Lectio Divina: ai brani della Scrittura si accompagnano materiali digitali e testimonianze di santi di ieri e di oggi, utili per comprendere meglio i tratti caratteristici della persona di Gesù. La proposta operativa può essere adattata e praticata sia individualmente sia da gruppi più o meno grandi.
Un racconto della vita di Gesù di Nàzaret basato su studi storici e capace di mantenere l'immediatezza e la semplicità della testimonianza offerta dai discepoli. «L'incontro con Gesù, oggi come duemila anni fa, è una questione di cuore, di sguardi, di commozione che prende fin nelle viscere: è più nella sua persona che nella sua dottrina.» Chi era davvero Gesù di Nàzaret? In questo volume, Andrea Tornielli accoglie la sfida di raccontare la sua storia, la sua vita terrena, dalla nascita a Betlemme, con una mangiatoia come prima culla, fino alla morte sulla croce, nell'estremo sacrificio, e alla resurrezione. Lo fa unendo in un'unica narrazione i testi dei quattro Vangeli - le testimonianze degli amici di Gesù, degli apostoli, dei testimoni oculari che lo hanno seguito per tre anni lungo le strade della Galilea e della Giudea - e li alterna a un personale tentativo di ricostruire con l'immaginazione, e con l'aiuto dei più autorevoli studi storici, tutto ciò che gli evangelisti non hanno scritto. L'autore permette in questo modo ai lettori di "entrare" nel Vangelo per incontrarne il Protagonista, "vederlo" parlare, commuoversi, soffrire, diffondere la sua Parola e compiere miracoli. Intessuti nella narrazione, i commenti e le riflessioni di Papa Francesco ci accompagnano di episodio in episodio, riportandoci spesso al momento attuale, per ricordare che Gesù continua a vivere tra la gente ed è sempre possibile incontrarlo, oggi come un tempo sulle rive del lago di Tiberiade, scorgendolo sul volto degli altri, dei poveri, di chi soffre, di quegli uomini e donne a cui il Nazareno non ha mai negato il proprio sguardo d'amore.
Il viaggio è un cammino di conversione, inteso come autentica sequela com'è evidente in molti temi affrontati in questo studio (distacco dai beni, capacità di prendere la propria croce ogni giorno, atteggiamento di servizio umile e non dispotico). Tale idea della conversione ci permette di capire che riguarda anche la vita del discepolo come un viaggio la cui destinazione non è tanto un luogo statico quanto un servizio dinamico. Nel volume l'autore studia la parabola lucana delle mine nei suoi vari aspetti (Lc 19,11-28): messaggio, composizione, formazione, lineamenti cristologici, elementi sull'ambiente. Con il sottotitolo "dialogo con gli esegeti" specifica che questo contributo, per quanto presupponga l'analisi del testo originale e l'utilizzo de metodo esegetico, tiene conto delle conclusioni cui sono giunti coloro che ex professo hanno studiato il brano prima di lui.
Il libro di Giona è tra i testi più brevi della Bibbia. Eppure, è uno dei più conosciuti e sorprendenti, tanto da sembrare una "favola": la storia appare così semplice che persino i bambini l'ascoltano a bocca aperta. Duemilacinquecento anni dopo la sua redazione, questo libro parla ancora, impassibile all'usura del tempo e accessibile a tutti, al punto che la Parola si palesa in modo assolutamente naturale: inalterabile, nuova come il primo giorno in cui fu scritta, la forza del suo fascino sull'anima del lettore è ancora intatta. Dal canto suo Gesù, rifiutandosi di dare ai Farisei il segno preteso, dichiarò a quanti lo ascoltavano che avrebbe dato loro invece il «segno di Giona». Questo testo così originale, se riletto alla luce del mistero di Cristo, offre una vivida luce e si fa rivelazione. Chi ha una certa dimestichezza con i Vangeli, sa bene che a Gesù piaceva parlare in parabole. Le sue sono parabole gustose condite di umorismo e, talora, perfino di ironia. Giona è una parabola di questo tipo. David-Marc d'Hamonville ci conduce alla scoperta di uno dei profeti apparentemente più irrilevanti e ambigui della Bibbia. Una figura con la quale, però, il Salvatore trovò un punto di contatto, e con cui finì in qualche modo per identificarsi.
Un piccolo "prontuario" della Bibbia che consente di conoscere, in modo semplice e immediato, i tratti salienti dei suoi numerosi libri. La presentazione di ciascuno di essi, unita ad alcune loro brevi parti, consente immediatamente al lettore di intuire gli aspetti fondamentali del libro e anche di intravvedere alcune sue attualizzazioni. Una pubblicazione particolarmente utile per catechisti, insegnanti di religione, operatori nel campo dell'arte, lettori e operatori pastorali. Può rivelarsi sorprendentemente interessante e attraente un po' per tutti, soprattutto per chi è lontano da anni dalla fede o non ha mai letto la Bibbia.
«Venite a me» (Matteo 11,28). Questo è l'invito che Gesù rivolge a tutti coloro che hanno aperto la loro vita all'annuncio del Regno e che vogliono entrare alla scuola del suo cuore, mite e umile. Nel Vangelo che porta il suo nome, Matteo raccoglie le tradizioni apostoliche circolanti nelle comunità cristiane dell'area siro-palestinese e si pone al servizio di questa meravigliosa scoperta. Questi agili commenti ai vangeli dell'Anno A tengono presenti gli apporti degli studi esegetici fioriti nell'alveo del rinnovamento biblico evitando un linguaggio troppo specialistico, per permettere al lettore di cogliere la vitalità e l'attualità della Parola di Dio.