Questo progetto catechistico permette di accompagnare i fanciulli nel loro cammino di preparazione alla Prima Comunione. Il sussidio segue le varie fasi della celebrazione eucaristica, per far progressivamente scoprire ai fanciulli il mistero dell'Eucaristia celebrato e vissuto nella comunità parrocchiale. Nato dall'esperienza concreta di un'équipe di catechisti, teologi e pedagogisti, è uno strumento moderno per coinvolgere i fanciulli facendoli crescere nella loro fede personale e comunitaria. Oltre a questo quaderno attivo destinato al fanciullo, illustrato, con letture, preghiere, attività, è disponibile a parte la guida per il catechista, con suggerimenti per il percorso catechistico.
Vi sono parole che, anche se pronunciate in una situazione particolare e per un preciso destinatario, restano, per quell’ispirazione che le ha generate e per quella sapienza che vi ha preso dimora, come pietre durature di un edificio cosmico di cui ogni essere umano, e non solo il credente, si sente abitatore. I Detti dei padri del deserto fanno parte di queste “parole”. Per quella particolare situazione in cui hanno visto la luce, essi non sono definizioni, né formule, né ricette... Sono parole dette a partire dalla vita di qualcuno che, essendo ancora in ricerca ha inteso esprimere un qualcosa, che semplicemente permettesse a questa ricerca, propria e di altri, di andare avanti, di scendere più in profondità. Parole in dialogo tra loro, e sovente in tensione, che quasi su ogni argomento, ancora oggi, sono lì a dialogare, a interrogarsi reciprocamente. Limite di ogni parola è un’altra parola: a ogni frammento di comprensione ne corrisponde un altro che gli sta di fronte e lo interroga. Solo l’umiltà e l’amore non sono soggetti a questa limitazione, e la loro “parola” resta come un limpido riflesso di Dio e di ciò cui tende la sua creatura.
Luogo d’origine della maggior parte dei Detti è l’Egitto, terra che, a partire da Antonio e da altri solitari suoi contemporanei, vide la prima fioritura del monachesimo cristiano. È lì che queste parole furono pronunciate e custodite dalle prime generazioni. Ma quando le incursioni barbariche degli inizi del v secolo, e forse anche una certa decadenza, spinsero molti monaci ad abbandonare quelle regioni, il timore che l’eredità andasse perduta convinse i solitari rifugiatisi in Palestina a mettere per iscritto quella preziosa eredità. Ne nacquero le prime collezioni in greco, e successivamente queste furono tradotte in copto, siriaco e arabo, etiopico, armeno e latino, arricchendosi di nuovi testi, propri di quelle tradizioni e delle rispettive esperienze monastiche. La scelta che segue attinge a tutte queste collezioni.
Ci vuole coraggio per pregare il "Padre nostro". Ci vuole coraggio. Dico: mettetevi a dire "papà" e a credere veramente che Dio è il Padre che mi accompagna, mi perdona, mi dà il pane, è attento a tutto ciò che chiedo, mi veste ancora meglio dei fiori di campo. Credere è anche un rane rischio: e se non fosse vero? Osare, osare, ma tutti insieme. Per questo pregare insieme è tanto bello : perché ci aiutiamo l'un l'altro a osare".
Papa Francesco
Che cosa significa veramente "servire" nella chiesa? Come e perché sono nati i ministeri nelle comunità cristiane delle origini? Quale ruolo hanno avuto le donne nella fondazione e nella guida delle prime chiese locali? L'evoluzione dei ministeri nella chiesa può considerarsi conclusa oppure è ancora aperta? Michael Theobald risponde a queste domande con un percorso che risale alle origini dei ministeri nel Nuovo Testamento e getta una luce nuova sui movimenti di riforma della chiesa di oggi. A fronte della sacralizzazione e della clericalizzazione delle strutture ecclesiastiche lungo i secoli, Gesù insegna che «servire, non dominare» è il principio fondamentale per chi vuole occupare posizioni di responsabilità nella comunità del Regno. Strutturato in tre sezioni - Fondamenta, Sviluppo e Tradizione - il volume ricostruisce la genesi storica dei ministeri, ne analizza gli sviluppi e li confronta con la tradizione ecclesiale fino al concilio Vaticano II. Sullo sfondo della domanda di riforma che attraversa oggi la comunità cristiana, Theobald mostra come il Nuovo Testamento custodisca una lezione ancora dirompente per rinnovare l'autocomprensione della chiesa nel XXI secolo.
Guida e compagna nel cammino ecclesiale, l'Agenda liturgico pastorale 2026 nasce per accompagnare fedeli e comunità lungo l'anno liturgico, offrendo uno strumento ricco di contenuti e spunti per vivere ogni giorno con consapevolezza e gioia la liturgia.
Organizzata su 13 mesi (dal 1º dicembre 2025 al 31 dicembre 2026) permette una pianificazione pastorale anticipata. Ogni giorno presenta: indicazioni delle letture della Messa e dei prefazi; titolo e grado della celebrazione; santo del giorno; settimana della Liturgia delle ore; colore liturgico.
Ogni mese include: intenzioni di preghiera affidate alla Rete mondiale di preghiera del Papa; giornate mondiali e nazionali, giorni festivi evidenziati in rosso, approfondimenti su temi pastorali e liturgici, celebrazioni e riti, suggerimenti e consigli pratici per vivere al meglio la liturgia. Tra gli approfondimenti da segnalare la conferenza di mons. Guido Marini "Sacra Liturgia e pietà popolare. Orientamenti per un rapporto armonico e fecondo", proposta lungo l'arco dell'anno.
Uno strumento prezioso per camminare insieme, giorno dopo giorno, alla luce della liturgia.
Il rito della Santa Messa degli Sposi con il nuovo Rito del Matrimonio e con il nuovo Lezionario. Tra le novità di questo rito rinnovato: Subito dopo il saluto iniziale è stata collocata la memoria del Battesimo. Nella liturgia della Parola è stata messa in risalto la peculiarità del Matrimonio cristiano offrendo una scelta più ampia di testi biblici. La manifestazione del consenso ha subito dei ritocchi. Sono due ora le formule di accoglienza del consenso che il sacerdote pronuncia stendendo la mano sulle mani unite degli sposi. Qualche lieve modifica è stata apportata anche alle formule di benedizione e consegna degli anelli. Dopo la consegna degli anelli si possono collocare l'incoronazione degli sposi e anticipare la benedizione nuziale che è stata ampiamente ritoccata. Alla preghiera dei fedeli si può aggiungere ora l'invocazione dei Santi. Anche la benedizione finale è stata ritoccata. Infine, la celebrazione che prima era detta «senza la Messa», viene ora definita «nella celebrazione della Parola».
Composti nel 1522 in spagnolo in una stesura non definitiva, trascritti poi in latino e pubblicati nel 1548 a Roma, gli Esercizi spirituali rappresentano la "chiave di volta" della spiritualità di Ignazio di Loyola. Tale pratica infatti, anteriore ad Ignazio, fu elaborata per la prima volta da lui in forma sistematica: sotto la guida di un direttore, l'esercitante dovrà vivere in silenzio e solitudine per un mese. La prima settimana è centrata sull'esame di coscienza; la seconda e la terza, sulla contemplazione dei misteri e della passione di Cristo; nell'ultima settimana l'esercitante giunge infine ad una vita di unione con Dio. Nata dall'esperienza diretta di Ignazio di Loyola che percorse infatti egli stesso le tappe sulle quali è strutturato il suo metodo -, l'opera è, prima che una composizione letteraria, il cammino e il progetto di un uomo. Un "classico" della storia della spiritualità.
Il volume contiene le norme a cui attenersi per la celebrazione del rito delle esequie del Romano Pontefice. Il testo e in latino e italiano. Testo CEI. Senza diritto di resa.
Ti è mai capitato di entrare in chiesa con il desiderio di sostare in preghiera davanti al Santissimo Sacramento, ma poi non sapere cosa fare e cosa dire? Oppure di essere in preda ai dubbi sulla presenza reale di Cristo nell'ostia consacrata? E così dopo pochi istanti ti sei ritrovato a pensare al lavoro, ai figli, alla cena da preparare... Certo non è facile mettere l'Eucaristia al centro... "Preghiere per l'Adorazione Eucaristica" è un volume quanto mai utile e attuale. Potrai trovare preghiere tradizionali, visite al Santissimo Sacramento, Adorazioni Eucaristiche e altre pratiche legate al culto dell'Eucaristia, da utilizzare sia nella preghiera individuale che comunitaria. Non mancano approfondimenti sull'Eucaristia nella Sacra Scrittura, nel Catechismo, nelle parole dei Pontefici e nelle vite dei santi. Tantissime proposte che ti insegneranno anche l'«arte della preghiera» e gli atteggiamenti del cuore da assumere durante l'adorazione, nella consapevolezza che solo Gesù basta e solo Lui conta. Il volume ha anche il pregio di essere un validissimo aiuto per i fedeli, che, impediti per malattia o altre giuste cause di poter visitare il Santissimo Sacramento dell'Eucaristia in una chiesa, vogliono compiere spiritualmente con il desiderio del cuore la visita, in spirito di fede nella reale presenza di Gesù Cristo nel Sacramento dell'Altare.
Il Trattato dell'amor di Dio costituisce forse il fiore all'occhiello delle opere di san Francesco di Sales e della sua stessa vita. In quest'opera il santo vescovo trasfonde l'essenza della vita spirituale, radicandola nella carità. Indica e illumina le vie migliori perché ciascuno possa realizzare un incontro personale con Dio. La palestra della contemplazione dei misteri ineffabili dell'amore di Dio è la strada maestra perché ciascuno riesca a gustare la pienezza di vita in Dio. Francesco traccia in queste pagine una rinnovata identità del cristiano: una persona unificata, in armonia con tutte le realtà terrene, che fonda le sue scelte prioritarie nella carità come etica di relazione e via maestra alla vera santità.
Questo volume è stato appositamente pensato per gli studenti delle Università Pontificie ed è particolarmente raccomandato per il ciclo di Licenza. L'opera si articola su due sezioni: nella prima l'autore presenta una Grammatica Latina chiara e dettagliata, corredata di esercizi; nella seconda è proposta un'antologia di testi latini della letteratura cristiana, dall'antichità all'inizio del medioevo.
Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre. Il mistero della fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi. Essa è divenuta viva, visibile e ha raggiunto il suo culmine in Gesù di Nazareth. Il Padre, "ricco di misericordia" (Ef 2,4), dopo aver rivelato il suo nome a Mosè come "Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di amore e di fedeltà" (Es 34,6), non ha cessato di far conoscere in vari modi e in tanti momenti della storia la sua natura divina. Nella "pienezza del tempo" (Gal 4,4), quando tutto era disposto secondo il suo piano di salvezza, Egli mandò suo Figlio nato dalla Vergine Maria per rivelare a noi in modo definitivo il suo amore. Chi vede Lui vede il Padre (cfr Gv 14,9). Gesù di Nazareth con la sua parola, con i suoi gesti e con tutta la sua persona rivela la misericordia di Dio.