Il presente studio aggiunge un importante tassello ad un affascinante mosaico già particolarmente ricco di studi e contributi, riguardanti sia il pensiero che le opere del card. Giacomo Lercaro. La poliedrica visione teologico-liturgica della partecipazione attiva dei fedeli colta secondo la prospettiva pastorale, offre interessanti ed avvincenti sollecitazioni, anche per una possibile riconsiderazione della stessa negli odierni diversificati contesti ecclesiali e negli stessi ambiti accademico-formativi. Così teologia e pastorale, arte e architettura, pastori e laici, in special modo quanti hanno ereditato l'insegnamento e l'opera di Lercaro, vengono nuovamente sollecitati ad intercettare, nell'originaria unità d'azione e nella costante ricerca ed approfondimento, l'autentico significato profuso dalla vasa testimonianza ecclesiale, per una liturgia autenticamente viva e vivificante.
Il libro dell'Apocalisse colpisce per il suo forte carattere liturgico. Giovanni nel descrivere le sue visioni fa ampio ricorso ad arredi liturgici e gesti cultuali, e lo stesso scritto nel suo insieme sembra presentare una liturgia in corso di celebrazione.
Al di là dell'influsso della liturgia giudaica e di elementi della liturgia imperiale, si delineano già tratti della novità del culto cristiano emergente, in linea con la novità di quella Rivelazione di cui l'Autore, per incarico del Risorto, si fa portatore.
In questo contesto egli indica la presenza del Cristo come sperimentabile in tutta la sua attualità e vitalità nell'eucaristia. Ciò non con modalità descrittive di tipo rituale, come avverrà invece in altri scritti cristiani se non a lui contemporanei di poco successivi; né con un discorso teologico ampio ed esplicito come, nel contesto degli scritti giovannei, si riscontra nel capitolo 6 del Quarto Vangelo. Egli si avvale della forma di comunicazione che più gli è propria: il simbolo. Attraverso le immagini di un elaborato simbolismo eucaristico, l'Autore cerca di condurre il lettore/ascoltatore nell'ineffabile del contenuto della Rivelazione e di indurre il bisogno di impegnarsi in esso.
Un piccolo diario di bordo per creare addobbi da appendere all'albero ogni giorno fino a Natale! Un testo su cui annotare e disegnare emozioni, parole, preghiere. L'Albero di Iesse è una rappresentazione della genealogia di Gesù. In molti paesi anglosassoni è consuetudine allestirlo nelle case, utilizzando rami, feltro o con un vero sempreverde e, a partire dal 1° dicembre, giorno dopo giorno, addobbarlo con un protagonista o un avvenimento dell'Antico Testamento. Un Calendario dell'Avvento particolare, che permette di conoscere meglio la storia della Salvezza che porta a Gesù. Una storia che apre il cuore, lo riempie di speranza. Rimanendo uniti alle radici della Parola di Dio e spinti dal suo Spirito, proveremo con questo piccolo libro a prepararci ad accogliere Gesù.
Nel promulgare il Giubileo della Speranza per l'anno 2025, papa Francesco ha indicato come tappa per il 2024 il tema della preghiera, dimensione costitutiva della vita spiritual del cristiano.
Il Centro Studi "Teilhard de Chardin per il futuro dell'uomo" intende concorrere con la presente pubblicazione a questo sforzo corale dell'intera Chiesa. Occorre tener presenti le inquietudini del nostro difficilissimo tempo, che interrogano le coscienze in ordine al senso della preghiera oggi; un interrogativo serio, per il quale può apportare un fecondo contributo proprio la preghiera personale di padre Teilhard.
Il volume presenta a tal fine una inedita selezione antologica di preghiere, tratte da differenti testi, nelle quali il gesuita francese, mistico e scienziato, mette a nudo tutto il proprio essere in ricerca, ed esprime con sublimi espressioni come l'uomo del nostro tempo possa cercare di aderire appassionatamente, anima e corpo, al divenire della storia. Senza rinunce e censure, senza pessimismo chiusure, con grande speranza.
Nelle omelie raccolte in questo volume è seminato il Vangelo predicato da don Renato Coronelli nelle domeniche e nelle feste dell'anno liturgico. Esse corrispondono, con solo qualche mancanza, all'intero ciclo triennale del lezionario festivo secondo il rito ambrosiano. Le omelie qui pubblicate non sono uscite come tali dalla penna di don Renato, che ha lasciato solo manoscritti da lui utilizzati come traccia per la predicazione orale. La forma letteraria sufficientemente definita dei suoi scritti ha però permesso una revisione e redazione che non ne mortificasse lo spirito, ma anzi gli permettesse di parlare ancora vivamente, consentendo ai lettori di scorgere la cura amorosa e l'efficacia comunicativa con cui don Renato ha annunciato la Parola di Dio.
"Dilexit nos", quarta Enciclica di Francesco, ripercorre tradizione e attualità del pensiero "sull'amore umano e divino del cuore di Gesù Cristo", invitando a rinnovare la sua autentica devozione per non dimenticare la tenerezza della fede, la gioia di mettersi al servizio e il fervore della missione: perché il Cuore di Gesù ci spinge ad amare e ci invia ai fratelli Per esprimere l'amore di Gesù si usa spesso il simbolo del cuore. Alcuni si domandano se esso abbia un significato tuttora valido. Ma quando siamo tentati di navigare in superficie, di vivere di corsa senza sapere alla fine perché, di diventare consumisti insaziabili e schiavi degli ingranaggi di un mercato a cui non interessa il senso della nostra esistenza, abbiamo bisogno di recuperare l'importanza del cuore.
Le riflessioni proposte in questo libro si basano sulla vita concreta della comunità, che cerca di mettere in pratica il Vangelo nella quotidianità, affrontando i problemi che si presentano, sia a livello personale che riguardo alla società e al mondo. Per questo motivo, le omelie di Resca sono ricche di riferimenti concreti, che riguardano problemi reali che il cristiano si trova a vivere ogni giorno e affronta attraverso la lettura della Parola di Dio. L'autore cerca di partire dalla realtà concreta per comprendere, interpretare e attualizzare la lettura del Vangelo secondo il Cuore di Dio. La lettura del Vangelo diventa viva e può avere un impatto significativo sulla vita dei fedeli.
La città di Aparecida, in Brasile, sorge su una collina nella valle bagnata dal fiume Paraíba. Il centro deve la sua fama di "capitale della fede" perché in esso sorge il grande Santuario mariano di Nostra Signora Aparecida che attira tutto l'anno milioni di pellegrini dall'intera America latina. La devozione alla Madonna Aparecida risale ai primi del 1700, in seguito al ritrovamento di una piccola ma preziosa statua di terracotta della Vergine Immacolata, impigliata nella rete di alcuni pescatori. Da quel momento si susseguono grazie e miracoli attribuiti alla presenza mariana e la fama del luogo cresce e si diffonde. La prima cappella costruita sul posto lascerà spazio nella seconda metà del XX sec. all'attuale grandiosa Basilica inaugurata nel 1967 che accoglie ogni anno migliaia e migliaia di pellegrini. È il più grande Santuario mariano del mondo.
Un testo destinato agli operatori pastorali, in modo particolare a coloro che si occupano di pastorale giovanile e desiderano intraprendere un cammino di formazione liturgica per e con i giovani. In modo semplice, ma fondato teologicamente e sul magistero, analizza alcuni temi di pastorale liturgica: cosa si intende per formazione/iniziazione alla liturgia; L'arte del celebrare ; I ministeri; La conoscenza del libro liturgico; La Parola nella liturgia; Il cammino di formazione alla preghiera. Il testo affronta le diverse questioni da molteplici punti di vista, teologico, liturgico pastorale, e offre indicazioni concrete per formare alle dinamiche proprie della liturgia, per sostenere la partecipazione attiva dei giovani alla liturgia.
Le omelie dell'anno C si riferiscono al Vangelo di Luca, che presenta l'annuncio del Regno di Dio in un cammino da Nazaret a Gerusalemme. Insieme ai discepoli e alle discepole, dietro a Gesù ci siamo anche noi, per ascoltare la sua Parola e per lasciarci trasformare da Lui. Ci aiuta uno sguardo che parte dai margini.
Il volume ha come scopo quello di una riflessione sullo spazio liturgico contemporaneo estesa all'occidente e all'oriente cristiani. L'analisi preliminare dei fondamenti ecclesiologici e liturgici apre ad una più chiara comprensione delle realizzazioni architettoniche, che pur diversificatesi nel corso dei secoli, testimoniano il tenace persistere di temi e figure, indicativi di una sostanza condivisa, un'impronta originaria di cui oggi più che mai appare urgente riappropriarsi. La comune aspirazione alla bellezza diviene dunque luogo di dialogo e di incontro tra le due chiese sorelle, quella cattolica e quella ortodossa, in ascolto di quanto auspicato dai santi padri conciliari e dei più recenti ma vigorosi richiami di Papa Francesco.
La seconda edizione del Messale ambrosiano, ufficialmente in vigore dall’inizio dell’Avvento 2024, pur essendo in piena continuità con la prima, aggiornata nel 1990, presenta una serie di novità che meritano di essere conosciute nel dettaglio. Don Norberto Valli in queste pagine intende aiutare a cogliere anzitutto le specificità dell’ordinamento della Messa secondo il rito della Chiesa milanese e ad apprezzare i mutamenti testuali introdotti già dal 2020. Percorrendo poi l’intero anno liturgico nelle sue molteplici articolazioni, per quanto concerne il proprio di ciascun tempo liturgico segnala i molteplici interventi compiuti sui formulari eucaristici ora armonizzati con il Lezionario; relativamente al santorale evidenzia gli elementi peculiari del calendario e il notevole arricchimento dell’eucologia. Dopo un breve sguardo alle messe rituali, votive, per varie necessità, dei defunti e alle Appendici del Messale rinnovato, nel capitolo conclusivo tratteggia le tappe essenziali della storia del rito ambrosiano.
Biografia dell'autore
Norberto Valli (1968), presbitero della diocesi di Milano dal 2000, ha conseguito nel 1992 la laurea in lettere classiche presso l’Università degli Studi di Milano e nel 2004 il dottorato in Sacra Liturgia al Pontificio Istituto Liturgico Sant’Anselmo in Roma. È docente di Liturgia presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, nella Sezione del Seminario arcivescovile e nella Sede centrale di Milano; dal 2007 tiene corsi e seminari anche presso il Pontificio Istituto Liturgico in Roma. Membro dell’Accademia Ambrosiana e della Congregazione del Rito ambrosiano, collaboratore del Servizio diocesano per la Pastorale liturgica, dell’Ufficio Liturgico nazionale e della Commissione Episcopale per la Liturgia, è autore di numerose pubblicazioni.