Qual è il senso della vita? Trasformarsi. Lo scopo di un seme è diventare grano, diventare rosa… Quindi il significato della nostra vita è portare in atto ciò che potremmo essere. Se nel cambiamento è sottesa l’idea che tutto diventi diverso, nella trasformazione ciascuno abita ogni cosa, dentro e fuori di sé, per scoprire piano piano chi è, con le luci e le ombre. Non c’è nulla di noi che debba essere gettato via, ma tutto trasformato, anche le crisi e gli imprevisti. Alcuni personaggi biblici hanno vissuto questa trasformazione, perché coloro che hanno fatto esperienza di Gesù nel Vangelo sono stati trasfigurati. L’invito è, allora, di vivere una spiritualità che impari a stare con quello che la vita dà in ogni istante.
Le paure sono parte di noi. Proviamo spesso a ignorarle, a volte le ingigantiamo, in alcuni momenti facciamo di tutto per sfuggirle perché ci mettono davanti a ciò che siamo. In loro è la nostra umanità nella sua interezza che chiede di essere accolta. Per questo non possiamo accontentarci di subirle: ascoltare le paure è necessario per vivere in modo autentico; ma è altrettanto necessario dare voce ai desideri, aprirsi alla speranza e non vergognarsi di chiedere aiuto. L’autore invita a rileggere la propria vita con l’aiuto della Bibbia, un luogo che respira della fiducia e della paura di uomini e donne come noi, per scoprire che la forza è sapere di avere qualcuno accanto che ci ricordi: «Io sono con te».
Il Cantico delle creature, composto da san Francesco poco prima di morire, è una delle preghiere più belle che siano mai state scritte. Francesco loda Dio per ogni creatura: il sole, la luna, le stelle; l'aria, le nuvole e il vento; l'acqua, il fuoco e la terra...Questa particolare edizione, con le suggestive illustrazioni di Silvia Colombo, dà la possibilità a tutti di accostarsi a questo capolavoro dell'umanità.
Dalla lettera scritta da papa Leone XIV alla Famiglia francescana, il testo integrale della preghiera a san Francesco in occasione dell’apertura dell'VIII Centenario del Transito, 3 ottobre 1226. Una preghiera introdotta da un breve testo del Papa, «affinché san Francesco di Assisi continui a infondere in tutti noi la perfetta letizia e la concordia».
Accostarsi a Maria significa varcare la soglia della Bellezza. Questo volume offre un percorso di meditazione che intreccia, in un dittico fecondo, la verità della Parola e l'emozione dell'arte. Capitolo dopo capitolo, profilo della Vergine emerge nel suo spessore di donna e madre: dall'ascolto del progetto divino allo stare sotto la croce, fino alla luce della speranza. Attraverso il dialogo tra brani biblici e capolavori di artisti di diverse epoche, il lettore è invitato a leggere in controluce la propria vita. Uno strumento prezioso per entrare nel Mistero e trovare, nella fede di Maria, un orientamento lucido e resiliente per il cammino personale e sociale di ogni giorno.
Fabrizio De Toni entra, a 10 anni, nel seminario diocesano di Pordenone. Nel 1987 viene ordinato presbitero e lavorerà come animatore in seminario, quindi vicario parrocchiale e parroco. Prima di approdare all'Azione Cattolica nazionale,opererà in qualità di vicario episcopale per la Pastorale
e assistente diocesano dell'Ac. Nel 2017 è nominato assistente centrale del Settore adulti di Ac e, nel 2018, del Mlac. Ha conseguito il dottorato in Teologia pastorale pressola Pontificia Università Lateranense. Attualmente parroco a Cordenons, è docente presso lo Studio teologico diPordenone, prestando servizio in ambito diocesano.
Veronica Rossi è delegata regionale dell'Umbria. Laureata in Conservazione de Beni culturali, è maestra di scuola dell'infanzia. Dal 2007 cura progetti di arte e, dal 2018, collabora con il Settore adulti dell'Ac per la rubrica #ArtèParola e per seminari di catechesi e arte presso Casa S. Girolamo
a Spello (Pg).
Prosegue la pubblicazione dell'Opera Omnia di Charles de Foucauld in una nuova traduzione curata dalle Discepole del Vangelo, a partire dai manoscritti originali. Questo volume raccoglie 151 lettere scritte da Charles de Foucauld alla famiglia del cugino Louis. L'epistolario copre un periodo di tempo di 24 anni, dai giorni in cui Charles è nella trappa ad Akbès, in Siria, sino alla fine di novembre 1916, pochi giorni prima di essere ucciso. Emerge il tratto intimo, delicato e affettuoso, di fratel Charles insieme al racconto della sua vita quotidiana e del suo percorso spirituale, insieme agli sconvolgimenti internazionali dell'epoca. Una delle qualità più belle di Charles de Foucauld è la sua capacità di legarsi alle persone; in particolare, il suo rapporto con la famiglia d’origine ha una bellezza e un’intensità rare. Nell’epistolario si coglie un intreccio di rapporti condivisi con semplicità e confidenza, emerge la realtà di una famiglia allargata che attraverso la cura e la dedizione ha saputo condividere i passaggi della vita e affrontare le sofferenze che ogni esistenza umana riserva. Queste lettere lasciano un messaggio di profonda speranza e consolazione.
Può Dio ridere con le sue creature? E noi, possiamo ridere con lui? Paolo Pivetti ci conduce in un viaggio sorprendente tra le pieghe della Bibbia, del teatro e della storia, per riscoprire lo humor come attributo divino. Dalle "impertinenze" di Abramo ai racconti dei miracoli, viene decostruita l’immagine di un Creatore esclusivamente severo e distante. Lo humor di Dio non è sarcasmo, ma la forma più alta di misericordia: uno sguardo che relativizza il dramma umano per rivelarne la bellezza nascosta. Tra riflessioni profonde e un’ironia sagace, l’Autore invita il lettore a deporre le maschere del formalismo religioso. Perché la fede, quando è autentica, non teme il sorriso: al contrario, lo usa come bussola per navigare con leggerezza e verità nel complesso "Gran Teatro del Mondo".
Il cuore delle nostre società - lo vediamo - oscilla tra l’indifferenza e il fanatismo. L’ammirazione potrebbe esserne l’antidoto? Secondo l’autrice è una possibile via. Questo atteggiamento, infatti, è capace di decentrarci per volgerci verso un evento straordinario che ci sorprende, di spingerci gioiosamente fuori da noi stessi senza indebolirci, di renderci modesti senza rimpicciolirci e di farci crescere senza renderci narcisisti. L’ammirazione ci può guarire da quella grande malattia che è l’indifferenza al reale, che sceglie di percorrere vie di fuga illusorie. L’ammirazione indica un’altra via, quella di una relazione più adeguata, più equa e più libera con la realtà che ci circonda… e anche più gioiosa. Joëlle Zask non ci offre una definizione dell’ammirare, ma è interessata invece a indagare i movimenti e le relazioni che essa mette in moto.
Andare verso Dio è il fine unico della nostra vita, seguendo la via che la sua volontà ci ha tracciata e usando i mezzi che ha messo a nostra disposizione con generosità. Con questa idea fondamentale ben fissa, il certosino don François Pollien tratta i punti nevralgici della dottrina ascetica, dai primi passi fino agli ultimi sviluppi della vita interiore, senza arrestarsi che alle vette della unione mistica. «Tu sarai uomo di principi e i principi non si prestano a nessun accomodamento: quando si tratta invece dei mezzi da adoperare, puoi e devi essere accomodante», diceva, da ottimo conoscitore delle anime. «Don Pollien non fu un cacciatore di novità — afferma padre Mondrone nella prefazione — l’originalità, se mai, gli va riconosciuta nell’aver saputo scorgere nel tesoro tradizionale della teologia e della spiritualità cristiana verità stupende».
Dalla pellicola muta del 1911 alle produzioni contemporanee, la figura di Francesco d’Assisi ha accompagnato l’evoluzione del linguaggio cinematografico, diventando uno dei soggetti più frequentati e reinterpretati dalla settima arte. Il presente volume, arricchito dalla prefazione di Liliana Cavani, ricostruisce in modo sistematico ed esaustivo la cronologia dei film dedicati al Santo: dalle opere più celebri agli adattamenti poco noti, dai progetti mai realizzati ai capolavori d’autore, Casali mette in luce come ogni stagione culturale abbia proiettato sul Poverello domande diverse — estetiche, spirituali, politiche —, trasformandolo di volta in volta in icona, modello, figura narrativa o strumento di lettura del presente. Dalle fonti d’epoca, le testimonianze dirette, le interviste e i materiali inediti qui proposti, emerge una mappa rigorosa e aggiornata della filmografia francescana, che mostra come il cinema non abbia mai smesso di interrogare Francesco. E come, ogni volta, Francesco abbia risposto in maniera diversa, continuando a sfuggire a ogni definizione e riapparendo sempre nuovo, inatteso, necessario.
Quando le strade di Roma si svuotano, le luci si abbassano, il lungo il Tevere emerge un'umanità che resta invisibile agli occhi dei tanti. Uomini e donne ferite dalla vita, senza casa, senza nome, spesso senza voce, ma non per questo privi di dignità. L'autore non racconta da spettatore, ma da compagno di strada, da uomo che ha scelto di fermarsi, ascoltare e condividere. Ogni pagina è fatta di volti, silenzi, gesti piccoli e necessari. Non ci sono eroi, nè soluzioni facili. Un libro che coinvolge, anche nelle ferite. Un libro che accompagna la nascita e lo sviluppo di "Missione Solidarietà" fondata dall'autore, in cui il logo del Cireneo raprresenta la forza trainante per stare accanto a chi crede di aver perso la dignità e l'attenzione. Prefazione di don Antonio Coluccia.
San Francesco aveva una spiccata predilezione per il Padre nostro. Nella sua profonda unione con Gesù Cristo sentiva spontaneo, irresistibile il bisogno di pregare come lui, con le sue stesse parole...Per accompagnare ogni giorno della settimana, in queste pagine, viene proposto il suo prezioso commento al Padre nostro. Semplice, intimo, profondo.