Tradurre è sempre un'attività che implica interpretazione, poiché le parole che vengono scelte sono il filtro attraverso cui si accede al senso originale di un'opera. Questo vale per ogni libro, ma nel caso della Bibbia, il testo sacro più letto e studiato nella storia dell'umanità, la questione è molto delicata: le Scritture, almeno per la dottrina cristiana, sono la Parola autentica di Dio, ispirata dallo Spirito Santo e trasmessa agli uomini per la loro salvezza. L'adeguamento del lessico biblico è parte del progetto che la Chiesa ha intrapreso dopo il Concilio Vaticano II, voluto per rispondere agli stimoli della modernità. Ma quando i santi diventano idoli e gli uomini nobili si trasformano in dèi potenti, quando l'inferno lascia il posto ad anonimi abissi tenebrosi e Lucifero scompare completamente da alcuni versetti, è lecito domandarsi se ci si trovi di fronte a semplici errori di traduzione, oppure a modifiche intenzionali. È proprio per denunciare questi travisamenti del messaggio originale che un consacrato, nascosto dietro lo pseudonimo Investigatore Biblico, ha deciso di fondare il blog da cui prende le mosse questo libro. Insieme a Saverio Gaeta e attraverso un'analisi scrupolosa delle Scritture, l'autore svela le distorsioni presenti nelle più recenti traduzioni della Bibbia CEI, dimostrando che, alla base delle progressive modifiche del testo, potrebbe celarsi un intento preciso: orientare il pensiero dei fedeli e sminuire la divinità di Cristo, depersonalizzare o rendere simbolico il demonio e cancellare il senso del peccato.
I capitoli 10–15 del libro della Sapienza si situano al centro dello scritto e costituiscono come un grande intermezzo nello sviluppo totale del libro, tra l’elogio proprio della Sapienza (1–9), e le antitesi finali del libro (16–19). Il presente volume cerca di spiegare i motivi che hanno portato l’autore a svolgere queste riflessioni, a partire dal capitolo 10 sulla Sapienza che guida la storia dell’umanità e del popolo di Israele fino al passaggio del Mar Rosso, poi proseguendo con una digressione sulla moderazione divina nel castigare nei capitoli 11–12 e, infine, con un’altra digressione sul tema dell’idolatria nei capitoli 13–15. Ne emerge una grande coerenza e coesione dei temi e del loro svolgimento nel contesto generale di tutto il libro di Sapienza che è una rilettura dei grandi temi biblici, in particolare quelli riguardanti il Dio creatore e Signore della storia, lui «Signore, amante della vita» (Sap 11,26) come ha pienamente rivelato in Gesù Cristo.
Questo volume si inserisce all'interno dell'attuale dibattito ecclesiologico, affrontando alcune tematiche cruciali nella presente stagione ecclesiale. Oltre a voler offrire un contributo e una presa di parola su di esse, gli autori intendono proporre, insieme ai contenuti, alcuni criteri essenziali per sviluppare e affrontare diversi temi scelti di ecclesiologia, quali l'identità ecclesiale, la centralità dell'eucaristia, la successione apostolica, la questione della sinodalità e il tema cruciale della riforma nella Chiesa. Queste tematiche, che animano le odierne discussioni ecclesiali, possono trovare un intrinseco legame dinamico tra loro? E questa la domanda che anima la presente ricerca e alla quale gli autori intendono rispondere, rintracciando come emerge dal sottotitolo una possibile plausibile via ecclesio-logica.
Riccardo Bollati è Capo Ufficio Dottrinale del Dicastero per Dottrina della Fede e insegna Dottrina Sociale della Chiesa presso la Facoltà di Economia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma.
Alesandro Clemenzia, professore ordinario di Ecclesiologia ed Escatologia, è preside della Facoltà Teologica dell'Italia Centrale (Firenze), docente invitato presso la Facoltà Teologica San Isidoro di Siviglia, docente incaricato di Ecclesiologia e Mariologia presso la Pontificia Università Lateranense di Roma e direttore della rivista Fidei Communio.
Nicola Salato è professore ordinario di Ecclesiologia e Mariologia press la Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale sez. San Luigi (Napoli), dove dirige il settore di specializzazione in Teologia dogmatica (indirizzo ecclesiologico) e docente invitato presso la sez. San Tommaso della medesima Facoltà.
Il presente volume, nato da un incontro di teologi legati da un'autentica passione per la Chiesa, da una profonda amicizia tra di loro da un vivo desiderio di ricerca seria e rigorosa, intende sondare, sulla base di quanto viene affermato nel documento finale della seconda sessione del Sinodo dei vescovi (2024), se il termine communio sia ancora in grado di esprimere la peculiare natura della Chiesa, all' interno di una riflessione con altre discipline teologiche, quali la cristologia, la trinitaria, l'antropologia, la sacramentaria, la morale e la teologia fondamentale. Con i suoi contributi, esso vuole recuperare il concetto di "comunione", mostrando i suoi fondamenti, presentando la sua declinazione teologica in alcune figure di rilievo e sviluppando diverse prospettive teologiche.
I contributi presenti in questo volume intendono approfondire la questione del primato petrino all’interno di una categoria che, già negli anni successivi al concilio Vaticano II, è stata ritenuta capace di esprimere la vera natura della Chiesa: il concetto di comunione. Si tratta di un’occasione preziosa per far dialogare tra loro docenti di diverse afferenze accademiche su tematiche ecclesiali di grande attualità, soprattutto attorno ad alcune questioni che possono trovare una loro plausibile articolazione teologica e un sicuro fondamento ontologico nella dinamica contenuta nel motto di papa Leone XIV: «In ille uno, unum». Si tratta del secondo volume su questo tema. Nel primo volume, pubblicato contemporaneamente, gli autori si sono soffermati sull’attualità del comprendere la Chiesa come comunione.
Nel presente volume viene sondato il fondamento teologico della communio da diverse prospettive, anzitutto cercando il luogo originario e originale di essa, e cioè la vita stessa di Dio fra le tre Persone divine, per poi rintracciare un possibile rapporto tra la comunione divina e quella ecclesiale. I contributi degli autori, sia docenti che studenti, non hanno alcuna pretesa di essere esaustivi nel tracciare in modo sintetico il tema affrontato, ma intendono presentare il frutto di una prima elaborazione concettuale per poi essere il trampolino di lancio per un ulteriore percorso di ricerca.
Il presente volume nasce all'interno di una riflessione che ha visto studiosi di diverse discipline dialogare tra loro proprio su un possibile contributo che la Chiesa, compresa come "comunione", è ancora in grado di offrire alle sfide
odierne. La pubblicazione si avvale della presenza di contributi redatti sia da docenti sia da studenti; offrendo soprattutto a questi ultimi la possibilità a partire dalla propria ricerca personale di confrontarsi tra loro. Si tratta di possibili strade aperte e percorribili, che richiedono tanto all'autore quanto al lettore, un ulteriore sviluppo scientifico.
Come continuare a essere ragionevolmente pii in età secolare? Secondo Charles Taylor l'esclusione della Provvidenza divina dalla storia è all'origine della secolarizzazione attuale, e ne è il cuore. Allora, bisogna reinserirla ragionevolmente, perché Dio continua a intervenire nella storia di ogni persona, motivandola a prendere decisioni per amore suo e del prossimo, dato che vuole l'unione di amore con coloro che ha creato. Quindi, per continuare a essere ragionevolmente pi bisogna ripensare la tradizione ricevuta: non S1 può continuare a interpretarla con la categoria di cristianità quando le società di antica cultura cristiana vivono immersi ormai in categorie di post-cristianità. La sfida è quella di cambiare mentalità per comprendere e e accompagnare l'eterno agire salvifico di Dio nell'età secolare, come ha fatto da sempre e continuerà a farlo per secoli dei secoli.
ROSSANO ZAS FRIZ DE COL, gesuita italo-peruviano, ha insegnato Teologia spirituale in diverse università italiane ed estere, pubblicando libri e articoli centrati sulla riflessione attorno al vissuto cristiano contemporaneo. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Vita cristiana ignaziana. Un nuovo paradigma per la post-cristianità (G& B Press, 2021); come curatore, Il vissuto di Santa Teresa di Lisieux alla luce del Metodo Teologico-Decisionale (G& B Press, Roma 2021).
Leggiamo nella Premessa: «Se vogliamo scoprire la grandezza del sacerdozio ministeriale è necessario, prima di tutto, risalire alla fonte, cioè al mistero di Gesù, "l'apostolo e sommo sacerdote della fede che noi professiamo"» (Eb 3,1). Si tratta, dice l'Autore, «di una teologia viva, destinata a quanti desiderano approfondire la propria vita cristiana », dal momento che il ruolo della teologia è quello di «servire i credenti, aiutarli a ricevere in misura maggiore tutta la sapienza che ci viene dal Padre in Gesù, in cui "sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza"» (Col 2,2). Nato da un ciclo di conferenze tenute durante l'anno sacerdotale 2009- 2010, il testo mantiene lo stile discorsivo, chiaro e immediato dell'approccio orale, senza per questo rinunciare a precisione e profondità teologiche. Percorrendo la Parola di Dio (Isaia, Ebrei, Apocalisse, vangelo di Giovanni), il testo aiuta a riscoprire l'origine e il senso del sacerdozio ministeriale e del sacerdozio regale dei fedeli, in un tempo come questo segnato da difficoltà e confusione.
Perché le funzioni di prete, diacono, vescovo sono riservate ai soli uomini? È davvero scritto nel vangelo che le donne non possono essere apostole di Cristo? In questo manifesto coraggioso e rigoroso, la teologa francese Sylvaine Landrivon ci conduce nella casa di Betania per riscoprire figure femminili troppo a lungo dimenticate o fraintese. Sviluppando un’analisi innovativa dei testi evangelici, l’autrice rivela come Marta e Maria di Betania, insieme alla Maddalena, abbiano avuto un ruolo fondamentale nella rivelazione della missione di Gesù. Con audacia intellettuale e profonda erudizione, Landrivon propone un’ipotesi rivoluzionaria, facendo leva su un dettaglio del testo originale che apre prospettive completamente nuove sulla comprensione del ruolo delle donne nel cristianesimo primitivo: Magdal, in ebraico, significa "torre" e non indica necessariamente una città... Eppure questo non è solo un libro di esegesi biblica. Dalla ricerca teologica, l’autrice passa all’azione concreta, mostrando come le prime comunità cristiane si radunassero nelle case, dove le donne ricoprivano ruoli di leadership. Come si può, allora, sostenere oggi un modello ecclesiale esclusivamente maschile? Un libro destinato a chi cerca di comprendere il rapporto tra Gesù e le donne, per ritrovare (ed è urgente!) la freschezza delle origini cristiane. Prefazione all’edizione italiana in forma di lettera aperta a papa Leone XIV.
Uscito in prima edizione nel 1991, in un’Europa appena riunita dopo il crollo del Muro e all’alba del quinto centenario dell’incontro con le Americhe, il saggio viene riproposto oggi perché le questioni centrali dell’identità europea che pone sono ancora drammaticamente irrisolte e chiedono urgentemente una risposta. Tra gli esaltatori dell’Europa e i suoi denigratori, questo libro cerca la strada del ripensamento critico, che riconosce nella scoperta dell’io il grande merito dell’Europa moderna e nella mancata scoperta dell’altro il suo limite. La proposta teorica — filosofica e teologica — qui avanzata non è di rendere il pensiero dell’io abbastanza flessibile e generoso da abbracciare anche l’altro (secondo il modello della "modernità incompiuta"), ma di partire dall’altro per ridefinire l’io (secondo un’ispirazione che è insieme evangelica e secolare). Su questa linea si dipanano diversi fili: solidarietà, pace, dialogo tra le culture, ecologia, qualità della vita, che compongono il tessuto di una possibile teologia della liberazione per l’Europa. Referente obbligato della riflessione di Armido Rizzi è la Bibbia, un testo aperto che esige di essere interpretato dalla ragione filosofica e dalla ragione teologica per far emergere l’unità tra l’ambito religioso e quello mondano nella com-passione per l’umano.