
L’Iliade è un’opera complessa e misteriosa, che raffigura una civiltà remota fondata su valori lontanissimi dai nostri. Quando si affronta a scuola, faticando su traduzioni a tratti incomprensibili, la sensazione di stringere tra le mani un relitto del passato, la traccia inerte di un’epoca grandiosa e perduta, è quasi inevitabile. Invece l’Iliade è un’opera d’arte strepitosa, da cui sprigiona una forza umana eccezionale. Un racconto che, a quasi tre millenni di distanza, è ancora capace di emozionare e di rispondere, oltre i cascami del tempo, alle domande di noi lettori contemporanei. Primo poema di guerra, origine dell’estetica e dell’etica della violenza, l’Iliade è anche una meditazione delicata e toccante sulla fragilità umana. I suoi guerrieri - assassini feroci, eroi potentissimi - sono anche esseri umani in costante balìa di forze superiori, che non sanno capire né controllare. Proprio da qui, dalla contemplazione di una comune sofferenza, nasce l’impulso alla condivisione, in grado di abbattere perfino le barriere tra nemici mortali. Contrariamente a quanto si pensa, l’Iliade non è allora solo il poema della forza, ma anche il poema della debolezza. In cinque capitoli, intervallati da numerosi estratti in una nuova, appassionante traduzione, Francesco Morosi ricostruisce le tante debolezze che l’Iliade mette in scena: quella di Elena, perennemente sospesa tra la forza di un eros invincibile e il rimorso per le proprie scelte; quella di Ettore, difensore senza macchia che condanna Troia alla rovina; e quella di Achille, l’eroe nichilista, il migliore dei Greci che non riesce a strappare alla morte l’amico Patroclo e assiste, dilaniato dal dolore, al crollo del suo stesso mondo.
Il presente lavoro si pone in continuità con il precedente manuale sul Pentateuco («Fate una siepe attorno alla Tora». Lezioni sul Pentateuco) e condivide la stessa finalità, quella di offrire un valido strumento per lo studio del testo sacro a tutti coloro che si accingono ad affrontare seriamente la lettura e l'interpretazione della Bibbia. Oggetto di ricerca sono un gruppo di sei libri dell'Antico Testamento denominati "Profeti anteriori": Giosuè, Giudici, 1-2Samuele e 1-2Re. Questi libri presentano una sequenza narrativa della storia d'Israele abbastanza lineare, che dalla conquista della terra di Canaan si conclude con la caduta di Gerusalemme e l'esilio del popolo in Babilonia. In questo volume si intende affrontare le questioni della formazione di questo corpus letterario (capitolo I), della storia di Israele (capitolo II) e dell'analisi teologica dei singoli libri biblici (capitoli III e IV).
La Tôrâ è la parte più importante della Bibbia ebraica, la Legge per eccellenza. Anche per i cristiani il Pentateuco è di particolare importanza; il Nuovo Testamento fa continuamente riferimento a questi libri sacri a partire da Gesù fino a Paolo. Lo scopo di quest'opera è quello di indagare meglio i cinque libri che la compongono, perché da essa si possa attingere l'insegnamento della vita e si possa sempre riconoscere in essa la strada da seguire. La prima parte dell'opera si propone di studiare il carattere letterario del Pentateuco nel suo insieme e di offrirne la genesi della sua formazione. La seconda parte di questo lavoro prende in esame singolarmente i cinque libri del Pentateuco, sottolineando in particolare l'unità narrativa e tematica. Un'opera completa per approfondire e studiare uno dei testi fondamentali per la teologia biblica.

