Con questo testo i docenti dell’Istituto superiore di Scienze religiose e dell’Istituto teologico affiliato di Novara offrono a mons. Brambilla dodici loro contributi che spaziano nei diversi ambiti di studio di loro competenza, volendo rappresentare la molteplicità di interessi teologici e culturali che da sempre lo contraddistingue. Questa iniziativa è stata pensata in ringraziamento per il sostegno ai due Istituti di cui è stato Moderatore in questi tredici anni di episcopato novarese e in modo particolare per la realizzazione della loro nuova sede.
Pluralismo e fluidità sono termini ricorrenti nella caratterizzazione dell’odierno scenario culturale. La specializzazione dei linguaggi e la frammentazione dei saperi inducono un certo spaesamento sul piano della comunicazione pubblica. Sul fondamento dell’evento cristologico, il cristianesimo porta in sé lo scandalo di un singolare che rivendica di essere il senso e la salvezza della storia nella sua interezza. È compito della teologia confrontarsi con il sospetto di fanatismo e intransigenza. La comunità cristiana non può prescindere da una regolazione linguistica della propria fede. Allo stesso tempo è chiamata a ripensare le forme storiche di attestazione pubblica della sua testimonianza. Il libro raccoglie gli atti del convegno della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale del febbraio 2024.
Nel primo libro delle sue Sentenze, Pietro Lombardo elabora la sua teologia trinitaria secondo un metodo che sintetizza i due fondamentali modelli di riflessione teologica presenti nella sua epoca, quello storico-salvifico, più legato agli ambienti monastici, quello dialettico, più legato alle scuole cattedrali.
La ripartizione degli argomenti, presentata sotto il patronato di sant'Agostino, il cui contributo, fra Padri, è quello più incisivo nell'opera lombardiana, va da ciò che, nella creazione e nella rivelazione, introduce alla contemplazione di Dio nella sua costituzione trinitaria, fino al rapporto che tale Dio ha con la sua creazione.
Al cuore di tale articolata riflessione si scorgono due temi centrali: quello della generazione divina e quello dell'immutabilità della sostanza.
Di tutto ciò si occupa il presente studio.
Matteo Rubechini ha conseguito il dottorato in teologia dogmatica nel 2025 presso la Pontificia Università Gregoriana.
Nel settembre 2020, la facoltà di teologia di Lugano (Svizzera) ha ospitato un simposio internazionale in occasione del centesimo anniversario della nascita di Leo Scheffczyk (1920-2005), nominato cardinale da san Giovanni Paolo II per i suoi meriti teologici. Scheffczyk ha sviluppato una profonda sintesi della fede cattolica. Allo stesso tempo, era aperto alle molteplici esperienze che possono avvicinarci al mistero di Dio. Dopo una discussione sistematica del tema della "esperienza" (tra scienze naturali, filosofia e teologia), il volume offre vari contributi al dialogo del cardinale con teologi contemporanei, partendo dal Concilio Vaticano II (tra i quali Karl Rahner, Edward Schillebeeckx, Leonardo Boff, Joseph Ratzinger e Hans Urs von Balthasar). La parte seguente si dedica all'importanza e all'esperienza della grazia. Altri temi riguardano il realismo salvifico, lo sviluppo dei dogmi, il principio di 'et-et' e l'essere cattolico nel contesto della globalizzazione.
Il testo offre un breve resoconto dell’antropologia alla luce della fede cristiana, in dialogo con la scienza e la filosofia, in base al fondamentale principio conciliare «Cristo svela l’uomo all’uomo» (Gaudium et spes, 22). La parte principale del trattato considera l’uomo a partire dalla Bibbia, con le categorie di "immagine e somiglianza" e "grazia". Particolare importanza viene data alla filiazione divina del credente, al realismo della grazia, alla vita teologale (fede, speranza e carità), all’intreccio tra grazia e libertà. L’ultima parte del libro considera diverse questioni antropologiche alla luce della grazia di Dio nell’uomo: l’unione tra anima e corpo, la libertà che accoglie il dono, il tempo e la storicità, la socialità umana, in particolare quella tra uomo e donna, e infine la persona umana. Prefazione di Giulio Maspero.
L’esperienza della preghiera è un elemento centrale della teoria e della prassi spirituale, non solo cristiana. D’altra parte, l’avanzata secolarizzazione delle società europee, l’erosione della metafisica classica e l’ambivalente "ritorno" e ri-politicizzazione della religione fanno sì che la preghiera diventi una questione aperta. In questo contesto Isabella Bruckner si propone di reinterpretare il tópos della preghiera sulla scia delle opere di Michel de Certeau (1925-1986) alla luce dell’elaborazione psicoanalitica di Jacques Lacan. Ne emerge così un’approfondita analisi degli studi interdisciplinari del teologo francese, storico e ricercatore sulla spiritualità e la mistica cristiana, identificando nel desiderio (désir) il punto di riferimento essenziale per riconoscere la preghiera come un luogo di confronto del soggetto con la sua mortalità e la sua vulnerabilità, uno strumento per realizzare il desiderio in modo simbolico. Un testo che sfida i paradigmi e genera dibattito, accolto con entusiasmo dal mondo accademico e vincitore del Karl-Rahner-Preis dell’Università di Innsbruck.
I contributi raccolti in questo volume possono essere ritenuti un "punto d’arrivo" dell’esperienza e della riflessione di Giovanni Moioli. Non solo perché sono stati pubblicati nell’ultima parte della sua vita - a partire dal 1973 - ma soprattutto perché propongono alcune delle prospettive fondamentali che hanno suscitato, orientato e accompagnato la sua ricerca teologica e che, tra le righe, lasciano facilmente trasparire il suo modo di comprendere e vivere il cristianesimo. Emerge, così, chiaramente al centro del suo percorso il riferimento a Cristo come modello, forma e criterio di ogni autentica esperienza di fede. Un’esperienza che per essere compresa e vissuta ha bisogno di un’attenta lettura, sia storica che teologica. Il reciproco e fecondo rapporto tra queste due prospettive consente, infatti, di illuminare più facilmente coloro che, nel solco della ricca e articolata spiritualità cristiana, desiderano ancora oggi diventare "discepoli" di Gesù e vivere "come" lui e "con" lui. «Il significato e l’originalità del cristiano stanno ultimamente nella sua riferibilità e nel suo riferimento a Cristo. In tal senso, essere cristiano è "sequela": cioè quel particolare "discepolato di vita" che non solo fa vivere come il Maestro, ma fa vivere con lui e in dipendenza da lui, in qualche modo riesprimendolo, traducendolo, riattualizzandolo». (Giovanni Moioli)
Un volume per accompagnare gli uomini e le donne di oggi a riscoprire che la sessualità è «un regalo meraviglioso [di Dio] per le sue creature» (Amoris laetitia) e che la Chiesa può essere un partner credibile e autorevole in questa scoperta. I protagonisti principali dell’opera sono i centonovanta operatori e operatrici pastorali attivi in Italia che hanno accettato di rispondere a quattro questioni rilevanti nel dibattito etico contemporaneo: relazioni omoaffettive; convivenze; ruolo della donna nella Chiesa; incongruenza di genere e integrazione nella comunità cristiana. La comprensione del "cambio di paradigma- e l’ascolto delle coscienze hanno portato quindi gli Autori a elaborare nuove categorie per l’etica sessuale e alcune "proposte di soluzione- per poter realizzare il miglior bene possibile nelle diverse situazioni presentate nel questionario. La ricerca condotta suggerisce un metodo per la riflessione morale e ispira una prassi pastorale in grado di dare alla riflessione teologica elementi nuovi per «accompagnare, discernere e integrare» (Amoris laetitia) quanti — spesso anche a causa dell’etica sessuale cattolica — proprio dalla Chiesa si sono sentiti feriti ed esclusi.
Il compito degli intellettuali, e tra questi i teologi, è di dare parola alle evidenze pratiche del vivere, interpretandone aneliti e speranze, drammi e difficoltà, opportunità e fatiche. Questa riflessione sulla coscienza si inscrive nell’attuale cultura, con i rischi e le opportunità legate alla "concentrazione sul soggetto". Contro la tentazione di opporsi a questo tratto tipico della modernità, il testo propone una strada che comincia dalla "svolta antropologica", interpretata nel suo irriducibile profilo morale e credente. La sfida è di pensare il soggetto e il suo agire, la sua identità temporale e narrativa, il suo vissuto intenzionale, le relazioni con gli altri, il suo abitare in questo mondo come in una casa comune e un luogo di fraternità, la sua relazione con l’Origine e la destinazione al compimento. Il volume si articola in una triplice scansione: l’indagine storico-concettuale, la teologia biblica e la teoria del rapporto tra antropologia, morale, teologia e fede cristiana.
La teologia riveste ancora un ruolo centrale per l’esperienza cristiana? Nel corso dei secoli, numerosi sono stati gli strumenti utilizzati per interpretare il Mistero e offrire la possibilità di farne esperienza, dalle categorie ai loci theologici. Questi strumenti non sono oggi sufficienti davanti alla complessità del reale. Troppo è lo scarto tra il linguaggio comune, le molteplici esperienze di fede e le forme del teologico. Emerge allora la necessità di pensare a un nuovo strumento capace di unire la teoria e le pratiche, la forma e il contenuto, il singolo con l’insieme, e ancora: l’umano con il divino. I campi semantici rappresentano una risposta ideale a questa necessità grazie al loro potenziale unitivo e performativo. Il significato del singolo termine viene a formarsi attraverso le relazioni che egli stesso intesse con gli altri concetti, con l’esperienza della comunità credente e con la tradizione, offrendo così un’immagine del divino che risponde alle esigenze di unità e complessità. Prefazione di Stella Morra. Postfazione di Piero Coda.
La Facoltà di Teologia della Pontificia Università Antonianum. con la pubblicazione della presente Miscellanea intende esprimere la propria gratitudine al prof. Vincenzo Battaglia per i lunghi preziosi anni di insegnamento, di ricerca e di servizio a favore della Facoltà, dell'Università e della Chiesa.
I vari contributi che costruiscono la trama di questa Miscellanea fanno riferimento, da molteplici prospettive, al titolo generale: L'amore di Cristo ci spinge.
In questo modo si intende rendere omaggio alla continua e feconda dedizione al mistero di Cristo Signore che ha segnato tutta la vita accademica del prof. Battaglia.
I curatori. il prof. José Manuel Sanchis Cantò e la prof.ssa Mary Melone sono entrambi ex-studenti e discepoli del prof. Battaglia.
Il prof. José Manuel Sanchis Cantó ha conseguito il dottorato in teologia sistematica, con uno studio sulla teologia trinitaria di Ilario di Poitiers, presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Università Antonianum. di cui attualmente è Vicedecano.
Insegna cristologia presso la Facoltà di Teologia dell'Antonianum e presso l'Instituto Teologico de Murcia, aggregato alla Facolta di Roma.
La prof.ssa Mary Melone ha conseguito il dottorato in teologia sistematica presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Università Antonianum con uno studio sulla teologia trinitaria di Riccardo di S. Vittore.
Nell'Università ha svolto, tra altre, le cariche di Rettore Magnifico e Decano di Teologia. È docente stabile per la cattedra di teologia trinitaria presso la stessa Facoltà.
In un tempo in cui l’adorazione eucaristica rischia di essere ridotta a gesto devozionale o esperienza estetica, questo libro si propone di riscoprirne la natura originaria: non un atto privato di pietà, ma un evento trinitario che plasma la Chiesa e genera la fede pensante. Con linguaggio insieme teologico e contemplativo, il testo offre una riflessione organica e innovativa sull’adorazione eucaristica, letta come partecipazione viva al dinamismo del dono trinitario. Non si tratta di "guardare" un oggetto sacro, ma di lasciarsi guardare da una Presenza che chiama, converte e invia. Attraverso un percorso che unisce esegesi, teologia dogmatica, spiritualità liturgica e antropologia simbolica, l’autore mostra come l’adorazione non sia un’aggiunta alla liturgia, ma la sua estensione orante, e non un’alternativa alla missione, ma la sua radice più profonda. Ogni capitolo è guidato da una postura teologica specifica: dal pensare inginocchiati all’abitare il silenzio, dal lasciarsi ferire dalla carne del mondo al riconoscere nella Presenza eucaristica il volto del Dio trinitario che plasma la storia. Ne scaturisce una teologia della prostrazione, in cui la verità non si impone, ma si riceve; in cui il pensiero nasce dalla lode, e la conoscenza si trasfigura in preghiera.