Accanto a testi come Il mistero del Natale e La preghiera della Chiesa, che si possono considerare già dei classici, questo primo volume degli Scritti spirituali di Edith Stein, a cui farà seguito un secondo, raccoglie ritratti agiografici di figure care alla pietà popolare tedesca e non solo (santa Elisabetta d'Ungheria - o di Turingia) e dense pagine sulla storia e sulla spiritualità del Carmelo. Sono poi inediti in italiano i testi raccolti nelle sezioni Recensioni e Necrologi, che offrono spunti interessanti anche per la biografia dell'autrice, e una testimonianza di una sua perdurante sensibilità filosofica. Non si può che ripetere, a proposito di questi Scritti, l'augurio fatto da suor Teresa Benedetta della Croce a proposito delle opere di Teresa di Gesù: possano essi «andare nelle mani del maggior numero possibile di persone, e accendere in molti cuori il fuoco dell'amore di Dio».
Questo nuovo manuale, aggiornato e ampliato con parti inedite riguardanti ad esempio le Digital Humanities, indaga il fenomeno religioso nella sua complessità: ontologica, data dall'oggetto stesso, la religione, in ostaggio tanto del fattore del pluralismo quanto del ruolo pubblico e privato delle religioni, e epistemologica, perché necessita non solo del metodo storico-critico e comparato ma dell'apporto di diverse e nuove discipline. Tutto ciò induce a considerare in modo diverso lo studio scientifico delle Scienze della religione, che costituiscono in campo conoscitivo in movimento e in continua costruzione e ridefinizione. Ecco perché questo manuale presenta, accanto alle discipline tradizionali, eredi delle scienze umane di matrice illuministica (la sociologia, l'antropologia, la psicologia), altre prospettive, come la teologia, la filosofia, le neuroscienze, la geografia, il diritto comparato delle religioni e l'educazione. Saggi di: Andrea Aguti (Filosofia della religione); Alberto Anelli (Teologia delle religioni); Mario Aletti (Psicologia della religione); Enrico Comba (Antropologia delle religioni); Valeria Fabretti (Sociologia della religione); Silvio Ferrari (Diritto comparato delle religioni); Giovanni Filoramo (Introduzione allo studio scientifico della religione); Maria Chiara Giorda (Geografia delle religioni); Natale Spineto (Storia delle religioni); Alessandro Saggioro (Educazione e religione); Aldo Natale Terrin (Scienze cognitive della religione e neuroscienze), Angelica Federici (Digital Humanities).
Nel 2026 ricorderemo l’ottavo centenario della morte di san Francesco e ogni mese sr. Chiara Amata ci aiuterà a ricordare una tappa della sua vita.
Nel 2026 ricorderemo gli ottocento anni trascorsi dalla morte di san Francesco, dal suo beato transito, come i biografi hanno definito il suo passaggio da questo mondo al Padre. Di quella morte conosciamo molti particolari, dai quali emerge il desiderio di Francesco di viverla quasi come una celebrazione liturgica (recita im salmo, fa leggere il vangelo...), all'interno di una comunità formata da coloro che più gli sono stati vicini (i frati, certo, ma anche donna Jacopa e altri amici)."Io ho fatto la mia parte": detta in quel momento solenne, questa frase rivela una scoperta importante di Francesco: la sua vita aveva un senso, uno scopo, e quello scopo lui l'aveva compreso e realizzato. Nella mente di Dio ogni vita ha un suo senso e un suo senso, anche la mia e la tua!
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Ringraziamo il Signore per la nostra sorella Chiara Amata, che con le sue tavole non si stanca di aiutarci ad accogliere la vita con gratitudine, e sa sempre regalarci un sorriso, anche in tempi poco propensi all'ottimisto...
Frate Paolo francescano
Questo strumento vuole essere un tentativo di risposta al desiderio di preghiera e di interiorità espresso da molti in un mondo frammentato e caotico. Nasce dall'esperienza fatta in questi anni in cui assistiamo ad un crescente desiderio di riscoperta di una fede che non sia una vaga appartenenza culturale.
Elena Bosetti, nata a Pressano di Lavis (TN) nel 1950, è suora di Gesù Buon Pastore della Famiglia Paolina. Dottore in Sacra Teologia, per oltre trent'anni è stata docente di Esegesi del Nuovo Testamento alla Pontificia Università Gregoriana e in altri atenei romani, tra cui l'Istituto di Teologia per la Vita Consacrata «Claretianum» (Roma). È autrice di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative tradotte in più lingue e ha commentato per diversi anni il Vangelo nel programma A sua immagine - Le ragioni della speranza (Rai Uno). Ha collaborato con diverse riviste di carattere teologico e pastorale. Attualmente si dedica al ministero della Parola e alla formazione biblica. Per Àncora è stata nel team delle bibliste che hanno realizzato Atti degli apostoli, Lettere cattoliche, Ebrei e Apocalisse tradotti e commentati da sei bibliste (2023).
La novità evangelica è quella del Cristo, morto e risorto, con in mano le intere Scritture d'Israele, il rotolo sigillato che solo l'Agnello può decifrare nel suo senso ultimo e definitivo (Ap 5).Il Nuovo Testamento, dunque, compie l'Antico, trasfigurandolo alla luce abbagliante della Pasqua del Signore Gesù, un evento che ha sconvolto i primi testimoni, convertendoli a un orizzonte esistenziale nuovo.In questi esercizi spirituali Francesco Rossi de Gasperis, sapiente e profondo conoscitore delle Scritture, ci accompagna a porci in ascolto del cuore del Signore che pulsa nella Parola ispirata per accogliere docilmente il suo Spirito nella preghiera incessante. Finché, nella grande gioia del vangelo, «gli occhi si illuminino e il cuore arda...» e ci si disseti alla sorgente inesauribile del suo cuore trafitto.«Non si entra nel Nuovo Testamento se ci si limita a studiarlo per accrescere le proprie conoscenze, vi si entra solo se ci coinvolge e ci condiziona esistenzialmente».
«Il nostro mondo è molto prosaico e in apparenza povero di sentimenti. Eppure ogni volta che assistiamo al coraggio di chi dichiara agli altri il proprio amore, riscopriamo qualcosa di poetico e vivo nella nostra vita».In tempi in cui il matrimonio, non solo quello religioso, sta perdendo importanza e dignità, e l'amore stesso è minacciato, svilito o confuso con altre cose, le parole del padre GianPaolo Salvini arrivano dritte al cuore, ispirando fiducia e speranza.Sono parole ricche di fede e di amore, che aiutano a entrare in profondità mettendo in luce il significato del sacramento cristiano del matrimonio.Le meditazioni sono state estrapolate dalle sue numerose omelie, da lui conservate accuratamente per oltre 50 anni.
«Fratel Carlo è un testimone eccezionale dell'amicizia che può unire un uomo al suo Dio. Non si tratta di un'amicizia immaginaria, ma di un'amicizia viva, che trasforma il suo cuore e compenetra di tenerezza divina tutte le relazioni con gli uomini suoi fratelli» (dalla Prefazione di René Voillaume).L'autore di questo saggio presenta l'affascinante spiritualità di Charles de Foucauld attraverso il filo rosso dell'amicizia con Gesù. Pagine che, mentre contribuiscono ad una conoscenza approfondita di quel gigante spirituale che è stato il Piccolo fratello universale, rendono quanto mai attuale la sua figura.
Il libro che hai tra le mani, caro lettore, intende essere una guida attraverso la vita e la missione di Carmen Hernández, sotto forma di domande e risposte. Esplora la sua infanzia, gli studi, la vocazione missionaria e le fasi chiave della sua vita, tra cui il periodo trascorso in Terra Santa e l'inizio del Cammino Neocatecumenale in un quartiere marginale di Madrid. Il libro mette in luce il suo profondo amore per Gesù Cristo, la Chiesa, la preghiera e le Sacre Scritture, nonché il suo rapporto con i vari papi che ha incontrato e la sua visione, chiara e innovativa, del ruolo della donna nella Chiesa. Accompagnato da immagini d'archivio, molte delle quali ancora inedite e da abbondanti dati statistici sul Cammino Neocatecumenale, conclude parlando degli ultimi tempi della sua vita e dell'apertura della sua Causa di beatificazione e canonizzazione con la proclamazione a "Serva di Dio", invitando i lettori - soprattutto i più giovani - a conoscerla meglio e a chiedere la sua intercessione. Carmen Hernández nasce a Ólvega (Soria, Spagna) il 24 novembre 1930. Trascorre la sua infanzia a Tudela (Navarra). Si laurea in Scienze Chimiche all'Università di Madrid. Fin da bambina sente la vocazione missionaria sotto l'influenza di san Francesco Saverio e per alcuni anni è membro dell'Istituto Missionarie di Cristo Gesù. Studia Teologia a Valencia. Nel 1964 ha conosciuto Kiko Argüello nelle baraccopoli di Palomeras Altas a Madrid, con il quale ha annunciato il Vangelo ai poveri con cui vivevano. L'allora arcivescovo di Madrid, Mons. Casimiro Morcillo, li ha incoraggiati a diffonderlo nelle parrocchie. Il Signore li ha guidati verso una sintesi teologico-catechetica basata sulla Parola di Dio, la liturgia e la comunità, che sarà il fulcro del Cammino Neocatecumenale, i cui Statuti sono stati approvati in modo definitivo dalla Santa Sede nel 2008. Per più di 50 anni, insieme a Kiko Argüello, ha dedicato la sua vita all'annuncio del Vangelo in tutto il mondo. È morta a Madrid il 19 luglio 2016. Il 4 dicembre 2022 è stata aperta la sua Causa di beatificazione e canonizzazione nella diocesi di Madrid, ed è stata dichiarata Serva di Dio.
Padre Pio e don Dolindo: due uomini di preghiera, due cammini di sofferenza e tenacia, lo stesso abbandono alla volontà di Dio. In queste pagine, Wojciech Kudyba ricompone, con rigore storico e documentale, il racconto di un'amicizia mistica che ha attraversato le critiche, le incomprensioni delle autorità ecclesiastiche del tempo e la prova del dolore fisico e spirituale. Attraverso testimonianze e scritti originali, l'autore ci conduce dietro le quinte di quel legame fatto di stima reciproca - «avete un santo in casa», consigliava padre Pio ai napoletani - e di gesti colmi di tenerezza, come il dono di quei semplici tarallini benedetti dal frate cappuccino per gli infermi confortati da don Dolindo. Dagli aneddoti raccolti sul Gargano e a Napoli, dal racconto dell'incontro a San Giovanni Rotondo e dalle toccanti parole di addio che i due si scambiarono emerge un'unica, importante testimonianza: la potenza della vera amicizia spirituale, capace di conservarsi oltre ogni tramonto. Questo libro offre una riflessione profonda a partire dai punti di contatto tra le due biografie che esplora, ma rappresenta soprattutto un invito a riscoprire il valore della preghiera e della sofferenza redentiva, a lasciarsi sorprendere dalla fedeltà di due figure mistiche che hanno saputo trasformare la croce in luce.
Scrivendo dopo il Vangelo gli Atti degli apostoli, Luca ha firmato la prima storia del cristianesimo. Nessuno, dopo di lui, oserà fare altrettanto. Egli risulta così l'autore del Nuovo Testamento dall'imponente opera di cinquantadue capitoli. Primo storico del cristianesimo, Luca fu davvero uno storico? La ricerca moderna gli ha mosso diversi rimproveri: la sua opera sarebbe parziale e soprattutto partigiana, imprecisa, antigiudaica, e ci darebbe un ritratto deformato di Paolo. Daniel Marguerat insorge contro tali processi ingiustamente intentati all'autore degli Atti. Prima di condannare Luca quale falsificatore della storia cristiana, occorre interrogarsi sulle sue motivazioni teologiche e sui suoi procedimenti di scrittura. Come si scriveva la storia nell'epoca greco-romana? A quale esigenza di chiarire l'identità del cristianesimo risponde l'opera di Luca? Perché Paolo vi è divenuto l'eroe principale della cristianità nascente? Lo studio di Marguerat, per esplorare siffatte questioni, utilizza i nuovi strumenti dell'analisi narrativa. Il progetto storiografico di Luca è studiato là dove si realizza, nella costruzione del racconto. Si ricostruisce progressivamente il lavoro compiuto dall'autore sul significato degli eventi che egli riferisce, e il modo in cui egli intende farsi capire dal lettore. Una solida conoscenza degli storici del primo secolo, giudei e romani, aiuta a scoprire l'originalità degli Atti su temi cruciali quali: l'identità del cristianesimo tra Gerusalemme e Roma, l'opera dello Spirito, il conflitto tra giudei e cristiani, il dramma di Anania e Saffira, la conversione di Saulo e l'enigma del finale dell'opera.
All'età di 95 anni, don Antonio Mazzi risponde alla sua maniera all'appello che Papa Francesco ha rivolto più volte agli anziani: mettete a disposizione del mondo la vostra saggezza. Immagina, così, di tenere una sorta di "Lectio magistralis", pur senza perdere la sua umiltà e soprattutto il suo spiccato senso pratico. I temi: il rapporto tra le generazioni; l'educazione; la scuola; la comunicazione; la fede e la vita ecclesiale.