Nella collana «Storia delle teologie cristiane» la sezione Geografie descrive una teologia che si svolge nello spazio, ossia in determinati contesti culturali, e dunque è sempre una teologia contestuale. La sezione si apre con l'India, mosaico di culture e di religioni, che ha una lunga tradizione cristiana, a partire già dal I secolo dopo Cristo, e ha prodotto in questi secoli un modo indiano di fare teologia, che indaghiamo attraverso la partecipazione di dieci studiosi e studiose, otto di origine indiana e due italiani. Nella prima parte vengono presentati i suoi interpreti principali e le sue scuole; nella seconda parte vengono esplicitate alcune prospettive indicative di una teologia indiana per il XXI secolo; e nella terza parte, dal titolo "dalla parte degli altri e delle altre", si richiamano alcune intuizioni teologiche utili a ripensare la nostra tradizione cristiana occidentale. Con i contributi di Kochurani Abraham, Kala Acharya, Patrick Gnana, Aruna Gnanadason, Benedict Kanakappally, Gaetano Sabetta, Virginia Saldanha, Paolo Trianni, Y.T. Vinayaraj, Felix Wilfred.
La discesa agli inferi di Gesù è stata definite «un articolo di fede dimenticato». H.U. von Balthasar vi ha dedicato attenzione puntuale e duratura, lungo l'intero arco della sua nutrita produzione teologica. Per tale teologo è centrale l'esperienza della morte di Gesù, colta non solo come "atto del morire" al Venerdì Santo, ma anche nel suo "esser morto" del Sabato Santo, la sua discesa agli inferi. Il presente studio si prefigge di evidenziare la rilevanza per la teologia balthasariana di questo nucleo centrale, come momento apicale della kenosis avvenuta nella sua incarnazione e come cardine della storia della salvezza.
Tra i riferimenti più importanti per comprendere le origini del cristianesimo gli autori dei primi scritti cristiani di poco successivi al Nuovo Testamento sono fondamentali: parliamo del piccolo trattato della Didachè, della lettera e del racconto del Martirio di san Policarpo, delle lettere di san Clemente Romano, di sant'Ignazio di Antiochia e di Barnaba, oltre a quella, di autore ignoto, a Diogneto. Questi testi vengono qui riproposti in una edizione, corredata da schede che aiutano la comprensione e la possibilità di utilizzo per i singoli e nelle comunità cristiane di oggi. Il volume è il primo di una serie con la quale la casa editrice intende riproporre ai suoi lettori e lettrici gli scritti fondamentali della Chiesa dei primi secoli, non come opere appartenenti a un lontano passato, da tramandare passivamente, ma come testi vivi, preziosi tanto per la loro originalità quanto per la capacità di parlare ancora oggi agli uomini e alle donne di fede.
Nel battesimo ogni credente diventa anima, cristo e sposa: unico e irripetibile, consacrato nello Spirito, chiamato alla comunione sponsale con il Signore. In queste pagine, p. Ottavio De Bertolis guida a riscoprire la bellezza di questa identità attraverso un cammino semplice e profondo: rinnovare le promesse battesimali, lasciarsi formare da Maria, entrare nel Cuore di Cristo fino a condividerne l'amore pasquale. Un itinerario per tutti, capace di rinnovare la vita spirituale e la gioia della fede. Prefazione di Angelo De Donatis.
Questo volume intende contribuire con fedeltà e creatività a un cammino ecclesiale di confronto franco e sereno, per una comprensione della fede e un annuncio del Vangelo che incontrino le domande e la ricerca di senso che inquietano i credenti e il mondo contemporaneo
A dieci anni dalla pubblicazione di Amoris laetitia, il presente volume si propone come uno strumento pensato per approfondire la svolta impressa da papa Francesco alla riflessione teologica ed ecclesiale con questa esortazione apostolica. Attraverso la forma del glossario, esperti di rilievo internazionale analizzano le categorie fondamentali che compongono la "grammatica" dell'amore cristiano: dall'accompagnamento al discernimento, dalla centralità della coscienza alla riabilitazione della fragilità. L'opera mira a superare un'impostazione puramente legalistica per approdare a una «morale dell'esistenza», capace di accogliere la «meravigliosa complessità» delle relazioni umane e di integrare le ferite dei legami contemporanei nella logica del «bene possibile». Il volume non è solo un bilancio critico del decennio trascorso, ma una bussola per una Chiesa che intende abitare la realtà concreta delle famiglie come vero locus theologicus. Prefazione di Erio Castellucci.
Che cosa stiamo costruendo, mentre la tecnologia trasforma il nostro modo di vivere, lavorare, comunicare e credere? Muovendo dalla domanda centrale di Magnifica humanitas, il libro accompagna il lettore dentro l'Enciclica di Leone XIV con uno stile accessibile ma rigoroso. Capitolo dopo capitolo, i grandi temi del testo - persona, comunità, Intelligenza artificiale, lavoro, pace - vengono riletti alla luce del pensiero contemporaneo e dell'esperienza ecclesiale, offrendo chiavi di comprensione e strumenti di discernimento. Completa il percorso una proposta operativa in sette tappe, pensata per parrocchie, gruppi e comunità che desiderano vivere un cammino condiviso di riflessione e di azione.
Chi è lo Spirito Santo? E in che rapporto sta con il Padre e con il Figlio? Per secoli la Chiesa cristiana ha vissuto con questa domanda aperta, affrontata spesso in modo marginale, mai con la chiarezza che il tema richiedeva. Antonio Bonato ripercorre il lungo e tormentato cammino che ha condotto alla piena definizione teologica della terza Persona divina: dagli Apologisti del II secolo, Giustino, Teofilo, Atenagora, passando per Ireneo di Lione, Tertulliano e Origene, fino alla svolta decisiva del IV secolo, quando la sfida pneumatomaca degli omeusiani e degli ariani costringe la riflessione cristiana a uscire dall'ambiguità. In questo itinerario emerge con forza il contributo dei Padri cappadoci e di figure come Atanasio e Didimo il Cieco, che getteranno le fondamenta per il riconoscimento della perfetta consustanzialità dello Spirito con il Padre e il Figlio.
L'enciclica «Magnifica humanitas»: custodire l'umano nella rivoluzione digitale
Nelle Canarie il Papa ha levato la voce per umanizzare le frontiere
«Alzad la mirada» (Gv 4, 35): il viaggio apostolico di Leone XIV in Spagna
Equità intergenerazionale e cura delle generazioni future
Il «beato transito» di San Francesco
Martin Heidegger a 50 anni dalla morte
Borges: una vita per le lettere
Chi era davvero Gesù? Che cosa sappiamo con certezza di questo giovane della Giudea capace di dare vita a una religione che ha cambiato per sempre la storia del mondo? Al culmine di una carriera che l'ha consacrata tra le voci più autorevoli nello studio del cristianesimo, Elaine Pagels ripercorre i momenti essenziali della vita di Gesù, dalla nascita alla resurrezione, attraverso una lettura innovativa dei vangeli canonici e apocrifi. Scopriamo così che Gesù parlava agli apostoli e alle folle «in codice», riecheggiando le Scritture per nascondere, per esempio, verità sgradite all'occupante romano, e che la sua crocifissione - una condanna politica - fu rielaborata dai discepoli come prova di un sacrificio divino per sottrarre il primo movimento cristiano all'accusa di ribellione. Disorientati e perseguitati, i suoi primi seguaci rinnovano infatti la grammatica del meraviglioso per dare un senso al trauma, alla perdita e alla speranza. Con la nascita verginale coprono lo scandalo di un figlio probabilmente illegittimo e restituiscono dignità a una donna forse violata; con i miracoli testimoniano l'irruzione del sacro ai margini della società; con la resurrezione rielaborano il senso della fine e trasformano il lutto in memoria, la perdita in promessa. Pagels allarga la sua indagine anche alle forme contemporanee del cristianesimo e alle diverse rivisitazioni proposte da artisti e cineasti - dalle tele di Chagall e Dalì ai film L'ultima tentazione di Cristo di Martin Scorsese e Maria Maddalena di Garth Davis - che, sebbene distanti dall'ortodossia, sono manifestazioni di un cristianesimo ancora capace di ispirare e innovare. In un saggio colto e appassionante, che assume spesso le tinte del giallo storico, l'autrice intreccia storia, filologia, antropologia e spiritualità per restituire la figura di Gesù alla sua complessità umana e simbolica. Senza rinunciare al rigore della ricerca, si rivolge ai credenti e ai non credenti, agli studiosi e ai curiosi, non limitandosi a chiarire la natura e il significato degli innumerevoli «miracoli» di cui è costellato il Nuovo Testamento, ma interrogandosi sulla forza segreta di un messaggio di speranza che, dopo più di duemila anni, continua ad attrarre e ispirare milioni di persone.