Un itinerario catechistico annuale, nato da un'esperienza concreta, rivolto a bambini, ragazzi, educatori e famiglie, con l'obiettivo di offrire alle comunità parrocchiali uno strumento unitario di accompagnamento nella fede che, in linea con il Concilio Vaticano II pone attenzione alla dimensione comunitaria e familiare della catechesi. Il percorso si propone di accompagnare i ragazzi a scoprire come la fede illumini la vita quotidiana e li renda capaci di vivere da discepoli nella comunità cristiana. Il filo rosso dell'itinerario è sintetizzato dall'espressione "Contemplativi nell'azione", cara al venerabile Giuseppe Lazzati (1909-1986), testimone del percorso che vede la fede cristiana non separata dalla vita, ma capace di illuminare ogni dimensione dell'esistenza.
Generalmente le antiche divisioni dei manoscritti biblici vengono trascurate nell’esegesi moderna. La critica delle delimitazioni analizza i vari segni di divisione ed interpreta i capitoli o sezioni (divisioni maggiori) e i paragrafi e sottoparagrafi (divisioni minori) che scaturiscono dal rapporto segni-testo con l’obiettivo di recuperare le visioni ermeneutiche degli scribi. Un principio metodologico fondamentale della critica delle delimitazioni è considerare la pagina del manoscritto in modo integrale - testo e segni di divisione - per cogliere, a partire dai casi esemplari, i criteri interpretativi che hanno guidato il copista. La presente ricerca applica la critica delle delimitazioni ai LXX e al Nuovo Testamento del Codice Vaticano (il cosiddetto Codice B), che è uno dei più antichi, importanti e completi manoscritti greci della Bibbia, risalente al IV secolo d.C., ed è conservato nella Biblioteca Vaticana almeno a partire dal XV secolo. Con immagini a colori.
Uno strumento indispensabile per gli animatori dei Gruppi di Ascolto con le spiegazioni e il metodo per guidare gli incontri. Un testo utile anche ai partecipanti ai Gruppi, per approfondire i brani biblici dei singoli incontri. In linea con quanto stabilito dalla commissione dei Gruppi di Ascolto, per questo anno pastorale sarete chiamati ad accompagnare i gruppi nella lettura del Vangelo secondo Marco, per iniziare un percorso che, nei prossimi anni, ci aiuti a ripercorrere tutti e quattro i Vangeli. «Egli vi precede in Galilea» è il titolo di questo sussidio per voi animatori e richiama a ciò che accade dopo la risurrezione del Maestro, in una sorta di finale aperto e sospeso, che rimanda all'inizio del Vangelo, al ministero di Gesù proprio in Galilea. Il racconto assume così un andamento circolare, dove alla fine si è rimandati all'inizio per un continuo rileggere e ripercorrere alla luce dell'annuncio pasquale. Questa continua rilettura fa penetrare nel mistero dell'identità di Gesù e, insieme, nell'identità del discepolo, figlio e fratello, chiamato a essere apostolo "delle genti". Infatti, Marco ha scritto il suo Vangelo perché la sua Chiesa fosse una comunità autenticamente cristiana, fraterna e aperta a tutti. Questo è il frutto promettente che desideriamo anche per i nostri Gruppi di Ascolto. "Egli vi precede in Galilea, Là lo vedrete, come vi ho detto" (Mc 16,7b) si riferisce alla seconda parte del versetto 7 del capitolo 16 del Vangelo di Marco. Un angelo dice queste parole alle donne che sono andate alla tomba di Gesù. "Vi precede": Gesù risorto è già in cammino. Lui va avanti come una guida. "In Galilea": È il luogo dove tutto è iniziato. Lì Gesù ha chiamato i primi amici. La Galilea rappresenta anche il mondo di tutti i giorni. "Là lo vedrete": Significa che non bisogna restare fermi nella tristezza. Bisogna tornare alla vita normale e lì si potrà incontrare di nuovo Gesù.
I saggi qui raccolti, alcuni dei quali inediti, delineano una proposta metodologica per l'interpretazione dei testi biblici e rispondono agli interrogativi sul senso della teologia nella vita cristiana. In un'epoca in cui molti teologi si domandavano se fosse legittimo applicare metodi storico-critici alla lettura della Bibbia, Romano Guardini offriva un contributo lungimirante, che si mantiene attuale anche a distanza di quasi un secolo. Confrontandosi con Anselmo di Canterbury e Karl Barth, attraverso temi quali la creazione e il rapporto tra mito e Sacra Scrittura, l'autore dimostra che quest'ultima è un testo insieme sacro, spirituale e storico. La Rivelazione si rivolge a ogni persona e a ogni tempo, al singolo nella sua unicità e all'umanità intera. In linea con il motto anselmiano Credo ut intelligam, credo per poter comprendere, solo con gli occhi della fede è possibile leggere la Bibbia in maniera autentica, quale «messaggio dall'eternità di Dio al presente». Romano Guardini (1885-1968) è stato uno dei protagonisti della storia culturale europea del sec. XX. Presso la Morcelliana è in corso di stampa l'Opera Omnia.
Il volume presenta la figura misteriosa di Melchisedek, che nella Genesi compare dal nulla e nel nulla scompare, non prima di aver benedetto Abramo. Nel resto dell’Antico Testamento Melchisedek riaffiora solo nel Salmo 110. Destano dunque vivo interesse le riflessioni fiorite su questo personaggio in due ambiti letterari diversi, ma entrambi radicati nel contesto socio-religioso giudaico del II secolo a.C. - I secolo d.C.: la Lettera agli Ebrei, un’opera omiletica del Nuovo Testamento, e quattro manoscritti rinvenuti nelle grotte della comunità giudaica di Qumran. Su questa figura anticotestamentaria la Lettera agli Ebrei manifesta qualche dipendenza da tali manoscritti? Per rispondere a tale domanda, l’Autore conduce un’analisi comparativa dei testi. Così, su un versante, individua nel personaggio qumranico tre identità eterogenee: un uomo, un arcangelo e Dio stesso, denominato Malkîsedeq, cioè «Re di Giustizia». Sull’altro, evidenzia l’originalità della Lettera agli Ebrei, che proclama Cristo «sommo sacerdote per sempre secondo l’ordine di Melchisedek».
«Ma il Signore non era nel fuoco». Un solo versetto, nel cuore del ciclo di Elia, capovolge tutto. Dopo lo zelo, dopo i prodigi sul Carmelo, dopo il fuoco fatto scendere sui sacrifici, il profeta scopre sull'Oreb un Dio che abita non la potenza, ma «un sussurro di silenzio sottile». Anne Lécu riprende i sei capitoli che la Bibbia dedica a Elia (1 Re 17-2 Re 2) e li riscrive come una partitura: Preludio, Ouverture, Recitativi, Interludi, Corale. Una forma musicale capace di custodire ciò che la spiegazione, da sola, dissolverebbe. Camminando con lui dall'est all'ovest, dal Cherìt a Sarepta, dal Carmelo all'Oreb, fino al Giordano e al carro di fuoco, scopriamo un Elia che non è eroe: si esalta e crolla, sfida i potenti e fugge davanti a una donna, conosce il successo e l'esaurimento, il fuoco e il deserto, il desiderio di morire e il pane portato da un angelo. Un compagno per chi attraversa la stanchezza della fede, per chi ha smarrito l'immagine di Dio, per chi cerca senza certezze. Pagine di teologia narrativa e di mistica concreta, per chi cerca il Signore non dove la religione grida, ma dove la verità sussurra.
Il volume propone la sezione con i quattro Vangeli e gli Atti degli apostoli della nuova edizione (2026), interamente riveduta e aggiornata nei box di commento, della Bibbia Giovane. È una proposta adatta a tutti e soprattutto a chi è alle prime armi con la Sacra Scrittura, a chi cerca una guida facile e attraente al testo biblico, a chi vuole finalmente imparare a tradurre la Parola di Dio nel concreto della vita. Allo stile giovane e fresco, a colori e con molteplici disegni, si accompagna una grande ricchezza di contenuti, in grado di venire incontro a tutte le esigenze di una lettura personale e di preparazione di incontri e catechesi.
Alla fine del IV secolo, Girolamo decise di tradurre l'Antico Testamento in latino dai manoscritti ebraici a lui disponibili, e non dal testo greco "tradizionale". Questo fatto provocò la reazione di Agostino, il quale riteneva che la traduzione greca della Settanta dovesse essere il punto di partenza per ogni traduzione, poiché godeva dell'autorità degli apostoli. Le due grandi figure dell'Occidente latino si confrontarono in un dibattito dialettico in cui si delineavano chiaramente i due principi in tensione che hanno determinato l'accoglienza del testo biblico fino ai nostri tempi: il valore del testo "originale" ('hebraica veritas') e l'autorità del testo recepito dalla Chiesa ('Septuaginta auctoritas'). Di fronte a questa "battaglia" si pongono alcune questioni molto attuali: è possibile parlare di un testo canonico dell'Antico Testamento? In quale lingua si trova quel testo? Su quale testo dovrebbero basarsi le nostre traduzioni liturgiche? Esiste un testo "originale" della Bibbia? Può una versione antica diventare superiore al testo che traduce? Qual è il valore della Settanta?
È soprattutto il Vangelo di Marco a caratterizzare il ciclo liturgico dell'anno B. I commenti alle letture della domenica, delle Solennità e di alcuni momenti-forti dell'anno accompagnano il cammino di fede dei credenti attraverso la liturgia. In questo anno del ciclo liturgico emerge in modo del tutto particolare la figura di Gesù. Un discorso immediato, ma incisivo e provocatorio, quello che fa l'autore, aiutando così il lettore ad accogliere la scrittura nella propria vita come lo specchio su cui ci si deve riflettere se ci si vuole dire cristiani. Il libro, utile per uso personale di ogni credente, è altresì adatto per sacerdoti o per i gruppi liturgici che vogliano approfondire la parola.
Cosa si intende per "preghiera delle donne nell'Antico Testamento"? Il titolo può risultare improprio, in quanto i testi che la Bibbia riporta, tranne forse qualche eccezione, sono stati scritti quasi sicuramente da uomini. Intendiamo quindi le preghiere pronunciate da personaggi femminili e di cui la Bibbia riporta il contenuto. Non siamo sicuri che siano state composte e pronunciate da coloro a cui vengono attribuite e tuttavia, per il fatto che sono state messe in bocca a delle donne, può avere un senso studiarle come un insieme autonomo, anche se in un costante raffronto con quelle attribuite a personaggi maschili, ben più numerose. Le preghiere pronunciate da personaggi femminili rivelano, infatti, anche implicitamente, la percezione che il mondo biblico aveva della capacità delle donne di inserirsi nel tessuto del racconto sacro e di relazionarsi con la storia e con Dio. Non possono non rivelare quindi qualcosa sulle donne e sul loro contributo specifico alla storia della salvezza.
Nel cuore delle Scritture la salvezza divina non appare mai un evento limpido e lineare, ma come un cammino attraverso ombre e luci, silenzi e rivelazioni. In questo libro, la Bibbia diventa guida in un viaggio che attraversa la notte dell'anima e l'alba della redenzione. Partendo da alcuni passi dell'Antico e del Nuovo Testamento, l'autore sviluppa il tema del chiaroscuro spirituale: il mistero di un Dio che si nasconde per farsi trovare, parla nel buio, salva nonostante e a volte attraverso l'ambiguità della vita umana. Alle riflessioni esegetiche e spirituali si intrecciano poesie originali, ispirate ai testi sacri, e storie simboliche che danno voce a personaggi universali: il pellegrino, la madre, l'uomo ferito, la cercatrice d'alba. Semplici domande alla fine di ogni capitolo aiutano il lettore a guardare dentro di sé e a fare proprio il messaggio della Scrittura.
Sulla soglia di una locanda, un viandante consegna a un albergatore un uomo ferito e qualche denaro. È la fine, non l'inizio, della parabola del buon Samaritano. È anche la scelta narrativa che fa Rembrandt nell'incisione del 1633 conservata a Londra. Marie Grand parte da quel dettaglio per dirci quel che la tradizione cristiana ha pensato più raramente: l'albergatore non è una comparsa, ma è l'altro volto dell'amore. Davvero si può amare tutti? Per Grand questa domanda nasconde due richieste molto diverse, che continuiamo a confondere: amare ciascuno senza distinzioni e amare tutti insieme. La prima è la sfida del buon Samaritano, l'incontro che cambia la geografia dei legami. La seconda è la sfida dell'albergatore: l'amore che si fa istituzione (ospedale, scuola, casa di riposo, mensa dei poveri... ). Non carità, ma giustizia. La filosofia francese mostra che le due figure non si oppongono, ma anzi si reggono a vicenda: senza buoni Samaritani, le istituzioni si addormentano; senza buoni albergatori, l'amore eroico non sostiene il peso della miseria del mondo. Una rilettura sobria e originale, che restituisce dignità al lavoro silenzioso di chi tiene aperti gli alberghi del mondo.