Che cosa significò essere giovani cattolici nella Roma occupata? Tra il settembre 1943 e il giugno 1944 la capitale fu un laboratorio politico, religioso e civile unico nel panorama italiano. In una città segnata dalla violenza dell’occupazione, dalla prossimità alla Santa Sede e dalla vitalità delle parrocchie, la Gioventù di Azione cattolica si trovò a confrontarsi con scelte nuove e spesso drammatiche: proteggere, assistere, mediare, finanche resistere. Il volume ricostruisce quella stagione attraverso un duplice percorso. Da un lato un saggio storico che, grazie a un ampio lavoro d’archivio, indaga reti, pratiche e tensioni interne all’associazione, restituendo la pluralità delle risposte cattoliche alla crisi post-armistizio. Dall’altro l’edizione critica di una fonte inedita: la cronistoria redatta da Pietro Costante Righini, dirigente nazionale dell’Azione cattolica, testimone diretto degli eventi. Ne emerge un quadro complesso e sfaccettato, lontano da letture univoche: un’associazione attraversata da dubbi di coscienza e slanci di responsabilità, in cui ogni scelta assumeva un valore amplificato dalla specificità del contesto romano. Un contributo originale alla storia della Roma occupata e alla comprensione del ruolo del laicato cattolico nella transizione dall’Italia del regime alla nascente Repubblica.
Un viaggio nel cuore della Riforma protestante attraverso le figure di Lutero, Zwingli e Calvino. Il volume offre una sintesi chiara del contesto storico e teologico del XVI secolo e approfondisce i temi centrali della Riforma con il suo nucleo: la dottrina della giustificazione per fede. Adotta inoltre un approccio ecumenico attento alle differenze e rispettoso delle diverse tradizioni. Un testo che vuole essere un aiuto per comprendere le radici del protestantesimo e promuovere oggi un dialogo più consapevole tra le Chiese cristiane.
Papa Francesco, dono di Cristo alla sua chiesa e al mondo intero, ha fatto molto in dodici anni per cambiare parecchie situazioni malsane e questioni problematiche. Ha lottato per presentare il vero volto di Cristo e della chiesa, che è misericordioso, compassionevole e giusto. Il papa ci ha rivelato l'amore de facto, non a parole!
Il percorso verso la santità non è mai un'esperienza solipsistica, anzi è piuttosto un cammino fatto di relazionalità e incontri. San Bartolo Longo e San Giustino Russolillo coltivarono un'autentica amicizia spirituale. Nel testo sono ricostruiti con accuratezza storica i rapporti epistolari che intercorsero tra il Commendatore di Latiano e il Fondatore della Famiglia Vocazionista. L'oggetto principale della corrispondenza tra i due fu il comune impegno a sostegno delle vocazioni. Il libro tratteggia alcuni aspetti specifici della spiritualità di questi due giganti della fede sottolineandone i molteplici punti di contatto, in particolare la comune devozione alla Vergine del Rosario di Pompei.
8 maggio 2025. Al secondo giorno di conclave e al quarto scrutinio, il cardinale Robert Prevost viene eletto Papa assumendo il nome di Leone XIV. Lo aspettava un compito difficile, con un mondo sconvolto da gravi crisi economiche e militari, una Chiesa con semi di divisione, l’eredità pubblica ingombrante di Papa Francesco. È il primo Papa statunitense ma è anche un missionario, un pastore tra la gente ma anche un prelato inserito nelle strutture di governo della Chiesa, un appartenente a un ordine religioso ma anche un uomo capace di confrontarsi con prelati da una parte e laici dall’altra. In dodici mesi abbiamo cominciato a capire con chi abbiamo a che fare. Sobrio, diretto, misurato. Poco incline alla spettacolarità, molto attento a ogni parola e a ogni gesto. Non cerca il consenso delle folle, eppure sa dare sicurezza, perché la sua solidità non è rigidità: è equilibrio. Ribadisce la centralità dei poveri e della pace, sottolinea l’amore e la misericordia di Dio, ma non genera ambiguità negli insegnamenti fondamentali. Un uomo di fatti, e di fatti ben ponderati. Un anno non è lungo, ma è sufficiente per intravedere una direzione. Leone XIV sembra avere in testa un obiettivo preciso: l’unità. Dentro la Chiesa, tra i cristiani, tra le religioni, verso il mondo. Non un’unità di facciata, non un compromesso al ribasso, ma qualcosa di più esigente e più solido: la comprensione reciproca come fondamento della convivenza. Un anno da Leone è il primo bilancio di un pontificato appena iniziato e già, in molti modi, riconoscibile.
Attraverso interviste e testimonianze inedite, Damilano ricostruisce il progetto geopolitico, ma soprattutto culturale, dei due papi venuti dalle Americhe. Sono le «cose nuove» del XXI secolo di un cattolicesimo sempre in missione, impegnato contro ogni fondamentalismo, che, nel cuore dell'Occidente in guerra, lotta per una pace «disarmata e disarmante». «Sono tempi cattivi, dicono gli uomini. Viviamo bene e i tempi saranno buoni. Noi siamo i tempi.» Agostino di Ippona disse queste parole 1600 anni fa, mentre crollava l'Impero Romano. Leone XIV le ha ripetute dopo la sua elezione, mentre si allargava la «guerra mondiale a pezzi», come l'ha chiamata papa Francesco. La «pace con tutti voi» è il compito di Robert Francis Prevost, il primo Papa americano, chiamato a guidare la Chiesa in un'epoca drammatica, attraversata dall'odio e dalle guerre di distruzione. Marco Damilano racconta Francesco, il Papa arrivato quasi dalla fine del mondo, la stanza 201 di Santa Marta da cui per dodici anni ha combattuto la sua battaglia, fino all'ultimo respiro. Ripercorre il complotto globale partito dagli Stati Uniti e arrivato a Roma e lo scontro sotterraneo nei giorni del conclave. Raccoglie in un reportage coinvolgente volti, voci e immagini lungo le Americhe, dalla Buenos Aires di Bergoglio alla Route 66, tra i palazzoni di Chicago e i sobborghi dove Prevost è nato e ha conosciuto la fede, per arrivare alla frontiera americana dove la Chiesa e i suoi pastori si battono in difesa dei migranti contro le politiche di Trump, in un Paese lacerato dalla violenza politica. Attraverso interviste e testimonianze inedite, Damilano ricostruisce il progetto dei due papi venuti dalle Americhe, geopolitico, ma soprattutto culturale. Sono le «cose nuove» del XXI secolo di un cattolicesimo sempre in missione, impegnato contro ogni fondamentalismo, che, nel cuore dell'Occidente in guerra, lotta per una pace «disarmata e disarmante». Con il rischio di restare una voce inascoltata, di trovare piazze vuote e chiese deserte, nella crisi della fede. Di fronte ai capi delle Nazioni che ripetono ossessivamente prima noi, prima i nostri, prima il nostro Dio, dire «tutti, tutti, tutti», accogliere tutti, salvare tutti, è oggi il messaggio più radicale, eversivo, evangelico.
Chi è Leone XIV? Per comprenderlo non basta guardare al suo pontificato: occorre seguirne il cammino, dalle periferie del mondo fino al centro della Chiesa. Questo libro ricostruisce la traiettoria di Robert Prevost, missionario agostiniano formatosi tra gli Stati Uniti e il Perù, dove l’incontro con comunità marginali e culture diverse ha segnato in profondità il suo modo di intendere la fede, l’autorità e la vita ecclesiale. L’esperienza di «padre Bob» si sviluppa all’insegna della fraternità come pratica concreta: uno stile che mira a costruire una Chiesa vicina agli umili, attenta alle ferite del presente e radicata nella vitalità della fede popolare. Nel suo percorso si riflettono le tensioni e le trasformazioni del cattolicesimo contemporaneo: il rapporto tra universalità e radicamento locale, il confronto tra culture, le dinamiche interne all’istituzione ecclesiale e le possibilità di un suo rinnovamento. Figlio del Concilio Vaticano II ed erede dell’impulso pastorale di Papa Francesco, Leone XIV emerge come una figura capace di attraversare confini e ricomporre fratture. Un ritratto documentato e partecipe, che illumina non solo un pontefice, ma una possibile direzione per la Chiesa che viene. Prefazione di Lucia Capuzzi.
Frutto di un progetto unitario, il Manuale di storia della Chiesa diretto da Umberto Dell'Orto e Saverio Xeres, in quattro volumi, si propone come strumento di consultazione e di sintesi per conoscere lo sviluppo della Chiesa nel corso della storia. Le pagine iniziali di ogni volume presentano il relativo periodo storico: l'Antichità cristiana, dalle origini della Chiesa alla divaricazione tra Oriente e Occidente (secoli l-V); il Medioevo, dalla presenza dei barbari (secoli IV/V) in Occidente al Papato avignonese (1309-1377); l'epoca moderna, dallo Scisma d'Occidente (1378-1417) alla vigilia della Rivoluzione francese (1780-1790); l'epoca contemporanea, dalla Rivoluzione francese al Vaticano II e alla sua recezione (1789-2005). Nell'opera vengono evidenziati i collegamenti tra le varie epoche e tematiche, mentre alcuni inserti approfondiscono vicende o concetti particolari. Ogni capitolo è arricchito da una bibliografia selezionata che indica tanto i testi utilizzati per elaborare l'esposizione quanto quelli che permettono di meglio conoscere e comprendere gli argomenti trattati.
La parabola di Marcel Lefebvre (1905-1991) segna una bella linea ascendente. Il Papa Pio XII lo nomina Vescovo del Senegal e poi, un anno dopo, Delegato apostolico della Santa Sede per tutta l’Africa francofona (l’equivalente di un nunzio). Nel 1962 viene eletto Superiore della Congregazione dello Spirito Santo. Tuttavia, nell’ottobre 1968, si vedrà costretto a dare le dimissioni dal suo incarico di Superiore generale e, il 1° novembre 1970, fonda a Ecône (Svizzera) la Fraternità Sacerdotale San Pio X. Nel 1988 conquista una nuova celebrità consacrando quattro Vescovi ad Ecône, malgrado la proibizione del Papa Giovanni Paolo II, ma davanti alle telecamere di televisioni del mondo intero. Leggendo le pagine di questa affascinante biografia si svela, a poco a poco, il mistero di un uomo fuori del comune che fu così straordinariamente sicuro di sé perché fu assolutamente sicuro di Dio.
«Dilexit nos rappresenta un testo chiave nel magistero di Papa Francesco. È uno di quei testi che non soltanto permette di interpretare l'intero magistero degli ultimi anni, ma che ne fornisce forse la chiave di lettura più unitaria, e più corretta. Chiunque in futuro vorrà rileggere questi ultimi anni particolarmente turbolenti nella storia della Chiesa, non potrà prescindere dalle parole di questa Enciclica che in un certo senso non aggiungono grandi novità al Magistero, ma ne ristabiliscono le giuste priorità. Torniamo al cuore di tutto! Sembra volerci dire Papa Francesco». Dalla Guida alla lettura di Luigi Maria Epicoco.
Da questa Chiesa nessuno o quasi si aspetta più nulla. Il cittadino medio occidentale non riconosce più in Gesù e nel suo Vangelo una risorsa feconda per la propria ricerca di felicità. Il cristianesimo, in una parola, è diventato semplicemente irrilevante. Lo è per le generazioni adulte. Lo sta diventando giorno dopo giorno per le generazioni che oggi vengono al mondo. Questa dell’irrilevanza non è certo una buona notizia. Dispiace. Provoca sofferenza, a volte anche risentimento. Ma — ed ecco l’altra faccia della medaglia su cui insiste in modo particolare questo volume — può essere anche l’occasione propizia per mettere mano e cuore a tutte quelle trasformazioni strutturali di cui necessita oggi la Chiesa. A partire dal totale ripensamento dei sacramenti dell’iniziazione cristiana fino all’abbandono della pastorale della consolazione che ha caratterizzato i secoli scorsi. Ora che nessuno si aspetta alcunché da noi, possiamo finalmente operare con coraggio, libertà e passione per ritornare ad essere quello che semplicemente dobbiamo essere come Chiesa: luogo in cui tutti possono innamorarsi di Gesù e del suo Vangelo e condividere la gioia di questo incontro con gli altri. Non sciupiamo dunque questa nostra fortuna di essere irrilevanti!
Sei cresciuto anche tu con l'immagine di un san Francesco impeccabile, già santo, già "altro" rispetto a noi. Poi cresci, e scopri che la santità non è una scorciatoia, ma una fatica che passa dalla carne, dalle contraddizioni, dalle domande senza risposta. Ed è esattamente da lì che passa anche la storia di Francesco. Questo libro prova a restituire Francesco alla sua umanità, liberandolo da una santità levigata e irraggiungibile. Non il santo da calendario o da citazione motivazionale, ma un uomo vero, ferito, inquieto, affamato di senso, di amore, di riconoscimento. Un uomo che non nasce santo, ma che impara lentamente a stare dentro la propria vita, senza sconti. Ne scaturisce il ritratto di un Francesco credibile e vicino, in cui ogni lettore può rispecchiarsi profondamente.