Carlotta Nobile è morta a Benevento a ventiquattro anni, il 16 luglio 2013, a causa di un melanoma. Negli ultimi mesi di vita, in seguito alle parole rivolte da papa Francesco ai giovani di portare la croce con gioia (omelia del 24 marzo 2013), fa una profonda esperienza di fede.
Il percorso umano che caratterizza questo periodo è il coronamento di tutta la vita di Carlotta: una vita bella, piena di luce e di amore, di arte e di cultura. Violinista di grande talento, critica d’arte e scrittrice, la sua conversione non è una rottura, ma piuttosto una illuminazione, un compimento, nell’incontro personale con Gesù. Il suo impegno nel periodo della malattia per sostenere gli altri ammalati di cancro (con il blog anonimo «Il Cancro E Poi» e i concerti negli ospedali con i «Donatori di musica») era già la manifestazione di una grande carità.
Carlotta faceva parte dei cosiddetti «lontani». L’approdo a una vita in Cristo, a favore dell’umanità, avviene attraverso un cammino esistenziale, che la porta a svolgere una missione per i giovani, per gli artisti e per i malati.
FILOMENA RIZZO, sposata e madre di quattro figli maschi, è assistente della Pastorale Universitaria di Benevento. Con don Paolo Scarafoni è docente per i corsi di teologia sistematica.
DON PAOLO SCARAFONI, parroco nella diocesi di Benevento, cappellano delle Università e del Conservatorio di Benevento, è professore di teologia trinitaria, cristologia, ecclesiologia, fondamentale e spirituale.
Indubbiamente il tema dell’omosessualità e, più in generale, dell’identità sessuale, è oggi di grande attualità. Ma, al tempo stesso, anche di grande criticità. La situazione è resa ancora più complessa dall’autopercezione della persona omosessuale che, in alcuni casi, soffre della sua emarginazione nel confronto con la maggioranza di soggetti eterosessuali, in altri ostenta, in modo un po’ folkloristico, la sua identità. La Chiesa non può essere estranea a tutto questo sia perché cammina nel mondo e col mondo, sia perché costituisce un’importante (se non la più importante) agenzia morale, sia perché al suo interno sono molte le persone omosessuali, anche nel clero. Ma, ancora una volta, anche in essa occorre comporre contrasti e criticità. Da un lato, infatti, ci si ancora ad antichi giudizi morali, dall’altro, però si stenta a trovare nuove e condivise valutazioni etiche. D’altra parte il problema non riguarda solo i singoli credenti (laici o chierici) ma anche la stessa riflessione teologica che oscilla tra colpevolizzazione e normalizzazione. Non si tratta di trovare un compromesso o un equilibrio tra ardite spinte in avanti e consolidate riaffermazioni dottrinali ma di percorrere, insieme, nuovi sentieri che sappiano comporre l’antico e permanente col nuovo e proponente. Allora? Questo non vuole essere un libro "schierato" ma il tentativo di individuare un equilibrio valutativo e delineare l’orizzonte di una verità che, come ogni orizzonte, si allontana non appena pensi di averlo raggiunto. Vuole essere un contributo per comprendere - nella Chiesa e con la Chiesa - l’omosessualità.
Quest'opera dell'ascetica cristiana attribuita a Tommaso da Kempis, è proposta in quattro libri: il primo sollecita il ritorno al primato assoluto della carità, la conformità a Cristo, il distacco dalle cose visibili; l'obbedienza, la contrizione. Il secondo insiste sulla inevitabile necessità della sofferenza per entrare nel regno di Dio. Nel III e nel IV libro il genere letterario muta e diventa dialogo tra il discepolo e il Signore.
«Qual è il colmo per un predicatore? Entrare in argomento con un’uscita spiritosa!». Una raccolta di aneddoti, curiosità e storie divertenti per risvegliare l'attenzione e vivere la fede con allegria. E la soluzione definitiva per evitare gli sbadigli durante l’omelia domenicale...
Nel volume vengono esposte in modo sintetico, con un linguaggio chiaro e comprensibile, la metafisica di san Tommaso d'Aquino e quella di Karl Rahner, dalla quale si deduce direttamente un'etica di carattere relativistico. In particolare, l'affermazione della teoria dell'"opzione fondamentale" formulata dal gesuita, è stata considerata immorale da san Giovanni Paolo II perché «l'uomo potrebbe, in virtù di un'opzione fondamentale, restare fedele a Dio, indipendentemente dalla conformità o meno di alcune sue scelte e dei suoi atti determinati alle norme o regole morali specifiche». San Tommaso affermava che i filosofi si valutano in rapporto alla verità o falsità delle loro argomentazioni; dal confronto tra le tesi della filosofia tomista e di quella rahneriana emerge con evidenza che mentre il tomismo è una filosofia realista, il cui oggetto di indagine è l'analisi della realtà come è in se stessa, quella di Rahner è una filosofia antirealista, di origine cartesiana, che ha posto al centro della riflessione l'io umano e il suo pensiero.
Ancora oggi l’umanità anela alla pace. In un mondo provato dalla violenza e dalle prevaricazioni, nasce spontaneamente il desiderio di vedere finalmente "giorni di pace". Allo stesso tempo conosciamo le forti tensioni che agitano l’animo umano, dinamiche di resistenza, pregiudizio e ostilità che spingono contro l’altro in forme aggressive, escludenti, impositive. Tutti facciamo esperienza di quanto sia difficile coltivare la pace, dentro e fuori di noi. Quale specchio dell’esperienza umana, la Sacra Scrittura mette in evidenza queste antitesi e, in seno a una storia spesso controversa e segnata dall’orgoglio e dall’ira, traccia un sentiero che segue i passi del "principe della pace". Il libro raccoglie alcune lectio di diversi autori per scrutare in profondità i passi biblici più belli e importanti sul tema della pace. Contributi di: Laura Bernardi, Anna Maria Borghi, Andrea Bottaro, Marzia Ceschia, Michele Marcato, Roberta Ronchiato, Grazia Papola, Alberto Vela.
Un classico della letteratura patristica sulla vita monastica. La biografia di S. Antonio - monaco nativo di Alessandria d'Egitto, vissuto tra il III e il IV secolo - è il best-seller della letteratura cristiana; è infatti una lunga lettera scritta (IV sec.) in greco dal vescovo Atanasio ai monaci d'Occidente al fine di indicare loro nella figura di Antonio Abate l'ideale monastico puro. La Vita, qui presentata nella prima vera traduzione italiana, è interessante per l'attualità del messaggio, mentre l'introduzione evidenzia l'importanza della trasmissione e della diffusione di idee anche in ambiti apparentemente molto lontani fra loro (ascetismo cristiano e yoga). Note di commento, ricche e puntuali, sotto vari aspetti - filologico, storico, esegetico e storico-religioso - accrescono il valore di questo volume.
Ci sono diversi modi di intendere e vivere quella fondamentale dimensione della vita di fede che è la preghiera. In questo libro, la preghiera cristiana ci appare come cammino di trasfigurazione di tutta la vita - ovvero di cose, volti, circostanze che gremiscono la carne ed il sangue del nostro umano vivere in questo mondo. Per l'uomo che ha la grazia di vivere in cristo e di cercarlo con semplice perseveranza, tutto a poco a poco, si trasforma in canto e viceversa il proprio canto, la propria preghiera si riempie di innumerevoli voci: il grido del falco ed il pianto d'un bambino, il gracchiare del corvo e lo stormire del vento - ogni voce diviene all'orecchio dell'anima orante eco della voce dell'amato che la cerca e della propria che cerca lui. Ogni volto umano diviene ai suoi occhi un'icona di Lui che le viene incontro - ora crocifisso, ora gioioso, ora glorioso.
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A chi non capita di avvertire la sensazione di non farcela? In una società dell’efficienza, che richiede di essere all’altezza in ogni occasione, è sempre più diffusa «la malattia dell’insufficienza». Eppure il senso d’inadeguatezza può anche essere una risorsa per aprirsi ad altri e ad altro. Persino a Dio. Wanda Tommasi ripercorre le diverse espressioni umane e psicologiche del senso di inadeguatezza e presenta alcune situazioni: la vulnerabilità dell’infanzia, la debolezza della malattia e della vecchiaia, la depressione, il senso d’impotenza di fronte alle guerre e al rapporto con la natura. Cristina Simonelli, in dialogo con la Scrittura, apre domande di senso: Dio non si fa capire, si fa vedere di spalle, lascia che il suo nome venga usato. Questo vuoto è però una leva capace di erodere le pretese dell’io, in vista di una delicata e feconda accettazione della propria imperfezione costitutiva e di un’apertura all’intelligenza dell’amore.
Un dialogo fraterno con "Teofilo", l’amato da Dio, che diventa ogni sacerdote chiamato a vivere oggi la propria vocazione. Attraverso figure bibliche come Giuseppe, i Magi, Maria di Magdala e Abramo, il testo esplora le inquietudini, le fragilità e la missione del presbitero nel mondo contemporaneo. Una riflessione che intreccia Scrittura, tradizione e attualità, per riscoprire la bellezza di una vita sacerdotale radicata nella spiritualità e aperta alla missione, tra sfide pastorali, fraternità e nuove forme di evangelizzazione.