In questo tempo così difficile dobbiamo lasciarci toccare il cuore dal grido dei popoli e dei poveri e pregare incessantemente per la pace. La compagnia quotidiana della Parola di Dio aiuta a non rassegnarci alla guerra, alla violenza e all’ingiustizia.
Che cos'è l'uomo? Una domanda antica e sempre attuale. In queste pagine, alla luce della Scrittura, il cardinale Roberto Repole presenta l'essere umano come prodigo amato da Dio: creato a sua immagine, custode della creazione e chiamato a relazioni autentiche. La rivelazione cristiana illumina il mistero della vita di ogni figlio di Dio, invitandolo a riscoprire la forza della preghiera, il segreto della felicità e la vocazione a una vita piena, orientata alla comunione eterna con Dio.La profondità teologica dei testi si accompagna a una notevole facilità di lettura, frutto dell'esperienza pastorale maturata dall'autore in anni di dialogo con i giovani. Ogni capitolo offre un'esegesi lucida delle Scritture, arricchita da materiali di approfondimento: moduli operativi per animatori, catechisti, pastori e gruppi giovanili desiderosi di tradurre la riflessione in azione. Alcuni testi di papa Francesco, la testimonianza vivace di Pier Giorgio Frassati come esempio di santità contemporanea, la contemplazione di capolavori artistici, letterari e cinematografici che suscitano domande esistenziali e, infine, l'immagine della Sindone rendono le parole di Repole strumenti di incontro e di crescita comunitaria.Si tratta di una proposta integrale per restituire ai giovani il gusto della ricerca di senso, favorire il dialogo tra fede e cultura in una cornice di verità e speranza. Sullo sfondo, l'autore delinea un orizzonte in cui ciascuno può riconoscersi, comprendere il proprio posto nella storia e misurarsi con la responsabilità di diventare "segno" del vangelo nel proprio ambiente di vita.
L’obiettivo è fornire un “manuale di istruzioni” per condurre correttamente le cause che riguardano diaconi, presbiteri e vescovi accusati di abuso su minore. I destinatari del documento sono Vescovi, Ordinari, Superiori degli Istituti di vita consacrata e Società di vita apostolica, oltre che gli operatori del diritto che li aiutano nella trattazione dei casi.
Lettera Apostolica nel 1700° anniversario del Concilio di Nicea
La Lettera Apostolica di Papa Leone XIV pubblicata in occasione della celebrazione dei 1700 anni dal Concilio di Nicea (325 d.C.). Un documento ricco di contenuti teologici, storici e spirituali. Il Pontefice rilancia l’invito all’unità tra i cristiani, affinchè possano essere segno di pace nel mondo, e la centralità del Credo niceno nella vita della Chiesa e nell’impegno ecumenico contemporaneo.
Robert Francis Prevost nasce il 14 settembre 1955 a Chicago, negli Stati Uniti. Nel 1977 entra nel noviziato dell’Ordine di Sant’Agostino (O.S.A.) e il 29 agosto 1981 emette i voti solenni. Il 19 giugno 1982 è ordinato sacerdote a Roma. In seguito per diversi anni è missionario in Perù. Nel 2001 viene eletto Priore Generale dell’Ordine di Sant’Agostino. Nel 2014 Francesco lo nomina vescovo della Diocesi peruviana di Chiclayo. Nel 2023 Papa Bergoglio lo sceglie come Prefetto del Dicastero per i Vescovi e Presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina. Lo stesso anno viene creato cardinale. È eletto Papa l’8 maggio 2025. Sceglie il nome di Leone XIV.
Al centro della Scrittura c'è il dialogo d'amore tra Dio e il suo popolo e, più in generale, con ogni uomo, di cui il rapporto uomo-donna è figura privilegiata e metafora fondamentale. Da questa intuizione prende le mosse il volume, nel quale la dinamica sopra esposta viene descritta partendo dal centro, anche materiale, della Bibbia, che è il Cantico dei Cantici. A questo libro viene dedicata la prima parte del testo, mentre la seconda propone un certo numero di variazioni sul tema, spaziando dall'Antico al Nuovo Testamento.
L'enciclica affronta alcune questioni fondamentali dell'insegnamento morale della Chiesa, sotto forma di un necessario discernimento su problemi controversi tra gli studiosi dell'etica e della teologia morale. Questo documento intende esporre, sui problemi discussi, le ragioni di un insegnamento morale fondato nella Sacra Scrittura e nella viva Tradizione apostolica mettendo in luce, nello stesso tempo, i presupposti e le conseguenze delle contestazioni di cui tale insegnamento è fatto segno.
Con la sua scrittura accurata, Marilynne Robinson ha trasformato la letteratura in uno spazio sacro, dove la parola diventa casa dell’Invisibile e la narrazione strumento di grazia. In questo saggio Maria Nisii svela come l’autrice di Gilead, seguita e amata da moltissimi lettori anche in Italia, abbia ridisegnato i confini fra teologia e narrazione facendo della scrittura un atto liturgico. Attraverso un’analisi critica rigorosa e appassionata, che spazia in maniera completa dai romanzi ai saggi, emergono le radici calviniste di una visione artistica unica, capace di tradurre il mistero divino in personaggi affascinanti e in storie di ordinaria redenzione. Il lettore intraprenderà un viaggio nella poetica robinsoniana, dove ogni gesto - per quanto apparentemente banale, come un bagno in un fiume, una lettera paterna, un silenzio - riscatta il senso del vivere e rivela l’Eterno nel frammento. Queste pagine sono una bussola letteraria e teologica, utile tanto a lettori curiosi quanto a studiosi appassionati. Un’indagine originale e necessaria che li accompagna a scoprire, tra le pieghe del racconto, una delle voci più profonde del nostro tempo, che fa suo il sovvertimento evangelico dell’ordine costituito e trasforma il dubbio in bellezza e la solitudine in comunione.
Come ogni anno, mons. Vincenzo Paglia propone ai lettori un nuovo volume di commenti alle letture di tutto l'anno. Nel solco di una tradizione ormai consolidata, il libro aiuta a vivere alla luce della Parola di Dio ogni giorno dell'anno; commenti che ci aiutano ad alzare i nostri occhi verso il Signore così da cambiare - con la forza della preghiera - il nostro cuore. La Parola di Dio meditata quotidianamente, fissata nella mente e nel cuore, rende forti e sapienti nell'affrontare la vita. La preghiera ci ridona il cuore e lo orienta nuovamente verso il Signore. La cadenza quotidiana di questo dialogo ha un valore inestimabile, è l'espressione di qualcosa che non può essere abbandonato.
Non è esagerato dire che Massimo Raveri, uno dei più autorevoli studiosi di religioni e filosofie dell’Asia orientale, ha scritto un libro di divorante bellezza e suggestione. I racconti dell’inizio svelano la profondità di un progetto divino sul mondo e sugli uomini, dicono l’armonia di un ordine trascendente che solo può sconfiggere il pensiero inquietante secondo cui le forme dell’universo, come i percorsi delle nostre vite, il bene e il male, siano il frutto della libertà del caso. Ma gli antichi racconti parlano anche dell’ombra e del dolore, dell’irrompere della morte e dell’apparire del volto ingannevole del male. I racconti dell’inizio del mondo costituiscono il fondamento di ogni religione e l’autore ci fa cogliere l’originalità delle diverse visioni, i sottili processi ideologici che nascondono e le somiglianze che si intrecciano e si evolvono nel tempo. Così la trama del libro è costruita sulle diverse scelte su cui ogni cultura elabora l’idea di Dio, dell’uomo e della natura. Pensare che l’universo sia nato dalla volontà di un Dio creatore che lo ha modellato dal caos o, invece, che le mille forme del mondo sono derivate dallo smembrarsi di Dio in un auto-sacrificio terribile e cruento o, all’opposto, che tutti gli esseri sono stati generati da due divinità che si sono amate in un amplesso erotico, ha ricadute assai diverse sul senso della nostra esistenza e della nostra morte. Non a caso, il libro si chiude su un problema teologico nodale: perché Dio ha creato l’universo? Perché Lui, che è assoluto e perfetto, ha dato inizio a tutto? Una risposta è che forse ha creato l’universo ‘per gioco’, una visione che esprime un’angoscia latente, un dubbio radicale sul senso del nostro destino. Ma un mito degli indiani Winnebago dà un’altra risposta: «Perché il Grande Spirito si sentiva solo». È una risposta semplice, chiara, condivisa dalle religioni più diverse: Dio crea per avere un’alterità da amare, per cui esprimere la sua essenza, che è amore. Nella creazione trova la sua vera completezza, e dalla sua gioia nascono le forme del mondo.
La raccolta completa di tutti i testi, delle parti vocali e degli accordi dei brani contenuti nel CD La mia speranza è in te. Il nuovo e imperdibile CD musicale La mia speranza è in te contiene undici brani focalizzati sul tema della speranza, in linea con il Giubileo. I brani sono tratti dai testi biblici. Il tema della speranza in Gesù Cristo si declina in diversi modi: la contemplazione dell'incarnazione del Verbo che ci rende figli nel Figlio; la fiducia in Gesù che soccorre in ogni tempesta della vita; l'incoraggiamento a credere nel Dio che ci ripete "Non temere"; la fedeltà di Dio che mai viene meno; la certezza della sua presenza anche laddove non riusciamo a scorgerla; la professione di fede nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo. Di particolare rilevanza è un brano di invocazione allo Spirito Santo tratto liberamente da un testo di Santa Elena Guerra, canonizzata lo scorso ottobre. Diversi e molto caratterizzanti gli arrangiamenti: dal pop/rock fino ai registri più classici. I brani sono indicati per la preghiera, per l'evangelizzazione, per il concerto di musica cristiana, per la catechesi, per l'ascolto e la meditazione.
Ottocento anni fa (1226) moriva Francesco d’Assisi, personaggio amato da uomini e donne di ogni credo religioso. Un teologo cappuccino, Ortensio da Spinetoli, ne traccia in queste pagine un ritratto documentato, appassionato, provocatorio: il suo rapporto con il mondo borghese di provenienza, con le istituzioni ecclesiastiche, con i discepoli e le discepole, con popoli islamici, con gli esseri viventi e senzienti. Nel complesso: non un "santino" consolatorio, ma uno splendido esempio di "memoria sovversiva" per chi cerca nuove vie di uscita dalle tragedie di oggi.
Secondo il racconto del libro della Genesi, l'uomo è stato creato «a immagine e somiglianza di Dio». Ma come può essere immagine di Dio - che è incorporeo, eterno, immutabile, incorruttibile - una creatura corporea, destinata alla morte, soggetta al mutamento e nella quale il bene coesiste col male? Come credere alle parole della Scrittura se la natura umana sembra tanto distante da quella divina? Nel più celebre trattato di antropologia cristiana dell'antichità, composto intorno al 378 d.C. e qui proposto in una traduzione che tiene conto dell'edizione critica più recente, Gregorio di Nissa affronta questi interrogativi in dialogo con la sapienza greca e la tradizione teologica ed esegetica dei primi secoli. L'immagine, per essere tale, deve discostarsi in parte da ciò di cui è immagine: per questo l'essere umano, culmine della creazione e custode di un intelletto divino, ha con Dio un rapporto di identità e, al tempo stesso, alterità.