"Muori Sansone con tutti i filistei!" È a Gaza che la Bibbia colloca il celebre episodio in cui il guerriero ebreo perde la vita fra le macerie insieme ai nemici: il popolo dei filistei che dà il nome alla Palestina moderna. È da Gaza che il 7 ottobre 2023 hanno sconfinato le milizie di Hamas per compiere in Israele il più terribile massacro di ebrei dal tempo della Shoah. È sugli abitanti di Gaza che il governo Netanyahu ha scatenato una sanguinosa offensiva militare con il risultato di screditare la reputazione di Israele e isolarlo come mai prima d'ora. Gaza, insomma, oltre che un luogo è diventata il simbolo di una contesa che assume nel mondo dimensione culturale e morale. Gad Lerner si misura con il fanatismo identitario che ha contagiato i due popoli in guerra. Da ebreo per il quale Israele ha significato salvezza, deve fare i conti con l'esclusivismo e il tribalismo della destra sionista. Le spaccature della società israeliana, il rinchiudersi in se stesse delle Comunità ebraiche della diaspora, che si sentono incomprese e lanciano accuse di antisemitismo a chi solidarizza con i palestinesi, lo riportano alle domande cruciali che già si poneva Primo Levi: che futuro può avere questo Israele? Che funzione può esercitare il filone ebraico della tolleranza? Un libro sincero e necessario per non finire arruolati negli stereotipi delle opposte fazioni, preludio di ogni guerra.
Il volume offre una lettura inedita degli Atti degli Apostoli, uno dei testi fondanti del cristianesimo. Si concentra su un’interpretazione antropologica e sociologica, oltre che storica. Gli autori individuano negli Atti pratiche e concezioni che hanno influenzato due millenni di storia: il rapporto cioè tra religione e potere, l’esigenza di una protezione giuridica del movimento di Gesù, ma anche grandi utopie come l’uguaglianza sociale, la comunità dei beni, e il Regno di Dio che porterà giustizia e salvezza dalla povertà e dalla malattia. Il commento è attento a fenomeni religiosi fondamentali come preghiera, digiuno, miracoli, esorcismi, visioni e rivelazioni soprannaturali. La ricostruzione dell’ambiente culturale antico permette di comprendere la subordinazione della donna, così evidente negli Atti, e di svelare la condizione degli schiavi, ma anche la dialettica tra i seguaci di Gesù e gli ebrei. Illumina così alcuni degli aspetti più drammatici della storia cristiana successiva. Alla luce di questa lettura, gli Atti risultano il libro del Nuovo Testamento che mostra maggiormente come il cristianesimo penetri nella complessa struttura della società imperiale. E ne risulti trasformato.
Educare oggi non è per nulla facile. Il venir meno del senso condiviso dell’educare, l’instabilità politica, l’incertezza economica, il disequilibrio della biosfera, le sollecitazioni delle nuove tecnologie, il crollo demografico, le disuguaglianze: tutto questo sfida fortemente i meccanismi dell’insegnare e dell’imparare. Occorre trovare nuove ragioni per accompagnare chi nasce dopo di noi a impossessarsi del mondo attraverso la conoscenza. In questo libro Marco Rossi-Doria affronta i problemi e le responsabilità generazionali e politiche, e mostra percorsi di riattivazione possibili, basati su certezze che non cambiano: che «i piccoli e giovani sapiens» fin da subito imparano sempre e ovunque; che non imparano da soli, men che meno davanti a un programma digitale su misura, ma sempre dentro un ‘noi’ che avvicina e arricchisce; che non imparano imboccati passivamente ma in modo partecipe, anche usando bene l’IA. Chi non vorrebbe una scuola così? Ebbene, c’è. C’è nel patrimonio culturale italiano; c’è nell’inclusività delle nostre scuole verso chi è straniero o porta delle disabilità; c’è in chi già assicura contesti dove si impara in modo attivo e rigoroso; c’è nelle comunità più grandi delle scuole, che ne vivificano la missione su base sussidiaria, spesso nelle realtà difficili. Ma c’è anche tanto da fare per riparare divari e povertà educative inaccettabili, insensate burocrazie, mancanza di fondi… La spinta decisiva può venire da una grande azione politica promuovente, che raccolga la sfida dei semi già gettati, dia nuove e solide cornici alla scuola e alle comunità educanti, riconosca le tante spinte positive dei nostri ragazzi, favorendone la responsabilità.
Tra il XIV e l’inizio del XV secolo il Papato rivolse lo sguardo verso l’Asia mongola, immaginando un progetto di espansione di respiro universale che univa l’annuncio della fede cristiana al rafforzamento della propria autorità. Questo volume prende in esame quella stagione di contatti e ambizioni, ricostruendo i rapporti tra la sede apostolica e la realtà mongola attraverso documenti diplomatici, testimonianze missionarie e cronache. Al centro dell’indagine vi è l’azione dei frati Minori e Predicatori, protagonisti di una presenza latina lontana dall’Europa e segnata da difficoltà, compromessi e tensioni politiche. Particolare attenzione è dedicata al ruolo che l’apostolato ad Tartaros ebbe durante la crisi ecclesiale alla fine del Trecento, quando i contatti con l’Oriente mongolo diventarono uno strumento per affermare il ruolo del Papato davanti ai contendenti del trono petrino. Il volume offre così una chiave di lettura originale su un capitolo poco noto dell’ultima fase delle relazioni latino-mongole.
La crescente diffusione di programmi come ChatGPT sta sollevando profondi interrogativi sull'impatto che l'intelligenza artificiale avrà sulle nostre vite. Come cambierà il mondo del lavoro? I sistemi generativi prenderanno il sopravvento sulla nostra creatività? Esiste il rischio che le macchine si ribellino ai loro creatori? Ci innamoreremo mai di un robot? In questo saggio, lo psicologo e scienziato cognitivo Paolo Legrenzi analizza l'intreccio tra l'intelligenza umana e i nuovi programmi che essa ha generato. Comprendere appieno l'IA richiede innanzitutto una profonda conoscenza dell'intelligenza naturale: è solo illuminando i misteri della nostra mente che possiamo apprezzare appieno l'interazione tra l'uomo e la tecnologia. Legrenzi ci guida attraverso un viaggio sorprendente, dimostrando che se i sistemi generativi, con la loro memoria sconfinata e la capacità di effettuare calcoli probabilistici, possono ormai da tempo superare le nostre capacità, emergono però limiti significativi quando si tratta di utilizzare creatività e pensiero innovativo. È vero che i computer sono sempre più in grado di simulare il linguaggio e il comportamento umani, tuttavia il loro modo di procedere è basato su statistiche e correlazioni e non è lontanamente paragonabile alla costruzione dei modelli mentali che caratterizzano il nostro ragionamento. La domanda cruciale rimane: chi trionferà alla fine, l'intelligenza artificiale o quella umana? Spetta a noi decidere, bilanciando la nostra flessibilità e capacità di apprendimento con la consapevolezza dei rischi e delle sfide che l'era dell'IA ci presenta. Fondamentale sarà imparare a interagire, al di là di paure e pregiudizi, con una tecnologia che sta già cambiando le nostre vite. Per abbracciarne le potenzialità, senza trascurare la ricchezza insita nella natura umana.
L'annuncio della morte di Dio è stato quantomeno affrettato. Per oltre un secolo, il pensiero occidentale ha dato per acquisito che il progresso scientifico, lo sviluppo economico e la secolarizzazione avrebbero consegnato la fede agli archivi della storia. Ma oggi la realtà restituisce un quadro diametralmente opposto: il mondo non è mai stato così pervaso dalla dimensione spirituale come in questi ultimi decenni. La passione religiosa non sta scomparendo: sta cambiando pelle, spostando il proprio baricentro e tornando a occupare un ruolo fondamentale nella politica globale. In questo saggio, Matteo Matzuzzi, caporedattore e vaticanista del «Foglio», disegna una mappa dei nuovi poli della fede: dall'Arizona, dove migliaia di persone si sono riunite per il funerale di Charlie Kirk, in un'America in cui il nazionalismo cristiano si trasforma in una forza elettorale compatta e muscolare, all'Africa, il nuovo «polmone spirituale» del pianeta destinato a diventare il centro del cristianesimo mondiale. Attraverso un'analisi che spazia dai complessi e delicati rapporti tra il Vaticano e la Cina di Xi Jinping alla guerra in Ucraina benedetta dal Patriarca Kirill, dalla tenuta del regime clericale in Iran fino alle ferite aperte in Terra Santa dopo il 7 ottobre, Matzuzzi dimostra che ignorare il fenomeno religioso oggi significa fraintendere il nostro tempo. La religione non è un retaggio del passato, ma una forza attiva, spesso identitaria e talvolta violenta, che modella alleanze, confini e conflitti. Mentre l'Europa sembra scivolare verso una «apostasia silenziosa», il resto del mondo si riscopre post-secolare: la fede è più viva che mai, e la sua influenza sulla geopolitica è una chiave imprescindibile per decifrare il futuro che ci attende.
In questo libro il lettore potrà incontrare la parola orale di Massimo Recalcati raccolta in varie interviste e dialoghi. Tutti i temi che caratterizzano la sua ricerca vengono qui esposti in modo, insieme, chiaro e denso: i legami familiari, la clinica delle istituzioni, la lettura della vita politica e civile, la psicopatologia dell'anoressia e delle cosiddette nuove forme del sintomo, la melanconia e la nostalgia, il rapporto della psicoanalisi con la pratica dell'arte e con la tradizione biblica. Accanto ad essi sono discussi ed evocati i debiti di Recalcati nei confronti dei suoi più rilevanti maestri: Freud e Lacan innanzitutto, ma anche Pasolini, Sartre, Beckett, Basaglia e Fachinelli. Infine, il lettore potrà conoscere la sua biografia intellettuale raccontata attraverso la passione per i libri e quella per il teatro, l'esperienza dei Lessici televisivi, gli incontri intellettuali, la formazione psicoanalitica e la sua pratica clinica. "Non siamo fatti d'altro: di splendore e di polvere."
È sul confine tra filosofia e scienza che si combatte una delle battaglie più importanti della nostra epoca: scoprire cosa vedono le macchine quando guardano il mondo. Dopo il successo della trilogia in cui ha svelato come sono nate le macchine pensanti, Nello Cristianini ci conduce oggi dentro le prime enigmatiche mappe delle intelligenze artificiali. Le macchine più intelligenti che abbiamo mai costruito non sono state programmate. Sono state coltivate. E oggi nessuno - nemmeno chi le ha create - sa davvero cosa accada al loro interno. Mentre milioni di persone, ogni giorno, chiedono loro consiglio, una comunità di ricercatori è impegnata in una sfida urgente: decifrare i pensieri di una mente che nessuno ha scritto. Esplorando i circuiti delle reti neurali, questi scienziati hanno trovato mappe geografiche, concetti astratti e regole scacchistiche mai insegnate. Hanno scoperto persino un principio di astuzia e la strana sensazione di essere osservati. Siamo di fronte a un territorio che si espande più in fretta della nostra capacità di mapparlo, affidiamo decisioni cruciali a intelligenze di cui sappiamo misurare il comportamento ma non spiegare i meccanismi. Nello Cristianini ci guida in una scalata tra i livelli di astrazione delle IA per rispondere alla domanda che definirà il prossimo futuro: come si legge una mente che ha una forma diversa dalla nostra?
Viviamo in un'epoca di schermi onnipresenti. Ma qual è il prezzo che pagheranno i nostri figli per questa sovraesposizione digitale? Basandosi su numerosi studi scientifici e fornendo dati statistici dettagliati, Michel Desmurget rivela gli effetti nocivi di smartphone, tablet e computer. Mentre la tecnologia frammenta l'attenzione, impoverisce il linguaggio e indebolisce la comprensione del reale, la lettura precoce e continuativa è uno strumento insostituibile per stimolare lo sviluppo cognitivo, arricchire il lessico e migliorare l'attenzione e la comprensione del mondo, contribuendo in maniera determinante non solo al successo scolastico, ma anche alla futura carriera professionale. Questo libro è un inno alla lettura e un appello urgente a genitori, insegnanti e alla società intera: amare i libri non è un lusso, ma una necessità vitale per le future generazioni.
Alle origini della follia esplora la complessità dei disturbi schizofrenici, unendo l’esperienza clinica pluriennale dell’autore ad approfondimenti psicoterapeutici e psichiatrici. Il volume integra le teorie classiche - dalle intuizioni di Bleuler alle ricerche di Sullivan, Wynne e Singer - con una mappa articolata dei paradigmi di sviluppo della schizofrenia. Analizza inoltre la distinzione tra schizofrenie di tipo 1 e di tipo 2, includendo le forme miste. Particolare attenzione è dedicata al vissuto soggettivo del paziente, al livello di maturità affettiva raggiunto prima della crisi e alle dinamiche familiari e comunicative che ne influenzano il decorso. In questa prospettiva l’autore mette in discussione un pregiudizio ancora troppo diffuso - anche tra gli addetti ai lavori - relativo all’incurabilità della schizofrenia: sulla base dell’esperienza clinica e della ricerca, questo disturbo può in realtà essere compreso, trattato e soprattutto prevenuto. Per questo motivo il libro si propone come riferimento essenziale per psichiatri, psicoterapeuti e studiosi interessati alla diagnosi, al decorso e all’esperienza interna dei disturbi schizofrenici.
Ormai non ci sono più dubbi: gli Stati Uniti di Trump sono un'oligarchia, un governo di miliardari per i miliardari. Da una parte, un manipolo di ultraricchi esercita un enorme potere economico e controlla la politica attraverso i finanziamenti alle campagne elettorali; dall'altra, milioni di cittadini statunitensi faticano ad arrivare alla fine del mese. Mentre le disuguaglianze diventano sempre più evidenti e l'autoritarismo prende piede, gli americani vengono inesorabilmente privati sia dei beni di prima necessità sia dei loro diritti fondamentali. Come rompere, allora, il circolo vizioso di un sistema tanto fallimentare e corrotto? Denunciando le ingiustizie e le degenerazioni di un'amministrazione che mina la democrazia per arricchirsi e rafforzare la propria influenza, in "Contro l'oligarchia" il senatore Bernie Sanders esorta ad agire. Se vogliamo proteggere i principi democratici e ricostruire una realtà più equa, sostiene Sanders, dobbiamo innanzitutto mettere in discussione i valori morali alla base della società odierna, chiedendoci cosa vogliamo realmente ottenere e quale sia il vero bene da perseguire. Il suo messaggio risuona forte e chiaro: la democrazia non è uno sport da spettatori, non basta seguirla da lontano. Se vogliamo realizzare una rivoluzione politica, dobbiamo unirci tutti alla lotta, in ogni modo possibile. D'altronde, la storia insegna: divisi, perdiamo; uniti, vinciamo.
Professore e poi Rettore dell’Università Cattolica, Padre costituente, laico cristiano impegnato nell’attuazione nel Concilio Vaticano II, Giuseppe Lazzati è una figura di rilievo del nostro Novecento. Mentre è in corso la causa di beatificazione, ecco un volume che raccoglie per la prima volta gli interventi pubblicati sulla rivista «Vita e Pensiero» dal 1968 al 1983, gli anni del rettorato. Testi che restituiscono il contesto storico-culturale nel quale furono scritti: il Sessantotto e la questione studentesca, gli anni Settanta e la fine del boom economico, il declino dei grandi partiti popolari, in particolare la Democrazia Cristiana, e la crisi della politica dei primi anni Ottanta, la difficile attuazione del Concilio Vaticano II e la cosiddetta "scristianizzazione" in atto in Italia. Ma soprattutto ci permettono di rileggere il suo pensiero ancora attuale sul rapporto tra la Chiesa e il mondo, sui fedeli cristiani laici e l’azione culturale, sul ruolo dell’Università Cattolica e quello dei cristiani nei confronti della "città dell’uomo", affrontando temi culturali, sociali e politici, con linee di pensiero e di azione del laicato cattolico italiano impegnato per il bene del Paese. Un’eredità da non disperdere, che ci ricorda, come scrive Lazzati, che «le provocazioni della realtà, lungi dal turbare, devono costituire uno stimolo permanente a cercare di operare al meglio perché la nostra presenza quaggiù, ciascuno nel posto cui è stato chiamato, sia la meno inutile possibile».