Etica antispecista presenta il campo dei cosiddetti animal studies - disciplina che analizza le radici teoriche e storiche dei movimenti animalisti - dalla prospettiva della filosofia morale. Rintracciando le origini del pensiero animalista e mantenendo come sfondo teorico le scoperte darwiniane e le attuali conoscenze scientifiche, intende fornire una solida base filosofica a coloro che condividono la visione antispecista. Per l’antispecismo etico la lotta per la giustizia riguarda tutte le categorie oppresse, umane e non umane. La difesa degli ultimissimi, di chi non può difendersi né vendicarsi, all’interno di un sistema socioeconomico intriso di violenza, rappresenta infatti l’ultima frontiera di un percorso di resistenza e di liberazione che attraversa l’intera storia umana ma che solo da pochi decenni ha iniziato a includere anche gli animali. Senza evitare una riflessione critica sulle differenze all’interno del movimento animalista, che si declina in posizioni anche radicalmente opposte in politica e in economia, il libro propone un’etica materialista che abbraccia la vita senziente in tutte le sue forme.
Sappiamo che il tempo è tiranno, ci obbliga a "correre" sempre e comunque, a sorvolare sul vero gusto e significato della vita, come Dio ha voluto donarcela. Ed allora qualche breve spazio giornaliero da dedicare alle Sacre Scritture, può aiutarci a "gustare" il vero scopo della nostra pur breve esistenza. E così il lettore, impegnato oppure no nella vita cristiana, può trarre dalle mie modeste meditazioni - che sono anche per me un valido motivo di riflessione mattutina - un aiuto ad aprire la sua giornata con una fresca ventata di "sante parole", attualizzate nella vita di tutti i giorni dell’anno.
Lungo il Novecento il cristianesimo latinoamericano ha vissuto una profonda trasformazione dovuta alla crescente diffusione di numerosi gruppi protestanti. Il presente volume ricostruisce in modo organico l'attenzione della Santa Sede verso la questione protestante in America Latina nella prima metà del secolo, offrendo un contributo storico fondato su materiale archivistico inedito, in particolare relativo al pontificato di Pio XII. Pur caratterizzata da una forte religiosità e da evidenti segnali di vitalità, l'America Latina attraversa in quegli anni una fase segnata da una crescita protestante sempre più ampia. Nel 1944, su indicazione di Pio XII, la Santa Sede promuove un'inchiesta volta a comprendere con precisione la situazione religiosa del continente e a predisporre un'adeguata strategia pastorale. Si avvia così un rilancio istituzionale del cattolicesimo latinoamericano, accompagnato dal rafforzamento dell'impegno ecclesiale mediante il coinvolgimento di nuove forze e l'invio di religiosi e membri del clero europeo e nordamericano. Gli anni del pontificato pacelliano rappresentano una stagione decisiva, in cui il cattolicesimo del continente matura una più consapevole responsabilità nel contesto universale della Chiesa.
C’è un momento, alle origini valdesi, in cui la Bibbia esce dal recinto degli specialisti e diventa parola portata per le strade, tradotta, imparata, predicata, brandita come obbedienza a Dio. Francesca Tasca torna a quel momento inaugurale senza miti e senza scorciatoie apologetiche. Attraverso cronache, commenti, lettere, sermoni e testi controversistici, segue le tracce minute di una rivoluzione fragile e ostinata: laici e laiche che riconoscono nelle Scritture non un oggetto da venerare a distanza, ma una voce da ascoltare e annunciare. Ne emerge una storia concreta del testo biblico come forza di identità, conflitto e trasformazione, alle radici del movimento valdese. E una domanda viva: che cosa accade quando la Parola cambia mani?
Nella sartoria della famiglia Elia, il tempo scorre al ritmo lento dell'ago e del filo, scandito dai divieti del padre, che teme la libertà delle figlie perché, nel Salento degli anni '60, come nel resto d'Italia, le donne devono restare al loro posto. Eppure, in quelle quattro ragazze, qualcosa preme per uscire: la musica ribelle di Giovanna, i romanzi di Jane Austen in cui Ada si rifugia, la volontà di Maria di non accontentarsi e, soprattutto, la sete di immagini di Mimì, la più giovane, che, dalla cabina di proiezione del Cinema Apollo, mentre vede i film di Fellini e Visconti, scopre che la realtà può essere montata diversamente. E decide che sarà lei a tenere la macchina da presa. Così, mentre tutt'intorno si accendono le lotte operaie e le occupazioni studentesche e si formano i primi gruppi femministi, dentro casa Elia si combatte una rivoluzione silenziosa per riuscire a chiamare per nome il desiderio e la violenza, il diritto al lavoro e quello al piacere. E Mimì filma tutto. Non cerca la bellezza, cerca la verità: riprende le sorelle che danno vita a un'impresa quasi impossibile, gli sguardi e i gesti impercettibili ma rivelatori, un matrimonio «normale» eppure pieno di incertezze. Con forbici e determinazione, realizza un film che nessuno le ha chiesto di girare. Perché raccontare è resistere. Perché raccontando si può cambiare la vita, la propria ma anche quella degli altri. Perché tutti noi abbiamo vissuto anni in bianco e nero con la speranza di farli diventare un film a colori.
Il volume "Gesù è vivo" propone una riflessione intensa e appassionata sul cristianesimo come incontro personale con Cristo, più che come sistema dottrinale. Gli autori denunciano il fallimento delle ideologie moderne e indicano nel Vangelo l’unica risposta autentica alla crisi dell’uomo contemporaneo. Al centro dell’opera vi sono la speranza, la non violenza, la solidarietà e il primato dei valori spirituali. Gesù Cristo è presentato come presenza viva, capace di trasformare l’esistenza individuale e la società. Un testo testimoniale e provocatorio, che invita a riscoprire la fede come esperienza concreta e vitale.
La ricerca parte dal concetto di "delicta graviora", approfondendone il significato e l'origine storica. Le Normae del motu proprio Sacramentorum sanctitatis tutela hanno finalmente disciplinato in maniera più organica e sistematica l'argomento, anche sotto il profilo procedurale. Il presente lavoro si sofferma, in particolare, sui cinque reati più gravi contro l'Eucaristia. La ricerca si propone di scrutare la ratio sottesa alle disposizioni, la loro storia, il loro contesto, i pregi ed i limiti.
Una raccolta di racconti inediti che vedono protagonista Rocco Schiavone, tra l’infanzia e la maturità, Roma e Aosta, la nostalgia e il dolore. L’amicizia con i compagni di Trastevere, prima da bambini e poi da adolescenti, eterni ragazzi di strada e di vita, sempre sospesi tra sfrontatezza e crimine. L’incontro inaspettato con la moglie Marina, in una tempesta di emozioni e presagi. Lo sdegno morale di fronte a un organizzatore di matrimoni, un wedding planner che sembra destinato a una brutta fine. Le pulsioni erotiche di un giorno di noia smisurata. La guerra e la Resistenza, le figurine dei calciatori, i sogni dell’infanzia. I morti ammazzati, i segreti di famiglia, la fatica di mettersi ancora una volta al lavoro su un nuovo caso. L’affetto e lo sprezzo per i colleghi, il rigore di chi cerca sempre la verità e applica una costante disubbidienza alla stupidità e all’ingiustizia. In queste storie Antonio Manzini sembra ripercorrere un cammino iniziato tredici anni fa con Pista nera creando un personaggio e un mondo in cui convivono umorismo e dramma, suspense e sensibilità, fotografia della realtà e rovesciamento tragicomico. I Tramezzini sono un punto di arrivo, e di rinnovata partenza.
La religione degli ebrei, le forme che essa ha assunto nelle diverse epoche, la sua cosmologia, i suoi aspetti culturali, sociali, politici, il suo versante "magico" e quello "filosofico", le sue radici lontane e la sua attualità: una ricostruzione rigorosa e affascinante di una storia e di una cultura che costituiscono uno dei pilastri sui quali si fonda la nostra civiltà.
«Se la personalità e il passato di Mauro De Mauro si fossero posti con più decisione al centro delle indagini sulla sua morte, forse si sarebbe potuta percepire la portata dei complotti, degli attentati e dei moti eversivi che di lì a poco, in quella lunga, terribile stagione politica, avrebbero messo in pericolo le istituzioni democratiche». La sera del 16 settembre 1970 il giornalista Mauro De Mauro viene sequestrato sotto la sua abitazione a Palermo e da quel momento scompare nel nulla. Nonostante due istruttorie e un processo, il suo caso resta uno dei più oscuri misteri italiani: nessun colpevole, nessun movente accertato, solo una grave serie di omissioni e distorsioni. Piste ignorate, testimonianze non raccolte, scenari ridotti a un'unica chiave interpretativa hanno pesato sulla ricerca della verità, finendo per oscurare le possibili connessioni tra più moventi complementari. Per oltre cinquant'anni le principali piste seguite - quella mafiosa e quella legata al delitto del presidente dell'ENI Enrico Mattei - si sono concentrate quasi esclusivamente sugli ultimi anni della vita di De Mauro, trascurando sistematicamente ciò che precedeva quella stagione: una biografia intricata e ingombrante, segnata in gioventù da una fervente fede fascista, dalla militanza nella Repubblica di Salò, poi dai legami mai recisi con ambienti conservatori di destra e neofascisti, a cominciare da personaggi come Junio Valerio Borghese. Forse proprio il passato di De Mauro avrebbe potuto far luce sugli interrogativi che orientavano la sua attività giornalistica in quella estate del 1970, su quella verità che, se rivelata, avrebbe - a suo dire - fatto saltare in aria «mezza Italia». In questo libro Mauro Canali interroga le zone d'ombra che hanno circondato il caso. Ricostruendo la «prima vita» di De Mauro e il contesto politico in cui maturò la sua scomparsa, emerge un intreccio inedito tra fascismo repubblichino, eversione nera, interessi internazionali, apparati dello Stato, servizi segreti e criminalità organizzata, sullo sfondo delle tensioni della guerra fredda. L'omicidio del giornalista si colloca così in un crocevia decisivo, a pochi mesi dal tentato golpe Borghese e negli anni più opachi della storia repubblicana. Con una rigorosa ricerca su documenti archivistici e processuali, Mauro Canali restituisce profondità storica a una vicenda rimasta a lungo prigioniera di interpretazioni parziali e che chiama in causa alcuni nodi irrisolti della storia italiana.
Entra nel mondo incantato degli unicorni, delle fate e dei draghetti! Un volume di enigmistica magica che offre ore di divertimento tra cruciverba, labirinti, codici segreti, quiz e giochi di logica. Ogni attività stimola concentrazione, osservazione e fantasia, rendendo l'apprendimento un'avventura emozionante. Le illustrazioni colorate e le ambientazioni fiabesche trasformano ogni pagina in un piccolo viaggio nel regno della fantasia! Età di lettura: da 6 anni.