Riflessione di notevole rilevanza sui cristiani nel Medioriente di oggi, segnato da conflitti, guerre e continue tensioni. In queste pagine, che uniscono acume nel discernimento, una significativa competenza biblica e una spiritualità di inequivocabile profondità, l'autore indica anche una proposta concreta per i cristiani di ogni tempo e luogo. Prendendo spunto dal libro dell'Apocalisse, il patriarca di Gerusalemme argomenta perché, anche di fronte al male subito, il cristiano non si deve chiudere in sé stesso, bensì restare aperto all'incontro con l'altro. Pagine quanto mai attuali per ogni credente, così come eloquenti per ogni lettore.
In occasione dell'VIII centenario della morte di san Francesco d'Assisi, questo libro offre uno sguardo ecumenico molto prezioso su un versante in gran parte ancora sconosciuto, uno sguardo teso a riscoprire e ricomprendere il suo genio spirituale alla luce della grande tradizione cristiana orientale e della teologia ortodossa greca. Sono gli stessi Ortodossi a riconoscere in lui un profeta unico che testimonia l'anima indivisa di tutta la cristianità diventando di fatto il punto in cui s'incontrano le due anime culturali e spirituali della cristianità, quella latina e quella bizantina. San Francesco è certamente il santo occidentale più popolare e più amato nell'Ortodossia, sia greca che slava, anche in ragione delle molteplici affinità con le loro forme più tipiche della vita ascetica e della santità. Queste pagine, che raccolgono i frutti di alcune importanti ricerche avviate dall'Autore già da quasi un trentennio, intendono offrire un contributo significativo alla riscoperta di san Francesco come maestro di riconciliazione, profeta e simbolo di unità tra Oriente e Occidente. Così Francesco ci indica la via dell'unità dei cristiani, a partire dalla riscoperta del comune patrimonio spirituale, ascetico e mistico. Questa comunanza non è solo una promessa, ma anche un impegno e una responsabilità: siamo chiamati, sulle tracce di Francesco a essere icone del mistero, della profezia, della nostalgia dell'amore di Cristo, fino a rispecchiarci pienamente in Lui.
Un viaggio nel cuore della Riforma protestante attraverso le figure di Lutero, Zwingli e Calvino. Il volume offre una sintesi chiara del contesto storico e teologico del XVI secolo e approfondisce i temi centrali della Riforma con il suo nucleo: la dottrina della giustificazione per fede. Adotta inoltre un approccio ecumenico attento alle differenze e rispettoso delle diverse tradizioni. Un testo che vuole essere un aiuto per comprendere le radici del protestantesimo e promuovere oggi un dialogo più consapevole tra le Chiese cristiane.
L'uomo, per sua essenza, è un essere relazionale: nasce e cresce nel rapporto con ciò che è "altro" da sé. Senza la relazione con l'altro — sia il prossimo che Dio stesso — l'io si disintegra, generando solitudine e disperazione. C’è un lavoro che dobbiamo fare su noi stessi per poter crescere e vivere come persone uniche e nel contempo in relazione. C’è un percorso che, come cristiani, dobbiamo compiere per poter vivere l’Unità con la Santissima Trinità, in noi stessi e con gli altri. Il testo offre testimonianze dirette, riflessioni bibliche e riferimenti a documenti ecclesiali utili a comprendere il significato e l’importanza dell’Unità a cui Dio ci chiama. Attraverso una lettura del battesimo nello Spirito come esperienza trasversale a tutte le confessioni cristiane e attraverso suggerimenti di ordine pratico, il testo aiuta il lettore a riscoprire l’identità ecumenica della Chiesa e del Rinnovamento nello Spirito Santo e l’apporto che la spiritualità carismatica può offrire all’impegno ecumenico.
L’opera si presenta come cantiere aperto e sollecitazione per lavori futuri, condotti in modo inclusivo e comparato, perché le teologie possano arricchirsi reciprocamente. La fede oltre le religioni, la pluralità degli studi teologici con i suoi punti di arrivo, in continuo dinamismo, il decisivo lume dell’orizzonte verticale inclusivo nella rispettosa pluralità delle teologie in campo educativo, sono gli spazi di riflessione offerti dal volume. Giuseppina Battista richiama sovente l’opportunità di considerare i vari processi educativi e le teologie che li sostengono, come ‘processi educativi insieme’; insomma teologie delle confessioni cristiane e teologie che si rifanno all’esperienza di fede di Abramo, che possano essere ‘teologie insieme’ a servizio nel vasto campo dell’educazione. (Dalla presentazione di Sua Ecc.za Mons. Enrico dal Covolo)
Giuseppina Battista,
L’Autrice con lunghi anni di ricerca e di studio ha individuato nella pluralità delle antropologie e delle teologie uno spazio di straordinaria importanza per l’educazione che si apre alla trascendenza, colta nella pluralità delle riflessioni di teologia. Con l’attenzione alla ricchezza di questa pluralità, aperta allo scambio del dialogo e all’impegno della testimonianza di credenti, è nata l’idea e la realizzazione di questo volume. Un costante servizio educativo nella scuola statale e in varie Università Pontificie ha corredato il suo percorso di studiosa. Attualmente è docente invitata per il corso di Teologia dell’educazione presso la Università Pontificia Salesiana.
In questo libro padre Stefano Nava, Frate Minore con vasta esperienza nel campo dell’evangelizzazione, esplora in profondità le sfide e le crisi della Chiesa contemporanea, nella dimensione pastorale e spirituale. Attraverso un linguaggio diretto e appassionato padre Nava offre una riflessione dirompente e profetica sullo stato attuale della pastorale e punta a un rilancio dell’azione evangelizzatrice proponendo delle vie concrete. Nato dall’esperienza vissuta dall’autore nelle Missioni al popolo e in altre forme di annuncio, il libro è un vero e proprio "manifesto missionario" per i tempi attuali. Con stile diretto, colloquiale, accessibile ma profondo, l’autore alterna testimonianze personali a citazioni evangeliche e magisteriali (con ampio riferimento a papa Francesco). Contiene strumenti concreti per la formazione e la verifica dell’azione pastorale.
Ingiustamente accusato di antigiudaismo, sospettato di essere poco ecumenico, il Vangelo secondo Giovanni è a volte giudicato anche non molto propizio al dialogo interreligioso. Al contrario la tradizione giovannea, lungi dall’essere di ostacolo a motivo della propria coscienza identitaria, potrebbe essere di esempio, proprio perché testimoniata da una comunità che, avendo sofferto divisioni al proprio interno, ha poi riscoperto la passione per l’unità e si è aperta all’incontro con l’altro. L’attenta ricerca condotta dall’autore mostra come l’odierna lettura del testo evangelico può incoraggiare, sostenere e illuminare i cammini inseparabili e complementari dei dialoghi ebraico-cristiano, ecumenico e interreligioso, riconosciuti essenziali per la chiesa, per la sua fedeltà a Cristo e per il futuro del nostro mondo.
Ben di rado, come negli ultimi anni, si è discusso pubblicamente di ecumenismo. Lo si è fatto, per lo più, a partire dal 2022, sull’onda della catastrofe ucraina, attraverso prese di posizione, articoli su periodici e quotidiani, interventi in rete, in genere per denunciarne la profonda crisi; talvolta, persino la conclamata inutilità o addirittura la dannosità, sullo sfondo del traumatico scenario bellico. Il tutto a sessant’anni dal concilio Vaticano II, che per la chiesa cattolica ha segnato un evidente cambio di passo nelle relazioni con gli altri mondi cristiani - fino ad allora guardati come minimo con estremo sospetto - grazie al decreto del 21 novembre 1964 intitolato Unitatis redintegratio. Questo libro riporta le riflessioni dedicate a tale documento fondamentale proposte durante l’ottavo convegno della Fondazione Pietro Lombardini, a partire dalla situazione preconciliare per giungere alle prospettive future del dialogo fra le chiese cristiane.
Un pastore protestante e un vescovo cattolico condividono in questo vibrante dialogo epistolare un'urgente preoccupazione comune: che il vangelo non sia tenuto prigioniero dalle istituzioni che lo annunciano. Due uomini di fede che si scoprono "fratelli di spirito" tratteggiano, in un'appassionata condivisione ecumenica, un'autentica comunione che li porta a osare una parola audace, insieme critica e costruttiva, per una chiesa al servizio del mondo, che si lascia sconcertare dagli incontri e dalle sfide attuali. "Se desideri una chiesa rinnovata, capace di camminare con passione e umiltà insieme alle donne e gli uomini di oggi; se sogni chiese e religioni in dialogo per rinnovare il loro modo di essere 'comunità generative' per la società; se sogni chiese 'in uscita', appassionate dell'umano; se credi alla serietà del dialogo... questo è proprio un libro che fa al caso tuo" (dalla "Prefazione" di Derio Olivero).
Il testo si propone di presentare lo stato del dialogo ecumenico, alla luce di quanto detto, scritto e fatto negli ultimi decenni in una prospettiva storico-teologica con la quale cogliere la dinamicità, la globalità e la ricchezza spirituale dell'ecumenismo nel XXI secolo. Una documentata riflessione incentrata non solo sulla costruzione dell'unità visibile della Chiesa nella diversità delle sue forme storiche e teologiche, ma anche rispetto al suo impatto nella società contemporanea a partire dalla promozione di una cultura dell'accoglienza, della riconciliazione e della pace. I luoghi, i testimoni, gli eventi, i documenti del dialogo ecumenico costituiscono l'orizzonte nel quale collocare una riflessione sul valore dell'ecumenismo per la Chiese, per le religioni e per la società, sottolineando i passi compiuti dai cristiani nella riscoperta del dono dell'unità sulla scia del Concilio Vaticano II. Un capitolo del libro è dedicato al dialogo ebraico- cristiano in modo da evidenziarne la natura e il legame originario con il cammino ecumenico, e riaffermare la sua peculiarità rispetto al dialogo interreligioso. La parte conclusiva del volume tratta delle radici e del presente del dialogo ecumenico in Italia alle prese con nuove sfide.
Abbiamo bisogno di saper immaginare un mondo diverso, evitando certo le fughe in avanti del sogno utopico, come di cadere nelle nostalgie della retropia o di cedere alle previsioni apocalittiche della distopia.
La genesi di questo libro risale a un evento di importanza storica: nel 2019, ad Abu Dhabi, papa Francesco e l'imam Ahmad Al-Tayyeb hanno sottoscritto il Documento sulla fratellanza per la pace mondiale e la convivenza comune. È un accorato appello ai cattolici e ai musulmani di tutto il mondo, insieme agli altri credenti e ai non credenti, a costruire relazioni fraterne e a ripudiare ogni forma di violenza. In Italia, giovani cristiani e musulmani hanno raccolto questo invito. Nell'amicizia e nell'ascolto, condividendo il pasto e il lavoro, la riflessione e il gioco, ospitandosi nelle case e nella preghiera, hanno dato vita a un progetto pionieristico di dialogo. L'Autore, frate cappuccino, è stato tra gli ideatori di questo progetto e oggi lavora proprio ad Abu Dhabi, presso l'Abrahamic Family House, dove ebrei, cristiani e musulmani lavorano insieme con pari dignità e responsabilità.