
Il libro fornisce un ulteriore e significativo contributo all'ampio dibattito su uno dei temi di maggiore urgenza nell'odierno orizzonte culturale, politico e religioso: il ruolo, nella societa' moderna, dei mezzi di comunicazione sociale. Il riconoscimento del sempre maggiore potere e della sempre piu' capillare pervasivita' dei mezzi di comunicazione di massa, ma anche le preoccupazioni che quel riconoscimento medesimo desta negli operatori dei mass media ed anche in chi di questi strumenti e' semplice spettatore, sembrano rendere ogni giorno piu' indilazionabile la domanda se non sia in qualche modo necessario determinare un orientamento di tipo etico e morale che disciplini i sempre piu' complessi ed articolati processi comunicativi. Il presente volume cerca di trovare risposta a questa domanda percorrendo un doppio binario: quello rappresentato dalla riflessione che la Chiesa ha storicamente svolto sull'argomento e quello rappresentato da coloro che in questo settore sono impegnati in prima persona.
Qual è il ruolo del giornalista dinanzi al terrorismo? Con l'analisi di alcuni interventi di opinione espressi attraverso pubblicazioni specializzate, il libro tenta di comprendere quando e in che modo il giornalista, o qualsiasi operatore della comunicazione, offre un involontario sostegno a chi persegue un'attività losca e fomenta l'odio fra i popoli; e quando deve accorgersi di essere diventato uno strumento e cessare ogni sorta di propaganda a chi si nasconde e utilizza metodi illeciti.
Contrariamente a quanto si possa pensare, i capi non sono più aiutati dalle aziende a esercitare la loro funzione e non sanno come agire: motivare, dirigere, controllare, aiutare. Il "buon" leader include e integra, ma la buona leadership contempla anche il suo opposto: l'esclusione, il dominio, il narcisismo. Il lato oscuro che va conosciuto per impedirne il sabotaggio. La psicoanalisi italiana ha negli ultimi venti anni costruito l'idea di un capo in grado di gestire le proprie debolezze e favorire la realizzazione del compito: un capo che valorizza le persone ed è instancabile nell'innovazione di se stesso e della sua organizzazione. Per tale motivo il Capo di Buona Speranza è un luogo della geografia psichica, una terra di confine, poiché i confini sono gli spazi di maggior vitalità. Il volume fa il punto sulla leadership in una società che cambia e fornisce la chiave per spiegare e supportare i capi nel loro ruolo, per indirizzarli verso le relazioni più proficue verso i collaboratori e i partner.
Un'ampia opera in tre volumi che descrive, nella prospettiva di una storia socio-culturale, il rapporto tra cinema e mondo cattolico dalle origini del medium ai nostri giorni.

