
Lo Hobbit è sempre stato considerato dalla maggior parte dei critici un semplice racconto per bambini, il presente volume vuole invece mettere in evidenza tutta la profondità di vedute e la ricchezza di stili dell'opera che merita una valutazione di ben altra portata. Gli articoli degli autori italiani sono frutto di uno studio di ricerca corale. A questi sono affiancati saggi di critici stranieri oggi considerati tra i contributi più importanti sullo Hobbit. Arricchiscono il libro due poesie di Tolkien tradotte in italiano.
La nuova edizione del Dizionario di Scienze dell’Educazione mantiene sostanzialmente l’impostazione generale e i tratti caratteristici della prima, che ha trovato ampi consensi da parte degli utenti. L’impegno di revisione e aggiornamento ha comportato, tuttavia, diverse operazioni di non poco significato: 1) Inserimento di nuove voci di particolare rilevanza nel clima culturale attuale; in questa seconda edizione le voci autonome trattate direttamente sono 983 (78 in più che nella prima edizione); i rimandi a voci collettive sono 605 (84 in più che nella edizione precedente). 2) Rielaborazione di alcuni testi: riguardanti un piccolo numero di voci segnate dal passo dei tempi. 3) Rilettura di tutti testi, che ha comportato: l’introduzione di lievi ritocchi, aggiunte e correzione di eventuali sviste sfuggite nella prima edizione. 4) Aggiornamento della bibliografia: inserimento di alcuni titoli di opere di particolare importanza o attualità.
Destinatari prioritari del DSE sono gli studenti di scienze dell’educazione delle Facoltà universitarie e delle Scuole superiori. Il DSE si rivolge anche ai docenti, agli educatori, ai genitori e, in generale, alle persone interessate ai problemi educativi e scolastici a diversi livelli e in differenti contesti. Il DSE si propone di essere uno strumento di lavoro e di consultazione seria e scientificamente qualificata. In tal senso intende rendere conto dello stato attuale degli studi e della ricerca relativa all’argomento o soggetto trattato.
Nel pieno rispetto della serietà scientifica, lo stile dei contributi cerca di essere chiaro e semplice, evitando, nella misura del possibile, terminologie eccessivamente specialistiche che solo gli addetti ai lavori potrebbero comprendere. Trattandosi di un dizionario e non di una enciclopedia, le singole voci sono essenziali e sintetiche. La breve bibliografia che completa ciascuna voce consente ulteriori approfondimenti. Si tratta, inoltre, di un dizionario di scienze pedagogiche. Di conseguenza, il discorso si riferisce e si pone nella prospettiva appunto delle scienze dell’educazione e della formazione, evidenziando la valenza educativa e pedagogica di quanto viene presentato. La sottolineatura degli aspetti teorici si coniuga con l’attenta considerazione delle possibili realizzazioni nei diversi ambiti attinenti l’educazione e la formazione.
I collaboratori che hanno partecipato alla redazione dei testi, nel suo insieme, sono 184 (24 in più che nella prima edizione), appartenenti a 15 diversi paesi (europei, africani, asiatici e americani). Al volume è allegato un CD-ROM per la consultazione off-line. È una risorsa ulteriore che facilita la consultazione e consente un accesso rapido e diretto alle singole voci o ai rimandi. Il DSE prossimamente sarà ulteriormente arricchito da un sito internet (http://dizionariofse.unisal.it).
Il volume raccoglie gli atti e documenta l’esperienza del Convegno nazionale "Cooperative learning e scuola del XX secolo. Confronto e sfide educative" svoltosi all’Università Pontificia Salesiana nella sede centrale di Roma dal 5 al 7 settembre 2007 che ha riunito circa seicento partecipanti.
Gli interventi sono suddivisi in una prima parte che presenta il quadro di riferimento culturale del Cooperative learning legato alla scuola del XXI secolo e alle sfide educative e in una seconda parte che mette in evidenza esperienze di efficacia sul campo in diverse scuole di diverso ordine e grado.
I contributi scritti sono in particolare di Angeloni M., Annunziata A., Antolini E., Bertazzi L., Cacciamani S., Celi F., Cesari A., Chiarle A., Comoglio M., Cretella E., Di Vincenzo C., Dicorato C., Dorigoni C., Falasca M., Fazi E., Fiorin I., Guarnacci A., Mancinelli C., Napoletano F., Ogliari I., Pachera P., Rosati N., Tognon G., Toso M., Troiani E.
La riflessione teorica è abbondantemente supportata da proposte concrete descritte dagli attori protagonisti (dirigenti, insegnanti, allievi, genitori, amministratori...) in forma di progetti, sperimentazioni, piani d’azione, ecc.
Il DVD allegato arricchisce il testo con una quindicina di ore di filmati e audio registrazioni che riprendono alcune parti dell’evento, in particolare interventi non scritti.
Ulteriori informazioni che danno continuità all’esperienza si trovano sul sito Internet http://cooperativelearning.unisal.it/.
L’essere del bene comune è sempre meno percepibile e sperimentabile in una società e in una cultura in cui l’agire retto ed il bene umano sono ritenute nozioni prive di fondamento etico oggettivo e di senso per la collettività. Crediamo che riflettere sul bene comune, allora, sia divenuta una urgenza. E questo volume vuole proprio rispondervi articolando una riflessione su due livelli: teoretico e pedagogico.
Si dovrà far fronte con ottimismo, con rinnovato interesse e con passione educativa ad alcune sfide: riconoscere il valore supremo della dignità umana, illuminata dalla fede, e lottare per farla divenire meta di ogni azione riflessiva ed educativa. Credere profondamente nell’essere umano, nelle sue capacità e risorse. Credervi anche quando la fragilità, l’imperfezione e la miseria umana sembrano aver preso il sopravvento e offuscato la sua dignità. Educare a vere relazioni interpersonali. Creare spazi (soprattutto in famiglia) in cui intessere trame di rapporti "nutrienti" ove si impari l’alfabeto dell’essere e del bene. Costruire una cultura della responsabilità, della fraternità e della solidarietà, dando valore al volontariato, al gratuito e al servizio. Educare alla diversità, alla tolleranza, alla convivenza pacifica, all’integrazione. Educare all’ecologia attraverso una riduzione dei consumi, la condivisione delle risorse, uno stile sobrio, la difesa dell’ambiente.
Ci auguriamo che questa pubblicazione stimoli buoni pensieri e muova azioni che promuovano il bene comune, aiutando a costruire quella speranza di cui, ripetutamente ci ha parlato Benedetto XVI e secondo il quale, realizzare il bene comune è speranza in atto.
L’Università deve essere un’universitas di discipline, tutte importanti e tutte necessarie per offrire quel sapere globale e sapienziale a cui aneliamo, per rispondere alle impellenti domande sul senso delle cose e della vita, per vivere da persone libere e responsabili, impegnate solidalmente nel compimento umano in Dio.
Da tempo nelle Università si riflette – si può dire che si tratta di una questione strutturale e congenita alle comunità accademiche, che ritorna ciclicamente, specie quando si intenda perseguire l’interdisciplinarità – sui problemi metodologici delle varie scienze prese a sé o in connessione tra loro. Infatti, la metodologia di ogni scienza è decisiva per definirne l’identità e la specificità del contributo nel concerto dei saperi.
Il Comitato Interfacoltà per la Ricerca dell’Università Pontificia Salesiana ha attivato una serie di incontri rivolti a dottorandi, studenti, ricercatori e docenti sul tema della metodologia, allo scopo di suscitare occasioni positive di riflessione culturale e di confronto su alcune metodologie di ricerca utilizzate e utilizzabili all’interno del mondo universitario.
Questo volume raccoglie gli interventi su alcune tematiche di metodologia delle varie scienze. Esso è introdotto dal Rettore, prof. Mario Toso, che presenta un quadro generale in cui collocare il discorso sulla metodologia delle scienze; il prof. Pio Scilligo tratta il tema: "La ricerca empirica. Modelli, risorse e limiti"; il prof. dr. Roberto de Mattei: "La ricerca storica: Modelli, risorse e limiti della metodologia storico-critica"; S. Ecc. Mons. Angelo Amato: "La metodologia della ricerca in prospettiva filosofico-speculativo-teologica"; il prof. Sergio Rondinara: "Metodologia della ricerca interdisciplinare-multidisciplinare-transdisciplinare".
Il volume è arricchito dall’intervento del prof. Michele Sorice: "La ricerca dell’Audience dei media: strategie, metodi e nuove proposte"; si conclude con il saggio della dott.ssa Misikova Lubica: "Per una epistemologia del cuore come epistemologia integrale" e quello del dott. Guido Baggio: "Lyotard e il sublime kantiano. Oltre il postmoderno", che presenta l’itinerario intellettuale e metodologico di J.-F. Lyotard.
Come rintracciare in quest’umanità ferita da ingiustizie e conflitti amplificati dai media, richiami alla speranza che sembrano ormai sparuti quanto il senso di solidarietà? Eppure durante ogni lungo inverno le gemme della primavera silenziosamente si formano. Con questo titolo si è voluto testimoniare la rinnovata presenza di nuove possibilità proprio attraverso la comunicazione che permea e caratterizza la vita e le relazioni umane.
Il tema della speranza e della fiducia che Papa Francesco ha dedicato alla giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2017, diviene qui occasione e stimolo di approfondimento per quanti si occupano di comunicazione a vario titolo e livello. In questa raccolta troviamo 12 brevi saggi con la prefazione di Don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio Nazionale Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana. A offrire interessanti prospettive sul tema del Pontefice, Don Mauro Mantovani Rettore dell’Università Pontificia Salesiana e Don Peter Gonsalves Decano della Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale, oltre ai docenti della Facoltà: Simonetta Blasi, Maria Emanuela Coscia, Cristiana Freni, Tadeusz Lewicki, Anthony Lobo, Maria Paola Piccini, Vittorio Sammarco, Tommaso Sardelli, Roberto Scardella, Paola Springhetti.
Si tratta del sesto volume della collana Percorsi di Comunicazione, progetto di contributi annuali della Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale dell’Università Pontificia Salesiana, nato nel 2013 da un’idea e sotto la guida del Professore Emerito Don Franco Lever assieme al Magnifico Rettore Mauro Mantovani. Con questa iniziativa la FSC promuove una riflessione sui principali temi della comunicazione, traendo spunto dal contenuto del Messaggio del Papa in occasione delle Giornate Mondiali delle Comunicazioni Sociali, per rinsaldare l’aspetto umanistico e non strumentale della Comunicazione.
Il presente volume vuole essere una guida per orientarsi nel Magistero della Chiesa universale in materia di educazione. Prendendo le mosse dal Concilio Vaticano II arriva fino ai giorni nostri con una sintesi ragionata dei pronunciamenti dei Pontefici e dei principali documenti delle Congregazioni vaticane.
Quantunque redatto in Italia, il libro vuole proporsi a un pubblico quanto meno attento a uno scenario internazionale e globale, per offrire un solido riferimento teorico a tutte le situazioni particolari che si possono creare nei singoli Stati.
Il volume si articola in una introduzione seguita da cinque capitoli: il primo tratta le motivazioni teoriche che giustificano l’azione educativa della Chiesa; il secondo prende in esame tutte le caratteristiche delle scuole cattoliche; il terzo è dedicato all’insegnamento scolastico della religione cattolica; il quarto presenta la realtà delle università cattoliche e delle istituzioni accademiche ecclesiastiche; il quinto descrive le conseguenze pastorali che possono derivare da tutta l’articolazione del settore.
Non è per niente facile parlare in pubblico; eppure è qualcosa che ci viene continuamente richiesto, anche se talvolta non ce ne accorgiamo: la capacità di esprimersi con chiarezza e convinzione è determinante nella vita professionale come in molti altri ambiti.
Questo libro insegna un’arte antichissima e spesso dimenticata, che gli antichi chiamavano retorica; un’arte che insegna ancora oggi a:
vincere l’imbarazzo dare vita alle proprie parole trovare le parole giuste costruire un’argomentazione convincente evitare gli errori... ... e soprattutto a farci ascoltare
Destinatari
Ampio pubblico, adatto anche per le piccole occasioni in cui si è chiamati ad esprimersi in pubblico.
Autore
Gilbert Collard è un avvocato e un brillante oratore, con una solida formazione da retore. Nei suoi volumi svela il know-how necessario per affascinare e convincere le platee.
Punti forti
Un manuale utile in tutte le occasioni della vita quotidiana, da consigliare anche ai parroci e a chi conduce attività a contatto con il pubblico.
Fin dagli albori la sfera del sacro ha avuto un rapporto profondo con la rappresentazione scenica, rapporto che la religione cristiana ha esplicitato ulteriormente, per la sua intrinseca natura di esperienza di fede nel Dio che si è fatto uomo. Erede di una ricca tradizione, la produzione teatrale ispirata ai temi della spiritualità conosce oggi un momento di grande fecondità e si apre a nuove prospettive, come attestano gli approfondimenti e le esperienze raccolte in questo volume. Un contributo di riflessione che viene ad affiancare il crescente successo del progetto "I Teatri del Sacro".
Il legame tra la teologia e la politica è tornato prepotentemente in primo piano, non solo con l’affermarsi di forme di radicalismo islamico, ma anche con la rinnovata centralità del cristianesimo, e delle forme di vita tradizionali a esso ispirate, nel “secolarizzato” Occidente. Come provano a dimostrare i testi raccolti in questo volume, però, fra la politica e la religione c’è una relazione ben altrimenti complessa, in gran parte confluita nell’elaborazione del concetto di “teologia politica”, a significare l’origine teologica delle categorie portanti della moderna politica occidentale. Come è giusto ricordare, questo approccio, che ovviamente va fatto risalire a Carl Schmitt, ma anche a Jacob Taubes, ha goduto di una ricezione privilegiata e precoce da parte degli intellettuali italiani, in largo anticipo rispetto ad altri contesti culturali.
È dunque nell’arco dell’orizzonte teorico schmittiano e della sua critica che i contributi qui offerti cercano di mettere a fuoco il nesso tra religione e politica, lungo un percorso articolato in tre tappe, corrispondenti alle tre parti del libro: Teologia politica e pensiero italiano, Il dibattito tedesco e Per una critica della teologia politica. L’ambizione collettiva degli autori è quella di confrontarsi fruttuosamente con la pluralità dei discorsi teologici politicamente attivi, propri tanto dei monoteismi quanto delle rivoluzioni (si pensi alla “spiritualità politica” di cui parlò Foucault in occasione della sollevazione iraniana del 1978), e con gli addentellati che essi presentano con la dimensione economica – travolta dalla grande recessione iniziata nel 2008 –, con quella giuridica e con quella più propriamente politologica.

