
Se si chiede a un fi glio della tradizione occidentale che cosa sia la filosofia, la risposta più probabile sarà che è l’esercizio del pensiero critico. Ma, se si fa la stessa domanda a qualcuno che coltivi la filosofia essendo radicato in un’altra tradizione, costui risponderà che essa è iniziazione alla vita. È in questo secondo senso, più pregnante e integrale, che Panikkar si è aperto all’esperienza fi losofica, a cui inerisce inscindibilmente un valore teologico e spirituale. Questo per lui ha comportato un cammino di maturazione che consente di portare a convergenza i significati riconosciuti nella ricerca e il modo di esistere. Dalla Prefazione di Roberto Mancini
Una biografia del servo di Dio cardinale van Thuan raccontata dalla sorella Élisabeth, con la collaborazione di padre Stefaan Lecleir, nel contesto della sua vita familiare, del sacerdozio e della vita in prigione. Il racconto si concentra in particolare sulla sua profonda vita spirituale, sulle grandi sofferenze durante i tredici anni di prigionia, sulla sua forte capacità di amicizia con i nemici e la profonda venerazione per Cristo nell'eucaristia. la vicenda umana e di fede del cardinale è ben documentata e include numerose testimonianze di quanti lo hanno conosciuto personalmente.
Un grande pensatore "immorale" del Novecento per affrontare le questioni più spinose del nostro tempo. Bertrand Russell è un simbolo del pensiero libero e progressista del Novecento. È stato uno dei più grandi logici e filosofi del secolo, e ha vinto il premio Nobel per la letteratura nel 1950. Ha fondato una scuola alternativa per i bambini, e divulgato in maniera inimitabile la scienza e la filosofia. Ha combattuto contro la religione e la superstizione, e a favore dell’amore libero e dei matrimoni aperti. È stato incarcerato due volte per pacifismo: la seconda, a novant’anni! Ha istituito un tribunale contro i crimini di guerra degli Stati Uniti in Vietnam. E a novantott’anni, due giorni prima di morire, ha lanciato un ultimo appello contro i crimini di guerra di Israele in Palestina. È considerato un "cattivo maestro" da tutti i farisei, di ieri e di oggi.
La figura di un fedele laico esemplare: Una percorso segnato dalla passione per l'uomo, dal dramma del nazifascismo e da un'eredità cruciale per la Chiesa di oggi. Giuseppe Lazzati ha attraversato il Novecento, con tutti gli orrori e le speranze, le contraddizioni e le intuizioni che hanno caratterizzato il suo tempo. A quarant’anni dalla morte, molte sfide contemporanee non sono poi così diverse: un futuro di pace da immaginare, forze democratiche da costituire, l’emergenza educativa delle nuove generazioni e la capacità mai scontata di leggere i segni dei tempi. Da qui la necessità di una pubblicazione che, da una parte, presenti i tratti essenziali della biografia e della spiritualità di Lazzati e, dall’altra, ne riproponga l’estrema attualità del tratto umano e dell’esperienza cristiana mediante quattro "chiavi di lettura" della sua vita: la fede, l’educazione, la cultura, la politica. Ne emerge la figura di un cristiano con il sorriso, dedito tanto all’azione quanto alla contemplazione. È, questa, un’espressione di profezia della quale siamo riconoscenti al venerabile Giuseppe Lazzati.
«Guardavo la scena e non riuscivo a credere che una bulgara come me fosse seduta alla destra del presidente degli Stati Uniti.» Dalla Sofia degli anni Trenta alle macerie del dopoguerra, dall’esilio all’America del boom, fino alla Roma del giornalismo internazionale: Maria Kiselova Romersa racconta la propria esistenza come un lungo viaggio attraverso la grande Storia. Nipote del Generale Kiselov, eroe della Prima guerra mondiale, e figlia di un avvocato coinvolto nella diplomazia bulgara, Maria vede crollare in un solo giorno il mondo dell’infanzia: l’arresto del padre, la persecuzione comunista, la fuga, la povertà. Ma proprio da quel crollo nasce la sua seconda vita: costruita con il lavoro, la tenacia e l’incontro con Luigi Romersa, celebre giornalista e compagno di un’avventura umana e professionale straordinaria. Con lui, Maria incrocia figure che hanno segnato un’epoca - da Perón a Lyndon Johnson, da Tito a Salvador Dalí - e restituisce in queste pagine il ritratto vivido di un secolo in movimento.
Letizia Moratti, che incrocia la storia personale e l’impegno civile e politico. Ci sono l’infanzia, la formazione, l’incontro con Gian Marco Moratti, i figli, ma anche la fede e la fondazione della comunità di San Patrignano. E poi gli incarichi pubblici in Rai come presidente, a Milano come prima donna sindaco della città e oggi in Europa, al Parlamento. Ma soprattutto la sfida di Expo: fortemente voluta e destinata a cambiare il volto della metropoli lombarda in modo radicale. Molti gli incontri e i retroscena raccontati per la prima volta: la caccia ai voti per vincere la sfida con Smirne, l’impegno di una donna che, da sola e a sue spese, gira cinque continenti attivando o rilanciando relazioni internazionali di grande rilievo strategico. La ritroviamo scortata da uomini armati di mitra nella foresta della Colombia, coinvolta in un blitz a Londra, «sequestrata» a Washington da parte degli uomini della sicurezza del presidente per un incontro al vertice. Ma a muoversi in quell’occasione fu tutta la squadra italiana: da Berlusconi a Prodi e D’Alema. Un modello che forse tuttora ha da insegnare qualcosa all’Italia divisa di oggi perché il Paese - e Milano in testa - può ancora puntare a sfide importanti.
«La medicina efficace nasce dal conflitto: tra saperetradizionale e osservazione diretta, tra autorità e esperienza,tra prudenza e coraggio». Figura affascinante e controversa, Marco Aurelio Severino (Tarsia, 1580 - Napoli, 1656) fu uno dei più originali protagonisti della medicina e della cultura europea del Seicento. Chirurgo innovatore, anatomista e scienziato, ma anche filosofo e discepolo di Campanella, visse tra la Calabria e Napoli, al centro di una rete intellettuale che travalicava i confini del Regno per intrecciarsi con le principali correnti europee. La sua vicenda biografica - dalla formazione provinciale al successo accademico, dalle disavventure con l’Inquisizione alla lotta contro la peste - restituisce l’immagine di un uomo capace di coniugare pratica ospedaliera, ricerca sperimentale e pensiero critico. Questo volume ne ripercorre la vita e l’opera, restituendo il ritratto di un "medico a rovescio" che seppe collocarsi nell’élite culturale transnazionale del suo tempo, anticipando temi e metodi della modernità scientifica.
Cosa rende grande un personaggio e lo offre alla memoria eterna? Federico II fu l'«ultimo imperadore delli Romani», secondo Dante, per l'altissima consapevolezza del proprio ruolo di guida dell'umanità. Questo profilo critico ne misura la statura attraverso gli eventi in cui anche il mito si fa storia. Costruendo uno Stato, Federico assecondò rivoluzionari cambiamenti dell'epoca, in un sistema in cui tutto converge: diritto, politica, edilizia pubblica, nuove idee di nobiltà, scienza, poesia.
Nella Roma sconvolta dalle proscrizioni di Silla, dove le strade si riempiono di cadaveri e la politica è diventata una guerra civile, una giovane patrizia osserva il crollo del suo mondo. Attorno a lei si muovono figure che cambieranno il destino della storia - Cesare, Cicerone Catilina - ma è la sua voce a guidare il lettore dentro il cuore di Roma, nelle sue case, nei suoi giardini, nei suoi intrighi e nei suoi segreti. Un romanzo che restituisce voce e anima a una figura femminile complessa e affascinante, nota ai più come la Lesbia di Catullo ma qui raccontata nella sua verità più intima, divisa tra il dovere imposto e il desiderio di libertà: è lei a mettere a nudo il prezzo che le donne pagano quando la storia è scritta dagli uomini.
Suor Ana de Cristo, monaca clarissa, nel 1620 lasciò Toledo e si imbarcò alla volta delle Indie. La sua era una missione reputata quasi impossibile: lasciare la clausura in cui aveva vissuto fino a quel momento e raggiungere le Filippine per fondare il primo monastero di Manila. Insieme a lei, in questo viaggio straordinario, altre otto missionarie e la guida spirituale Jerónima de la Fuente, mistica carismatica, figura autorevole e visionaria, vera coprotagonista di questa avventura tutta al femminile. Un lungo viaggio attraverso tre continenti e due oceani, che possiamo oggi ripercorrere sulla base di una cronaca d’epoca scritta dalla stessa Ana, donna dalla vocazione contrastata, che passa improvvisamente e in tarda età dalla vita nelle quattro mura del convento a esplorare un mondo dai confini ancora ignoti. Un racconto di viaggio e di formazione tutto al femminile, ma anche un affresco storico che restituisce il mondo della prima età moderna, attraversato da guerre di religione, spedizioni coloniali e ansie di salvezza spirituale. Un passato che è ancora in grado di interrogarci grazie a una figura femminile potente, dimenticata dalla storia, ma capace di parlare al cuore del lettore contemporaneo.
Romanziera, memorialista, filosofa, insegnante, incarnazione del mito della Rive Gauche oltre che icona di stile, Simone de Beauvoir è conosciuta soprattutto come autrice del Secondo sesso, scandaloso successo che nel 1949 denunciò la condizione di subalternità della donna. Principio di emancipazione per molte, il suo saggio è anche il punto di arrivo di una riflessione sul problema dell'Altro elaborata fin da giovanissima, nei romanzi prima ancora che nei saggi, e in dialogo con la filosofia del tempo (Sartre incluso), con il cattolicesimo (pur formalmente rigettato) e con il modernismo letterario. Il volume fa riscoprire la prima Beauvoir, pensatrice a tutti gli e etti politica, e illumina alcuni aspetti della sua opera finora trascurati, quali l'ideale di reciprocità e la sensibilità verso le contraddizioni femminili, suggerendo così ragioni inedite per cui vale ancora la pena leggere i suoi lavori.

