
L'opera teologica di Hans Waldenfels, nel vasto e pluriforme panorama della teologia fondamentale contemporanea, si accredita soprattutto per due motivi: da un lato, come pochi altri, egli ha saputo recepire in forma integrale e creativa il contenuto dottrinale e ispirativo della Costituzione dogmatica del Vaticano II Dei Verbum sulla divina rivelazione, sviluppando in particolare quella proposta di teologia "contestuale" che lo ha reso celebre a livello internazionale; dall'altro lato, innestando la sua riflessione sulle linee-forza del magistero conciliare, Waldenfels si è impegnato, in modo coerente e omogeneo, a svilupparne la prospettiva in relazione alla quaestio di fatto via via resasi più urgente nel post-concilio in riferimento al tema della rivelazione: il pluralismo delle religioni, come, in un famoso intervento del 1996, ha sottolineato con decisione l'allora cardinale J. Ratzinger. Per questi motivi la teologia di Waldenfels costituisce un importante e per certi versi imprescindibile punto di confronto per chiunque voglia oggi approfondire seriamente la teologia delle religioni e del dialogo interreligioso. La ricerca svolta con puntiglio, rigore e apertura d'orizzonti da Vincenzo Di Pilato offre in queste pagine un'esaustiva ricostruzione analitica che va di pari passo con un'acuta valutazione sintetica dell'intera opera di Waldenfels, privilegiando l'interesse per l'incontro tra la rivelazione cristiana e le grandi tradizioni religiose dell'umanità, e insieme propone un'opera originale, a partire dal confronto cordialmente sintonico e scientificamente critico con la ricostruzione e l'analisi delle molteplici articolazioni del pensiero di Waldenfels. Di Pilato offre così un quadro vasto e convincente in cui trovano adeguata sistemazione le tematiche di una collocazione teologica persuasiva e pertinente delle religioni nella storia della salvezza alla luce dell' ephdpax cristologico, di una criteriologia incisiva e produttiva per il loro corretto discernimento, di una delineazione coerente e significativa dell'identità per sé dialogica della missione ecclesiale.
Spesso l'incontro tra le scienze e la teologia viene presentato in termini di conflitti, scontri e incomprensioni. La storia passata e presente è piena di contraddizioni implicite o esplicite tra gli uomini di scienza e quelli di fede (come l' "affare Galileo" o il dibattito sull'evoluzionismo). Contro il concordismo - che confonde e mescola indebitamente scienza e teologia - e il discordismo - che mette "muso a muso" le due discipline - il presente lavoro si basa sulla speranza di poter realizzare un dialogo che non mutili né la verità scientifica né quella teologica. Nel primo capitolo Lambert fornisce una definizione del fenomeno scientific('); quindi espone la teologia cattolica della creazione e della ragione; ~amina successivamente le diverse 'modalità di dialogo scegliendo quelle che rispondono meglio alle sollecitazioni provenienti dall'uno e dall'altro campo. Un testo stimolante non solo per gli addetti ai lavori, ma per quanti, credenti o non, desiderino capire come la teologia cattolica resti pensabile quando si confronta con il pensiero scientifico contemporaneo.
Un'opera di grande originalità, che vuole contribuire a mantenere vivi il ricordo e la pratica di una tradizione assai amata, e ricordare al tempo stesso la figura straordinaria del santo che l'ha 'inventata'.
Dalla quarta di copertina:
La tesi del volume è che la concezione dell’uomo come immagine di Dio, proposta dall’antropologia cristiana, se correttamente intesa e articolata, è in grado di garantire e difendere la vera “umanità” dell’uomo. Una tale concezione è capace di sostituire una identità debole, modulare, precaria, impersonale, con una identità “aperta”, nel significato di forte, universalistica, esemplare, non esclusiva, adottabile da ogni uomo, sotto ogni orizzonte di tempo e di cultura.
L’intento del volume non è tanto la ricerca e la determinazione dell’identità cristiana in se stessa e neppure la sua manifestazione storica, quanto la descrizione dell’identità dell’uomo cristiano nel nuovo contesto di una società globalizzata e dominata dalla rivoluzione biotecnologica. I fenomeni della globalizzazione e della rivoluzione biotecnologica influiscono profondamente nel cambiamento e nella determinazione delle coordinate antropologiche, che vanno, pertanto, ridefinite e riprecisate.
Questo volume si pone in continuazione ideale con il precedente, su L’antropologia cristiana tra modernità e postmodernità. La prima parte: L’identità aperta tra biologia e biografia, è dedicata alla descrizione dell’identità debole e impersonale, che è all’origine della questione antropologica. La seconda parte: L’identità aperta tra incarnazione e differenza, prende in esame l’identità forte, propria dell’immagine di Dio, che può dare una valida soluzione alla questione antropologica. La categoria dell’uomo immagine di Dio, nucleo dell’antropologia cristiana, ha una sua validità che supera le contingenze delle stagioni culturali, ed allo stesso tempo ha reso possibile lo sviluppo di una antropologia cristiana, non in contrapposizione alle altre antropologie esistenti, ma in dialogo con esse.
Recensioni:
"L'identità aperta" [...]: questo titolo è più che una provocazione, è un invito a riflettere sulla questione forse più urgente del nostro tempo: la relazione e l'incontro tra le diversità, il problema della loro reciproca armonizzazione in vista della promozione del bene comune.
R. Di Ceglie, in Asprenas vol. 54 (3-4/2007) pp. 349-352
Un libro in cui il teologo tedesco, con la sua cultura teologica e con la sua esperienza ecumenica, indica la via e incoraggia il dialogo. Bilancio provvisorio in materia di ecumenismo: il card. Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unita dei cristiani, descrive in questo volume il compito e le linee-guida dell'Ecumene dal punto di vista cattolico. Egli segna le tappe centrali dell'intesa raggiunta con le Chiese della Riforma e con le Chiese orientali. Sono indicate le questioni aperte, non da ultimo nella prospettiva del discusso ministero del papa. Un libro in cui il teologo tedesco, con la sua cultura teologica e con la sua esperienza ecumenica, indica la via e incoraggia il dialogo. L'Ecumene e senza ritorno: in essa non si tratta altro che della forma futura della Chiesa.
Tramite questo libro il lettore potrà accedere ai contenuti di tutte le opere teilhardiane (190 scritti che furono raccolti postumi nei tredici volumi della sua opera omnia, circa 4000 pagine), sia quelle pubblicate in Italia in tempi e presso editori diversi, sia gli scritti ancora inediti, che sono qui sintetizzati in modo compiuto attraverso schede in cui sono evidenziati i concetti portanti dell'autore, rispettando l'articolazione del documento originale.

