
Il cuore della vita della Chiesa: parola e ascolto.
Alla riscoperta dei modi perduti! Oggi la comunicazione avviene in tanti modi: "sms", "e-book", "e-mail", "internet"; l'immediatezza prevale sullo strumento e sulla forma. Non assaporiamo più il profumo dell'inchiostro sulla carta, la bellezza della calligrafia, espressione della personalità. Tutto segue la logica del "mordi e fuggi", ci manca la possibilità di meditare sul testo. La lettera, invece, ci dà la possibilità di rileggere un messaggio, di meditare con calma, di lasciare una traccia nel tempo. La comunicazione è diventata difficile anche nelle parrocchie; questo testo si propone come momento di riflessione per la crescita personale e della comunità.
Chiesa, dove vai? Viene da lontano, la crisi che sta attraversando il pontificato di Benedetto XVI. Lo scandalo dei preti pedofili e i tanti cristiani che "abbandonano" la Chiesa non sono emergenze dell'oggi. È una crisi spirituale, per lo scadimento della vita di fede e della morale. Una crisi istituzionale, che chiama in causa episcopati e Curia romana. Una crisi nei rapporti con la modernità, con la cultura laica. Tuttavia, oltre a essere un atto d'accusa e di indignazione, questo pamphlet è anche un atto d'amore verso la Chiesa di un cristiano che, come tanti credenti e non, si augura l'inizio di una grande riforma e un ritorno a quella rivoluzione, lasciata a metà, del Concilio Vaticano II.
"Questo è un libro che avrei preferito non scrivere" dichiara Hans Kung, ma non ha potuto tirarsi indietro di fronte allo spettacolo della sua Chiesa che si condanna alla morte. Negli ultimi tre decenni infatti la Chiesa cattolica ha affossato gli impulsi promettenti del Concilio Vaticano II e ha abbracciato di nuovo una visione retrograda della società e del proprio ruolo: per esempio, l'appello costante alla tradizione non è un richiamo alla purezza delle origini, ma un tentativo di mantenere un papato autocratico e medievale che ha già irrigidito la struttura ecclesiastica e la dottrina morale. Dalla Controriforma alla condanna della scienza, dalla negazione dell'evoluzionismo alla visione ristretta della sessualità, Roma ha scelto di rimanere cieca e sorda di fronte ai problemi dei fedeli, perdendo la presa sulla realtà. Né ha saputo riconoscere le questioni che tormentano i suoi ministri, prima fra tutte l'obbligo del celibato, una delle cause del calo di vocazioni che condiziona negativamente la cura pastorale. La dura analisi di Küng ripercorre la storia e gli errori del Vaticano, ne diagnostica con chiarezza i mali e propone le uniche cure possibili per risanarlo e riportarlo, presente e vivo, in mezzo alla gente: lasciarsi alle spalle i vecchi pregiudizi, condannare (non solo a parole) gli sbagli del passato, abolire le gerarchie a favore di una struttura democratica, e instaurare un dialogo aperto con i credenti e le altre confessioni.
La frase di san Paolo «Tenete sempre in mano lo scudo della Fede”» non è una esortazione a difendersi da un nemico.
La frase di san Paolo intende dire che il cristiano deve vivere la propria vita alla luce della fede per essere nel mondo testimone preparato e credibile del Vangelo, della “Buona Notizia” che è Gesù Cristo stesso.
Il libretto è una veloce panoramica, un autentico “ripasso” degli avvenimenti e delle verità fondamentali della fede cattolica che non possono essere trascurati da chi vuole dare spessore alla propria vita spirituale.
Il libretto non ha assolutamente intenti moralistici, tuttavia, a volte, vengono dati anche dei riferimenti comportamentali di particolare attualità e importanza per una vita cristiana fedele al Vangelo.
Data la grande ricchezza di contenuti presenti nell'opera, è consigliabile, per una migliore riflessione, leggere con calma un capitolo per volta.
Il libretto è una veloce panoramica, un autentico “ripasso” degli avvenimenti e delle verità fondamentali della fede cattolica che non possono essere trascurati da chi vuole dare spessore alla propria vita spirituale.
Due spettri gemelli prendono sottobraccio la Chiesa cattolica in Italia. Il primo chiama in causa il rapporto con la politica e la società. Si è sviluppato dopo la dissoluzione del partito cattolico negli anni Novanta e con la scelta dei vescovi di tenere direttamente le fila dei rapporti con la politica e le istituzioni, fino a fornire indicazioni concrete di voto. Rapporti e indicazioni che hanno privilegiato in maniera strumentale l'elettorato cattolico nell'area politica di centro-destra, ma hanno avuto l'effetto di un silenzio fragoroso sulla crisi etica della vita pubblica e sociale del paese. Il secondo spettro soffia potente per cancellare la strada nuova aperta dal Concilio Vaticano II. Nel lontano 1965 si era delineata l'importanza di un diverso e consapevole ruolo dei laici, invece negli ultimi vent'anni è stata ratificata la subalternità dei laici rispetto alle scelte e alle decisioni prese dal vertice dell'episcopato. L'associazionismo è diventato strumento delle decisioni prese in altra sede dai vescovi. I due spettri sono gemelli, rovesci del medesimo problema che chiama in causa il difficile rapporto con la società italiana in rapido mutamento.
Se Dio è amore, e non potere, non può essere comunicato attraverso la Legge o la Dottrina, ma solo mediante gesti che trasmettono vita. L'amore incondizionato però scandalizza, perché la gratuità sovverte l'ordine del potere su cui si fonda ogni società, compresa la società particolare chiamata "Chiesa". I "versetti pericolosi" narrano l'episodio dell'adultera: ci vollero tre secoli prima che questi undici scandalosi versetti di Luca trovassero ospitalità nel Nuovo Testamento e altri due per essere inseriti nella liturgia. Ma parlando del passato, Maggi allude al presente e suscita un vento di profetica ribellione contro una fatua spiritualità dell'apparire e del potere. Bibbia alla mano, ecco un viaggio capace di stravolgere il comune modo di guardare alle cose. Una rivoluzione nell'alfabeto dei sentimenti e nella cultura dei valori, che sostituisce l'amore alla forza, la misericordia al castigo, la generosità all'interesse. In Italia, dai tempi di David Maria Turoldo, nessuno riusciva a leggere con tale forza i testi sacri del cristianesimo.
Per il credente, il farsi carne del figlio di Dio è luogo storico-salvifico ed escatologico che ha reso possibile la piena comprensione del valore della corporeità, e da Cristo e in Cristo il corpo è anche il luogo del farsi della Chiesa, nuova umanità. Scegliendo il corpo come luogo teologico della sua indagine, lo studio propone diversi itinerari disciplinari che, nella circolarità tra presupposti antropologici ed esiti teologici (ed ecclesiologici, in particolare) prospettino una rinnovata comprensione del compiersi del corpo ecclesiale.
"Ho iniziato a studiare, seppur in piccola parte, il mio credo religioso, avvicinandomi, principalmente, ad alcuni scritti proposti dal Magistero (il primo interprete della Parola di Dio, scritta o trasmessa), con l'intento preciso di capire verso quale direzione si stia incamminando il cristianesimo nel nostro ambiente sociale. Mediante questo volumetto, agile e altamente divulgativo ho inteso predisporre un breve (ma "robusto") itinerario di lavoro utile per tutti coloro che intendono capire se la fede che informa la loro quotidianità è in sintonia con ciò che, almeno in parte, il Magistero insegna."
Che senso ha quel giuramento che ancora si fa pronunciare al testimone prima di essere interrogato dal giudice? Un comandamento che appare "nano" al cospetto degli altri, poiché sembra ruotare solo intorno all'asse giudiziario, ma la sua portata assume un'estensione ben superiore: esso attraversa la vita di tutti, chiama in causa la moralità del singolo, la difficoltà delle sue scelte e l'eticità delle norme collettive. Essere testimone della verità davanti a Dio, davanti all'altro, e in ogni circostanza, significa scegliere un comportamento che non rechi danno al prossimo. Un comando che lascia aperti tutti i quesiti riguardanti la fonte della verità e delle norme, rivelando i rapporti sempre problematici tra etica e diritto.
Abbiamo bisogno di Dio, sì o no? Magari uno vive, mangia e dorme ugualmente; ma vuol sapere da dove è venuto fuori... e dove va. Soprattutto, sarebbe logico voler sapere se la vita che si vive sulla terra lascia qualche traccia: se l'amore e tutte le cose belle che non vorremmo mai perdere a un certo punto svaniscono come se non fossero mai state. Per quanto l'uomo d'oggi sia condizionato a non porsi questa domanda, quando ci si pensa seriamente, ci si accorge che questa è la domanda più importante di tutte. Alcuni non-credenti si sentono immuni da ogni argomentazione, perché la loro resistenza si fonda su anni di inibizione del desiderio di Dio. Un'inibizione ottenuta con metodi messi a punto nel corso dei secoli. Il presente volume intende dapprima confutare alcuni pregiudizi correnti rispetto alle persone con convinzioni religiose; in seguito vengono prese in esame le prove dell'esistenza di Dio e dell'anima umana, tenendo conto delle obiezioni formulate da alcuni pensatori; infine, si farà cenno ad alcuni aspetti poco noti dell'insegnamento cattolico.
L'Autore, intrecciando percorsi storici e teoretici, ripercorre con questo libro gli argomenti che il pensiero occidentale ha messo in campo per giustificare l'inizio" dell'universo. "

