
Il presente volume indaga i segreti che si celano dietro la scelta di Papa Bergoglio nell'assumere il nome di Francesco. Dentro quel nome c'è una sfida, l'intera idea della Chiesa che il Santo Padre vorrebbe proporre all'umanità del terzo millennio. Luigi Accattoli, all'interno della Presentazione del volume, individua in padre Grieco - francescano conventuale che la vita ha chiamato a farsi interprete dei Papi - la sua capacità di passare in rassegna "le "parole francescane" del Papa argentino, le sue parlate "scalze", i "gesti "che non sono mai separati dalle parole"". Padre Grieco infatti descrive il Pontefice, capitolo dopo capitolo, "con la sua semplicità di vita basata sull'essenziale, sulla povertà, sulla discrezione, sull'umiltà, sulla capacità di parlar chiaro".
Il libro affronta il tema del "male" per come è avvertito oggi (violenza diffusa, indifferenza per l'altro, odio legittimato) e come conseguenza delle ideologie, degli autoritarismi, dei terrorismi, delle oppressioni, degli imperialismi, delle mafie da cui la società è pervasa. Il "grande male" quindi. È un tema smisurato, di cui la stessa Bibbia rende conto presentando molteplici dimensioni e situazioni. Senza avere la pretesa di dire tutto, il testo di Christian Albini sceglie una prospettiva con cui mettere a fuoco il discorso e lo incanali in una direzione. E lo fa a partire da come il male è presentato nella Bibbia per cogliere soprattutto l'atteggiamento del credente che vi resiste. Il cuore del libro è nei capitoli in cui è presentata quella che può essere definita come un'eredità contemporanea della tradizione biblica. Nel 2016 cadono i centodieci anni dalla nascita di due figure chiave del Novecento: Hannah Arendt e Dietrich Bonhoeffer. Per la prima volta si realizza una comparazione tra le due importanti vie di resistenza al male da loro vissute ed elaborate: una è impostata sulla ragione e l'altra sulla fede; in una l'agire nasce dal pensare e nell'altra dall'ascoltare la Parola di Dio. L'urgenza di "risvegliare l'umano" in quest'epoca di grandi sofferenze chiede ancora il loro contributo: per lo sforzo di fiducia nell'umanità della filosofia di Hannah Arendt e per il pensiero critico nei confronti del cristianesimo della teologia di Dietrich Bonhoeffer.
l presente volume contiene la lectio magistralis del professore Inos Biffi. Il testo contiene una riflessione chiara ed illustrata dalle citazioni di san Tommaso d’Aquino della vocazione metafisica della ragione. La Prefazione è a cura di Georges Cottier e la Postfazione di Wojciech Giertych.
Quattordici interviste a donne protagoniste del cattolicesimo contemporaneo. Voci molto diverse fra loro: religiose, studiose, docenti universitarie, economiste, giornaliste, scrittrici, madri. Donne che parlano di fede ma anche delle loro vite, delle loro esperienze, del loro impegno nella società. Un puzzle variegato che aiuta a scoprire e capire un altro punto di vista – spesso nascosto e poco valorizzato, ma prezioso e a tratti inedito, sorprendente – nella compagine ecclesiale: quello delle donne.
“C’è la teologa accanto alla matematica, la mamma vicino all’abadessa la missionaria a fianco della storica. Sentirle parlare è un arricchimento, a prescindere da come ci si collochi rispetto a quello snodo cruciale dell’esistenza che si chiama ricerca di Dio”.
Dalla Prefazione di Myriam Defilippi
Il libro, firmato da esperti dell'universo di Lewis, conduce il lettore a entrare nel cuore delle "Cronache di Narnia" a vantaggio di quanti a scuola, in famiglia o al catechismo vorranno accostare, attraverso il leone Aslan e gli altri personaggi, niente meno che il protagonista del Vangelo: Gesù Cristo. Le "Cronache di Narnia", scritte da C.S. Lewis alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso, sono rimaste praticamente sconosciute in Italia fino all'uscita del primo film ispirato dalla saga, "Il leone, la strega e l'armadio" di Andrew Adamson. Solo oggi, con molti anni di ritardo, la critica italiana ne sta cogliendo lo spessore, apprezzando le implicazioni di un viaggio verso la realtà, un viaggio che permette ad ogni persona, bambino o adulto, di riflettere su se stesso e sulla vita.
Il titolo di questo libro fa allusione ad una "chiamata", parola sovente utilizzata in teologia al punto di devenire banale. Ma le cose cambiano se si considera il contesto della parola e chi chiama. Il contesto, in questo caso, è legato allo statuto d'essere o, se si vuole, al tratto fondamentale dell'identità dell'uomo cristiano che implica una dignità assolutamente unica che nessuno in questo mondo può attribuirsi. Qui è in gioco lo spessore divino dell'uomo che dalle origini del mondo ha interessato la creatura umana fino a cadere nella trappola del diavolo, il quale, conoscendo bene i suoi desideri innati, le offre falsamente la possibilità di alzarsi da sola alla cima del divino. Dico "falsamente" perché la "chiamata" come la sua realizzazione ha, come già suggerito, bisogno di un di più che l'uomo può solamente ricevere, mai darsi. Ricevere da chi? Dall'unico uomo in questo mondo che è vero Dio, Gesù di Nazareth, il Figlio del Padre rivelato come Amore illimitato capace di far passare l'uomo, piccolo, allo stato d'infinitamente grande o, con le parole di Paolo, di "creature nuova", cioè di una "altra specie" di quella puramente terrena. Da questo dono scaturisce una vita morale che supera il puro umano e che prende i tratti essenziali dell'adorazione o del culto che si incarna in un servizio incondizionato verso i fratelli.
L'autore in questo breve saggio focalizza l'attenzione sulla figura del padre del nostro tempo, coniugando l'esperienza personale di paternità e professionale di psicoterapeuta. Conduce il lettore, con delicatezza e progressione, verso la comprensione del volto del Padre Celeste dimostrando che Dio è un modello raggiungibile di ogni paternità, per l'oggi e per sempre. Una progressione che diventa bene grande, desiderabile e necessario, una conquista indispensabile per il futuro dell'umanità.
Il Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Famiglia offre in queste pagine una lettura dell'esortazione apostolica di papa Francesco ricca di spunti di riflessione e di vita pratica. Un compendio denso di consigli per aiutare gli sposi a vivere nella stessa fedeltà d'amore di Dio; e per aiutare i sacerdoti e gli operatori della pastorale famigliare ad accompagnare gli sposi, anche divorziati, con uno sguardo di misericordia attento alle Verità di vita che Gesù ha esposto nel suo Vangelo.
Pur in mezzo alle tensioni e ai conflitti che costantemente si riaccendono nel cuore delle persone e dei gruppi, chi vuole essere riconciliatore è invitato a fare leva più su ciò che unisce che su ciò che divide e sugli aspetti positivi, siano essi manifesti o latenti.Tuttavia, operare come riconciliatori non è né facile né immediato e la condizione primaria è di essere riconciliati nelle varie relazioni costitutive, cioè con se stessi, con Dio, con gli altri, con la vita. Sul tema il testo presenta alcune riflessioni e alcune esercitazioni spirituali che pongono l'accento non sul limite da riconoscere e sulla tristezza, ma sull'amore e sulla certezza della salvezza.
Allers è considerato uno dei più lucidi ed efficaci critici del sistema psicoanalitico freudiano - Louis Jugnet l'ha definito "l'anti-Freud". All'idea di uomo scisso sia al suo interno che dal mondo, Allers contrappone quella di uomo come un "intero", ossia una interrelazione di parti non separabili l'una dalle altre e strettamente interconnesse tra loro. Inoltre, l'uomo è intimamente legato al mondo che lo circonda. La presente opera, edita a Londra nel 1932, costituisce - insieme a "The Successful Error del 1940" - la "pars destruens" del lavoro di Allers. In questo lavoro l'intellettuale cattolico prende in esame le basi teoriche di quelle che all'inizio del secolo scorso venivano chiamate le "nuove psicologie" - la psicoanalisi freudiana e la psicologia individuale di Adler - in contrapposizione alla psicologia sperimentale della fine del diciannovesimo secolo.
Gli autori propongono una riflessione molto approfondita, ma allo stesso tempo agile e di facile lettura, delle opere di misericordia nell’educazione sia da una prospettiva teologico-pastorale sia da un punto di vista didattico-pedagogico. L’opera è strutturata in due parti. Nella prima vengono sviluppate – in chiave moderna – le opere di misericordia corporale e spirituale con una serie di riferimento alla Parola di Dio, ai Padri della Chiesa e al Magistero. Nella seconda parte, invece, si presentano dieci intersezioni tra misericordia ed educazione, in cui si affrontano – attraverso esempi pratici e modelli teorici – i temi della testimonianza cristiana nella docenza, nello studio, nell’incontro e nelle tante forme di educazione informale. L’auspicio è che tale sussidio possa essere uno strumento utile per chi è impegnato ogni giorno nella missione educativa della Chiesa. La Prefazione al volume è a cura del cardinale Giuseppe Versaldi, Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica.
Negli ultimi anni la questione del "genere" si è imposta all'attenzione della società, creando interrogativi e disorientamento sul piano politico ed educativo. Esiste una teoria del genere? Che cosa propone la cultura che si ispira a questa teoria? Ci sono valori da riconoscere nella cultura del genere? Può avere un senso parlare di identità di genere?... Questa pubblicazione è un agile strumento per gli educatori: raccoglie domande frequenti che vengono poste dai giovani (e meno giovani) sulla questione del genere e abbozza possibili risposte sul piano antropologico, educativo e sociale in una visione armonica, biologica e culturale, della persona.

