
Forse è la prima monografia che studia insieme 1Cor 1,26-31 e 1Cor 2,1-5 formalmente paralleli. Il rigoroso metodo di studio adottato permette di chiarire il senso e la funzione non solo delle due pericopi parallele, ma anche dell'intera sezione in cui esse sono inserite, la quale, diversamente, risulta essere frammentaria e priva di un legame logico. Dalla ricerca emerge la grande abilità di Paolo nel comunicare il Vangelo e la grande ricchezza teologica dei due brani, che spingono i lettori, di ieri e di oggi, a concentrare la propria attenzione su Dio e su Cristo per quanto hanno fatto per noi. Su di loro, infatti, si fonda l'identità della Chiesa e dei suoi ministri. Lo studio dimostra, inoltre, che i due testi non parlano di opposizione e incompatibilità tra fede e ragione.
Descrizione
La divinità di Gesù rappresenta il nucleo essenziale della predicazione cristiana, fin dai suoi albori. Essendo da sempre presso il Padre (Gv 1,1-3), egli è quindi il Differente da tutto e da tutti: per natura, origine, missione e finalità. Seguendo un approccio interdisciplinare, il presente saggio vuole offrire un contributo significativo alla riflessione sulla persona di Gesù, e sull'oggettiva differenza che deriva dalla sua divinità rivelata, definita, testimoniata e annunziata dalla Chiesa.
Edoardo M. Palma, nato nel 1973, è laureato in Ingegneria Civile all’Università degli Studi della Calabria. Ordinato Presbitero per la diocesi di Catanzaro-Squillace, ha conseguito la Licenza e il Dottorato in Sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico di Roma. Attualmente è Docente Incaricato Associato alla Pontificia Università Gregoriana. Vive la spiritualità del Movimento Apostolico.
Contributi di:
Edoardo M. Palma, Emmanuele Rotundo, Remo Fiorentino, Nicola Rotundo, Davide Riggio.
Un lavoro di Teologia Spirituale sulla figura di San Filippo Neri che nasce dalla consapevolezza della grande attualità della sua testimonianza.
DESCRIZIONE
La Chiesa si trova sempre in stato di discernimento per leggere i segni dei tempi. Tra resistenze venate di nostalgia e spinte in avanti ancora incerte, la teologia cerca di dare il suo contributo perché i percorsi pastorali siano ancorati ad una visione di fede solida ed aperta alle novità dello Spirito. La teologia spirituale ha il compito di cercare nella Tradizione quelle tracce di percorso che dalla memoria viva del passato sono capaci di aprire veri orizzonti di speranza. San Filippo Neri, padre nello spirito, parla al nostro tempo assetato di relazioni vere, che mentre desidera libertà si ritrova bloccato, senza itinerari capaci di togliere la paura di girare a vuoto nel supermercato delle infinite proposte della postmodernità. Accogliere la sua testimonianza, cercarne il fondamento in una antropologia teologica positiva, lasciarsi portare dalla sua gioia può essere un tassello importante nel mo mosaico di una
visione realmente spirituale del presente.
AUTORE
Andrea Franceschini è presbitero della diocesi di Senigallia. Dopo la laurea in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Milano ha conseguito la Licenza in teologia dogmatica ed il Dottorato in teologia spirituale a Roma presso la Pontificia Università Gregoriana. Dopo essere stato responsabile di Pastorale giovanile e vocazionale nella sua diocesi, ora è Parroco ed Assistente dell’Azione Cattolica diocesana. Attualmente insegna teologia pastorale presso L’Istituto Teologico Marchigiano. Questa è la sua prima pubblicazione.
La collana GESTIS VERBISQUE è il frutto della collaborazione editoriale di Cittadella Editrice con l’Istituto Teologico Marchigiano di Ancona. Nella collana compariranno gli studi dei docenti dell’Istituto e gli Atti dei convegni.
Christianity Today nel 2006 ha definito questo libro uno dei più importanti libri che hanno influenzato l'evangelismo di tutto il mondo. In italiano il libro fu pubblicato per la prima volta nel 1979 da Voce della Bibbia Edizioni, con traduzione di Ginetta Manfredi e rivisto successivamente da Haulwen Morgan e Gianfranco Piccirillo. La ristampa che pubblichiamo ha ricevuto un ulteriore aggiornamento linguistico sempre a cura di Gianfranco Piccirillo.
DESCRIZIONE
In un tempo di crisi, quando la morte si intrufola nelle case, quando ci si può sentire in salute ma essere portatori del virus, quando ogni estraneo diviene una minaccia, quando si va in giro con le mascherine, quando le chiese sono chiuse e le persone muoiono senza nessuno che preghi al loro capezzale, allora questo è il tempo per il lamento. Per ammettere che non abbiamo risposte facili. Per rifiutarsi di usare la crisi come un altoparlante per ciò che dovremo dire in ogni occasione. Per piangere sulla tomba dei nostri amici. «Gioite con chi gioisce», ha detto Paolo, «e piangete con chi piange». Sì, e il mondo in questo momento sta piangendo. La chiamata della chiesa è innanzitutto quella di prendere il proprio posto, umilmente, al fianco di chi fa cordoglio.
AUTORE
Il Professor Tom Wright, autore di oltre ottanta libri, tra cui The Resurrection of the Son of God (2003, tr. it.2006), Paul: A biography (2018) è Research Professor di Nuovo Testamento e Cristianesimo delle origini all’Università di Saint Andrews e Research Fellow a Wycliffe Hall, Oxford. Precedentemente è stato vescovo di Durham (2003-2010).
Il concetto di persona ha attraversato la storia culturale dell'Occidente, trovando espressione in una serie di termini (sia nelle lingue classiche, sia in quelle moderne) il cui significato si è venuto progressivamente chiarendo in un processo storico-ermeneutico di sempre maggiore approfondimento. In confronto alla notevole mole di studi già dedicati alla tematica, il presente lavoro, da una parte, si inserisce tra le opere che affrontano la questione della persona considerando il percorso del suo sviluppo semantico, segnato dal passaggio dal referente antropologico - in età classico-ellenistica - a quello trinitario - nei primi secoli del cristianesimo - per poi tornare - attraverso la mediazione cristologica - a esprimere una rinnovata concezione dell'uomo, in una continua e inesauribile circolarità. Dall'altra parte, privilegiando l'ambito trinitario, lo studio intende cogliere e sviluppare il nesso tra persona e relazione, indagando la connotazione sempre più relazionale assunta dai termini indicanti la nozione di persona, nonché il parallelo ripensamento della categoria di relazione che, a partire da una dimensione esclusivamente accidentale, giunge ad avere una valenza "dialogica" e infine "trialogica". Il percorso è compiuto soffermandosi solo su quegli snodi ritenuti più significativi (dall'Antichità al Concilio di Nicea, dai Padri della Chiesa ai Dottori medievali, fino agli esiti contemporanei), in un dialogo tra istanze filosofiche e istanze teologiche, senza il quale l'idea di persona sarebbe difficilmente immaginabile.
«I teologi della Pastorale accusano il Diritto canonico di non avere una agilità sufficiente e di mancare d'efficacia strumentale. Essi non dimenticano che la finalità del Diritto canonico è la salvezza delle anime. [...] Il Diritto canonico è uno strumento per la Pastorale, e [...] come tale si deve continuamente revisionare la sua fedeltà teologica ed il suo adeguamento pastorale. La costituzione sociale della Chiesa, non essendo immutabile che nelle sue linee sostanziali, rende questa revisione possibile; e le necessità cangianti della Pastorale la rendono necessaria» (Editoriale, in Concilium, 1965, n. 8).
Il rapporto sponsale Cristo-Chiesa costituisce per il Concilio Vaticano II (cf. SC 5) il legame sorgivo del dinamismo sacramentale. Il contributo del presente lavoro ci colloca nello sguardo a questo rapporto fondativo attraverso l'occhio sapiente di S. Agostino. Un lavoro che si rivela originale nell'indicare la simbologia sponsale non solo quale chiave di lettura privilegiata del rapporto Cristo-Chiesa, ma nel cogliere proprio in questo orizzonte simbolico la comprensione agostiniana del sacramentum, focalizzato nella significativa analisi dell'iniziazione cristiana.
È una raccolta di testi di approfondimento teologico lungamente pensati dell'autore, che, con evidente coinvolgimento personale, analizza, cercando il metodo ermeneutico più adatto, sette temi scelti riguardanti una pluralità di aspetti della cultura teologica, e di alcuni dei suoi autori maggiori, con l'intenzione di mostrarne, spingendosi oltre l'ovvio, il duraturo legame con la attuale complessità dei giorni nostri.
Possono i grandi temi della teologia eucaristica essere colti in prospettiva unitaria a partire dalla forma celebrativa dell'Eucaristia? Se nella pre-sente stagione ecclesiale una tale domanda è sollecitata dalla riconsegna del Messale di Paolo VI nella terza edizione italiana, è tuttavia un interrogativo costante, o tale dovrebbe essere, per chi si interessa di teologia dell'Eucaristia, come an¬che della sua prassi liturgica e devozionale. Uno sguardo alla storia rivela notevoli oscillazioni nella comprensione dei vari aspetti del mistero eucaristico, trattati ora in modo coerente e organico, ora quasi autonomamente l'uno rispetto agli altri. I contributi raccolti nel volume intendono studiare l'impatto della nuova forma celebrativa scaturita dal Messale di Paolo VI sulla teologia eucaristica a partire dai principali temi della teologia sistematica. Il punto di osservazione è quello delle categorie classiche di presenza, sacrificio e comunione, per cogliere in un secondo mo¬men¬to l'apporto singolare della teologia liturgica a ciascuno di questi temi. Nel dialogo a due voci tra i teologi sistematici e i liturgisti è emersa la necessità che l'odierna teologia dell'Eucaristia integri sempre più nel suo pensiero la nuova forma rituale e il nuovo modo di pensare il sacra-mento a partire dalla sua concreta celebrazione.
Gli abusi spirituali, le violenze sessuali e le ingerenze nei cammini delle Chiese locali e nel ministero del Vescovo di Roma sono solo alcuni indicatori di una delle maggiori difficoltà della Chiesa cattolica: l'incapacità di sostenere le proprie ragioni teologiche nella vita quotidiana degli uomini e delle donne di oggi. La mancanza di un'ecclesiologia inserita nel quadro della storia delle istituzioni dell'Occidente europeo vanifica infatti ogni tentativo di riconfigurazione istituzionale del corpo ecclesiale, al fine di renderlo evangelicamente rispondente alla condizione contemporanea. Situare la Chiesa nello spazio pubblico vuol dire, quindi, pensarla nel gioco di intrecci e relazioni che si intessono tra le istituzioni, inserendosi nell'alveo della loro storia. In altri termini significa comprendere la dimensione teologica della Chiesa come un'istituzione non esente e immune, ma coinvolta nelle dispute che danno forma all'insieme della socialità comune.
Il presente volume raccoglie gli Atti di un Convegno dei docenti della Facoltà Teologica dell'Italia Centrale, svoltosi a Firenze (5-6 ottobre 2018). A partire dalle provocazioni di papa Francesco, i vari contributi cercano di approfondire, da un punto di vista interdisciplinare, quale forma oggi la Chiesa sia chiamata ad assumere per rispondere alle esigenze della contemporaneità. In questo contesto, «missione» e «sinodalità» rappresentano due termini-chiave che aiutano a cogliere l'identità non soltanto del popolo di Dio, ma anche del singolo battezzato all'interno del «noi» ecclesiale. Questo volume introduce all'interno dell'odierno dibattito ecclesiologico e vuole offrire un suo contributo alla riflessione ecclesiale sulla riforma della Chiesa.

