
Il volume è uno studio sul pensiero filosofico e teologico di Tomas de Jesus, carmelitano scalzo spagnolo (1564-1627). Egli fu chiamato a Roma dal Papa e inviato nei Paesi Bassi per rispondere alla tesi dei protestanti con una "Censura" all'anonima "Theologia Deutsch" che si stava diffondendo in quell'area. La ricerca di Elisabetta Zambruno getta così una nuove luce non solo sul pensiero e l'opera di Tomas de Jesus, ma anche sulle controversie tra cattolici e protestanti nel XVI secolo.
Una introduzione alla conoscenza dei maestri piu celebrati nella storia del cristianesimo.
Un trattato che propone un'indagine storico-fenomenologica e che offre un'opportunità di ripensamento per la pratica e la vita spirituale dei ministeri ordinati.
Dalla quarta di copertina:
Da quando la Lettera agli Ebrei ha illustrato la fine del sacerdozio antico grazie all’apparizione dell’unico sommo sacerdote, Cristo, la riflessione teologica non ha ancora trovato una comprensione del tutto soddisfacente del ministero ordinato. Anche le acquisizioni più recenti, che pretendono di rifarsi alla tradizione neotestamentaria, fluttuano tra due visioni fondamentali: l’una, più cristologica, vede nel ministero ordinato la riproposizione del ministero di Cristo di fronte alla Chiesa; l’altra, più ecclesiologica, vi vede invece l’attuazione più alta della ministerialità della Chiesa tutta. Le due visioni possono legittimamente richiamarsi sia agli scritti normativi delle origini cristiane sia agli interventi del Magistero cattolico sia alla tradizione teologica. Né l’una né l’altra riescono tuttavia a delineare in forma compiuta l’origine, il senso e la funzione del ministero ordinato.
Stante questa situazione, il trattato sul Ministero ordinato propone un’indagine storico-fenomenologica. Partendo dai problemi che l’attuale congiuntura ecclesiale e teologica pongono, si interroga la storia per cogliere le costanti di una comprensione e per mostrare che l’alternativa richiamata tra visione cristologica e visione ecclesiologica non ha ragion d’essere; come pure non trova giustificazione il rifiuto della dimensione sacerdotale del ministero. Se questa è stata dominante per molti secoli, fino ad apparire l’unica, grazie al Vaticano II essa è stata integrata, proprio grazie al riferimento cristologico in una concezione che, senza escluderla, la arricchisce e ne mostra pure la valenza spirituale.
Il testo che il lettore si trova tra le mani, se è pensato in primo luogo per la scuola, offre anche un’opportunità di ripensamento per la pratica e la vita spirituale dei ministeri ordinati.
Una grande opera a cura del Centro Internazionale Vocazionale Rogate di Roma. Oltre 150 concetti spiegati in prospettiva vocazionale. Uno strumento scientifico che intende presentare il meglio di cio che la riflessione teologica ha 'pensato' finora in tema di vocazione e di vocazioni nella Chiesa, ma anche uno strumento 'pastorale', pratico e costituvamente legato all'esperienza di fede. Ogni voce del Dizionario e una piccola monografia che, al di la dell'omogeneita della stesura e degli adattamenti redazionali, conserva le sue peculiari caratteristiche. Una guida che aiuta ad impostare correttamente i problemi della pastorale delle vocazioni.
L'opera presenta una proposta articolata di sintesi per la Teologia fondamentale nel contesto della problematica contemporanea.
Dalla quarta di copertina:
L'opera presenta una proposta articolata di sintesi per la Teologia fondamentale nel contesto della problematica contemporanea.
Dopo il "Congresso internazionale di teologia fondamentale" (Roma 1995), dove si è delineata una grande convergenza tra due importanti scuole di Teologia fondamentale: la scuola di Tubinga (Germania), e quella dell'Università Gregoriana (Roma); e dopo la pubblicazione dell'Enciclica di Giovanni Paolo II, Fides et ratio (1998), che incide anche su una impostazione della Teologia fondamentale, il prof. Salvador Pié-Ninot ha ripreso e rielaborato il suo trattato di teologia fondamentale, il più diffuso nell'ambito di lingua spagnola, proponendo questa nuova opera aggiornata ed interamente rinnovata.
Dopo l'introduzione sull'identità attuale della Teologia fondamentale, la trattazione procede con un capitolo sull'adagio "conosci te stesso", che porta a concepire la credibilità come proposta di senso, teologica, storica e antropologica. I tre capitoli seguenti si concentrano sulle tematiche: Rivelazione, Cristologia fondamentale e Ecclesiologia fondamentale, in un costante dialogo tra i dati della fede e le interpellazioni del pensiero contemporaneo, moderno e postmoderno. La trattazione evidenzia punti di attualità molto significativi, come: il valore filosofico della Rivelazione; la categoria di "universale concretum"; la "Third Quest"; il "luogo" della Chiesa nella fede; e le nuove questioni concernenti il Magistero ecclesiastico.
L'opera si orienta in definitiva verso la categoria della testimonianza come segno ecclesiale della credibilità, perché sia reso possibile in nuove forme e per il nostro mondo il "dare ragione della speranza" (1 Pt 3,15).
Introduzione agli orientamenti piu promettenti della teologia contemporanea.
La teologia sistematica odierna certamente si caratterizza per un dichiarato orizzonte di tipo storico. Si tratta tuttavia di una prospettiva piuttosto recente. È infatti nel secolo XX che la teologia viene obbligata a uno sforzo di riflessione completamente nuovo, in grado di fissare i confini esatti di ciò che si intende oggi con l’espressione "teologia della storia". Con tale termine non si fa direttamente riferimento soltanto a una "teologia situata" in quanto coscienza credente dei diversi momenti storici e culturali, né a una ermeneutica storico-salvifica in quanto componente di una certa lettura della rivelazione cristiana, ma si guarda alla storia nell’orizzonte di un principio che le viene dato: la salvezza che si realizza nella storicità di Gesù Cristo, eterno Figlio del Padre, incarnatosi nella pienezza dei tempi.
L’idea stessa di "storia della salvezza", così com’è da noi posseduta e utilizzata, annida la sua ragione d’essere proprio a cavallo degli anni cinquanta, a tal punto che essa può anche definirsi il migliore risultato della teologia della storia di un secolo, quello XX, che "pensava" storicamente.
La ricerca – separata per autori: G. Thils, H.U. von Balthasar, J. Daniélou, J. Ratzinger, K. Rahner, J. Mouroux, M. Seckler, M. Bordoni, H.-I. Marrou, W. Kasper e altri – si muove tra i modelli cattolici rintracciati negli anni tra il 1950 e il 1970, mette in evidenza i tratti della riflessione teologica immediatamente precedente al Vaticano II, rileva le linee emergenti della teologia postconciliare e fissa alcune prospettive per una proposta speculativa e dottrinale volta alla teologia della storia della salvezza nel futuro.
Note sull’autore
Gianluigi Pasquale (Vicenza, 1967) è religioso sacerdote Cappuccino della Provincia Veneta di "Sant’Antonio". Ha studiato Lettere e Filosofia all’Università "La Sapienza" di Roma e ottenuto il Dottorato in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana, dove è stato Assistente Scientifico nella Facoltà di Teologia dal 1999 al 2001. Ha trascorso soggiorni di studio in Germania, U.S.A. e, nel Regno Unito, al Greyfriars Hall di Oxford. Attualmente è Vice-Preside a Venezia dello Studio Teologico "Laurentianum" dei Cappuccini Veneti, affiliato al P.A.A. di Roma, dove insegna teologia sistematica come professore stabile. Ha pubblicato numerosi articoli in riviste scientifiche di teologia e filosofia, di molte delle quali è collaboratore redazionale.
"Le pagine di questo testo sono mosse dal desiderio di mostrare che in Gesù di Nazaret Dio ha parlato in maniera definitiva all'umanità. La sua rivelazione e la credibilità che l'accompagna possono essere significative anche per l'uomo contemporaneo. Immerso sempre più nel successo di nuove scoperte, questi sembra non accorgersi che la sua esistenza, paradossalmente, diventa sempre più fragile. Dopo la fatica, pagata a caro prezzo, per la conquista di una società democratica, l'essenziale viene rimesso in discussione per l'emergere di atti violenti contro l'umanità, facendo sprofondare intere generazioni nella paura e nell'angoscia. La verità, la libertà, la stabilità sembrano congedarsi da noi a volte in maniera silenziosa, per la mancanza del coraggio e della parresia, altre volte per la paura del sangue che colpisce l'innocente. La fede non è esclusa da questo processo. […] Componente essenziale della fede è la sua intelligenza. Essa si sviluppa in maniera privilegiata nella ricerca teologica, attraverso la quale si interroga il mistero e si cerca di esprimerne la ricchezza, pur nella povertà degli strumenti linguistici. È questa la sfida che si deve cogliere" (dalla Prefazione, 17 settembre 2001).
Malgrado il suo impegno di teologo sia oggi sempre più compresso dalle esigenze del ministero episcopale, l’autore ha felicemente risposto alla sollecitazione di rimettere mano a un volume che in sedici anni ha raccolto grande plauso tra gli specialisti internazionali, è stato tradotto in varie lingue (inglese, francese, spagnolo) e ristampato ben sette volte. A testimonianza dell’impegno profuso da mons. Fisichella basti rilevare che, pur conservando l’impianto della prima edizione, la nuova redazione ne ha pressoché raddoppiato il numero delle pagine.
Note sull’autore
Rino Fisichella, nato a Codogno (LO) nel 1951, ordinato sacerdote nel 1976, dottore in teologia dal 1980, ha compiuto studi teologici presso la Pontificia Università Gregoriana. Dopo alcuni periodi di ricerca in Germania, Francia e Stati Uniti, dal 1981 ha insegnato teologia fondamentale alla Pontificia Università Gregoriana. Dal 1998 vescovo ausiliare di Roma, nel 2002 è stato nominato rettore della Pontificia Università Lateranense. Con le EDB ha pubblicato: Storia della teologia. 3. Da Vitus Pichler a Henri de Lubac (a cura di), Bologna 1996 e, insieme a Guido Pozzo e Ghislain Lafont, La teologia tra rivelazione e storia. Introduzione alla teologia sistematica, Bologna, 21999.

