
Questo libro ha un obiettivo ambizioso: spazzare via un cristianesimo fatto di riti, dottrine, strutture, che ricopre con la polvere dell'abitudine e dell'incredulità mascherata da religione la memoria viva della parola e dell'azione di Gesù. È ora di chiederci quanto Vangelo ci possiamo permettere nella nostra vita. È ora di chiederci se sia possibile parlare di fede o di religione senza conoscere Gesù. Se sia immaginabile pensare a Dio senza confrontarsi con Lui. Se sia sensato impegnarsi per un mondo migliore senza ascoltare le sue parole. Leggendo il Vangelo noi vediamo un vero uomo, un vero maestro di umanità che continuamente cerca di rivelare il mistero che percepisce dentro e fuori di sé: quello di un Dio che chiama Padre. Per questa sua fede Gesù è morto e risorto. Per questa fede è necessario lottare e testimoniare ancora oggi. Togliendo la polvere che ha ricoperto il volto di Gesù.
Come possono due persone, quasi della stessa età, con formazione simile e con lo stesso interesse professionale per la scienza, approdare a posizioni divergenti riguardo al mistero che precede la scienza stessa, cioè l’origine e l’esistenza del cosmo e di noi stessi?
Per rispondere a questa sorta di “giallo filosofico”, i due autori hanno sviluppato in queste pagine un dialogo serrato sugli aspetti principali della religione, senza la pretesa di porre fine a questioni secolari, ma con l’intento di meglio definire e comprendere le reciproche posizioni.
Pur partendo da prospettive opposte (cristiano l’uno, agnostico l’altro), infatti, attraverso il dialogo – come ci hanno mostrato Platone e Galileo – si possono scoprire nuove vie di accesso alla verità filosofica o scientifica.
Anche noi, come il Sigismondo di Calderón de la Barca, ci troviamo a vivere in un mondo complesso e inspiegabile, meraviglioso e terribile, che ci apre a mille interrogativi.
la Beata Eugenia Picco e la spiritualità del Sacro Cuore.
Un piccolo libretto per i bambini su Santa Caterina Labouré.
In occasione del settantacinquesimo genetliaco dell'arcivescovo metropolita di Firenze il cardinal Giuseppe Betori, le due istituzioni accademiche che lo hanno avuto come loro gran cancelliere, la Facoltà Teologica dell'Italia Centrale di Firenze e l'Istituto Universitario Sophia di Loppiano, si sono fatte promotrici di questa miscellanea in suo onore. La frase che il cardinal Betori stesso ha scelto in vista della redazione di questo volume, e che rappresenta l'orizzonte ideale dei contributi in esso contenuti, è l'incipit della Dei Verbum, la costituzione dogmatica del Concilio Vaticano Il sulla divina rivelazione: «Dei Verbum religiose audiens et fidenter proda-mons». In queste parole egli ha voluto infatti racchiudere e quasi sintetizzare lo spirito e l'impegno dell'intero suo itinerario di servizio alla comunità ecclesiale, che si può senz'altro articolare in tre grandi tappe: gli studi e l'insegnamento della Sacra Scrittura, il lavoro svolto in qualità di segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana e, infine, il suo ministero come arcivescovo di Firenze. Il volume, frutto di un fervoroso e condiviso lavoro di progettazione, stesura e confezione, vuole esprimere il sincero ringraziamento che la Facoltà Teologica dell'Italia Centrale e l'Istituto Universitario Sophia rivolgono al loro comune gran cancelliere per il servizio attento, generoso e puntuale da lui reso in questi anni: nella viva comunione ecclesiale in Cristo, «qui mediator simul et plenitudo totius revelationis exsistit» (DV 2).
Il volume costituisce un'ampia trattazione della morale sociale cristiana e dei suoi fondamenti storici e sistematici. Una articolata trattazione di problemi che sono al centro dell'interesse dell'umanità e della Chiesa di oggi. L'Autore nella prima parte di questo libro traccia le linee storiche della morale sociale (messaggio biblico, periodo patristico, periodo medieval e moderno); nella seconda espone la genesi e lo sviluppo della dottrina sociale della Chiesa sino al magistero di Benedetto XVI; nella terza richiama i valori e principi dell'etica sociale cristiana; nella quarta l'etica sociale della ricerca teologica.
La preghiera del Padre Nostro e le radici cristiane della vita, della famiglia e della società.
In un mondo dilaniato da discordie, sofferenze ed eventi disastrosi, la Fede è ancora capace di dare risposte luminose nell'oscurità del mondo? Perché il mondo non può fare a meno della Fede? Don Stefano Tardani lo racconta a Federico Piana, giornalista di Radio Vaticana, durante una serie di interviste nella rubrica #poptheology - risposte di fede per l'uomo qualunque. Oggi quelle interviste sono state raccolte in questo libro che l'Autore affida al cuore e all'intelligenza di quanti vorranno aprirsi a una maggiore comprensione della "Bontà della Fede" per riscoprire il senso profondo della vita e dare un volto umano all'esistenza, che non può e non deve essere affidata alla sola tecnologia, al potere economico, politico o ideologico.
Chi non si è posto la classica domanda sul senso della realtà, della vita, della morte: da dove veniamo? Non c’è che mondo? Indipendentemente dalla risposta che ciascuno si è dato, queste sono domande di natura metafisica. Chiunque ricerchi il senso unitario delle cose che vive, della realtà che lo circonda affronta, forse senza saperlo, un’esigenza di natura metafisica, perché il senso di una realtà presa nel suo insieme è sempre al di fuori di essa. Esso va al di là; e così è anche per la realtà fisica che ci circonda, in cui viviamo e di cui siamo fatti.
Il volume ripercorre le categorie fondamentali della Rivelazione che illustrano i rapporti fra Dio, l’uomo e il mondo, studiando in modo particolare quei caratteri del logos di Dio e su Dio che fanno della Rivelazione una parola significativa e dunque ne giustificano l’appello nei confronti della ragione. Dopo aver esaminato in prospettiva storica come la ragione cerchi risposte alle domande ultime dell’esistenza legandole al problema di Dio, secondo un interrogare che è, quasi inseparabilmente, filosofico e religioso, l’Autore esamina la critica della ragione scientifico-filosofica alla possibilità di un discorso su Dio e alle modalità con cui si cercano risposte agli interrogativi sul senso dell’essere e della libertà.
Giuseppe Tanzella-Nitti (Bari, 1955) è professore ordinario di Teologia fondamentale presso la Pontificia Università della Santa Croce a Roma. Già dottore in astronomia nel 1977 presso l’università di Bologna e si è dedicato fino al 1985 alla ricerca scientifica, svolgendo lavori nel campo dell’astronomia extragalattica, prima presso l’Istituto CNR di Radioastronomia di Bologna e poi come astronomo all’Osservatorio Astronomico di Torino. È stato co-autore del primo Catalogo Generale di Velocità Radiali di Galassie (A Catalogue of Radial Velocities of Galaxies, Gordon and Breach, New York 1983). Dottore in teologia nel 1991 con una tesi sul pensiero trinitario di Matthias Joseph Scheeben, rivolge ora il suo interesse, da teologo, ai rapporti fra Rivelazione cristiana e cultura contemporanea e al dialogo fra teologia e pensiero scientifico. Fra i suoi volumi segnaliamo Questions in Science and Religious Belief (Pachart, Tucson 1992), La teologia, annuncio e dialogo (Armando, Roma 1996), Mistero trinitario ed economia della grazia (Armando, Roma 1997), Passione per la verità e responsabilità del sapere (Piemme, Casale Monferrato 1998), Teologia e scienza. Le ragioni di un dialogo (Paoline, Milano 2003), La verità della religione. La specificità cristiana in contesto (Cantagalli, Siena 2007), Lezioni di Teologia Fondamentale (Aracne, Roma 2007). Ha curato insieme ad Alberto Strumia il Dizionario Interdisciplinare di Scienza e Fede, per il quale ha firmato 15 voci (Città Nuova e Urbaniana University Press, Roma 2002) e dirige il Portale web “Documentazione Interdisciplinare di Scienza e Fede” www.disf.org, realizzato con la collaborazione del Servizio Nazionale della CEI per il Progetto Culturale e del Center for Theology and the Natural Sciences di Berkeley (CA), in lingua italiana e inglese, con oltre 200.000 pagine consultate ogni mese da tutto il mondo.
Cosa può oggi offrire la Teologia fondamentale a tutti coloro che si riconoscono impegnati nel compito di una nuova evangelizzazione? Il volume chiarisce la collocazione del sapere teologico entro il più ampio quadro del sapere filosofico e scientifico, e si interroga su come esso intercetti le domande dell'uomo contemporaneo. Se, da un lato, ciò implica riconoscere la sensibilità odierna verso un'immagine di Dio che sappia parlare al cuore e agli affetti, dall'altro, suggerisce di esplorare le convergenze fra il Dio di Abramo e il Dio dei filosofi e degli scienziati. Nella Parte I il testo affronta l'idea di una Teologia fondamentale come teologia in contesto e di fronte a un interlocutore, precisando quale ruolo propedeutico abbiano il sapere filosofico, in particolare i praeambula fidei, al momento di mostrare la "significatività" della Rivelazione, ancor prima di esaminare la sua "credibilità". Nella Parte II richiama alcune importanti forme di pensiero apologetico dal periodo patristico fino ai nostri giorni, riservando uno spazio a quei progetti sorti in dialogo con il pensiero scientifico, da Tommaso d'Aquino a Nicolò Cusano, da Blaise Pascal a Robert Boyle, da Newman a Blondel, da Antonio Stoppani a Teilhard de Chardin.

